anima / corpo
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benessere malessere, la scienza, lo spirito, la vita
17 dicembre 2002
Sul papa e il silenzio di Dio
Perché non riesco a prenderlo sul serio ? Perché questa volta non mi impressiona più che tanto ? Sto parlando del Papa e del suo ultimo grido d’angoscia, esternato mercoledì 11 dicembre a commento del profeta Geremia. Tutti i giornali ne hanno parlato con una certa enfasi, almeno quelli che io sfoglio abitualmente
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7 dicembre 2002
Siamo stanchi dell'aids (noi gay)
Siamo stanchi dell’Aids. Sono quasi vent’anni che se ne parla, quasi vent’anni che prudentemente indossiamo sterili preservativi, vent’anni che stiamo attenti a non scambiarci liquidi, vent’anni che come marchette pudiche ripetiamo ‘niente baci sulla bocca’ ecc. ecc. Un ventennio di sessualità ripulita da ogni odore e da ogni traccia, elementi che la rendevano così ricca, complessa, fumosa e memorabile. Scopiamo perché non ne possiamo fare a meno.
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18 novembre 2002
Ancora aperta la scuola dell'autocoscienza
Ripubblicato a più di venti anni di distanza dal primo lavoro di traduzione, interpretazione, riscrittura della realtà interiore ed esterna, di ri-posizionamento nel mondo, il “Lessico politico delle donne“ diviene occasione per riflettere sull’attualità di quello che si può oramai considerare “il metodo” dell’autocoscienza.
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> 18 dicembre 2002

Mi sento centenaria. Evviva

Quanto è simpatica l’ottuagenaria spot, l’arzilla vecchietta entrata da qualche tempo nelle nostre case grazie ad una pubblicità telefonica. Londinese, attrice di teatro, amante del ballo e dello yoga, Eileen Essel ha certamente portato una carica di vitalità a molti anziani. La vecchietta rapita dall’ospizio nella prima puntata dalla bella nipote, si ritrova ora svampita ma arzilla sul palco di un concerto rock appena concluso. Raccoglie il telefonino caduto al cantante uscito di scena e, nell’irreale silenzio di uno sterminato pubblico di ragazze, svela al microfono il suo numero personale. Esultanza!
Sono felice di vedere riabilitati gli anziani in una società ossessionata dalla giovinezza. A nessuno importa chi erano, come vivevano, quali erano le loro passioni o come ragionavano una volta. In compenso siamo invidiosissimi di quello che mangiavano. E’ un continuo rappresentare le nonne che sfornano “torte d’angelo” anche se sappiamo che hanno avuto due mariti, sono laureate in medicina all’università della Terza Età, fumano come un turche, giocano a carte tutta la notte e non sanno cucinare un uovo.
La longevità viene considerata un’aggressione passiva. Gli anziani ci rendono nervosi e consapevoli di quanto sia imminente il baratro. Stiamo per passare in prima fila ed esistono solo due metodi per avere un vantaggio sulla caducità: una vita corta e tormentata oppure, unica alternativa, una Vita Lunga. I problemi sono cominciati con una frase apparentemente innocua: “Hai l’età che ti senti”. Risultato? Un branco di gioiosi diciottenni avidi e insistenti che si rifiutano di condividere un solo giorno d’obsoleta adolescenza con chicchessia. Non ho mai sentito dire: “Mi sento centenaria, evviva!” Esiste comunque una buona notizia. I vecchi vengono festeggiati quando, con fatica, fanno quello che per gli altri è normale. “Legge il giornale e si allaccia le scarpe da solo! ” L’istruzione e i nodi alle scarpe entusiasmano solamente all’età di cinque e di ottantasei anni. Il resto del tempo, non interessano per niente.
Poco male, siamo così palestrati e ben messi da pensare che l’età sia una merce su cui abbiamo un’opzione. I compleanni sono una vendita porta a porta. Crediamo di poter dire “Non grazie, quest’anno non mi serve” per poi sentici ingannati quando arrivano comunque.“Sai che ti dico? L’anno prossimo non risponderò a quel dannato campanello.”
Per saperne di più consiglio di leggere il meraviglioso articolo di Natalie Angier sul N.Y.Times su “The importance of Grandma” (L’importanza della nonna).

Gaia de Beaumont






> da leggere
“The New York Times“ del 5 novembre 2002

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