anima / corpo
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benessere malessere, la scienza, lo spirito, la vita
31 luglio 2003
Adriano Sofri e le “ Gangs of '68 “
Nonostante siano persone di animo gentile, l’insistenza di Emanuele Macaluso o quella di Alberto Arbasino nel chiedere a Adriano Sofri che si faccia lui stesso promotore della grazia per sé, non mi convince.
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7 luglio 2003
L'omosessualità nel tempo della democrazia globale
Berlino e, una settimana dopo, Roma. Due manifestazioni (diverse, certo, quanto ai numeri :seicentomila la prima e ventimila la seconda) di orgoglio gay. Per ricordare altri tempi, altre imprese. Le imprese (e gli scontri con la polizia di New York) a Christopher Street
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3 giugno 2003
Il Dio delle donne
Sul libro di Luisa Muraro che si trascina dietro il linguaggio materno, l'intelligenza dell'amore e la differenza ragionano Franca Chiaromonte e Rosetta Stella
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10 maggio 2003

La prima porno-femminista?
Si chiamava Lilith e abbandonò l'Eden
All’età di 21 anni, Ovidie ha realizzato più di 40 lungometraggi, è la regista di due film porno e, il 6 maggio 2002, è stato pubblicato, in Francia, il suo primo libro: Porno Manifesto.
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2 maggio 2003
Venite in analisi, vi sentirete normali
" Se continuate a vivere, invecchierete?" "Quando mancate di ossigeno, provate una sensazione di soffocamento?.
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29 marzo 2003
“Nudus“, magazine sessualmente corretto
per libertini raffinati e militanti
Il " retour de l'ordre moral" annunciato dalla sinistra francese alcuni mesi fa ha già trovato la sua controtendenza
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18 febbraio 2003
Oscurantisti, giù le mani da Dolly
Dolly è morta. Aveva sette anni. E' stata soppressa perché "soffriva troppo", dicono i medici
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10 febbraio 2003
Le imbarazzanti verità del nudo
750 donne si spogliano per disegnare un cuore e uno slogan – no alla guerra – su una collina
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8 febbraio 2003
Bioetica: il travaglio della politica
Cattolici e musulmani, credenti e non credenti, ebrei e protestanti, donne e uomini
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12 gennaio 2003
Il valore del seme perduto
“Per fare un tavolo ci vuole il legno/ per fare il legno ci vuole l’albero/ per fare l’albero ci vuole il seme“
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18 dicembre 2002
Mi sento centenaria. Evviva
Quanto è simpatica l’ottuagenaria spot, l’arzilla vecchietta
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17 dicembre 2002
Sul papa e il silenzio di Dio
Perché non riesco a prenderlo sul serio ? Perché questa volta non mi impressiona più che tanto
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7 dicembre 2002
Siamo stanchi dell'aids (noi gay)
Siamo stanchi dell’Aids. Sono quasi vent’anni che se ne parla, quasi vent’anni che prudentemente indossiamo sterili preservativi
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> 24 agosto 2003


Ordine morale contro libertà sessuale a Parigi

Mentre l’estetica e il linguaggio della quotidianità hanno fatto del sesso un ingrediente primario dell’identità parigina alla moda, la macchina della legge lo ha reso il suo peggior nemico imboccando una direzione repressiva.
L’ erotismo é uscito dallo spazio della marginalità colpevolizzante della vita privata e dai boulevards malavitosi e affollati dei sexyshop. I magazine porno-chic luccicano nei chioschi di giornali, falli di cristallo swaroski troneggiano nelle vetrine della sofisticata stilista Sonya Ryckiel, nei caffè di St.Germain si barattano serenamente gli indirizzi dei club scambisti, mentre è consigliato avere una copia del best seller di Catherine Millet “La Vie sexuelle de Catherine M.” nella borsa per non annoiarsi nella sala d’attesa del tuo dentista.
Un paesaggio da post liberazione sessuale dietro il quale si agita la trama instabile di questioni sociali scottanti.
Ne parla Marcela Iacub, giurista di formazione, specialista in diritto della bioetica e ricercatrice presso il CNRS.
Marcela Iacub si è lanciata nel dibattito pubblico sulla prostituzione all’inizio dell’anno firmando, insieme a Catherine Millet, direttrice della redazione di Art Press e scrittrice, e Catherine Robbe-Grillet, scrittrice, “Ne’ colpevoli ne’ sottomesse: libere di prostituirsi”, il manifesto delle neo-femministe, liberali e libertarie, apparso sul quotidiano Le monde. Al di là del fenomeno mafioso, che si richiede urgentemente di combattere, si sta operando una pericolosa confusione tra la prostituzione forzata e quella che si esercita in libertà, a danno delle prostitute stesse. “Le femministe hanno lottato perché il NO delle donne fosse interpretato come un no. Ora attaccano la nostra capacità altrettanto importante di dire di SI” .
Marcela Iacub è una femminista maledetta dalle femministe, ingenua per alcune e eretica e pericolosa per altre, soprattutto dopo la pubblicazione, nell’ottobre 2002, in piena tempesta Sarkozy, del suo “Qu’avez-vous fait de la libération sexuelle?”.
Lo scopo del lavoro della Iacub vuole essere quello di denunciare gli eccessi del “nuovo ordine sessuale” e di risvegliare le coscienze di una sinistra “che non si preoccupa più di garantire e allargare le libertà individuali”. La protagonista del saggio, la signorina TUGENES (alla lettera signorina “Tu disturbi”), viaggia nei meandri della sinistra francese. Affronta le femministe che vogliono abolire la prostituzione anche quando questa è scelta liberamente, i giornali di sinistra che vogliono vietare la pornografia, infine gli psicologi, gli psicanalisti e gli intellettuali, portavoce delle teorie autoritarie dell’”ordine simbolico” che chiedono il divieto della pornografia e la penalizzazione dei clienti delle prostitute.
“Il femminismo francese si è compromesso, è perduto. Non aiuta più le donne. Al contrario le vittimizza e le rinchiude nelle loro specificità.”
Marcela Iacub rifiuta il femminismo francese e la sua glorificazione della natalità, denigra le leggi sulla parità e sulle molestie sessuali sul posto di lavoro, ama invece le prostitute che difendono il loro mestiere, i racconti di Catherine Millet, le ragazze madre e i padri gay.
Marcela Iacub si accanisce contro un femminismo che richiede il controllo e la repressione dei fenomeni di devianza sociale. Critica l’eccessiva penalizzazione dei reati legati al sesso: “In un mondo che si dice liberato, i reati sessuali sono quasi crimini contro l’umanità, puniti con più zelo degli omicidi”, “Sono arrivata a pensare che vi sia dietro una morale sessuale che impone a tutti una certa maniera di vedere la sessualità come luogo sacro dell’identità di un individuo”.
E’ forte la richiesta di ristabilire una sorta di ordine morale da parte di una sinistra puritana e di definire il lecito e l’illecito nei comportamenti sessuali cercando di inquadrare la sessualità nell’ambito dell’amore e di una relazione continuata. Basti pensare alla penalizzazione dei clienti delle prostitute portata dai 16 ai 18 anni di età (marzo 2002) che rimette in discussione la legge del 1982 la quale fissava la maggiore età a 15 anni e 3 mesi.
Siamo ad un punto di svolta: “I pericoli della sessualità prima erano legati al buon costume e all’ordine morale. Con la contraccezione, l’aborto, il concubinaggio, l’uguaglianza dei figli naturali e legittimi, la pillola del giorno dopo, abbiamo pensato che ci fossimo liberati del moralismo del passato. Oggi il controllo della sessualità avviene in difesa della donna. In questi termini è sancita la criminalità sessuale e quindi proibita la prostituzione.”
Questo discorso, che l’autrice considera di vittimizzazione della donna, è nato negli anni ‘70 e ha investito la sfera legislativa a partire dagli anni ’90.
Invece di lottare perché le donne abbiano una sessualità libera, multipla e plurale, come quella degli uomini, si cerca di civilizzare la sessualità maschile.
Mentre negli anni ‘70 la questione della liberazione sessuale girava intorno all’idea del consenso, oggi non si può accettare che una donna scelga di prostituirsi liberamente ne’ possiamo immaginare che una donna sogni di stare con dieci uomini insieme senza essere innamorata ne’ implicata affettivamente ne’ vendicativa… come accade nel romanzo di Catherine Millet.
La gestione sociale è volta a costruire un nuovo ordine sessuale intorno alla protezione della donna, non solo in quanto riproduttrice ma anche come vittima permanente e potenziale dell’uomo, legittimando così un sistema di leggi estremamente repressivo nei confronti dei maschi.
Il matrimonio non è più l’istituzione intorno alla quale si organizzano la procreazione ne’ la coppia. Il sesso organizza la famiglia, la coppia e la filiazione e intorno ad esso si organizza l’ordine della riproduzione sociale.

Veronic Algeri


> da leggere

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Marcela Iacub, Le crime était presque sexuel, Editions EPEL, 2002
-Marcela Iacub, Qu’avez-vous fait de la libération sexuelle?, Flammarion, 2002
-Catherine Millet, La vie sexuelle de Catherine M., Editions du Seuil, 2001

> il manifesto "ni coupables ni victimes"