anima / corpo
>>>
benessere malessere, la scienza, lo spirito, la vita
24 agosto 2003
Ordine morale contro libertà sessuale a Parigi
Mentre l’estetica e il linguaggio della quotidianità hanno fatto del sesso un ingrediente primario dell’identità parigina alla moda
> continua

31 luglio 2003
Adriano Sofri e le “ Gangs of '68 “
Nonostante siano persone di animo gentile, l’insistenza di Emanuele Macaluso o quella di Alberto Arbasino nel chiedere a Adriano Sofri che si faccia lui stesso promotore della grazia per sé, non mi convince.
> continua

7 luglio 2003
L'omosessualità nel tempo della democrazia globale
Berlino e, una settimana dopo, Roma. Due manifestazioni (diverse, certo, quanto ai numeri :seicentomila la prima e ventimila la seconda) di orgoglio gay. Per ricordare altri tempi, altre imprese. Le imprese (e gli scontri con la polizia di New York) a Christopher Street
> continua

3 giugno 2003
Il Dio delle donne
Sul libro di Luisa Muraro che si trascina dietro il linguaggio materno, l'intelligenza dell'amore e la differenza ragionano Franca Chiaromonte e Rosetta Stella
>
continua

10 maggio 2003

La prima porno-femminista?
Si chiamava Lilith e abbandonò l'Eden
All’età di 21 anni, Ovidie ha realizzato più di 40 lungometraggi, è la regista di due film porno e, il 6 maggio 2002, è stato pubblicato, in Francia, il suo primo libro: Porno Manifesto.
> continua

2 maggio 2003
Venite in analisi, vi sentirete normali
" Se continuate a vivere, invecchierete?" "Quando mancate di ossigeno, provate una sensazione di soffocamento?.
> continua

29 marzo 2003
“Nudus“, magazine sessualmente corretto
per libertini raffinati e militanti
Il " retour de l'ordre moral" annunciato dalla sinistra francese alcuni mesi fa ha già trovato la sua controtendenza
> continua

18 febbraio 2003
Oscurantisti, giù le mani da Dolly
Dolly è morta. Aveva sette anni. E' stata soppressa perché "soffriva troppo", dicono i medici
> continua

10 febbraio 2003
Le imbarazzanti verità del nudo
750 donne si spogliano per disegnare un cuore e uno slogan – no alla guerra – su una collina
> continua

8 febbraio 2003
Bioetica: il travaglio della politica
Cattolici e musulmani, credenti e non credenti, ebrei e protestanti, donne e uomini
> continua

12 gennaio 2003
Il valore del seme perduto
“Per fare un tavolo ci vuole il legno/ per fare il legno ci vuole l’albero/ per fare l’albero ci vuole il seme“
> continua

18 dicembre 2002
Mi sento centenaria. Evviva
Quanto è simpatica l’ottuagenaria spot, l’arzilla vecchietta
> continua

17 dicembre 2002
Sul papa e il silenzio di Dio
Perché non riesco a prenderlo sul serio ? Perché questa volta non mi impressiona più che tanto
> continua

7 dicembre 2002
Siamo stanchi dell'aids (noi gay)
Siamo stanchi dell’Aids. Sono quasi vent’anni che se ne parla, quasi vent’anni che prudentemente indossiamo sterili preservativi
> continua


> 17 settembre 2003


Non mettete anche gli anziani in scatola

Quando, in pieno ferragosto, i vecchi escono dall’ombra e dalle analisi degli specialisti, devono “ringraziare“ quel decesso collettivo che in Francia si trasforma in una vera ecatombe. E’ vero. L’ondata di caldo ci fu anche nel ’77 (Massimo Livi Bacci lo ha scritto su Repubblica). Allora, però, i vecchi non erano così tanti. Non si era allungata la vita. Non c’era quel grande numero di nonni e anche di bisnonni. Non si contavano famiglie di tre, addirittura quattro generazioni.
Il che non significa che “vecchio è bello“. Sempre.
L’allungamento della vita sposta la data di ingresso nella vecchiaia (ormai si è vecchi a ottantanni) ma non elimina la solitudine. E la dipendenza determinata dalle malattie cardiovascolari, dall’Alzheimer e dal Parkinson.
D’altronde, proprio la vita più lunga unita al minore tasso di fecondità fa sì che ci siano molte persone che non possono essere curate se non all’ospizio, nelle case di riposo. Proprio perché senza famiglia.
Famiglia alla quale, nella prima, banale reazione, si è addossata la “colpa“. Figli egoisti, individualisti. Nipoti senza cuore. Salvo scoprire (su Repubblica del 14 settembre 2003) che questi figli, questi nipoti, in gran parte dei casi, si sforzano di mantenere il filo di solidarietà tra le generazioni.
Sul “Corriere della Sera“ del 20 agosto 2003 un Nobel e un poeta hanno spiegato che sarebbe meglio trasferirsi nel Mezzogiorno. A Milano “la trasformazione socio-economica“ (Dario Fo) ha indebolito la famiglia. Nel Sud, invece, tiene ancora. Al Nord “la società è diventata individualista“ (Franco Loi). Peccato che si sono dimenticati di aggiungere che in quella famiglia a curare, a accudire, è quasi sempre la donna. E solo la donna.
Ora, la donna ha un nuovo statuto. Di libertà e di autonomia. Ma questo non significa che si sia buttata dietro le spalle le relazioni affettive che, d’altronde, ha sempre curato. Naturalmente, queste relazioni sono pesanti, ricattatorie, oscillanti. Volersi bene ma rispettare i proprio spazi richiede equilibri complicati. Sempre sul punto di incrinarsi. Però i racconti dei miei amici e soprattutto delle mie amiche ruotano intorno a questi equilibri.
E al fatto che non solo i giovani ma anche gli anziani nutrono un forte desiderio di autonomia.
Quante volte abbiamo sentito dire : “Lasciatemi morire a casa ?“
Il programma “Super Senior“ (Raitre, domenica, ore 20,57 e striscia dal lunedì al venerdì alle 13,50 www.raitre.rai.it ), tratto da un format norvegese - vigilantes (per tre mesi) Angelo Guglielmi e Bruno Voglino – ha scelto un certo numero di persone mica tanto anziane.
Dodici persone – sei maschi e sei femmine – in un castello vicino Roma, affaccendate per quindici settimane intorno a un copione che ancora non c’è. E che l’ex partigiana, il generale, l’architetto, il commercialista, la pensionata, la femminista dovranno allestire per il loro spettacolo teatrale.
Non sono persone ai margini della società. Dignitose, curate. Probabilmente fanno ginnastica. Si accudiscono . Si vogliono bene. Pensano e parlano di se stessi. Hanno uno sguardo garbato sulla società. A guardare i loro vestiti, i maglioni, i pantaloni, le gonne a fiori, si capisce che vogliono giocarsi il loro “potere d’acquisto“ (Le Monde del 14-15 settembre 2003 www.lemonde.fr ).
“Pantere grige“ all’italiana ?
Certo, non tanto distanti, come pure sembrerebbe al primo sguardo, dalle “Velone“ nel programma di Antonio Ricci. Qualcuno ha detto che nei due programmi l’Italia risulta spaccata in due tra nonne che si esibiscono in passerella (share del 20 %) e nonne che tengono a salvaguardare la propria immagine (un milione e mezzo di telespettatori).
Non è vero. Esiste una somiglianza di fondo che accomuna questi programmi, come il “Grande Fratello“ : gli anziani, i giovani presi in blocco, in quanto categorie omogenee. Schiacciate sull’età, sulla generazione. Il che rende – ed è un vero peccato - le loro conversazioni insignificanti. O perlomeno, meno significanti di quanto, forse, sarebbero grazie a una mescolanza di età, di generazioni.

Letizia Paolozzi






> da leggere
-
La repubblica, 14 settembre 2003
- Il corriere della sera,20 agosto 2003

> da vedere
-
"Supersenior", raitre, domenica ore 20,57