anima / corpo
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benessere malessere, la scienza, lo spirito, la vita
29 gennaio 2004
Procreazione assistita: tre incontri
sulla "legge crudele" (non solo per le donne)

Questa della procreazione assistita è una legge crudele (come recitava l'invito a aderire alla manifestazione di sabato scorso, voluta da molte parlamentari del centro sinistra).
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4 dicembre 2003
"Diritti" per embrioni e feti al mercato
Questa settimana si torna a discutere in Senato della (illiberale) proposta di legge sulla procreazione assistita. Un articolo di Letizia Paolozzi e due interventi di Franca Chiaromonte e Gabriella Bonacchi
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3 novembre 2003
E a me non piace il duetto Mussolini - Turco
La vicenda delle coppie di fatto ha del ridicolo. Il movimento gay ha – spesso con toni molto intimiditi – fatto osservare che
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17 ottobre 2003
Dove duole la scarpa dello scienziato
Welfare e biotecnologie per soli uomini
Le mail hanno il vantaggio - che tutte e tutti conosciamo - della velocità. Ma sono segnate, anche, dal difetto di arrivare ai nostri indirizzi in un numero infinito.

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8 ottobre 2003
Non torna Lassie. E' agli arresti domiciliari
"E' pericoloso?" "Eh sì, è nell'elenco delle razze". "Che cretino!" Capita spesso di sentire discorsi simili

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17 settembre 2003
Non mettete anche gli anziani in scatola
Quando, in pieno ferragosto, i vecchi escono dall’ombra e dalle analisi degli specialisti, devono “ringraziare“ quel decesso collettivo che in Francia si trasforma in una vera ecatombe.
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24 agosto 2003
Ordine morale contro libertà sessuale a Parigi
Mentre l’estetica e il linguaggio della quotidianità hanno fatto del sesso un ingrediente primario dell’identità parigina alla moda
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31 luglio 2003
Adriano Sofri e le “ Gangs of '68 “
Nonostante siano persone di animo gentile, l’insistenza di Emanuele Macaluso o quella di Alberto Arbasino nel chiedere a Adriano Sofri che si faccia lui stesso promotore della grazia per sé, non mi convince.
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7 luglio 2003
L'omosessualità nel tempo della democrazia globale
Berlino e, una settimana dopo, Roma. Due manifestazioni (diverse, certo, quanto ai numeri :seicentomila la prima e ventimila la seconda) di orgoglio gay. Per ricordare altri tempi, altre imprese. Le imprese (e gli scontri con la polizia di New York) a Christopher Street
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3 giugno 2003
Il Dio delle donne
Sul libro di Luisa Muraro che si trascina dietro il linguaggio materno, l'intelligenza dell'amore e la differenza ragionano Franca Chiaromonte e Rosetta Stella
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10 maggio 2003

La prima porno-femminista?
Si chiamava Lilith e abbandonò l'Eden
All’età di 21 anni, Ovidie ha realizzato più di 40 lungometraggi, è la regista di due film porno e, il 6 maggio 2002, è stato pubblicato, in Francia, il suo primo libro: Porno Manifesto.
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2 maggio 2003
Venite in analisi, vi sentirete normali
" Se continuate a vivere, invecchierete?" "Quando mancate di ossigeno, provate una sensazione di soffocamento?.
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29 marzo 2003
“Nudus“, magazine sessualmente corretto
per libertini raffinati e militanti
Il " retour de l'ordre moral" annunciato dalla sinistra francese alcuni mesi fa ha già trovato la sua controtendenza
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18 febbraio 2003
Oscurantisti, giù le mani da Dolly
Dolly è morta. Aveva sette anni. E' stata soppressa perché "soffriva troppo", dicono i medici
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10 febbraio 2003
Le imbarazzanti verità del nudo
750 donne si spogliano per disegnare un cuore e uno slogan – no alla guerra – su una collina
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8 febbraio 2003
Bioetica: il travaglio della politica
Cattolici e musulmani, credenti e non credenti, ebrei e protestanti, donne e uomini
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12 gennaio 2003
Il valore del seme perduto
“Per fare un tavolo ci vuole il legno/ per fare il legno ci vuole l’albero/ per fare l’albero ci vuole il seme“
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18 dicembre 2002
Mi sento centenaria. Evviva
Quanto è simpatica l’ottuagenaria spot, l’arzilla vecchietta
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17 dicembre 2002
Sul papa e il silenzio di Dio
Perché non riesco a prenderlo sul serio ? Perché questa volta non mi impressiona più che tanto
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7 dicembre 2002
Siamo stanchi dell'aids (noi gay)
Siamo stanchi dell’Aids. Sono quasi vent’anni che se ne parla, quasi vent’anni che prudentemente indossiamo sterili preservativi
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> 24 febbraio 2004


Il libertino Carrère sul TGV

“Facciamo un gioco“ di Emmanuel Carrère, più che un racconto erotico è un testo libertino. Nel quale il linguaggio, grazie alla sua stessa finzione, ricostruisce la realtà. E il fantasma, alleandosi al desiderio, si fa scrittura scenica.
Guardate un albero, là in fondo, attraverso la finestra. Un albero bagnato dal sole. Del quale i nostri sensi colgono la luminosità appena intravista. Sui rami della pianta. Oltre la finestra. Lo stesso procedimento per il racconto di una mancanza che l’autore vuole riempire.
In che modo? Attraverso il linguaggio.
Nulla di scellerato o di perverso (che d’altronde va lasciato in consegna a Sade) o di monotono e noioso (su cui abbiamo sbadigliato nella “Vita sessuale di Catherine M.“).
Emmanuel Carrère (“L’avversario“ è il suo ultimo romanzo) non ha alcuna intenzione di sfidare la censura. Di agitare sotto il naso della società delle attività di compensazione negative. Piuttosto, inscrive il piacere in un meccanismo logico capace di entrare negli interstizi della “società di massa“ quando si serve, per raccontare, di un giornale (“Le Monde“), della sua alta diffusione (seicentomila copie), di un TGV affollato in un sabato estivo.
Dunque. Il 20 luglio del 2002 una giovane donna compra “Le Monde“ e sale sul treno delle 14,45 che da Parigi la condurrà a La Rochelle. All’arrivo l’aspetta il suo compagno, di mestiere scrittore.
Maniacalmente, ossessivamente, lo scrittore ha previsto tutto. Biglietto acquistato in anticipo. Consegnato alla giovane donna alla quale ha chiesto di comprare il giornale dove, quel giorno, uscirà un racconto di lui. del compagno, deello scrittore.
Il racconto è una lettera. Una lettera che si affida al piacere del testo per suscitare desiderio. Eccola intenta a leggere il racconto, in uno scompartimento di quel treno: “A partire da questo momento, tu farai tutto quello che ti dico“. Ti toccherai il seno, stringerai le cosce, andrai fino al bar (tra Poitiers e Niort) per bere un caffè o dell’acqua minerale: sempre leggendo la copia di “Le Monde“. Poi ti chiuderai nel gabinetto del treno così, con un piede appoggiato sull’orlo del lavandino e “una mano che si tiene a quella specie di maniglia che aiuta a non perdere l’equilibrio“. Per toccarti.
Fuori, subito dietro la porta, ci sarà un lettore o lettrice che ha appena alzato gli occhi “dalla stessa cosa che stai leggendo tu“. Si capisce che il meccanismo viene regolato in anticipo, dal momento che lo scrittore, Carrère, ha il potere di dire “io“ se e solo se c’è qualcuno - una giovane donna - che si presta al gioco. Ma del finale non dico niente perché bisogna arrivarci. Da soli. Assaporando la realtà (o l’irrealtà?) romanzesca di questo fare sesso sul TGV.

Letizia Paolozzi







> da leggere
- "Facciamo un gioco", di Emmanuel Carrère, Einaudi, pag. 50, euro 6,50