anima / corpo
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benessere malessere, la scienza, lo spirito, la vita
26 luglio 2005
Il referendum perso ci riporta indietro?
Devo farmi un esame di coscienza...
di Letizia Paolozzi
Bisognerà discutere, nel femminismo, ma anche con quegli uomini che considerano interessante e utile il pensiero delle donne, se il risultato del referendum sulla legge 40 non ci riporti indietro.
Sull'aborto mi hanno "tradita" i più vicini
di Franca Fossati
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25 giugno 2005
Femministe prima e dopo il referendum. Un'associazione per ripensare la laicità
Dea ha partecipato con convinzione (per il "sì") alla battaglia referendaria, ospitando anche posizioni diverse. Riprendiamo il confronto dopo la sconfitta del referendum riproponendo articoli di Lea Melandri e Bia Sarasini pubblicati in questi giorni, e il testo base di una iniziativa per un aggiornamento delle ragioni del laicismo.
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12 aprile 2005
Il papa che avversava la modernità
e amava il "genio femminile"

di Bia Sarasini

I funerali del Novecento
di Lanfranco Caminiti

Ombre di Dio nelle caverne
di Bartleby
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28 marzo 2005
Morire: di chi è Terri Schiavo?
Di chi è Terri Schiavo? Del marito, dei genitori e fratelli, dello Stato, della legge? Oppure di Dio?
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8 dicembre 2004
Vedere e sapere, oltre il velo
Dialoghi tra un filosofo e alcune donne

Una donna, Hélène Cixous, scrive un racconto poetico su una donna – lei stessa – che guarisce improvvisamente dalla sua forte miopia grazie a una operazione chirurgica
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4 novembre 2004
Triangolo imperfetto
The dreamers, l’ultimo bellissimo film di Bernardo Bertolucci, racconta il ’68 parigino attraverso il triangolo amoroso di un fratello, una sorella e un amico comune.

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4 agosto 2004
DeA: perchè siamo per abrogare
totalmente la "legge crudele"
Abbiamo firmato per l’abrogazione totale della legge sulla procreazione assistita.
Non ci opporremo tuttavia ai quesiti referendari “parzialmente abrogativi“ anche se la nostra idea è che questa legge sia proprio da buttare. Tutta.
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24 febbraio 2004
Il libertino Carrère sul TGV
“Facciamo un gioco“ di Emmanuel Carrère, più che un racconto erotico è un testo libertino. Nel quale il linguaggio, grazie alla sua stessa finzione, ricostruisce la realtà. E il fantasma, alleandosi al desiderio, si fa scrittura scenica.
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29 gennaio 2004
Procreazione assistita: tre incontri
sulla "legge crudele" (non solo per le donne)

Questa della procreazione assistita è una legge crudele (come recitava l'invito a aderire alla manifestazione di sabato scorso, voluta da molte parlamentari del centro sinistra).
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4 dicembre 2003
"Diritti" per embrioni e feti al mercato
Questa settimana si torna a discutere in Senato della (illiberale) proposta di legge sulla procreazione assistita. Un articolo di Letizia Paolozzi e due interventi di Franca Chiaromonte e Gabriella Bonacchi
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3 novembre 2003
E a me non piace il duetto Mussolini - Turco
La vicenda delle coppie di fatto ha del ridicolo. Il movimento gay ha – spesso con toni molto intimiditi – fatto osservare che
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17 ottobre 2003
Dove duole la scarpa dello scienziato
Welfare e biotecnologie per soli uomini
Le mail hanno il vantaggio - che tutte e tutti conosciamo - della velocità. Ma sono segnate, anche, dal difetto di arrivare ai nostri indirizzi in un numero infinito.

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8 ottobre 2003
Non torna Lassie. E' agli arresti domiciliari
"E' pericoloso?" "Eh sì, è nell'elenco delle razze". "Che cretino!" Capita spesso di sentire discorsi simili

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17 settembre 2003
Non mettete anche gli anziani in scatola
Quando, in pieno ferragosto, i vecchi escono dall’ombra e dalle analisi degli specialisti, devono “ringraziare“ quel decesso collettivo che in Francia si trasforma in una vera ecatombe.
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24 agosto 2003
Ordine morale contro libertà sessuale a Parigi
Mentre l’estetica e il linguaggio della quotidianità hanno fatto del sesso un ingrediente primario dell’identità parigina alla moda
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31 luglio 2003
Adriano Sofri e le “ Gangs of '68 “
Nonostante siano persone di animo gentile, l’insistenza di Emanuele Macaluso o quella di Alberto Arbasino nel chiedere a Adriano Sofri che si faccia lui stesso promotore della grazia per sé, non mi convince.
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7 luglio 2003
L'omosessualità nel tempo della democrazia globale
Berlino e, una settimana dopo, Roma. Due manifestazioni (diverse, certo, quanto ai numeri :seicentomila la prima e ventimila la seconda) di orgoglio gay. Per ricordare altri tempi, altre imprese. Le imprese (e gli scontri con la polizia di New York) a Christopher Street
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3 giugno 2003
Il Dio delle donne
Sul libro di Luisa Muraro che si trascina dietro il linguaggio materno, l'intelligenza dell'amore e la differenza ragionano Franca Chiaromonte e Rosetta Stella
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10 maggio 2003

La prima porno-femminista?
Si chiamava Lilith e abbandonò l'Eden
All’età di 21 anni, Ovidie ha realizzato più di 40 lungometraggi, è la regista di due film porno e, il 6 maggio 2002, è stato pubblicato, in Francia, il suo primo libro: Porno Manifesto.
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2 maggio 2003
Venite in analisi, vi sentirete normali
" Se continuate a vivere, invecchierete?" "Quando mancate di ossigeno, provate una sensazione di soffocamento?.
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29 marzo 2003
“Nudus“, magazine sessualmente corretto
per libertini raffinati e militanti
Il " retour de l'ordre moral" annunciato dalla sinistra francese alcuni mesi fa ha già trovato la sua controtendenza
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18 febbraio 2003
Oscurantisti, giù le mani da Dolly
Dolly è morta. Aveva sette anni. E' stata soppressa perché "soffriva troppo", dicono i medici
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10 febbraio 2003
Le imbarazzanti verità del nudo
750 donne si spogliano per disegnare un cuore e uno slogan – no alla guerra – su una collina
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8 febbraio 2003
Bioetica: il travaglio della politica
Cattolici e musulmani, credenti e non credenti, ebrei e protestanti, donne e uomini
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12 gennaio 2003
Il valore del seme perduto
“Per fare un tavolo ci vuole il legno/ per fare il legno ci vuole l’albero/ per fare l’albero ci vuole il seme“
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18 dicembre 2002
Mi sento centenaria. Evviva
Quanto è simpatica l’ottuagenaria spot, l’arzilla vecchietta
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17 dicembre 2002
Sul papa e il silenzio di Dio
Perché non riesco a prenderlo sul serio ? Perché questa volta non mi impressiona più che tanto
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7 dicembre 2002
Siamo stanchi dell'aids (noi gay)
Siamo stanchi dell’Aids. Sono quasi vent’anni che se ne parla, quasi vent’anni che prudentemente indossiamo sterili preservativi
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> 19 settembre 2005



Che sconcerto! Noi femministe
consigliamo alle ragazze di far figli

Questo articolo è stato pubblicato anche sul Foglio

Voglio anch’io contribuire allo sconcerto che pare suscitato dal fatto che donne di sinistra, femministe e per di più convinte che la legge 40 avrebbe dovuto essere abolita -o per dirla più seccamente, sconfitte al referendum sulla procreazione assistita- insomma donne così, più o meno come me o Lidia Ravera- non solo non abbiano nulla in contrario a che si facciano figli, addirittura da giovani, ma anzi incoraggino le ragazze a vincere le paure. Come se si fosse convinti che un qualche pronunciamento di una presunta centrale femminista, avesse un tempo decretato: figli non se ne fanno, caso mai quando si diventa vecchie carampane. E che oggi folgorate sulla via di Damasco, si tornasse sui propri passi, con in tasca un: contrordine compagne, il telegramma che diceva mai più madri si doveva intendere mai più madri-nonne (e Giovanni Guareschi mi perdoni). Esagero, ho notato anzi la sincera meraviglia e l’autentico piacere con cui Giuliano Ferrara ha parlato al meeting di Rimini del testo sull’Unità di Lidia Ravera, poi intervistata dal Foglio. E proprio questo, al netto di ogni propaganda, mi fa pensare che ci deve essere stato un colossale travisamento. Mi chiedo come si possa essere dimenticato l’enorme sforzo delle donne degli anni settanta per trovare un altro modo di essere madri. Nell’esperienza concreta, nella gravidanza, nel parto, nel crescere i piccoli. La pratica ormai diffusa (non dovunque, purtroppo) dei corsi prenatali, della presenza del partner al parto, della non-separazione del bambino dalla madre, di un maggiore allattamento al seno, vengono dalla ricerca delle donne, insieme a ostetriche, ginecologhe/i, pediatre/i disponibili. E soprattutto si è lavorato a cambiare la concettualizzazione, della madre. Non una creatura al servizio di tutti, ma una donna completa, che non ha la maternità come unico desiderio. In altri termini, il lavorio delle donne ha dato fondamento a una figura femminile inedita, per la quale cambiano senso gli antichi imperativi e divieti. Non sarai più una donna non realizzata, se non potrai e non vorrai avere figli. E se li avrai, non saranno la tua unica misura. In pratica, per chi ha scelto di avere figli, ha voluto dire cercare di badare di più alla sostanza della relazione, e meno alla perfezione dell’accudimento domestico. Almeno questa è stata la mia strada. Primipara attempata come si diceva allora, avevo 29 anni, ero però perfettamente in linea nella mia ascendenza femminile: madre e nonna avevano solo un anno meno di me al primo figlio, avendo entrambe vissuto una guerra nella prima giovinezza. Elementi individuali confortati però dalle statistiche storiche, che dicono che l’età media della maternità è piuttosto variabile, dipende da diversi fattori. Ma non mi interessano i numeri, pur importanti, quanto capire come l’ideale della perfezione materna si sia presentato intatto alle nuove generazioni, in un certo senso ancora più soverchiante. Come se la possibilità di decidere se essere o no madre abbia aumentato i requisiti che si pretendono da se stesse. Cioè non ci si accontenta di essere la mamma “sufficientemente buona” pensata da Winnicot. E qui, più che con l’emancipazione femminile, bisognerebbe prendersela con il consumismo e la pubblicità. Che per vendere merci per l’infanzia, ha confezionato un micidiale insieme di svenevolezze e dolcinerie, che con bambini e mamme vere ha poco a che fare. Ma questo è comune a tutto l’occidente, spiega solo in parte il caso italiano. In Italia il cambiamento è stato velocissimo, mentre altrove ha occupato quasi tutto il secolo scorso. In meno di una generazione il baricentro delle donne si è spostato fuori casa, anche quando non lavorano, e poco e nulla, né nella pratica né nel discorso pubblico che donne e uomini ora condividono, si è adeguato. Poi ci sono gli uomini. Per loro, per molti di loro, la rottura con la tradizione è stata la conferma che l’avere figli non li riguarda. Che è un affare di donne. Se si guarda il tutto senza ideologie, sono ben poche le donne che per scelta decidono di fare figli da sole. In genere si tratta di fare buon viso a cattivo gioco. O aspettare. Non solo la carriera, ma anche l’uomo disponibile.

Bia Sarasini