anima / corpo
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benessere malessere, la scienza, lo spirito, la vita
21 luglio 2006
I pacs, e la voglia matta
di una "famiglia normale"
“Ma pure, sarete una zitella! E ciò è così terribile!“
“Non importa, Harriet, non sarò una povera vecchia zitella ed è solo la povertà che rende il celibato spregevole agli occhi d’un pubblico generoso!“
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15 luglio 2006
Se fossi la sorella di Zidane?
Non andrei troppo fiera di lui
Se io fossi la sorella di Zidane, ringrazierei mio fratello che ha dato una testata a Materazzi per difendere il suo e poi, immagino, anche il mio onore?


Il mondo tra i piedi. di Franca Fossati
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21 giugno 2006
Aborto, consultori, legge 40
Il punto di vista di Femminismo Libertario
Il presente documento, che ci accingiamo a rendere pubblico e divulgare per quanto ci sarà possibile - e con la volontà di organizzare diversi momenti di incontro per la sua discussione con altre donne - nasce da un moto di ribellione
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6 febbraio 2006
I Pacs, introduzione alla famiglia.
Perchè la Chiesa li teme tanto?
Io la voglia del vestito bianco lungo - pur senza velo - e del bouquet di fiorellini azzurri me la sono cavata. Sarà per questo che considero il matrimonio un istituto antico
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10 febbraio 2006
Prendersi cura della morte, al di là del diritto
Questo testo è stato pubblicato su "Le nuove ragioni del socialismo"
Ogni vita ha una sua storia. Esperienza singolare delle relazioni che ognuno di noi intrattiene con il mondo. Ma come vorremmo che si concludesse quest’esperienza?

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30 gennaio 2006
La differenza incerta di Benedetto XVI
Rosetta Stella, in dialogo sul Foglio con Vattimo e Buttiglione, ha detto dell’enciclica “Deus caritas est” che per profondità e chiarezza ricorda un concerto di Mozart .

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14 gennaio 2006
Una "teologia fatta in casa"
contro gli eccessi clericali e laicisti
Chissà se si può trovare un modo diverso di discutere di laicità e religione, di fede e ateismo
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8 dicembre 2005
Una speranza per la donna con il volto nuovo
Questo articolo è stato pubblicato anche sul Foglio
Una donna di Vincennes a cui un cane ha morsicato via mezza faccia: labbra, mento, parte del naso
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19 settembre 2005
Che sconcerto! Noi femministe
consigliamo alle ragazze di far figli
Voglio anch’io contribuire allo sconcerto che pare suscitato dal fatto che donne di sinistra, femministe e per di più convinte che la legge 40 avrebbe dovuto essere abolita
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26 luglio 2005
Il referendum perso ci riporta indietro?
Devo farmi un esame di coscienza...
di Letizia Paolozzi
Bisognerà discutere, nel femminismo, ma anche con quegli uomini che considerano interessante e utile il pensiero delle donne, se il risultato del referendum sulla legge 40 non ci riporti indietro.
Sull'aborto mi hanno "tradita" i più vicini
di Franca Fossati
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25 giugno 2005
Femministe prima e dopo il referendum. Un'associazione per ripensare la laicità
Dea ha partecipato con convinzione (per il "sì") alla battaglia referendaria, ospitando anche posizioni diverse. Riprendiamo il confronto dopo la sconfitta del referendum riproponendo articoli di Lea Melandri e Bia Sarasini pubblicati in questi giorni, e il testo base di una iniziativa per un aggiornamento delle ragioni del laicismo.
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12 aprile 2005
Il papa che avversava la modernità
e amava il "genio femminile"

di Bia Sarasini

I funerali del Novecento
di Lanfranco Caminiti

Ombre di Dio nelle caverne
di Bartleby
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28 marzo 2005
Morire: di chi è Terri Schiavo?
Di chi è Terri Schiavo? Del marito, dei genitori e fratelli, dello Stato, della legge? Oppure di Dio?
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8 dicembre 2004
Vedere e sapere, oltre il velo
Dialoghi tra un filosofo e alcune donne

Una donna, Hélène Cixous, scrive un racconto poetico su una donna – lei stessa – che guarisce improvvisamente dalla sua forte miopia grazie a una operazione chirurgica
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4 novembre 2004
Triangolo imperfetto
The dreamers, l’ultimo bellissimo film di Bernardo Bertolucci, racconta il ’68 parigino attraverso il triangolo amoroso di un fratello, una sorella e un amico comune.

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4 agosto 2004
DeA: perchè siamo per abrogare
totalmente la "legge crudele"
Abbiamo firmato per l’abrogazione totale della legge sulla procreazione assistita.
Non ci opporremo tuttavia ai quesiti referendari “parzialmente abrogativi“ anche se la nostra idea è che questa legge sia proprio da buttare. Tutta.
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24 febbraio 2004
Il libertino Carrère sul TGV
“Facciamo un gioco“ di Emmanuel Carrère, più che un racconto erotico è un testo libertino. Nel quale il linguaggio, grazie alla sua stessa finzione, ricostruisce la realtà. E il fantasma, alleandosi al desiderio, si fa scrittura scenica.
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29 gennaio 2004
Procreazione assistita: tre incontri
sulla "legge crudele" (non solo per le donne)

Questa della procreazione assistita è una legge crudele (come recitava l'invito a aderire alla manifestazione di sabato scorso, voluta da molte parlamentari del centro sinistra).
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4 dicembre 2003
"Diritti" per embrioni e feti al mercato
Questa settimana si torna a discutere in Senato della (illiberale) proposta di legge sulla procreazione assistita. Un articolo di Letizia Paolozzi e due interventi di Franca Chiaromonte e Gabriella Bonacchi
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3 novembre 2003
E a me non piace il duetto Mussolini - Turco
La vicenda delle coppie di fatto ha del ridicolo. Il movimento gay ha – spesso con toni molto intimiditi – fatto osservare che
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17 ottobre 2003
Dove duole la scarpa dello scienziato
Welfare e biotecnologie per soli uomini
Le mail hanno il vantaggio - che tutte e tutti conosciamo - della velocità. Ma sono segnate, anche, dal difetto di arrivare ai nostri indirizzi in un numero infinito.

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8 ottobre 2003
Non torna Lassie. E' agli arresti domiciliari
"E' pericoloso?" "Eh sì, è nell'elenco delle razze". "Che cretino!" Capita spesso di sentire discorsi simili

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17 settembre 2003
Non mettete anche gli anziani in scatola
Quando, in pieno ferragosto, i vecchi escono dall’ombra e dalle analisi degli specialisti, devono “ringraziare“ quel decesso collettivo che in Francia si trasforma in una vera ecatombe.
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24 agosto 2003
Ordine morale contro libertà sessuale a Parigi
Mentre l’estetica e il linguaggio della quotidianità hanno fatto del sesso un ingrediente primario dell’identità parigina alla moda
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31 luglio 2003
Adriano Sofri e le “ Gangs of '68 “
Nonostante siano persone di animo gentile, l’insistenza di Emanuele Macaluso o quella di Alberto Arbasino nel chiedere a Adriano Sofri che si faccia lui stesso promotore della grazia per sé, non mi convince.
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7 luglio 2003
L'omosessualità nel tempo della democrazia globale
Berlino e, una settimana dopo, Roma. Due manifestazioni (diverse, certo, quanto ai numeri :seicentomila la prima e ventimila la seconda) di orgoglio gay. Per ricordare altri tempi, altre imprese. Le imprese (e gli scontri con la polizia di New York) a Christopher Street
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3 giugno 2003
Il Dio delle donne
Sul libro di Luisa Muraro che si trascina dietro il linguaggio materno, l'intelligenza dell'amore e la differenza ragionano Franca Chiaromonte e Rosetta Stella
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10 maggio 2003

La prima porno-femminista?
Si chiamava Lilith e abbandonò l'Eden
All’età di 21 anni, Ovidie ha realizzato più di 40 lungometraggi, è la regista di due film porno e, il 6 maggio 2002, è stato pubblicato, in Francia, il suo primo libro: Porno Manifesto.
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2 maggio 2003
Venite in analisi, vi sentirete normali
" Se continuate a vivere, invecchierete?" "Quando mancate di ossigeno, provate una sensazione di soffocamento?.
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29 marzo 2003
“Nudus“, magazine sessualmente corretto
per libertini raffinati e militanti
Il " retour de l'ordre moral" annunciato dalla sinistra francese alcuni mesi fa ha già trovato la sua controtendenza
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18 febbraio 2003
Oscurantisti, giù le mani da Dolly
Dolly è morta. Aveva sette anni. E' stata soppressa perché "soffriva troppo", dicono i medici
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10 febbraio 2003
Le imbarazzanti verità del nudo
750 donne si spogliano per disegnare un cuore e uno slogan – no alla guerra – su una collina
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8 febbraio 2003
Bioetica: il travaglio della politica
Cattolici e musulmani, credenti e non credenti, ebrei e protestanti, donne e uomini
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12 gennaio 2003
Il valore del seme perduto
“Per fare un tavolo ci vuole il legno/ per fare il legno ci vuole l’albero/ per fare l’albero ci vuole il seme“
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18 dicembre 2002
Mi sento centenaria. Evviva
Quanto è simpatica l’ottuagenaria spot, l’arzilla vecchietta
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17 dicembre 2002
Sul papa e il silenzio di Dio
Perché non riesco a prenderlo sul serio ? Perché questa volta non mi impressiona più che tanto
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7 dicembre 2002
Siamo stanchi dell'aids (noi gay)
Siamo stanchi dell’Aids. Sono quasi vent’anni che se ne parla, quasi vent’anni che prudentemente indossiamo sterili preservativi
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> 3 agosto 2006


La favola dell'"aborto facile"
Chi sta dalla parte della parola femminile

Documentazione ampia; scelta esplicita di stare dalla parte delle donne. Questo mi sono detta leggendo “La favola dell’aborto facile. Mito e realtà della pillola Ru486“ , il libro di Assuntina Morresi e Eugenia Roccella (la prima professore associato di Chimica Fisica all’università di Perugia, legata alle posizioni pro life sull’aborto; la seconda giornalista, nella direzione di Ideazione, sostenitrice della posizione pro-choice).
Dunque il libro affronta di petto la questione della pillola abortiva. Ma tiene insieme i rapporti complessi tra donne e ricerca scientifica; tra fertilità e interruzione della gravidanza. Combinazione tra i diversi effetti di due diversi farmaci (un anti-progestinico e una prostaglandina), la Ru486 della quale l’endocrinologo Etienne-Emile Baulieu viene considerato il padre, promette di funzionare come aborto-fai-da-te. Semplice pillola da mandare giù, velocemente. Senza traumi. A casa propria. Per ottenere la morte – lenta – in pancia dell’embrione.
Il fatto è che, al contrario, la Ru486 si è rivelata una kill pill (riecheggiando il titolo del film di Tarantino). Intanto non va prescritta (lo raccomandano i protocolli francesi, nonostante la Francia la usi massicciamente) a chi non abbia un’elevata sopportazione del dolore; e poi la percentuale di mortalità è dieci volte superiore a quella per raschiamento o aspirazione.
Tredici le morti accertate in Europa e Stati Uniti. Cosa vuoi che siano? Muoiono forse più donne per aver preso l’aspirina. Contabilità cinica che non convince. Oltre alle infezioni, emorragie gravi, crampi violenti, allergie, complicazioni cardiache e respiratorie, ciò che mette in sospetto è la pesantezza della campagna ideologica a sostegno della Ru486. Tenendo anche presente che poco si sa di ciò che accade alle donne nei paesi terzi dove può facilmente verificarsi l’intreccio di abusi e politiche di denatalizzazione. D’altronde, 150 milioni di donne sterilizzate sono una cifra impressionante.
A opporsi alla pillola abortiva sono stati i parenti delle donne morte, le associazioni cristiane e femminili. Però la denuncia fatica a essere ascoltata. La Food and Drug Administration che aveva consentito nel 2000 l’uso del farmaco negli Usa, è stata costretta a porsi ufficialmente il problema, solo dopo che quattro donne sono rimaste uccise in California, in meno di due anni, da una rara infezione.
Partecipare e portare pazienza. In solitudine. In attesa – perlomeno quindici giorni - dell’evento (l’emorragia). Si capisce meglio la violenza della campagna ideologica considerando che libera i medici non obiettori dal compito di praticare un elevato numero di interruzioni di gravidanza. Mentre i tanti medici obiettori si alleggeriscono della responsabilità consegnandola a colei che assume la pillola.
“La favola dell’aborto facile“ è dalla parte delle donne. Anche se non mi convince questa specie di revival femminista che vede gli uomini come una controparte. “Le leggi, i regolamenti, il costume, l’organizzazione sanitaria, l’informazione fornita dai medici e quella fornita dai media, sono elementi che schiacciano la realtà dei dati clinici e dell’esperienza delle donne“. Certo, nella battaglia per l’aborto gli uomini erano il nemico. Ma oggi è ancora così?
E oggi le donne sono ancora e soltanto delle vittime?
“Non so se tenere il bambino“ è un interrogativo che rimanda a quella feroce contraddizione insita in ogni vita femminile. Sono io che scelgo se accoglierlo, se metterlo al mondo, se portarlo per mano in una rete di relazioni. Ma sono sempre io che posso decidere di interrompere la gravidanza.
Per chi invece crede che “il materno sia il luogo simbolico della costruzione dell’identità di genere“, l’aborto non può che essere la negazione di quel luogo simbolico.
Scrive Wittgenstein che “riposare sui propri allori è altrettanto pericoloso che riposare su una slavina. Ti appisoli e muori nel sonno“. Voglio dire che, se non si vedono i cambiamenti che pure sono in corso nei rapporti tra i sessi, nel modo di leggere le questioni della vita e della morte, la parola femminile conta poco. E’ povera di autorità.

Letizia Paolozzi







> da leggere

"La favola dell'aborto facile. Mito e realtà della pillola Ru486", di Assuntina Morresi e Eugenia Roccella. Franco Angeli, pagine 171, euro 17,00