anima / corpo
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benessere malessere, la scienza, lo spirito, la vita
13 settembre 2006
Sulla Ru 486 un confronto impossibile
Questa rubrica è uscita su "Europa" del 13 settembre 2006
In Francia l’aborto chimico, ottenuto con la pillola Ru 486, senza ricovero ospedaliero, ma sotto controllo medico, è scelto da un numero crescente di donne.
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3 agosto 2006
La favola dell'"aborto facile"
Chi sta dalla parte della parola femminile
Documentazione ampia; scelta esplicita di stare dalla parte delle donne. Questo mi sono detta leggendo “La favola dell’aborto facile. Mito e realtà della pillola Ru486“ , il libro di Assuntina Morresi e Eugenia Roccella.
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21 luglio 2006
I pacs, e la voglia matta
di una "famiglia normale"
“Ma pure, sarete una zitella! E ciò è così terribile!“
“Non importa, Harriet, non sarò una povera vecchia zitella ed è solo la povertà che rende il celibato spregevole agli occhi d’un pubblico generoso!“
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15 luglio 2006
Se fossi la sorella di Zidane?
Non andrei troppo fiera di lui
Se io fossi la sorella di Zidane, ringrazierei mio fratello che ha dato una testata a Materazzi per difendere il suo e poi, immagino, anche il mio onore?


Il mondo tra i piedi. di Franca Fossati
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21 giugno 2006
Aborto, consultori, legge 40
Il punto di vista di Femminismo Libertario
Il presente documento, che ci accingiamo a rendere pubblico e divulgare per quanto ci sarà possibile - e con la volontà di organizzare diversi momenti di incontro per la sua discussione con altre donne - nasce da un moto di ribellione
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6 febbraio 2006
I Pacs, introduzione alla famiglia.
Perchè la Chiesa li teme tanto?
Io la voglia del vestito bianco lungo - pur senza velo - e del bouquet di fiorellini azzurri me la sono cavata. Sarà per questo che considero il matrimonio un istituto antico
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10 febbraio 2006
Prendersi cura della morte, al di là del diritto
Questo testo è stato pubblicato su "Le nuove ragioni del socialismo"
Ogni vita ha una sua storia. Esperienza singolare delle relazioni che ognuno di noi intrattiene con il mondo. Ma come vorremmo che si concludesse quest’esperienza?

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30 gennaio 2006
La differenza incerta di Benedetto XVI
Rosetta Stella, in dialogo sul Foglio con Vattimo e Buttiglione, ha detto dell’enciclica “Deus caritas est” che per profondità e chiarezza ricorda un concerto di Mozart .

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14 gennaio 2006
Una "teologia fatta in casa"
contro gli eccessi clericali e laicisti
Chissà se si può trovare un modo diverso di discutere di laicità e religione, di fede e ateismo
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8 dicembre 2005
Una speranza per la donna con il volto nuovo
Questo articolo è stato pubblicato anche sul Foglio
Una donna di Vincennes a cui un cane ha morsicato via mezza faccia: labbra, mento, parte del naso
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19 settembre 2005
Che sconcerto! Noi femministe
consigliamo alle ragazze di far figli
Voglio anch’io contribuire allo sconcerto che pare suscitato dal fatto che donne di sinistra, femministe e per di più convinte che la legge 40 avrebbe dovuto essere abolita
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26 luglio 2005
Il referendum perso ci riporta indietro?
Devo farmi un esame di coscienza...
di Letizia Paolozzi
Bisognerà discutere, nel femminismo, ma anche con quegli uomini che considerano interessante e utile il pensiero delle donne, se il risultato del referendum sulla legge 40 non ci riporti indietro.
Sull'aborto mi hanno "tradita" i più vicini
di Franca Fossati
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25 giugno 2005
Femministe prima e dopo il referendum. Un'associazione per ripensare la laicità
Dea ha partecipato con convinzione (per il "sì") alla battaglia referendaria, ospitando anche posizioni diverse. Riprendiamo il confronto dopo la sconfitta del referendum riproponendo articoli di Lea Melandri e Bia Sarasini pubblicati in questi giorni, e il testo base di una iniziativa per un aggiornamento delle ragioni del laicismo.
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12 aprile 2005
Il papa che avversava la modernità
e amava il "genio femminile"

di Bia Sarasini

I funerali del Novecento
di Lanfranco Caminiti

Ombre di Dio nelle caverne
di Bartleby
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28 marzo 2005
Morire: di chi è Terri Schiavo?
Di chi è Terri Schiavo? Del marito, dei genitori e fratelli, dello Stato, della legge? Oppure di Dio?
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8 dicembre 2004
Vedere e sapere, oltre il velo
Dialoghi tra un filosofo e alcune donne

Una donna, Hélène Cixous, scrive un racconto poetico su una donna – lei stessa – che guarisce improvvisamente dalla sua forte miopia grazie a una operazione chirurgica
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4 novembre 2004
Triangolo imperfetto
The dreamers, l’ultimo bellissimo film di Bernardo Bertolucci, racconta il ’68 parigino attraverso il triangolo amoroso di un fratello, una sorella e un amico comune.

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4 agosto 2004
DeA: perchè siamo per abrogare
totalmente la "legge crudele"
Abbiamo firmato per l’abrogazione totale della legge sulla procreazione assistita.
Non ci opporremo tuttavia ai quesiti referendari “parzialmente abrogativi“ anche se la nostra idea è che questa legge sia proprio da buttare. Tutta.
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24 febbraio 2004
Il libertino Carrère sul TGV
“Facciamo un gioco“ di Emmanuel Carrère, più che un racconto erotico è un testo libertino. Nel quale il linguaggio, grazie alla sua stessa finzione, ricostruisce la realtà. E il fantasma, alleandosi al desiderio, si fa scrittura scenica.
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29 gennaio 2004
Procreazione assistita: tre incontri
sulla "legge crudele" (non solo per le donne)

Questa della procreazione assistita è una legge crudele (come recitava l'invito a aderire alla manifestazione di sabato scorso, voluta da molte parlamentari del centro sinistra).
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4 dicembre 2003
"Diritti" per embrioni e feti al mercato
Questa settimana si torna a discutere in Senato della (illiberale) proposta di legge sulla procreazione assistita. Un articolo di Letizia Paolozzi e due interventi di Franca Chiaromonte e Gabriella Bonacchi
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3 novembre 2003
E a me non piace il duetto Mussolini - Turco
La vicenda delle coppie di fatto ha del ridicolo. Il movimento gay ha – spesso con toni molto intimiditi – fatto osservare che
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17 ottobre 2003
Dove duole la scarpa dello scienziato
Welfare e biotecnologie per soli uomini
Le mail hanno il vantaggio - che tutte e tutti conosciamo - della velocità. Ma sono segnate, anche, dal difetto di arrivare ai nostri indirizzi in un numero infinito.

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8 ottobre 2003
Non torna Lassie. E' agli arresti domiciliari
"E' pericoloso?" "Eh sì, è nell'elenco delle razze". "Che cretino!" Capita spesso di sentire discorsi simili

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17 settembre 2003
Non mettete anche gli anziani in scatola
Quando, in pieno ferragosto, i vecchi escono dall’ombra e dalle analisi degli specialisti, devono “ringraziare“ quel decesso collettivo che in Francia si trasforma in una vera ecatombe.
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24 agosto 2003
Ordine morale contro libertà sessuale a Parigi
Mentre l’estetica e il linguaggio della quotidianità hanno fatto del sesso un ingrediente primario dell’identità parigina alla moda
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31 luglio 2003
Adriano Sofri e le “ Gangs of '68 “
Nonostante siano persone di animo gentile, l’insistenza di Emanuele Macaluso o quella di Alberto Arbasino nel chiedere a Adriano Sofri che si faccia lui stesso promotore della grazia per sé, non mi convince.
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7 luglio 2003
L'omosessualità nel tempo della democrazia globale
Berlino e, una settimana dopo, Roma. Due manifestazioni (diverse, certo, quanto ai numeri :seicentomila la prima e ventimila la seconda) di orgoglio gay. Per ricordare altri tempi, altre imprese. Le imprese (e gli scontri con la polizia di New York) a Christopher Street
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3 giugno 2003
Il Dio delle donne
Sul libro di Luisa Muraro che si trascina dietro il linguaggio materno, l'intelligenza dell'amore e la differenza ragionano Franca Chiaromonte e Rosetta Stella
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10 maggio 2003

La prima porno-femminista?
Si chiamava Lilith e abbandonò l'Eden
All’età di 21 anni, Ovidie ha realizzato più di 40 lungometraggi, è la regista di due film porno e, il 6 maggio 2002, è stato pubblicato, in Francia, il suo primo libro: Porno Manifesto.
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2 maggio 2003
Venite in analisi, vi sentirete normali
" Se continuate a vivere, invecchierete?" "Quando mancate di ossigeno, provate una sensazione di soffocamento?.
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29 marzo 2003
“Nudus“, magazine sessualmente corretto
per libertini raffinati e militanti
Il " retour de l'ordre moral" annunciato dalla sinistra francese alcuni mesi fa ha già trovato la sua controtendenza
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18 febbraio 2003
Oscurantisti, giù le mani da Dolly
Dolly è morta. Aveva sette anni. E' stata soppressa perché "soffriva troppo", dicono i medici
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10 febbraio 2003
Le imbarazzanti verità del nudo
750 donne si spogliano per disegnare un cuore e uno slogan – no alla guerra – su una collina
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8 febbraio 2003
Bioetica: il travaglio della politica
Cattolici e musulmani, credenti e non credenti, ebrei e protestanti, donne e uomini
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12 gennaio 2003
Il valore del seme perduto
“Per fare un tavolo ci vuole il legno/ per fare il legno ci vuole l’albero/ per fare l’albero ci vuole il seme“
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18 dicembre 2002
Mi sento centenaria. Evviva
Quanto è simpatica l’ottuagenaria spot, l’arzilla vecchietta
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17 dicembre 2002
Sul papa e il silenzio di Dio
Perché non riesco a prenderlo sul serio ? Perché questa volta non mi impressiona più che tanto
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7 dicembre 2002
Siamo stanchi dell'aids (noi gay)
Siamo stanchi dell’Aids. Sono quasi vent’anni che se ne parla, quasi vent’anni che prudentemente indossiamo sterili preservativi
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> 13 ottobre 2006


Ma il mercato del sesso è sempre coatto?.

Questa rubrica è uscita su Europa del 10 ottobre 2006

“Questa notte, intorno alle 2, stazionando sul marciapiede, un’auto di pattuglia dei carabinieri, scorgendomi, si è catapultata verso di me. Dal finestrino, lato del conducente, è spuntata una testa che, in modo perentorio e minaccioso, mi ha urlato: vai via!.....”. Così comincia la denuncia di Maria Ornella Serpa, del Coordinamento romano per la difesa delle persone prostitute (www.lucciole.org). E’ la cronaca di un conflitto testardo tra la donna e gli uomini in divisa. Maria Ornella rivendica la libertà di prostituirsi (“non faccio nulla di male”) e, da attivista militante quale è, vuole che sia punito il carabiniere che ha cercato di cacciarla dalla strada. “Ho riportato, a cagione di questo, un disturbo del sonno che mi ha impedito di dormire, uno stato emotivo alquanto convulso ed uno stato di profonda e deprimente desolazione”.
Secondo il sito delle “lucciole”, “le forze dell’ordine, sobillate dall’informazione tendenziosa, perseguitano le prostitute”. Il riferimento all’informazione non è casuale. Infatti Il paese delle donne on line pubblica una lettera aperta del Comitato per i diritti civili delle prostitute a proposito dei servizi del Tg3 - Lazio che, a detta delle firmatarie, fomentano “pregiudizio, disgusto e fobia” e istigano “comportamenti violenti ai nostri danni, oltre che provvedimenti inumanamente repressivi”.
Proteste scritte prima dell’ultima intervista del Ministro dell’Interno Giuliano Amato che, auspicando norme punitive contro i clienti “squallidi maschi a caccia di ragazze a pagamento”, ha aperto la strada alla vera e propria repressione della prostituzione (Corriere della sera, 8 ottobre). D’accordo con lui non solo don Benzi, della Comunità Papa Giovanni XXIII, ma anche la Ministra Barbara Pollastrini. A settembre era stato il Sindaco di Roma, Walter Veltroni, a proporre telecamere sulle strade per identificare i clienti.
Certo, intenzioni nobilissime: combattere la tratta delle ragazze e colpire coloro che comprano prestazioni sessuali dalle minorenni. Ma siamo proprio sicuri che tutta la prostituzione sia coatta? Che ce ne facciamo di quelle come Maria Ornella che l’hanno scelta come lavoro? Il criminologo bolognese Massimo Pavarini sostiene che molte, tra le straniere, vorrebbero liberarsi del magnaccia per continuare l’attività in proprio (www.redattoresociale.it).
Suor Eugenia Bonetti, dell’Usmi-Migrantes della Caritas, è perplessa sulla soluzione repressiva e Vincenzo Castelli, fondatore dell’associazione “On the road” ricorda i buoni risultati ottenuti dalle Ong che lavorano sulla strada per strappare le ragazze ai loro sfruttatori. Il dibattito è aperto, anche se sotto traccia.
Un dibattito, per altro, antico. Già vent’anni fa le sex workers, descritte da Roberta Tatafiore nei suoi libri, rivendicavano modifiche alla legge Merlin che consentissero loro di associarsi per svolgere la propria attività. Già vent’anni fa molte donne impegnate nel movimento, negavano che ci potesse essere una qualche libertà nella scelta di vendere il proprio corpo. Con l’immigrazione e l’ingresso massiccio di ragazze ricattate e ricattabili nel mercato del sesso a pagamento il problema si è complicato, intrecciandosi con le esigenze di sicurezza dei cittadini. Ma la risposta da Stato etico e paternalista non rischia di ricacciare le vittime della tratta in una clandestinità ancora più violenta?

Franca Fossati





La giustizia del cuore
e quella della legge

Questa rubrica è uscita su "Europa" del 3 ottobre 2006

Chissà se la casa-famiglia dove è stata portata Maria, la bambina bielorussa contesa (che in realtà si chiama Vika), assomiglia a quel lager di miseria e squallore di Chaussy, descritto sull’ultimo numero di Io Donna da Emanuela Zuccalà oppure a quel lindo e colorato istituto di Vilejka, (che è poi quello da cui la bambina proveniva), descritto su Famiglia Cristiana da Giuseppe D’Amato e Vladimir Vassiliev? Chissà se Chiara Bornacin e Alessandro Giusto, proclamatisi genitori con troppo anticipo, potranno diventare i genitori adottivi di Maria-Vika anche secondo la legge? Nell’attesa di sapere, vale la pena di tornare sugli interrogativi che questa storia chiama in causa.
“Voi cosa avreste fatto al posto dei ‘genitori’?” chiede ai suoi lettori Liberazione il 28 settembre. E nello stesso giorno anche Il Foglio, in un editoriale, definisce la vicenda “un caso tragico e indecidibile”, compresso tra “l’amore sordo” e “la legge cieca”. L’Unità chiede clemenza per “la bambina che paga per tutti” e si schiera dalla parte dei sedicenti genitori italiani. Ma Massimo Cacciari sul Corriere della sera e Maria R. Calderoni su Liberazione non hanno dubbi. Deve prevalere la legalità altrimenti è il far west e spetta ai giudici decidere. Così dice Cacciari. “I Giusto- Bonacin si sono esercitati in una sorta di appropriazione indebita” rincara Calderoni, quella bambina non può essere una “merce di scambio”.
Melita Cavallo, giudice minorile ed ex Presidente della Commissione per le Adozioni internazionali, dichiara al Resto del carlino (26 settembre) che sì, la famiglia ha violato le regole, ma la bambina “ ha diritto a non troncare il rapporto” con i genitori affidatari, perché quella relazione va tutelata. Non fu così alla fine degli anni Ottanta per Serena Cruz, la bambina filippina che fu adottata illegalmente e poi brutalmente sottratta alla famiglia adottiva dal tribunale. Natalia Ginzburg si chiese se contasse di più la giustizia del cuore o quella delle leggi. Per le “nonne” di Maria-Vika, è sicuro, conta di più la giustizia del cuore. Maria Elena Dagnino dice infatti: “Ho un solo senso di colpa: non aver potuto fare di più”. E aggiunge: “sappiamo che cosa hanno detto i medici e che cosa ha raccontato la bambina. Di fronte a queste cose non sono soltanto l’istinto o l’emozione a guidarti. Sono la tutela, il dovere, la speranza” (La Stampa, 29 settembre).
I coniugi Giusto “hanno sottratto una bambina a una legge ingiusta e a una procedura irrazionale”, scrive perentoria Ida Dominijanni su Il Manifesto (29 settembre), perché “a Genova un amore era stato trovato. Se viene troncato la colpa è di Stato”. L’argomentazione è però più sottile: i coniugi affidatari -scrive Dominijanni- “hanno affermato le ragioni di una famiglia meticcia, non consanguinea, contro lo jus soli di una sovranità anacronistica che si vuole padrona dei suoi bambini dentro i suoi confini”. Ecco dunque le ragioni per una ingerenza umanitario-affettiva che può violare la diplomazia internazionale e il diritto.
Tutto si tiene nel mondo globalizzato, i confini nazionali sono fragili e la Legge annaspa.
E’ così che la storia di Vika–Maria può intrecciarsi con il dibattito sull’eutanasia. Ma anche, da lontano, perfino con quello sulla ‘esportazione’ della democrazia.

Franca Fossati








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La giustizia del cuore e quella della legge
di Franca Fossati