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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
3 gennaio 2003
Donne e uomini: i numeri del divario
Le decisioni prese dai grandi della Terra e il loro impatto nella realtà quotidiana di uomini e donne che quei grandi hanno eletto, ma non solo. Summit, conferenze e vertici decidono quasi sempre anche i destini dei paesi in via di sviluppo, dirigendo fondi e investimenti, aiuti e sanzioni in una direzione piuttosto che in un’altra.
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30 dicembre 2002
Sono preoccupata:devo salvare il mondo?
Alla fine dell’Anno, si fanno sempre un po’ i conti. Per le donne le cose sembra non vadano male. Anzi. Vanno tanto bene che c’è quasi da preoccuparsi.
Cominciamo dal riconoscimento alle “persone dell’anno“. Sono tre donne “le accusatrici per fini morali“

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17 dicembre 2002
Colombia: un bikini contro la guerra
I calendari che hanno per protagoniste belle signore e signorine nude o poco vestite (top model, attrici, ma anche simpatiche vicine di casa) sono diventati di gran moda e non solo in Europa. Tanto che il presidente colombiano Alvaro Uribe ha pensato di potersene servire per realizzare una campagna promozionale fatta di poster e calendari pieni di donne in micro-bikini e invitare così i guerriglieri a disertare le loro attività terroristiche.
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10 dicembre 2002
L'orrore dell'infibulazione
e l'illusione della legge

E’ partita da Roma la campagna internazionale per sradicare la pratica delle mutilazioni dei genitali femminili.
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> 19 gennaio 2003

Le azioni di Condoleeza

Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica", l'attacco, questa volta, viene da Condoleeza Rice, che di pace, da qualche tempo, proprio non sembra volerne sentir parlare.
Il presidente Bush, infatti, in controtendenza con la politica e il diritto americani degli ultimi vent'anni, ha dichiarato, pare (ma la cosa non è poi così chiara) spinto, appunto, da Condoleeza, la sua contrarietà a quelle politiche grazie alle quali, nelle Università, nei concorsi pubblici, ma anche nelle aziende, si può - si deve, dal 1978 - privilegiare chi appartiene a gruppi, etnie, sesso svantaggiati. Occasione: il ricorso, accettato, di tre studenti bianchi nel Michigan. Duro, amaro, il commento di Jesse Jackson, che sottolinea come, in assenza di una politica di discriminazioni positive, Colin Powell non occuperebbe il posto che occupa.
Ma Condoleeza Rice, stando sempre a quanto ci viene raccontato, non può sopportare l'idea di poter essere percepita come il risultato di una qualche politica di quote. Doppia, nel suo caso: perché nera e perché donna. Insopportazione, la sua, comprensibile, condivisa da molte donne che non riescono a percepirsi come un gruppo oppresso, discriminato, da tutelare. Che non sopportano, cioè, quel dubbio sul valore della tutelata e tutelanda che sempre accompagna le politiche di tutela.
La discussione sulle azioni positive è antica. E di tutto rilievo: in causa, oggi come ieri, c'è la possibilità di un diritto che abbia al centro l'uguaglianza degli individui, delle individue e non la certificazione di una società di gruppi, etnie, appartenenze. Per questo la discussione si fa, si è fatta più stringente quando si è trattato delle donne, vale a dire della metà del genere umano, sia esso africano, americano, gay, etero, ispanico.
Forse, però, anche qui, una concezione mite del diritto non guasterebbe. Diritto mite. Ovvero, consapevole dei suoi limiti, ma anche delle sue possibilità di intervenire laddove si registri - la società registri - che qualcosa nell'uguaglianza dei diritti non funziona. Per ritirarsi in buon ordine se e quando le cose cominciassero, invece, a funzionare. Diritto mite: consapevole, cioè, della necessità di agire per tentativi ed errori sulla strada maestra: quella che considera irrilevante il sesso, la razza, la religione, l' orientamento sessuale. Sì, anche il sesso, la differenza sessuale. Irrilevante sul terreno dei diritti. Rilevante, rilevantissima, sul terreno simbolico. E su quello sociale.

Franca Chiaromonte






> da leggere
La Repubblica, 18 gennaio 2003

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