locale / globale
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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 25 ottobre 2003


Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa

Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica. Sul rapporto tra comunicazione e politica. E’ inevitabile, per Antonio Bassolino, partire dal 1993. E non solo per la coincidenza del decennale.
Il 1993 è stato un anno importante per la politica. Per la prima volta, le elettrici e gli elettori votarono i loro sindaci. E cambiò tutto. L’esperimento premiò la sinistra, il centrosinistra. Silvio Berlusconi, un anno dopo, mostrò di aver capito il cambiamento e per questo vinse la sfida con un centrosinistra che apparve dimentico della lezione dell’anno prima.
A Napoli, nel 1993, Antonio Bassolino vince la sfida con la popolarissima Alessandra Mussolini. Lui, uomo di partito (tanto che la sua candidatura viene vista con diffidenza, all’inizio, dai tifosi della società civile), capisce due o tre cose essenziali. Innanzitutto, che l’elezione diretta cambia tutto, appunto, nel rapporto tra cittadine, cittadini e politica. Poi, che questo cambiamento poteva essere una leva, una speranza di rinascita. Di ricostruzione. “A Napoli – racconta l’ex sindaco di Napoli, oggi governatore della Campania – si trattava di ricostruire tutto. Dicevamo: siamo nel terzo dopoguerra”. La terza guerra si era chiamata “tangentopoli“: avvisi di garanzia, galera, corruzione…nessuno sembrava esserne (era) immune. I partiti storici non esistevano più. Nemmeno il Pds, erede del Pci, che infatti si era attestato, nelle ultime elezioni politiche (1992) a un misero e umiliante 8 per cento. Per questo, anche per questo la sfida era radicale, radicalizzata. Destra/sinistra: Mussolini/Bassolino.
Ricostruzione, dunque. Per via istituzionale. E per via diretta. Ecco lo staff per una campagna elettorale guidata per la prima volta da persone scelte ad hoc. Ecco i messaggi semplici: la città dei bambini, la cultura come risorsa…Ecco l’impegno al rispetto non solo del programma dei quattro anni, ma a quello dei primi 100 giorni. “Era importante – ricorda – dare il senso che sapevamo quello che avremmo fatto, nel caso in cui avessimo vinto, fin dal primo giorno”. Ecco, infine, l’annuncio della squadra – “squadra, non giunta, perché erano persone scelte solo da me. Nel 1997 ho ricominciato a chiamarla giunta” – prima del voto del ballottaggio.
Personalizzazione della politica? Sì, “nel bene e nel male”, dice Bassolino, che ribadisce la sua opzione a favore dell’elezione diretta a tutti i livelli, ma invoca, a tutti i livelli quei “contrappesi che oggi non esistono e che invece sono essenziali in una democrazia maggioritaria”. Comunicazione più che politica? No, perché – sottolinea continuamente il governatore – c’è e ci deve essere una differenza visibile tra centrodestra e centrosinistra, anche per quanto attiene alla comunicazione: “Guai a diventare indistinguibili, ospiti uguali e fissi nel salotto di Bruno Vespa”. Non pensa, il governatore, che il centrosinistra debba piangere, enunciare le disgrazie dell’umanità. Anzi, dice, vince chi sa delineare una prospettiva per il futuro. A partire, però, “dal basso”, che significa radicamento, conoscenza del territorio : a Napoli, i quartieri spagnoli e i salotti, laddove la destra “vince e perde dall’alto”.
L’aula applaude il governatore. Apprezza la sincerità. Restano sullo sfondo le polemiche, di cui la recente storia di Napoli è piena, sul ruolo dei partiti, delle associazioni, degli eletti, di quell’eletto che è lui: Bassolino, appunto. Ne accennerà, poco dopo, nella sua testimonianza, Teresa Armato, assessora alla Cultura della Regione Campania, fondatrice di Emily. Una delle donne che Bassolino ha voluto, nella sua giunta. E che, forse, non ci sarebbe entrata e rimasta se Emily non fosse esistita, se Bassolino non avesse saputo, come ha saputo, valorizzare le competenze femminili e se qualcosa non fosse rimasto di quell’essere “squadra” delle giunte. Se la scelta, cioè, fosse stata esclusivamente nelle mani dei partiti.


Franca Chiaromonte









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