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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
30 luglio 2004
L’occhio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando l’una il volto dell’altra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 19 agosto 2004


Usa, adotta una famiglia

Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo c’e John Kerry, il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti, che insieme al suo staff ha optato per una strategia che punta fortemente all’elettorato femminile. Oltre ventuno milioni sono state le donne che non hanno votato alla tornata precedente e se Bush ha strappato la vittoria ad Al Gore per circa 500mila voti, il piatto si fa succulento e l’orientamento del voto femminile determinante anche per il voto di novembre.
Già, ma a quante differenti tipologie di donne devono rivolgersi i democratici: alle cattoliche o alle laiche, alle afro americane o alle latinos, alle abortiste o alle antiaboriste? Fino a ora Kerry si è mantenuto lontano dai temi caldi, come l’aborto appunto, e anche rispetto alle unioni miste si è espresso a favore delle congiunzioni di fatto ma non ai matrimoni tra omosessuali.
Poi però qualcuno deve avere avuto la geniale idea di puntare alle single, che già scelsero per il 66% Al Gore; quelle di loro che hanno figli sentono poi maggiormente la disoccupazione e il taglio della spesa sociale e sanitaria, come recitano i numeri forniti dal sito Women’s voice, Women Vote (la voce delle donne, il voto delle donne) che fa capo alla moglie di Kerry, l’avvocata e miliardaria Teresa Heinz. I toni delle parole del candidato democratico si sono fatti toccanti nel corso della convention di fine luglio: ha parlato alle donne “che alla sera siedono sole davanti al tavolo della cucina con il foglio dei conti tra le mani” (ne ha scritto in Italia Il Corriere della Sera), ma è rimasto fumoso quello che ha promesso loro, una migliore e generica sicurezza, la fine della solitudine. Per il resto, niente posti di lavoro all’orizzonte né soprattutto il riconoscimento e il rispetto della loro condizione di fatto. Anzi, il coniglio tirato fuori dal cappello democratico è una soluzione che in un colpo avvicina le donne statunitensi a quelle dei paesi in via di sviluppo, e cioè la proposta di adottare a distanza le donne sole e i loro bambini da parte di concittadini generosi.
Un modello assistenziale che farebbe ridere di cuore se non venisse da un pulpito a cui parte del mondo, quello democratico, guarda con grandi speranze. Pure le donne continuano a essere protagoniste in primo piano, come dimostrano la stessa Teresa e le figlie di Kerry, Alex e Vanessa intervenute alla convention a sostegno del loro amato congiunto, senza negare la loro identità femminile e la professione che continueranno a svolgere anche se dovessero trasferirsi alla Casa Bianca. Lo hanno scritto con efficacia da Ritanna Armeni su Liberazione e Marco D’Eramo su Il manifesto, sottolineando che l’esempio di Hillary Rodham Clinton ha rivoluzionato il modello di first lady, sia per come ha gestito le alterne vicende del mandato del suo turbolento marito, sia il suo successo personale, dimostrato dal fatto che ora siede tra gli scranni del senato statunitense (e sono in molti a dire che correrà alle prossime primarie).
A maggior ragione stupisce che non si siano alzate voci di fronte alla bizzarra proposta dell’adozione a distanza. Nessuna parola su Women’s Voice, nessuna sul sito Code pink, che raggruppa il nuovo movimento delle femministe pacifiste, nato dalla fusione con il movimento Global Exchange; si tratta di voci democratiche così provate dall’esperienza bellica a cui le ha spinte con forza il presidente Bush da abbracciare probabilmente con un po’ troppa abnegazione il programma Kerry.
Vero che in campagna elettorale – dovunque essa sia – si punta sui colpi a effetto, ma la trovata dell’adozione sembra davvero esagerata: essa cancella in un sol colpo sia il riconoscimento e il rispetto delle scelte di donne che i figli hanno deciso di farli da sole oppure hanno optato per restare sole con loro, sia il fatto che lavorando su tematiche simili la diade madre-figlia/o diventa letteralmente un corpo indissolubile, in cui la prima ha diritto alla visibilità unicamente in funzione dell’altro/a, seppure figlio. Non è di questo certo che l’America che respinge la guerra e le discriminazioni ha bisogno. Le donne attente a mostrare dati sulle mancate quote, sulle discriminazioni sessuali, quelle che spingono per un nuovo modello sociale e assistenziale, non possono accontentarsi di vedersi un giorno ritratte e incorniciate con i loro figli a casa di un europeo o un russo generoso che manda loro un pacco dono per Natale.

Monica Luongo









> da consultare

Il sito di John Kerry


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women's voice


Gli articoli di Ritanna Armeni e Marco D'Eramo su Liberazione e il manifesto del 28 luglio 2004