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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 30 giugno 2004


Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo

Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
Subito dopo, una come me risponderà che qualcosa è successo. Qualcosa di buono. A segnare dei punti non è stata soltanto una giornalista come la Gruber, che aveva dalla sua la riconoscibilità televisiva.
Basta guardare i 150.000 voti della genovese Marta Vincenzi, candidata (Diesse) nella lista unitaria dell’Ulivo alle Europee. E poi il successo della torinese Mercedes Bresso (sempre Diesse, e dell’associazione Emily). Ma per uscire dall’orticello di centrosinistra, un grosso riconoscimento è andato, ancora una volta, alla radicale Emma Bonino, a Adriana Poli Bortone, di An.
Rispetto alle amministrative: il neogovernatore della Sardegna, Renato Soru, si è portato nel listino otto candidati, tutte donne, molte prese dalle università. Tra le quali Giovanna Cerina, studiosa della letteratura sarda.
Alla vittoria di Sergio Cofferati a Bologna hanno portato il loro contributo anche femministe dell’associazione Orlando, come la giurista Milli Virgilio, che ha ottenuto un rilevantissimo successo personale (la più votata delle donne).
C’è poi il risultato della lista di sole donne dell’associazione Emily per le elezioni provinciali di Napoli. Volete insinuare che su questo ente - la provincia - non puntereste nemmeno un euro, stretto come è tra Comune e Regione? Volete suggerire che il flusso adrenalinico per un posto di consigliere (provinciale) lo si riscontra solo nel Mezzogiorno?
Secondo me, sbagliate. Questo ente deve aver riconquistato una sua dignità se, intorno alla Provincia di Milano, fino all’ultimo i giornalisti hanno trattenuto il fiato osservando il duello Colli-Penati. Perché, ci hanno spiegato con un omaggio tardivo a Lacan, la provincia di Milano ha enorme peso simbolico.
Ancora, rispetto a Emily, faccio osservare che ha ottenuto quel risultato in un luogo, il Mezzogiorno, dove, generalmente “il rapporto voti di lista/preferenze è praticamente al cento per cento: spesso si spostano anche i voti di schieramento perché si spostano preferenze. A colpi di centinaia di migliaia“ (Cosimo Rossi su “il manifesto“ del 10 giugno 2004).
In un luogo dove i partiti hanno grande potere. Contano e si muovono di conseguenza per conservare le proprie posizioni.
Ma le 45 candidate della lista Emily si sono districate (anzi, addirittura distinte) dai partiti. E non è che siano delle femministe. D'altronde, la società Running (che si occupa di formazione e comunicazione elettorale) nota tra quello che ha funzionato “una campagna estranea alla comunicazione tradizionale della politica“, mentre sottolinea che “Emily vive fuori dal pensiero femminista“.
Piuttosto, le candidate hanno fruito di un vago lobbysmo femminile. Hanno fatto squadra. Si sono rivolte alle donne. Senza escludere gli uomini. Padri, mariti, fratelli, figli: tutti al seguito della candidata “in rosa“. In una campagna elettorale condotta all’insegna della socialità. Ascoltando i bisogni della città e del territorio in cui vivono. Di qui le cene, i balli su un barcone, la presentazione delle signore e signorine della lista nelle case, ai banchetti dei mercatini. Questo ha creato nuove solidarietà, disegnato una sorta di comunità magari effimera ma da riattualizzare di continuo.
Una lista solo di donne rappresenta una novità.
Si è creata un’aspettativa.
Anche la presenza di donne in lista alle Europee superiore al passato ha avuto il suo peso. Dipende dalle quote che le stesse donne sono riuscite a imporre (con la battaglia per la riforma dell’art.51 della costituzione e la quota del 50% alle elezioni europee)? Non soltanto.
Può darsi che siano state votate - le Gruber, le Bonino - “certo non in massa, ma scegliendole con cura – in quanto <nuove> al potere, non ancora assuefatte alle perversioni della politica“ (Isabella Bossi Fedrigotti su Io Donna).
Può darsi che ci si affidi alle candidate perché le si considera figure del cambiamento.
Sono loro a “fare la differenza“. Anche se non sono migliori dei candidati. Anche se le donne non sono nè migliori né peggiori degli uomini.
Oggi la frattura tra i sessi non è più ontologica separazione. Oggi non c’è più soltanto ansia maschile (e femminile) di risolvere le ingiustizie in senso paritario. Può esistere una politica delle relazioni tra i due sessi. Questo rimette in gioco la politica istituzionale?
Certo, in netto distacco dal separatismo rigido di un tempo, una volta l’anno, da dieci anni, uomini e donne si incontrano a Asolo, dalle suore Dorotee, per coltivare la possibilità di questa relazione dei due sessi, anche nella pubblica amministrazione locale, dove non mancano esperienze di cambiamento nella rappresentanza.
Se sono affermazioni che suonano apodittiche, me ne scuso. Comunque, potrebbe discenderne che la differenza è diventata un valore. Che le donne nel 2004 sono votate per una sorta di pregiudizio positivo.
Provo a spiegare un simile pregiudizio aiutata dall’articolo su "Via Dogana"di Via Dogana, numero 69, giugno 2004 di Ana Maneru Méndez. Scrive Ana: “Dovunque guardi oggi vedi donne – non necessariamente nei partiti, ma anche in essi – che stanno/stiamo facendo politica e che mostrano/ mostriamo in ogni momento di essere donne perché ci piace esserlo. Si nota la politica delle donne“.
Questa politica donne significa fare le cose in un’altra maniera? Anche la sconfitta di una come Ombretta Colli finisce per assumere il significato capovolto: la fine della “spinta propulsiva” del berlusconismo? Non saprei rispondere. Al momento, è evidente il desiderio femminile di condurre questo esperimento.

Letizia Paolozzi








> da leggere

"Via Dogana",n.69, giugno 2004. Articolo di Anna Manero Mendez

> da consultare

A Napoli la "lista rosa" supera la prova
di Bartleby


Ma la sera in tv vincitori e sconfitti sono tutti maschi e noiosi
di Monica Luongo

Il sito di Emily


Chi ha paura del listone rosa?
di Letizia Paolozzi

Il dibattito in Campania