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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
30 settembre 2004
Donne che amano quello che fanno
Si sono tolte il velo, hanno sorriso, appena liberate. Quando sono scese dall’aereo, sorridenti, si sono prese per mano, in mezzo alla piccola folla che le circondava.
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22 settembre 2004
Che cosa vuole veramente un uomo?
Si sa che Freud a un certo punto si domandò: che cosa vuole veramente una donna? E che non seppe trovare risposta. Credo che oggi la domanda decisiva sia: che cosa vuole veramente un uomo?

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19 agosto 2004
Usa, adotta una famiglia
Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo c’e John Kerry, il candidato democratico
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30 luglio 2004
L’occhio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando l’una il volto dell’altra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 14 ottobre 2004


Afghanistan, il voto velato

Non condivido la gioia di chi ha esultato per le recenti elezioni in Afghanistan, soprattutto per ciò che ha riguardato le elettrici. Le signore in fila con il loro documento di identità e coperte dal burqa celeste – dunque irriconoscibili – davanti alle urne, sono forse un modello di libertà? Non credo, così come non so cosa pensare delle giovani intervistate dai giornali di tutto il mondo che si proclamano felici di poter esprimere le loro preferenze.
In realtà è l’intero processo elettorale in Afghanistan a essere messo sotto accusa. Organizzazioni come Onu e Osce hanno dapprima approvato un regolamento che prevedeva l’iscrizione ai registri elettorali anche a coloro che mostravano documenti con volto coperto dal burqa; così è accaduto che ogni donna potenzialmente poteva mostrare il documento di chi voleva (o di chi decideva per lei) e infatti c’è chi ha visto uomini e donne entrare e uscire più volte dalle urne. Non ultimo, il risibile errore di scegliere un inchiostro delebile per segnare il dito dei votanti in modo che non potessero rientrare nelle urne.
Dalla denuncia di brogli, evidente, alle numerose testimonianze che addirittura parlano di seggi chiusi dalle commissioni che si accorgevano del numero crescente di voti a favore degli oppositori di Garzai, è arrivata a chiudere l’operazione (costata, scrive Il Corriere della sera, 200 milioni di dollari) la benedizione finale di Onu e Osce, che hanno dichiarato regolari le operazioni di voto e le opposizioni che evidentemente rabbonite si sono arrese e hanno deciso di non presentare ricorsi per i brogli. Che senso ha avuto allora l’invio di una missione elettorale se non quello di mettere un marchio doc su una operazione che è servita a tranquillizzare l’Occidente e dire che in Afghanistan le elezioni “free and fair” sono state la prova che la guerra è finita, che i talebani sono tutti senza barba e le donne hanno accesso alla vita pubblica? E per l’ennesima volta il corpo femminile viene usato distortamente per fare credere ciò che non esiste: il diritto all’autodeterminazione, all’istruzione, a parametri di vita uguali a quelli degli uomini, al lavoro.

Monica Luongo



Ragazze d’Italia

Capita che certe vite raccontino storie più grandi di loro. Capita che certe facce parlino di tutto un luogo, di tutto un tempo. Gli storici fanno questo mestiere qui, inserire le biografie nel «contesto», spiegarci il contesto con le biografie. Trovare e raccogliere i documenti, mettere assieme i tasselli, costruire i nessi, disegnare scenari. E poi ci sono quelle modificazioni lì, i modi di dire, di vestirsi, di scambiarsi le cose, di lavorare, che durano tanto, e poi all’improvviso è accaduta una frattura, un nuovo mondo. Ci vuole il tempo suo per queste cose, la distanza dai fatti. Hanno le loro ragioni, la cronaca è troppo emotiva, troppo impulsiva e passionale, troppo sfaccettata: ci fa piangere e disperare, bestemmiare e stupire. Non ci fa ragionare incontrovertibilmente. Però, a me sembra, incontrovertibilmente, che se voglio capire adesso almeno un po’ come siano la pancia e il cuore di questo paese, quali facce abbia, non posso che ritagliare dai giornali le foto di Simona e Simona, e di Jessica e Sabrina, guardare le linee dei loro volti, cercare nei loro occhi.
Per impegno o per distrazione, per consapevolezza o per innocenza, le loro vite hanno incrociato questioni terribili e enormi, la guerra, il terrorismo. Che se l’andassero a cercare o che non ci pensassero affatto, non cambia molto: c’è una casualità dei destini che riempie ancora di mistero le nostre vite: voler razionalizzare tutto suona spesso come un atto blasfemo dell’intelligenza. Accomunare le loro vite è un atto arbitrario e, per molti versi, illecito – come lo è qualunque sovrapposizione di vite. Anche contrapporre le loro vite però a me sembra una sciocchezza, come se da una parte ci fosse un’idea di vita fatta tutta di gesti «giusti» e dall’altra un’idea di vita fatta tutta senza pensarci troppo. E poi, io non voglio parlare delle grandi questioni. Io guardo con discrezione quelle facce troppo giovani, facce di ragazze d’Italia. Io voglio parlare di quest’Italia.
Leggo di lavori precari ma che si fanno, di sogni, di paesi lontani, di piazzette dove si è cresciuti e di balconi, di cose che si conoscono da sempre e che sempre pesano, di chiese e di parroci, di determinazione a strappare lembi di felicità, a cercare la propria strada, di famiglie che si dividono, di madri decise, di fughe da luoghi che stanno troppo stretti ma a cui si torna. Dove si prega quando non si sa più a che santo votarsi. Così, quasi sovrapensiero, che è il modo più straordinario d’essere innamorati di qualcosa di troppo grande per ragionarci su.
Quest’Italia recente, quella della pancia e del cuore, che ha avuto facce contadine di rivolta e di rassegnazione, di fatica operaia e di fresche permanenti, di flash e dolce vita, di rabbia e di gioia, di sgomento e paura, di capelli corti e ben pettinati, di donne solari e insieme, che ha avuto pure facce nascoste da fazzoletti, quest’Italia che a volte neanche si parla e si conosce, e a volte diffida l’una dell’altra ma che si tiene ed è migliore di quella che appare, oggi ha il volto di quattro ragazze.
E a me questa sembra proprio una cosa straordinaria. Da tenere stretta stretta. Una frattura della storia.

Lanfranco Caminiti








> da consultare

Il Corriere della Sera e la Repubblica del 10 ottobre 2004

I siti che parlano delle elezioni afghane:

afgha.com

worldpress

Ragazze d'Italia
di Lanfranco Caminiti