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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
7 novembre 2005
Al Parlamento e ai partiti: legge elettorale
e programmi non rimuovano la forza femminile

Siamo stanche, e stanchi, del sentimento di desolazione che proviamo di fronte alla parata dei politici, tutti e sempre maschi, che si autorappresenta dovunque.
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30 ottobre 2005
Primarie, quote, liste di sole donne
Si annuncia la “riscossa rosa” in Parlamento?

Il Parlamento che uscirà in aprile dalle elezioni del 2006 avrà un numero di donne come l’attuale, cioè minimo? Si interrogano le donne riunite dall’associazione Emily

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24 ottobre 2005
Per le donne né 50, né 30, né 25 per cento
L'equazione misogina dei franchi onorevoli
Perché l'emendamento del governo, sulle “quote rosa“ non è stato votato dall'opposizione? Qualche giorno fa titolava Liberazione, il giornale di Rifondazione comunista: “La maggioranza cancella le donne dal Parlamento“.

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7 ottobre 2005
Perchè, io donna, dovrei appassionarmi
a queste maldestre primarie?
In questa fase, che per comodità e a rischio di banalizzare, chiamerei di transizione, sono entrate nel frullatore della politica “le questioni eticamente sensibili“
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29 settembre 2005
Via Quaranta e i dubbi dell’istruzione
Il 21 settembre il presidente della Repubblica ha invitato gli studenti italiani a declinare la logica dell’accoglienza nel corso dell’anno scolastico appena iniziato.

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29 luglio 2005
La ripresa del Burundi
Quando arriva nel seggio una gran folla le si fa incontro, felice di poterle stringerle la mano. Un vecchio mi sussurra all’orecchio di non avvicinarla, perché si è decolorata i capelli e fuma in pubblico.
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29 luglio 2005
Romana, Piera, Francesca, Alfonsina, Faustai
Le primarie dell’Unione sono già aperte. Le primarie dell’Unione sono già chiuse.... Con interventi di Bia Sarasini, Alberto Leiss e Letizia Paolozzi, Marina Terragni.

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26 luglio 2005
Dopo le bombe. Apologia dolce del fatalismo
I nemici tra noi. Un "paki" nel Deserto della solitudine
Tre interventi di Letizia Paolozzi e Bia Sarasini su noi e il mondo dopo gli attentati di Londra
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25 giugno 2005
Imparare da una donna
La nostra condizione attuale fa sì che le donne possano vivere anche senza uomini, il che rovina tutto.
Immanuel Kant
….
Una donna africana siede in alto e fa lezione. Più in basso, di fronte a lei, la ascolta rispettosamente un re, circondato da dottori della religione islamica.
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20 giungo 2005
Un funerale con saluti a braccia tese
Un commosso saluto di molti amici venuti da tutta Italia: Così il tg1 delle 13 di venerdì 17 giugno ha definito l’adunanza dei molti che hanno approfittato della morte del giovane barista di Varese, ucciso pochi giorni prima in una rissa che ha visti coinvolti due albanesi.
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4 giugno 2005
Tutta l'Africa è paese
La settimana ricca di appuntamenti della rassegna ItaliaAfrica voluta a Roma da Walter Veltroni si è chiusa con il grande concerto di Piazza del Popolo sabato 28 giugno

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28 maggio 2005
L'azzardo della lista rosa
E' appena uscito dall'editore Guida di Napoli il libro di Letizia Paolozzi "La passione di Emily e l'azzardo della lista rosa".

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7 maggio 2005

Resistenze violente e non
«Non c’è una via per la pace. La pace è la via». Sono parole di Thic Nath Hanh, il monaco vietnamita buddista zen che durante la guerra del VietNam diede vita al movimento di resistenza non-violenta dei”Piccoli corpi di pace”.

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2 aprile 2005
Ci piace la politica di Alessandra?
Per giudicare non basta l'antifascismo

E adesso che abbiamo visto su Rai3 l’unico confronto televisivo con il governatore del Lazio, il suo antagonista e Alessandra Mussolini
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2 marzo 2005
Da Pechino a New York
Quando un essere umano rischia di precipitare gli si tende una rete per evitare che finisca male.

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13 febbraio 2005
Le primarie? Non buttiamole

Vorrei che il discorso sulle primarie andasse avanti. E non fosse inghiottito dalla opacità che di solito avvolge le proposte politiche che non piacciono.
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4 novembre 2004
Buttiglione e il fantasma anticattolico

Un nuovo fantasma si aggira per l’Europa: il pregiudizio anticristiano, anticattolico. Questione quanto mai confusa, di difficile dipanamento. Qualche proposta di riflessione
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14 ottobre 2004
Afghanistan, il voto velato
Non condivido la gioia di chi ha esultato per le recenti elezioni in Afghanistan, soprattutto per ciò che ha riguardato le elettrici.
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30 settembre 2004
Donne che amano quello che fanno
Si sono tolte il velo, hanno sorriso, appena liberate. Quando sono scese dall’aereo, sorridenti, si sono prese per mano, in mezzo alla piccola folla che le circondava.
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22 settembre 2004
Che cosa vuole veramente un uomo?
Si sa che Freud a un certo punto si domandò: che cosa vuole veramente una donna? E che non seppe trovare risposta. Credo che oggi la domanda decisiva sia: che cosa vuole veramente un uomo?

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19 agosto 2004
Usa, adotta una famiglia
Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo c’e John Kerry, il candidato democratico
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30 luglio 2004
L’occhio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando l’una il volto dell’altra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 25 novembre 2005


Ti picchio così ti cancello

La violenza sulle donne è oggi l’unico dato che accomuna gli uomini del pianeta. Io l’immagino così: alla sera, tornando a casa, un maschio su cinque (questo il numero delle donne nel mondo che subisce uno stupro, mentre una su tre viene picchiata dentro le mura di casa) toglie il suo copricapo musulmano, il cappello da travet, lo zucchetto da ebreo, il copricapo di maglia che copre i dredlock rasta, e diventa improvvisamente uguale all’altro fratello del mondo: lo accomuna agli altri il desiderio cieco di violenza verso la donna che ha accanto o la prima sconosciuta indifesa che incontra, la volontà di annullamento della personalità di chi è più debole in quel momento, la furia incontrollata di fronte a un no.
I dati presentati dall’Onu nel Rapporto 2005 sulla popolazione mondiale – e quelli del Consiglio d’Europa - parlano chiaro e la violenza viene definita “una epidemia mondiale, silenziosa e di dimensioni allarmanti”, che si estende anche ai numeri riguardanti l’analfabetismo (due terzi degli 800 milioni di analfabeti nel mondo sono donne), le bambine scomparse (l’80% delle vittime dei traffici umani sono donne e minori), fino alla forma di violenza indiretta che riguarda la presenza delle donne nei parlamenti del mondo, il 16%.
Già, i due aspetti non sono a mio parere slegati. Forse che una maggiore visibilità e un maggior raggio di azione delle donne politiche potrebbe portare a una maggiore severità nei confronti degli uomini violenti o a politiche preventive efficaci? Non sono sicura che questa sia l’unica via, visto che la violenza maschile è presente anche in paesi avanzati come la Svezia. Penso però che il dialogo politico tra donne e uomini, e dunque una maggiore rappresentanza che non può non passare per il riconoscimento di poltiche “altre”, potrebbe favorire quell’apertura delle relazioni tra maschile e femminile che oggi è la sofferenza maggiore delle relazioni tra i sessi.
La ricerca di un migliore, possibile linguaggio di scambio, il superamento del separatismo (su cui oggi molte femministe si interrogano) non è slegato da una visione politica e sociale del mondo che continua a isolare le donne nella vita dei movimenti e nemmeno in maniera così evidente.
La pratica delle relazioni è assente in questo momento da ogni possibile scena del “fare”, negli ambiti internazionali così come in quelli privati; la logica degli schieramenti, le ideologie preventive e le conseguenti azioni di lotta ne sono tragica prova. Bisognerebbe piuttosto cercare sia nel privato che nel sociale una possibile rinnovata tessitura che passi per la comprensione dei difficili odierni rapporti di coppia e dei legami familiari, in un rinnovato concetto di welfare che tenga conto delle molteplici differenze e difficoltà delle strutture familiari e sociali delle nostre città e periferie occidentali, di un ascolto attento dei malesseri che si nascondono, indipendentemente da reddito e condizioni, dietro ogni porta di casa.

Monica Luongo




La violenza degli uomini e la politica

Liberazione ha aperto con coraggio – due pagine intere di interventi maschili, e una discussione a seguire – sul tema della violenza che gli uomini esercitano quotidianamente sulle donne. A partire dai dati impressionanti di una serie di ricerche recenti: violenze, stupri, uccisioni, da parte di mariti, padri, compagni, sono a quanto pare la prima causa di sofferenza per l’altra metà del cielo, e non solo nei paesi che siamo ormai abituati - in questi tempi di “scontro di civiltà” - a considerare “barbari”, ma nella civilissima Europa.
I maschi intervenuti – più o meno tutti progressisti e di sinistra, anche molto di sinistra – hanno in genere riconosciuto l’esistenza di una “colpa” storica e antropologica maschile nell’esercizio della violenza. Violenza contro le donne, e violenza in genere, fino alla violenza bellica. Ma questo – giustamente, a mio avviso – non è bastato a Lea Melandri e Angela Azzaro: sì, siete molto bravi in sociologia e psicologia – hanno detto in estrema sintesi – ma che ci dite di voi stessi?
Franco Giordano ha cercato di non sottrarsi al richiamo. Da un lato ha confermato un giudizio che è circolato in quasi tutti gli interventi: la violenza maschile, in varie sue manifestazioni, sembra interpretabile anche come reazione alla rivoluzione prodotta da mezzo secolo in qua da una nuova soggettività femminile. Lo scandalo per queste violenze maschili, più che conferma di un rapporto di forza immutabile nel tempo, sarebbe la spia di un sovvertimento. Si è parlato di crisi e di fine del patriarcato. Una cosa che disorienta e impaurisce gli uomini – un “cambio di civiltà”, come è stato detto dal femminismo italiano della differenza - che se non è riconosciuto e elaborato rischia persino di rendere più sorda la loro, nostra, violenza. Giordano ha anche scritto di ritenere necessaria, per lui e per noi maschi, la ricostruzione “di un contatto con la sfera del nostro mondo interiore”.
Penso che sia vera, per gli uomini consapevoli del mutamento radicale intervenuto nei rapporti tra i sessi – e ne siamo consapevoli perché lo abbiamo conosciuto e lo viviamo nelle nostre vite – l’esigenza di una sorta di coraggiosa autocoscienza. Sono del resto ormai non pochi i gruppi di maschi, sia della nostra generazione (quella del ’68 per intenderci) e anche più giovani, che sentendosi a disagio nei ruoli tradizionali maschili, hanno avviato un “lavoro su di sé” mutuando in parte l’esperienza del femminismo.
Credo però che sia maturo ormai un “parlare di sé” maschile che apra un varco, un taglio, a partire dal luogo dove da secoli – i secoli delle nostre civiltà (ex) patriarcali – si esercitano le pratiche omosessuali – in senso simbolico: tra soli uomini - della costituzione del potere. E mi limito qui alle forme del potere politico.
“Parlare di sé” dal punto di vista degli uomini che “fanno politica” vuol dire rendere conto del proprio pensiero politico – giacchè non esiste azione politica se non è fondata, più o meno consapevolmente, su una idea – e naturalmente rendere conto del proprio modo di fare politica.
Se si crede davvero che la “rivoluzione più grande” dei nostri tempi sia stata quella femminile – nei movimenti, nei comportamenti quotidiani, nelle elaborazioni teoriche - allora bisogna impegnarsi in una revisione radicale di un pensiero politico che si è basato, nelle sue versioni di sinistra, socialiste e comuniste, su un soggetto collettivo definito da ragioni prevalentemente economiche, la “classe operaia”, e nelle versioni liberaldemocratiche, su un individualismo astratto, dietro alle cui generalizzazioni in termini di diritti universali si intravede ancora l’origine concreta di un soggetto maschile e proprietario. E’ in gioco qui l’idea stessa di democrazia, della quale vediamo ogni giorno precipitare una gravissima crisi, proprio nel momento storico in cui non sembra possibile definire la politica se non nei termini dell’inveramento delle promesse della democrazia.
Quanto alle pratiche e ai comportamenti, un minimo di decenza vorrebbe che si cominciasse a reagire davvero allo spettacolo dei luoghi della politica - partiti e istituzioni - sempre così tristemente affollati di soli uomini. Ma il punto vero di questa situazione ha una radice simbolica: noi maschi, oltre all’amore e la riconoscenza per le nostre madri, facciamo molta fatica a riconoscere la libertà e l’autorità - in questo discorso, politica – di una donna. Un gesto significativo, o più gesti significativi, potrebbero cominciare da qui.
Mi ha colpito in questi giorni un testo pubblicato sul “Foglio”, che denuncia in modo molto allarmato una “catastrofe educativa”. Siamo di fronte a una “generazione di ragazzi che si sentono orfani, senza padri e senza maestri”, “annoiati e a volte violenti”, perché la nostra cultura ha “demolito le condizioni e i luoghi stessi dell’educazione: la famiglia, la scuola, la Chiesa”. “Occorrono maestri”, è il grido di dolore, sottoscritto da 58 signori (professori, artisti, banchieri, direttori di testate nazionali, un po’ a destra, un po’ al centro, un po’ a sinistra) tra i quali solo tre donne.
Lo leggo come un manifesto della “fine del patriarcato”, e dell’ansia culturale e sociale che produce. Penso che bisognerebbe rispondere: riconosciamo prima di tutto l’esistenza di una maestria femminile, essenziale per la civiltà e la politica, accettiamo di metterci all’ascolto, soprattutto su temi fondamentali come la riproduzione e l’educazione, della libertà e dell’autorità delle donne. Naturalmente, per dialogare e interloquire, litigare, ma pensando di poter imparare qualcosa. Interroghiamoci sul come possiamo restare al mondo con un senso di noi stessi – noi maschi – abbandonando la pretesa di interpretare da soli che cosa è universale e “oggettivo”. Se ne fossimo capaci, forse diminuirebbe anche l’orrore di avere ragione con la forza e la violenza.

Alberto Leiss








> il dibattito
nei link a sinistra
e qui sotto


La violenza degli uomini e la politica
di Alberto Leiss


Il rapporto Onu


Il Consiglio d'Europa


Su Liberazione dal 6 novembre si è aperto un dibattito sulla violenza maschile
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Le primarie monosex del centrosinistra