locale / globale
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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
29 settembre 2005
Via Quaranta e i dubbi dell’istruzione
Il 21 settembre il presidente della Repubblica ha invitato gli studenti italiani a declinare la logica dell’accoglienza nel corso dell’anno scolastico appena iniziato.

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29 luglio 2005
La ripresa del Burundi
Quando arriva nel seggio una gran folla le si fa incontro, felice di poterle stringerle la mano. Un vecchio mi sussurra all’orecchio di non avvicinarla, perché si è decolorata i capelli e fuma in pubblico.
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29 luglio 2005
Romana, Piera, Francesca, Alfonsina, Faustai
Le primarie dell’Unione sono già aperte. Le primarie dell’Unione sono già chiuse.... Con interventi di Bia Sarasini, Alberto Leiss e Letizia Paolozzi, Marina Terragni.

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26 luglio 2005
Dopo le bombe. Apologia dolce del fatalismo
I nemici tra noi. Un "paki" nel Deserto della solitudine
Tre interventi di Letizia Paolozzi e Bia Sarasini su noi e il mondo dopo gli attentati di Londra
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25 giugno 2005
Imparare da una donna
La nostra condizione attuale fa sì che le donne possano vivere anche senza uomini, il che rovina tutto.
Immanuel Kant
….
Una donna africana siede in alto e fa lezione. Più in basso, di fronte a lei, la ascolta rispettosamente un re, circondato da dottori della religione islamica.
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20 giungo 2005
Un funerale con saluti a braccia tese
Un commosso saluto di molti amici venuti da tutta Italia: Così il tg1 delle 13 di venerdì 17 giugno ha definito l’adunanza dei molti che hanno approfittato della morte del giovane barista di Varese, ucciso pochi giorni prima in una rissa che ha visti coinvolti due albanesi.
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4 giugno 2005
Tutta l'Africa è paese
La settimana ricca di appuntamenti della rassegna ItaliaAfrica voluta a Roma da Walter Veltroni si è chiusa con il grande concerto di Piazza del Popolo sabato 28 giugno

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28 maggio 2005
L'azzardo della lista rosa
E' appena uscito dall'editore Guida di Napoli il libro di Letizia Paolozzi "La passione di Emily e l'azzardo della lista rosa".

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7 maggio 2005

Resistenze violente e non
«Non c’è una via per la pace. La pace è la via». Sono parole di Thic Nath Hanh, il monaco vietnamita buddista zen che durante la guerra del VietNam diede vita al movimento di resistenza non-violenta dei”Piccoli corpi di pace”.

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2 aprile 2005
Ci piace la politica di Alessandra?
Per giudicare non basta l'antifascismo

E adesso che abbiamo visto su Rai3 l’unico confronto televisivo con il governatore del Lazio, il suo antagonista e Alessandra Mussolini
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2 marzo 2005
Da Pechino a New York
Quando un essere umano rischia di precipitare gli si tende una rete per evitare che finisca male.

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13 febbraio 2005
Le primarie? Non buttiamole

Vorrei che il discorso sulle primarie andasse avanti. E non fosse inghiottito dalla opacità che di solito avvolge le proposte politiche che non piacciono.
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4 novembre 2004
Buttiglione e il fantasma anticattolico

Un nuovo fantasma si aggira per l’Europa: il pregiudizio anticristiano, anticattolico. Questione quanto mai confusa, di difficile dipanamento. Qualche proposta di riflessione
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14 ottobre 2004
Afghanistan, il voto velato
Non condivido la gioia di chi ha esultato per le recenti elezioni in Afghanistan, soprattutto per ciò che ha riguardato le elettrici.
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30 settembre 2004
Donne che amano quello che fanno
Si sono tolte il velo, hanno sorriso, appena liberate. Quando sono scese dall’aereo, sorridenti, si sono prese per mano, in mezzo alla piccola folla che le circondava.
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22 settembre 2004
Che cosa vuole veramente un uomo?
Si sa che Freud a un certo punto si domandò: che cosa vuole veramente una donna? E che non seppe trovare risposta. Credo che oggi la domanda decisiva sia: che cosa vuole veramente un uomo?

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19 agosto 2004
Usa, adotta una famiglia
Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo c’e John Kerry, il candidato democratico
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30 luglio 2004
L’occhio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando l’una il volto dell’altra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 7 ottobre 2005


Perchè, io donna, dovrei appassionarmi
a queste maldestre primarie?

In questa fase, che per comodità e a rischio di banalizzare, chiamerei di transizione, sono entrate nel frullatore della politica “le questioni eticamente sensibili“: dalla procreazione assistita ai patti di unione civile alla legge 194 all’eutanasia. Quanto alla pillola Ru486, attaccata con virulenza da Giuliano Ferrara e difesa con una certa grevezza dal medico Silvio Viale che la stava sperimentando all’ospedale Sant’Anna di Torino, è stata bloccata dal ministro Francesco Storace (per un richiamo al rispetto formale della procedura). Ora la sperimentazione è ripresa.
Questo per dire che sul terreno della vita e della morte, della nascita e del rapporto tra i sessi si sta giocando molto. Tuttavia il gioco sembra per ora nelle mani dei partiti di centrodestra. Nonostante dibattiti interessanti come quello dell’associazione LibertàEguale che si è tenuto a Orvieto giorni addietro.
E però, proprio quel dibattito dove si era scelto di separare nettamente la giornata dedicata alle “opinioni degli italiani“ sulle “questioni eticamente sensibili“ (“Rapporto di ricerca“ illustrato da Renato Mannheimer con relazione di Giorgio Tonini) da quella “tutta politica“ sul sistema elettorale, l’incontro Sdi-Radicali, la situazione internazionale, l’economia, ecc. era il segnale della difficoltà della politica che non ce la fa a tenere insieme gli elementi che riguardano la vita dei singoli e delle singole. E della società reale.
Nel frattempo, quanti si dichiarano Fedeli-Servitori della chiesa stanno trascinando il rapporto con la fede, da grande, misterioso, profondamente individuale nella sua spiritualità, a disfida pubblica. Non solo una disfida tra laici e cattolici. Ma uno scontro che probabilmente Benedetto XVI, nella sua aspirazione a una forte ripresa di identità di tipo religioso, non vorrebbe. Convinto come è dei rischi sempre presenti quando si sfrutta la religione ai fini di propaganda politica. Togliendo così al cristianesimo la sua verità interiore.
Ma tant’è: l’attivismo direttamente politico di Ruini va avanti. Certo, a suo modo anche il cardinale è consapevole che i confini tra laicità e fede non reggono più. Basta vedere l’effetto traumatico sortito dalla dichiarazione come quella di Prodi che ha promesso di mettere nel suo programma i Pacs.
Cosa accadrà dunque alle primarie in questa fase di transizione?
La transizione – penso io – renderà più povero il senso di questa scadenza. Per come sono state “regolate“; per l’assenza di una competizione vera tra i candidati; per il vuoto di pratica sul territorio capace di far scattare domande, interrogativi, richieste di cambiamento, le primarie rischiano di essere un’operazione da ceto politico.
La sfilza dei segretari di partiti che si sono aggiunti al “nostro leader“ (Prodi) pesa sul voto, lo indebolisce. Giacché l’unico programma esplicito è quello “di sinistra“ di Rifondazione. Sui programmi è mancato il tempo di discutere. Anzi, si è preferito escludere che le primarie siano un confronto su opzioni programmatiche ben definite, se non per una diversità di accenti molto generica.
Ora il voto è appeso al filo di una eventuale modifica della legge elettorale.
Se la modifica (in senso proporzionale) passasse (le date delle primarie e della discussione alla Camera sembrano quasi coincidere), allora si dovrà ricomincia daccapo.
Forse, a quel punto avremo il riapparire della lista unitaria o Fed(erazione). A meno che, ma ne dubito fortemente (significherebbe scissioni velenose), Prodi non si produca in una sua lista.
Infine, e non è cosa per me secondaria, devo ricordare l’assenza delle donne dalle primarie. Anche se non è proprio così. C’è la giovane no global alla quale sembra non interessare nulla il proprio sesso. E’ un fatto serio o dobbiamo scuotere le spalle e pensare a “cose più importanti“?
Certo, Prodi e i segretari dei partiti non possono farci nulla. O piuttosto non hanno voluto farci nulla. Potevano candidare donne dei partiti, perché no? Ma non ci hanno neanche pensato, salvo poi accorgersi – lo ha detto Prodi nel suo discorso a Palermo – che in questo vuoto femminile forse si deve ripensare alle “quote rosa” in vista delle prossime scadenze elettorali.
Questi sono i tempi, questi sono i partiti. Ma anche queste sono le donne (dentro e fuori dalle organizzazioni politiche) che hanno evitato accuratamente di bruciarsi con una propria autocandidatura.
Marina Terragni su Io Donna, ha promesso a se stessa che per le prossime elezioni politiche non andrà a votare. E cercherà di convincere il maggior numero di donne a comportarsi nella stessa maniera. Tuttavia, il problema dipende dagli uomini (dei partiti) solo in parte. Francamente, è difficile immaginare che le primarie sappiano aprire gli occhi a quanti “vedendo non vedono, e udendo non intendono, né comprendono“ (Matteo, 13, 13).
Resta dunque la domanda: perché io donna dovrei appassionarmi a queste primarie così maldestre?
O forse dovrei piuttosto appassionarmi anch’io al ritorno al proporzionale, con la possibilità che offre a nuove presenze politiche, magari liste di sole donne? O un partito dove siano più donne che uomini?

Letizia Paolozzi








> da consultare

Le primarie monosex del centrosinistra