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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
13 aprile 2006
Preferisco questo risultato
E' una prova della verità per tutti
Il Riformista ha titolato mercoledì 12 aprile: il Cavaliere prova a fare la Cancelliera. Alludendo a Angela Merkel e alla proposta di Berlusconi di imitare la Germania varando una “grossa coalizione” per governare un paese uscito spaccato a metà dal voto.
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31 marzo 2006
Vogliamo più candidate
Ma che cosa vogliamo dalla democrazia?
La Fondazione Marisa Bellisario ha condotto un’indagine sulla presenza delle donne in tv all’interno delle tribune elettorali e nei dibattiti politici denunciando un "oscuramento televisivo di candidate e giornaliste"

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1 marzo 2006
Le vignette contro Maometto?
Un' Europa forte chiederebbe scusa

Sarà perché sono particolarmente sensibile all’uso che nelle riviste, nelle vignette oppure nei fumetti porno viene fatto del corpo femminile, ma non mi convince la rivendicazione della libertà di espressione rispetto alle vignette satiriche danesi. Con due interventi di Alberto Leiss e Aldo Tortorella
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9 febbraio 2006
Donne in carriera politica?
Vivamente sconsigliato alle "mogli di..."

Potrei arrampicarmi, come un agile indigeno, sul banano più alto (ma dove lo trovo questo banano?) e poi lanciarmi nel vuoto.
Il giallo delle quote rosa fantasma
La vicenda delle "quote rosa" si è conclusa, a quanto pare, in forma paradossale.
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26 gennaio 2005
Gerusalemme.
Una madre terra, due figli prediletti

Le donne arabe che vivono in Israele e che hanno sposato mariti poligami non vedono riconosciuto il loro status di mogli – essendo la poligamia vietata

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16 gennaio 2005
Un sabato a Milano
La mia giornata milanese, sabato 14 gennaio, è cominciata con un breve incontro di lavoro nella sede di una piccola società di marketing che si chiama “LaboDif”.
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8 dicembre 2005
Di padre in figlio
Nel corso della settimana appena trascorsa abbiamo assistito a prove tecniche di nuovo governo.
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25 novembre 2005
Ti picchio così ti cancello
La violenza sulle donne è oggi l’unico dato che accomuna gli uomini del pianeta...

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7 novembre 2005
Al Parlamento e ai partiti: legge elettorale
e programmi non rimuovano la forza femminile

Siamo stanche, e stanchi, del sentimento di desolazione che proviamo di fronte alla parata dei politici, tutti e sempre maschi, che si autorappresenta dovunque.
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30 ottobre 2005
Primarie, quote, liste di sole donne
Si annuncia la “riscossa rosa” in Parlamento?

Il Parlamento che uscirà in aprile dalle elezioni del 2006 avrà un numero di donne come l’attuale, cioè minimo? Si interrogano le donne riunite dall’associazione Emily

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24 ottobre 2005
Per le donne né 50, né 30, né 25 per cento
L'equazione misogina dei franchi onorevoli
Perché l'emendamento del governo, sulle “quote rosa“ non è stato votato dall'opposizione? Qualche giorno fa titolava Liberazione, il giornale di Rifondazione comunista: “La maggioranza cancella le donne dal Parlamento“.

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7 ottobre 2005
Perchè, io donna, dovrei appassionarmi
a queste maldestre primarie?
In questa fase, che per comodità e a rischio di banalizzare, chiamerei di transizione, sono entrate nel frullatore della politica “le questioni eticamente sensibili“
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29 settembre 2005
Via Quaranta e i dubbi dell’istruzione
Il 21 settembre il presidente della Repubblica ha invitato gli studenti italiani a declinare la logica dell’accoglienza nel corso dell’anno scolastico appena iniziato.

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29 luglio 2005
La ripresa del Burundi
Quando arriva nel seggio una gran folla le si fa incontro, felice di poterle stringerle la mano. Un vecchio mi sussurra all’orecchio di non avvicinarla, perché si è decolorata i capelli e fuma in pubblico.
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29 luglio 2005
Romana, Piera, Francesca, Alfonsina, Faustai
Le primarie dell’Unione sono già aperte. Le primarie dell’Unione sono già chiuse.... Con interventi di Bia Sarasini, Alberto Leiss e Letizia Paolozzi, Marina Terragni.

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26 luglio 2005
Dopo le bombe. Apologia dolce del fatalismo
I nemici tra noi. Un "paki" nel Deserto della solitudine
Tre interventi di Letizia Paolozzi e Bia Sarasini su noi e il mondo dopo gli attentati di Londra
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25 giugno 2005
Imparare da una donna
La nostra condizione attuale fa sì che le donne possano vivere anche senza uomini, il che rovina tutto.
Immanuel Kant
….
Una donna africana siede in alto e fa lezione. Più in basso, di fronte a lei, la ascolta rispettosamente un re, circondato da dottori della religione islamica.
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20 giungo 2005
Un funerale con saluti a braccia tese
Un commosso saluto di molti amici venuti da tutta Italia: Così il tg1 delle 13 di venerdì 17 giugno ha definito l’adunanza dei molti che hanno approfittato della morte del giovane barista di Varese, ucciso pochi giorni prima in una rissa che ha visti coinvolti due albanesi.
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4 giugno 2005
Tutta l'Africa è paese
La settimana ricca di appuntamenti della rassegna ItaliaAfrica voluta a Roma da Walter Veltroni si è chiusa con il grande concerto di Piazza del Popolo sabato 28 giugno

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28 maggio 2005
L'azzardo della lista rosa
E' appena uscito dall'editore Guida di Napoli il libro di Letizia Paolozzi "La passione di Emily e l'azzardo della lista rosa".

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7 maggio 2005

Resistenze violente e non
«Non c’è una via per la pace. La pace è la via». Sono parole di Thic Nath Hanh, il monaco vietnamita buddista zen che durante la guerra del VietNam diede vita al movimento di resistenza non-violenta dei”Piccoli corpi di pace”.

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2 aprile 2005
Ci piace la politica di Alessandra?
Per giudicare non basta l'antifascismo

E adesso che abbiamo visto su Rai3 l’unico confronto televisivo con il governatore del Lazio, il suo antagonista e Alessandra Mussolini
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2 marzo 2005
Da Pechino a New York
Quando un essere umano rischia di precipitare gli si tende una rete per evitare che finisca male.

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13 febbraio 2005
Le primarie? Non buttiamole

Vorrei che il discorso sulle primarie andasse avanti. E non fosse inghiottito dalla opacità che di solito avvolge le proposte politiche che non piacciono.
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4 novembre 2004
Buttiglione e il fantasma anticattolico

Un nuovo fantasma si aggira per l’Europa: il pregiudizio anticristiano, anticattolico. Questione quanto mai confusa, di difficile dipanamento. Qualche proposta di riflessione
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14 ottobre 2004
Afghanistan, il voto velato
Non condivido la gioia di chi ha esultato per le recenti elezioni in Afghanistan, soprattutto per ciò che ha riguardato le elettrici.
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30 settembre 2004
Donne che amano quello che fanno
Si sono tolte il velo, hanno sorriso, appena liberate. Quando sono scese dall’aereo, sorridenti, si sono prese per mano, in mezzo alla piccola folla che le circondava.
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22 settembre 2004
Che cosa vuole veramente un uomo?
Si sa che Freud a un certo punto si domandò: che cosa vuole veramente una donna? E che non seppe trovare risposta. Credo che oggi la domanda decisiva sia: che cosa vuole veramente un uomo?

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19 agosto 2004
Usa, adotta una famiglia
Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo c’e John Kerry, il candidato democratico
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30 luglio 2004
L’occhio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando l’una il volto dell’altra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 27 aprile 2006


Camere senza vista

‘L’Italia è in una situazione politica preoccupante’. L’aggettivo ‘preoccupante’, condannato alla progressione dall’originaria natura participiale, si pone di fronte agli italiani ‘inermi’ come una domanda continua, gradualmente esigente, non aggirabile. Se a ‘preoccupante’ si aggiunge l’indispensabile qualificazione che consente di applicarla al presente stato di cose, al nostro participio cade anche l’ultimo velo della leggerezza aggettivale: in ‘situazione politica preoccupante’ l’unico vero attributo è ‘politica’ e preoccupante diviene risolutamente l’azione da incubo continuata nel presente alla quale è necessario far fronte.
La situazione politica preoccupante è sempre più preoccupante: per la spaccatura quasi esatta dell’elettorato uscita dalle urne, l’instabilità fatta propaganda a colpi di cifre governate da opinabili procedimenti statistici, l’incertezza sui tempi d’insediamento del nuovo governo, il silenzioso avvicinarsi del referendum costituzionale. E ancora: per quale degli elettori del centrosinistra, può avere senso un ‘incipit’ in cui si descrive una baruffa – ‘con sacrificio umano’ - per le poltrone delle camere? E’ vero che qui il ‘preoccupante’ s’incarna in forme nuove e diverse, rendendo complicata l’elaborazione di una qualsivoglia risposta. Ma. per quanto scivolosa, la mutevolezza delle forme non può costituire un alibi per l’inettitudine delle risposte, né per la pessima e comoda abitudine di ricominciare sempre dal principio. E’ come se le tonnellate di riflessioni che ‘hanno voluto farsi parola pubblica’ durante la campagna elettorale siano già diventate materiale da riciclo, nullificando gli impegni presi, le esperienze, le risorse.
Ed è la gerarchia interna – e non detta - al ‘preoccupante’ che deve davvero preoccuparci, visto che già si usa per legittimare il gioco al ribasso su alcune questioni fondanti della nuova legislatura, come la qualità e quantità delle donne presenti nel futuro esecutivo e nelle cariche istituzionali. Il recente dibattito sulle quote rosa, pur nell’eterogeneità delle posizioni, individuava uno spazio comune nel rifiuto di abbandonare la questione della presenza di donne in parlamento alle sabbie mobili della demagogia. Perché dunque non prendere nemmeno in considerazione l’ipotesi di assegnare una bella camera con vista (sempre, ahimè, sulla ‘situazione politica preoccupante’, ma tant’è) a una donna (come suggeriscono altre donne..)? Perché non decostruire gli stereotipi di genere relativi a certi ministeri (Economia, Lavori pubblici, Esteri, …) ? Perché sussurrare esclusivamente i nomi dell’esiguo gruppo di “veterane” tappandosi occhi e orecchie di fronte alla già congrua e tendenzialmente progressiva quantità di donne capaci che hanno saputo e potuto ‘ridurre l’ombra’ sulle proprie competenze (e sul loro elenco ci sarebbe davvero un dibattito nuovo da fare) ? Non è più semplice offrire loro da subito una bella camera ariosa anziché rimandare - ‘dopo altre urgenze’ - perdendo tempo ed energie a riparare la porta dello sgabuzzino che prima o poi – di questo si può stare certi – verrà forzato?

Paola Masi e Valentina Russi




Prodi facci sognare
Ma il 30 per cento non basta no


Questo articolo in una versione leggermente modificata è apparso sul Foglio

È importante che ci sia Emma Bonino, tra i leader dell’Unione. Che ha rilanciato, nella prima riunione del vertice dell’Unione: avere una donna su tre, tra i ministri del governo che il centrosinistra si prepara a formare, ha detto, non basta a dare un segnale di cambiamento, qualcuno dirà che parlo pro domo mea, ma del resto chi si oppone parla pro domo sua. Il 50 per cento di donne sì che sarebbe un segnale, i simboli contano, ha concluso. Insomma, una leader autorevole al posto giusto, cioè dove si decide. Tanto più ora, che nel delineare il cammino post-elettorale dell’Italia divisa la politica relega senza incertezze in secondo piano tutto ciò che non appare pertinente al potere. Come se, nel ragionare sull’elezione del presidente della Repubblica o dei presidenti della Camera e del Senato, pensare a una donna non sia fare politica, una politica interessante per tutti, non solo per donne in vena di rivendicazioni di categoria. E mi stupisce che solo nelle “estreme” del centrosinistra si prenda in considerazione un’idea del genere, tra la ventilata candidatura Bonino da parte dei radicali e Fausto Bertinotti che lascia cadere un «non mi dispiacerebbe vedere una donna presidente della Repubblica». Quasi che al riformismo tocchi di pagare pegno a un realismo preventivo che non permette di pensare obiettivi che mettano scompiglio nello stato delle cose. In fondo la promessa di Silvio Berlusconi di una vicepremier ha fatto discutere. È possibile che il centrosinistra non sappia fare niente di meglio che pensare a un burocratico 30 per cento? Bisogna proprio arrendersi al bipartisan pensiero dominante: altro che donne e non-donne, quello che conta sono il conflitto, il paese diviso, e soprattutto l’economia? E quanto alle promesse di Berlusconi, l’esperienza dice che sono state ascoltate, eccome. Perché dare per scontato che lo siano state solo nei temi “bassi”, istinto proprietario o egoismo sociale che siano? Se il tema della presenza femminile in politica e nella società si è imposto nella fine della scorsa legislatura come un punto di notevole importanza simbolica, oltre che di concreta politica, la strada per un nuovo governo di centrosinistra che voglia far sognare, andare oltre le condizioni difficili in cui dovrà operare, non può essere altro che un generoso rilancio.
Nella settimana precedente alle elezioni mi è capitato di ascoltare cassiere di una coop che discutevano dell’abolizione dell’Ici. Mi conviene, dicevano, quasi quasi li voto. E su un treno romano di pendolari, tra visi stanchi di colf e impiegati, si parlava di elezioni con distanza e cautela, come se si avesse timore a dire per chi si sarebbe votato. Piccoli episodi che fanno pensare. In un paese in cui la maggior parte delle case sono di proprietà, abitazioni magari acquistate nel corso di una vita con faticosi riscatti, è evidente che detassare tocca nel vivo non della tasca proprietaria, ma di progetti di vita. Non è solo per via degli equilibri dell’alleanza che l’Unione non fa sognare. D’altro canto gli avversari, che ne vedono solo la noia, che idea si fanno degli elettori di sinistra? Antipatici sgobboni, irriducibili snob supponenti ancor più che pericolosi sovvertitori? Non è anche questa un’idea falsa, fondamentalmente inutile? Insomma, queste elezioni difficili a me sembrano un’opportunità per una politica che metta sottosopra i vertici, che cambi priorità e certezze. Certo, il conflitto esiste, lo confermano Silvio Berlusconi, che da Presidente del Consiglio avrebbe dovuto aspettare ragionevoli verifiche del voto senza alimentare sospetti e accuse di brogli, e anche le prime uscite di Fassino e Prodi, così incapaci di dire le cose come sono da lasciare sbalorditi i telenotturni elettori di sinistra. La speranza è che la necessità politica di tenere conto degli “altri” induca a non proseguire la guerra simulata a “bassa intensità“ della campagna elettorale. Un conflitto in esclusiva tv. E, sia detto a massimo scandalo, tutto maschile.

Bia Sarasini








> l'intervento


Prodi facci sognare. Ma il 30 per cento non basta no
di Bia Sarasini