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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
2 dicembre 2006
Donne e cannabis: cerchi la femmina
e trovi la crisi del Pd prossimo venturo
Non succede spesso che la scena parlamentare sia occupata da protagoniste femminili. Invece, eccole qua, Anna Serafini, Anna Finocchiaro, Livia Turco, Paola Binetti, Fiorenza Bassoli, Emanuela Baio Dossi (e poi le supporter delle une e delle altre)
Il pollaio di Adamo e Eva

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20 novembre 2006

Auguri a Ségolène: ma che cosa
ci aspettiamo da una donna al potere?
Secondo me, una delle chiavi del successo di Dan Brown sta nell’ esplicita priorità del principio femminile sottolineato per pagine e pagine nel Codice da Vinci.

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14 novembre
Il socialismo del futuro
guarda alla forza femminile
Nasceranno nuovi partiti nella sinistra italiana? Pubblichiamo la relazione di Fulvia Bandoli alla recente assemblea nazionale che ha visto riunite in vista del congresso Ds le componenti di sinistra, ambientalista e socialista (Mussi, Bandoli, Salvi e Spini) sotto lo slogan: a sinistra per un nuovo socialismo.
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7 novembre 2006
La crisi dei partiti
è una crisi maschile
Questo articolo è pubblicato sull'ultimo numero de "Le ragioni del socialismo"
Che la crisi attanagli i partiti, è evidente. Nell’indebolimento dei canali della partecipazione, la crisi si riverbera sulla politica.

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18 settembre 2006
La violenza contro le donne ci riguarda:
prendiamo la parola come uomini
Assistiamo a un ritorno quotidiano della violenza esercitata da uomini sulle donne. Con dati allarmanti anche nei paesi “evoluti” dell’Occidente democratico

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18 settembre 2006
Fede e ragione secondo Ratzinger
e la tortura che diventa trendy

Non sono convinta che a sospingere le parole di Benedetto XVI sia “un forte vento di medioevo“. Provo a discuterne con Piero Sansonetti, che ha commentato su Liberazione gli interventi del Papa in Baviera,

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12 settembre 2006
Ma la libertà ci obbliga all’imprudenza?
O forse all'irragionevolezza?

Non varrebbe la pena di tornare sull’accusa di “imprudenza“ rivolta dal prefetto di Roma Achille Serra alle ragazze francesi che hanno accettato un passaggio offerto da due sconosciuti alla stazione di Milano

La liberazione più difficile
Quella maschile
Pubblichiamo un articolo di Lorenzo Di Santo apparso sul quotidiano "Il Centro" di Pescara
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7 settembre 2006
Peccato di informazione
A volte, più dei terribili fatti di cronaca nera, colpisce la strumentalizzazione di commenti e cronache legati ai fatti stessi.

Voi maschi potreste anche parlare
E noi schierarci con Kaur e Hina

Allo stupro omofobico e/o fascista (vedi Viareggio); al più comune e nascosto stupro familiare; allo stupro discotecaro e a quello turistico se ne è aggiunto un altro, definito etnico perché compiuto da immigrati.

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2 settembre 2006
Il "silenzio delle femministe"
e la schizofrenia di uomini e media

Se la bordata di articoli che criticano “il silenzio delle femministe“ continua, tra poco lo stupro, la violenza, il disprezzo del corpo e della mente femminile dipenderanno dalle donne che non sono scese in piazza.
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20 agosto 2006
La tragedia di Hina, la libertà femminile
e la possibilità di convivere tra diversi

L’orrendo omicidio di Hina, la ragazza pakistana uccisa dal padre con la probabile complicità di altri parenti maschi , è il tipico caso di una tragedia personale e familiare che diventa detonatore di interrogativi e ansie che attraversano il senso comune

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19 luglio 2006
Uganda, quando le donne
si liberano dalla servitù del marciapiede
Kampala
«Rivolgersi a Dio? Ci mette troppo tempo a cambiare le cose. La prostituzione mi permetteva invece di guadagnare facilmente e senza grosse competenze».
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14 agosto 2006
Al mare senza il velo
A Rimini porzioni di arenile riservate alle signore velate che cosi’ possono fare il bagno senza violare i limiti imposti dal corano.
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30 luglio 2006
Donne in politica: paura del conflitto
(e di essere se stesse)

Chi ricorda i clamori che hanno circondato l’insediamento del Governo Prodi? Non ha mantenuto le promesse, si era detto in molti, donne e uomini: dove sono tutte le donne che aveva garantito di portare al governo?

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19 luglio 2006
Sono desiderabili nuovi partiti a sinistra?
Sono passati alcuni mesi dal voto e forse è già il tempo di farsi qualche domanda sul futuro della maggioranza che vede per la prima volta unite al governo intorno a un programma comune (per quanta ironia si sia fatta sulla sua prolissità) tutte le sinistre politiche esistenti in Italia.
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20 giugno 2006
Documenti sul referendum
costituzionale confermativo
Pubblichiamo qui di seguito alcuni documenti che ci sono stati inviati sulla scelta aperta con il referendum confermativo sulla riforma della seconda parte della Costituzione approvata a maggioranza dal centrodestra.
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24 maggio 2006
Emily va in città
(10 punti - e più - per viverci meglio)
Questo è il lavoro portato avanti da alcune donne dentro e intorno all’associazione Emily: un insieme di proposte aperte – dieci elementi - da sottoporre a discussione e da integrare.
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19 maggio 2006
Deluse dal governo Prodi
Ma siamo pronte al conflitto con gli uomini?
Sono sei, le ministre del governo Prodi. Donne di valore, Livia Turco, Giovanna Melandri, Barbara Pollastrini, Linda Lanzillotta, Rosi Bindi, Emma Bonino, che non hanno avuto, non tutte, un incarico di peso.

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13 maggio 2006
Auguri al presidente Napolitano
Dopo il fattore k sparirà il fattore kd?
Massimo D'Alema avrebbe detto (lo fece un po' avventatamente al tempo della Bicamerale, lo avrà fatto più saggiamente adesso?) "ex malo bonum".

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30 aprile 2006
Emily: le donne nella nuova fase politica
I conti in Parlamento e la sfida delle città

Pubblichiamo la relazione - a cura di Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi - tenuta all’incontro nazionale dell’associazione Emily il 27 di aprile al Buon Pastore, la Casa Internazionale delle donnedi Roma

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27 aprile 2006
Camere senza vista
‘L’Italia è in una situazione politica preoccupante’. L’aggettivo ‘preoccupante’, condannato alla progressione dall’originaria natura participiale, si pone di fronte agli italiani ‘inermi’ come una domanda continua.

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13 aprile 2006
Preferisco questo risultato
E' una prova della verità per tutti
Il Riformista ha titolato mercoledì 12 aprile: il Cavaliere prova a fare la Cancelliera. Alludendo a Angela Merkel e alla proposta di Berlusconi di imitare la Germania varando una “grossa coalizione” per governare un paese uscito spaccato a metà dal voto.
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31 marzo 2006
Vogliamo più candidate
Ma che cosa vogliamo dalla democrazia?
La Fondazione Marisa Bellisario ha condotto un’indagine sulla presenza delle donne in tv all’interno delle tribune elettorali e nei dibattiti politici denunciando un "oscuramento televisivo di candidate e giornaliste"

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1 marzo 2006
Le vignette contro Maometto?
Un' Europa forte chiederebbe scusa

Sarà perché sono particolarmente sensibile all’uso che nelle riviste, nelle vignette oppure nei fumetti porno viene fatto del corpo femminile, ma non mi convince la rivendicazione della libertà di espressione rispetto alle vignette satiriche danesi. Con due interventi di Alberto Leiss e Aldo Tortorella
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9 febbraio 2006
Donne in carriera politica?
Vivamente sconsigliato alle "mogli di..."

Potrei arrampicarmi, come un agile indigeno, sul banano più alto (ma dove lo trovo questo banano?) e poi lanciarmi nel vuoto.
Il giallo delle quote rosa fantasma
La vicenda delle "quote rosa" si è conclusa, a quanto pare, in forma paradossale.
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26 gennaio 2005
Gerusalemme.
Una madre terra, due figli prediletti

Le donne arabe che vivono in Israele e che hanno sposato mariti poligami non vedono riconosciuto il loro status di mogli – essendo la poligamia vietata

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16 gennaio 2005
Un sabato a Milano
La mia giornata milanese, sabato 14 gennaio, è cominciata con un breve incontro di lavoro nella sede di una piccola società di marketing che si chiama “LaboDif”.
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8 dicembre 2005
Di padre in figlio
Nel corso della settimana appena trascorsa abbiamo assistito a prove tecniche di nuovo governo.
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25 novembre 2005
Ti picchio così ti cancello
La violenza sulle donne è oggi l’unico dato che accomuna gli uomini del pianeta...

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7 novembre 2005
Al Parlamento e ai partiti: legge elettorale
e programmi non rimuovano la forza femminile

Siamo stanche, e stanchi, del sentimento di desolazione che proviamo di fronte alla parata dei politici, tutti e sempre maschi, che si autorappresenta dovunque.
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30 ottobre 2005
Primarie, quote, liste di sole donne
Si annuncia la “riscossa rosa” in Parlamento?

Il Parlamento che uscirà in aprile dalle elezioni del 2006 avrà un numero di donne come l’attuale, cioè minimo? Si interrogano le donne riunite dall’associazione Emily

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24 ottobre 2005
Per le donne né 50, né 30, né 25 per cento
L'equazione misogina dei franchi onorevoli
Perché l'emendamento del governo, sulle “quote rosa“ non è stato votato dall'opposizione? Qualche giorno fa titolava Liberazione, il giornale di Rifondazione comunista: “La maggioranza cancella le donne dal Parlamento“.

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7 ottobre 2005
Perchè, io donna, dovrei appassionarmi
a queste maldestre primarie?
In questa fase, che per comodità e a rischio di banalizzare, chiamerei di transizione, sono entrate nel frullatore della politica “le questioni eticamente sensibili“
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29 settembre 2005
Via Quaranta e i dubbi dell’istruzione
Il 21 settembre il presidente della Repubblica ha invitato gli studenti italiani a declinare la logica dell’accoglienza nel corso dell’anno scolastico appena iniziato.

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29 luglio 2005
La ripresa del Burundi
Quando arriva nel seggio una gran folla le si fa incontro, felice di poterle stringerle la mano. Un vecchio mi sussurra all’orecchio di non avvicinarla, perché si è decolorata i capelli e fuma in pubblico.
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29 luglio 2005
Romana, Piera, Francesca, Alfonsina, Faustai
Le primarie dell’Unione sono già aperte. Le primarie dell’Unione sono già chiuse.... Con interventi di Bia Sarasini, Alberto Leiss e Letizia Paolozzi, Marina Terragni.

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26 luglio 2005
Dopo le bombe. Apologia dolce del fatalismo
I nemici tra noi. Un "paki" nel Deserto della solitudine
Tre interventi di Letizia Paolozzi e Bia Sarasini su noi e il mondo dopo gli attentati di Londra
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25 giugno 2005
Imparare da una donna
La nostra condizione attuale fa sì che le donne possano vivere anche senza uomini, il che rovina tutto.
Immanuel Kant
….
Una donna africana siede in alto e fa lezione. Più in basso, di fronte a lei, la ascolta rispettosamente un re, circondato da dottori della religione islamica.
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20 giungo 2005
Un funerale con saluti a braccia tese
Un commosso saluto di molti amici venuti da tutta Italia: Così il tg1 delle 13 di venerdì 17 giugno ha definito l’adunanza dei molti che hanno approfittato della morte del giovane barista di Varese, ucciso pochi giorni prima in una rissa che ha visti coinvolti due albanesi.
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4 giugno 2005
Tutta l'Africa è paese
La settimana ricca di appuntamenti della rassegna ItaliaAfrica voluta a Roma da Walter Veltroni si è chiusa con il grande concerto di Piazza del Popolo sabato 28 giugno

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28 maggio 2005
L'azzardo della lista rosa
E' appena uscito dall'editore Guida di Napoli il libro di Letizia Paolozzi "La passione di Emily e l'azzardo della lista rosa".

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7 maggio 2005

Resistenze violente e non
«Non c’è una via per la pace. La pace è la via». Sono parole di Thic Nath Hanh, il monaco vietnamita buddista zen che durante la guerra del VietNam diede vita al movimento di resistenza non-violenta dei”Piccoli corpi di pace”.

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2 aprile 2005
Ci piace la politica di Alessandra?
Per giudicare non basta l'antifascismo

E adesso che abbiamo visto su Rai3 l’unico confronto televisivo con il governatore del Lazio, il suo antagonista e Alessandra Mussolini
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2 marzo 2005
Da Pechino a New York
Quando un essere umano rischia di precipitare gli si tende una rete per evitare che finisca male.

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13 febbraio 2005
Le primarie? Non buttiamole

Vorrei che il discorso sulle primarie andasse avanti. E non fosse inghiottito dalla opacità che di solito avvolge le proposte politiche che non piacciono.
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4 novembre 2004
Buttiglione e il fantasma anticattolico

Un nuovo fantasma si aggira per l’Europa: il pregiudizio anticristiano, anticattolico. Questione quanto mai confusa, di difficile dipanamento. Qualche proposta di riflessione
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14 ottobre 2004
Afghanistan, il voto velato
Non condivido la gioia di chi ha esultato per le recenti elezioni in Afghanistan, soprattutto per ciò che ha riguardato le elettrici.
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30 settembre 2004
Donne che amano quello che fanno
Si sono tolte il velo, hanno sorriso, appena liberate. Quando sono scese dall’aereo, sorridenti, si sono prese per mano, in mezzo alla piccola folla che le circondava.
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22 settembre 2004
Che cosa vuole veramente un uomo?
Si sa che Freud a un certo punto si domandò: che cosa vuole veramente una donna? E che non seppe trovare risposta. Credo che oggi la domanda decisiva sia: che cosa vuole veramente un uomo?

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19 agosto 2004
Usa, adotta una famiglia
Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo c’e John Kerry, il candidato democratico
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30 luglio 2004
L’occhio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando l’una il volto dell’altra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
> continua

28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
> continua

8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 5 gennaio 2007


Anche Fabrizio Frizzi aderisce
all'appello degli uomini contro la violenza

La trasmissione di Rai 3 "Cominciamo bene" ha dedicato la puntata di giovedì 4 gennaio al tema della violenza contro le donne, in particolare sulla legge appena definita dal governo e destinata alla discussione nel Parlamento e nel paese. E' stato citato anche l'appello "La violenza conto le donne ci riguarda...", con la presenza in collegamento di Alberto Leiss. Al termine della discussione il conduttore Fabrizio Frizzi ha aderito all'appello. I promotori dell'iniziativa lo ringraziano e ringraziano "Cominciamo bene" per aver affrontato l'argomento.

Gli uomini e la violenza contro le donne
Appunti sulla giornata del 25 novembre

Genova 23 novembre 2006

Il testo-appello degli uomini sulla violenza ha circolato e circola. Molti di noi promotori e firmatari hanno ricevuto inviti per partecipare a dibattiti, iniziative, presidi organizzati con la spinta della giornata mondiale (25 novembre) contro la violenza rivolta alle donne. Penso utile un primo bilancio. E raccolgo qualche appunto.
Giovedì 23 partecipo con Beppe Pavan, di “uomini in cammino”, a una discussione organizzata da alcune associazioni di donne (“donnetwork”, “laboratorio politico delle donne”) e di giovani nell’area Ds – Margherita (l’area del futuro e contrastato partito democratico) nei locali della federazione genovese dei Ds.
Un appuntamento di carattere “seminariale”, con una ventina di donne. L’unico altro uomo presente è un giovane (un trentenne) che ascolta quasi tutto il dibattito ma se ne va senza intervenire.
Introducono Maria Paola Profumo (“donnetwork”) e Giulietta Ruggeri (“Laboratorio politico delle donne”). Per la prima la differenza femminile emerge soprattutto nella “cura” che può trasformare positivamente anche la politica e l’esercizio del governo. La seconda si chiede come mai dopo tanti anni dall’approvazione della legge sulla violenza le cose non sembrano cambiate in meglio, anzi forse sono peggiorate.
Il mio approccio e quello di Beppe Pavan sono un po’ diversi. Io racconto la genesi del nostro testo, nato dopo anni di discussioni tra donne e uomini – in particolare negli annuali appuntamenti di Asolo. E dico che una cultura consapevole della differenza sessuale e delle sue contraddizioni dovrebbe finalmente attraversare anche i luoghi della politica. Beppe insiste sulla necessità di organizzare gruppi di soli uomini per produrre una autocoscienza maschile più strutturata: una lavoro intenso e lungo sul proprio sé, che ha cambiato – racconta – la sua vita di sindacalista superimpegnato nel sociale e gli ha consentito di “ravvedersi” in tempo e salvare il suo rapporto di coppia. Il suo discorso è accolto con maggiore successo del mio: dagli uomini si vogliono rotture riconoscibili nei comportamenti quotidiani …
Gli interventi delle donne sono assai diversi.
Alcune presentano la loro associazione “Valori in rosa”, un gruppo di professioniste che si occupano sia della promozione delle “competenze” femminili, sia della tutela delle donne che subiscono violenze. A Genova in questo periodo c’è un moltiplicarsi di iniziative di donne per le donne. Partono corsi di formazione delle donne Ds. Si rilancia la presenza di Emily Liguria, con altri corsi di formazione. C’è la scadenza delle elezioni amministrative a primavera e le donne non vogliono restare tagliate fuori.
Si citano episodi di “bullismo” anche nelle scuole genovesi, contro ragazzine.
Una dice che sui giornali emerge solo la violenza fisica, e non quella che rende “invisibili” le donne nel lavoro e nella politica.
Una psicologa di “Valori in rosa”, a contatto con violenze in carcere e casi di disagio giovanile dice più o meno: non andava bene la vecchia educazione familiare autoritaria, ma oggi un principio educativo basato su più autorevolezza nella scuola e nella famiglia va ricreato. Non abbiamo bisogno di strette repressive o della moltiplicazione degli esperti alla Crepet…
Una donna dice che è importante il confronto con l’altro sesso, che bisogna lavorare insieme: forse le reazioni violente degli uomini derivano dal fatto che sentono sempre più che stanno perdendo terreno…
Concludendo Pavan dice tra l’atro: il nostro testo è stato firmato anche da Giordano (Prc) e Fassino (Ds): ma cosa fate nelle vostre sezioni? La prossima volta portate anche i vostri mariti…

Genova 25 novembre, presidio in piazza

Donne della Cgil, di un comitato locale “usciamo dal silenzio”, dell’Udi e di varie associazioni di donne immigrate organizzano un presidio in Piazza Matteotti. Ci hanno chiesto di essere presenti per diffondere il nostro testo-appello e raccogliere firme, e da Milano è venuto anche Umberto Varischio. A Genova l’intero vertice maschile della Camera del Lavoro ha firmato il testo contro la violenza, accettando gli insistenti inviti delle compagne del sindacato. Ne parlo brevemente anche con Walter Fabiocchi, segretario della Camera del Lavoro: sarà possibile un incontro per approfondire il senso di questa adesione? Forse sì, lui dice che ha firmato perché condivide le argomentazioni del testo.
Intanto molte decine – alla fine saranno due o trecento – di uomini che passano dalla piazza si fermano a firmare. Non è che sappiano bene che cosa c’è scritto nel testo. Ma capiscono che è una firma contro la violenza degli uomini sulle donne. Spesso sono le loro mogli/amiche/compagne ad accompagnarli al tavolino. Ci sono numerosi immigrati. Abbiamo anche l’adesione di Edoardo Sanguineti, che a Genova ora è candidato sindaco di un raggruppamento di forze politiche di sinistra con Rifondazione e una parte del “Correntone” uscito dai Ds. A pochi metri dalla piazza, nel Palazzo Ducale, si svolge una riunione con grande folla che ascolta Piero Fassino: in gioco è la candidatura per il nuovo sindaco. Se la sinistra “radicale” ha già inidicato Sanguineti per le probabili primarie, l’Ulivo non ha sciolto la riserva: nei Ds si fronteggiano due candidati, Marta Vincenzi – europarlamentare ex presidente della Provincia – e Mario Margini, assessore comunale, ex segretario regionale Ds, ex assessore regionale. Ma Fassino non scioglie chiaramente il dubbio.

Genova 25 novembre: lezione su donne e politica di Nicla Vassallo

Un sabato di intensa vita pubblica: gente in piazza, gente da Fassino, il teatro Carlo Felice pieno delle coppie che festeggiano con il Comune 50 anni di matrimonio, e teatro pieno, alcune centinaia di metri più in là, anche per la filosofa Nicla Vassallo, Università di Genova, che tiene una lezione su donne e politica. Introduce l’assessore alla cultura Luca Borzani, che è uno storico, e ripercorre brevemente la storia del rapporto tra donne e democrazia: la Rivoluzione francese, i mazziniani, Anna Kuliscioff, Rosa Luxemburg, Simone Weil, sino a Luisa Muraro e il femminismo italiano della differenza, con la sua teorizzazione della politica “prima” – quella delle relazioni nella vita sociale – e “seconda”, quella nelle istituzioni, spesso condizionata da fini strumentali di potere. Tra fondamentalismi e conflitto di civiltà discutere di questo rapporto è essenziale. Quanto alla violenza – chiude Borzani – dovrebbero parlarne molto più gli uomini delle donne…
La lezione di Nicla Vassallo è seguita con grande attenzione. Insiste soprattutto sul permanere di violenze e discriminazioni nel mondo contro le donne. Sono ancora poche privilegiate a poter disporre, come diceva Virginia Woolf, di “una stanza tutta per sé” e di una rendita che permette di pensare e cercare. Qualche filosofa si chiede persino se le donne possano essere considerate a pieno titolo “esseri umani”. Quanto alle discussioni tra i vari femminismi, uno spunto è questo: viene prima l’individuo e la sua coscienza o l’essere sessuato? Pensare, pensare – è la conclusione ancora nel nome della Woolf – mai smettere di pensare che società è questa.

Milano 27 novembre: con studenti e studentesse delle superiori

Il teatro del centro congressi della Provincia di Milano è pieno di classi delle scuole superiori. Insegnanti e studenti hanno accolto l’invito della Casa delle donne di Milano per assistere a uno spettacolo sul tema della violenza contro le donne. Marisa Guarneri, animatrice della Casa che da anni si occupa delle donne vittime di violenze, ha proposto di distribuire anche il nostro testo, e io sono qui per parlarne, rispondere a domande ecc. Prima dello spettacolo ci sono interventi anche di Eugenia Marcantoni, di Amnesty International, che da due anni promuove un progetto nelle scuole per rompere il silenzio sulle violenze familiari. Parlano anche gli assessori provinciali all’istruzione Sandro Barzaghi, che ha sulla giacca il fiocco bianco della campagna contro la violenza (prende un applauso quando dice che “noi uomini dobbiamo metterci in discussione”), e Adriana Censi, che si occupa delle questioni di “genere”.
Poi si fa buio e una brava attrice ci intrattiene per più di un’ora su una raccapricciante rassegna di violenze contro le donne in tutto il mondo. Riesce a farlo con equilibrio e tiene tesa l’attenzione dei giovani. Ma non sfuggo all’impressione che sia eccessivo non ricordare mai che il secolo che abbiamo alle spalle è stato anche quello di una rivoluzione femminile senza precedenti. Non è anche per questo che possiamo ritrovarci qui, in riunioni come questa?
Poi si tenta di avviare una discussione con studenti e studentesse. Avete mai parlato di questi problemi a scuola? Silenzio. Con fatica viene fuori qualche episodio manesco, tra ragazzi e ragazze. Una dice: c’erano poche ragazze alla manifestazione alla stazione centrale di sabato (25) con “Usciamo dal silenzio”… Un ragazzo sul fatto che ogni tanto qualcuno alza le mani dice: ma non c’è la parità? Allora prendeteci a schiaffi anche voi… Un’altra protesta: ma uno schiaffo va bene se lo dà una donna? Beh – interloquisce qualcuna – a volte rompono tanto le palle che la sberla è inevitabile… Una professoressa si lamenta: stiamo tornando indietro, dopo le conquiste degli anni ’70… Ma un’altra osserva: i maschi adolescenti sono più soli e in crisi, voi ragazze siete più forti e dovreste aiutarli un po’…
Protesta una studentessa: non è giusto dire che per un maschio è più difficile che per noi, che ne sapete dei nostri problemi, dei nostri sforzi?
Dopo l’assemblea si chiacchiera con alcune insegnanti: viene fuori che il giudizio sulla maggiore forza delle ragazze nello studio e nelle relazioni rispetto agli adolescenti maschi è del tutto prevalente. Quasi una cosa ovvia. Ma allora ha senso – almeno qui tra le scuole di Milano – continuare una rappresentazione del femminile tutto chiuso dentro una logica di vittimismo e sopraffazione?

Genova 11 dicembre

Prima di mettermi a scrivere sfoglio i giornali e vedo le foto delle prostitute e dei loro clienti messi insieme alla "gogna" in una piazza cinese. In forme meno brutali, una tentazione che emerge anche nel dibattito nostrano. Telecamere che osservano e registrano. Poliziotti che fermano e multano i clienti magari per infrazioni al codice stradale, prendono le generalità, danno ai giornali una "statistica" sui frequentatori del sesso a pagamento. E' successo a Genova. Una inedita forma di minacciosa sociologia poliziesca. Ecco i miei dubbi: non posso condividere le vie brevi repressive e il ricatto della violazione della privacy contro il mercato del sesso. Non possiamo però non vedere la responsabilità dei clienti nel perpetuare gravi reati e forme di schiavismo, soprattutto quando le prostitute sono minorenni. A volte si legge dei casi - non pochi - in cui il cliente solidarizza con la prostituta che vuole liberarsi. L'indignazione e l'allarme sociale dovrebbero evitare le ipocrisie e indirizzarsi verso l'assunzione di responsabilità maschile - certo anche da un punto di vista legale - per combattere gli aspetti illeciti e inaccettabili del commercio del sesso.

Alberto Leiss




Sanguineti: stanco di provare vergogna
perchè appartengo al genere maschile...


Come rilevavano giustamente i fondatori del materialismo storico, il primo germe di ogni dominio di classe affonda le sue radici nella sopraffazione del maschile sopra il femminile.
Sono stanco di provare imbarazzo e vergogna, ogni giorno di più, per il fatto di appartenere al genere maschile.
E’ dunque urgente che il problema venga affrontato non soltanto sul terreno etico ed educativo, ma radicalmente sul terreno sociale e politico.

Un cordiale saluto

Edoardo Sanguineti




25 novembre: manifestazioni invisibili

Questa rubrica è uscita su Europa il 29 novembre 2006

E’ servita a qualcosa la “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne”? La questione più dolorosamente irriducibile alla modernizzazione, è stata finalmente iscritta nel discorso pubblico, come auspicava Ida Dominijanni sul Manifesto di sabato 25 novembre?
Decine di iniziative in tutta Italia, con la partecipazione di sindaci, assessori e autorità varie, il messaggio del Presidente della repubblica, l’impegno della Ministra per le pari opportunità a varare in tempi brevi un pacchetto di provvedimenti antiviolenza. Ma, a leggere i giornali, le (scarse) cronache sono rituali, annoiate, striminzite. Non ci sono inviati di punta alla stazione centrale di Milano, affollata il 25 sera “come a ferragosto”; né a Roma a piazza del Popolo dove si distribuiscono panini perché “la violenza per le donne è pane quotidiano”; né a Bologna in corteo con le ragazze di Sexyshock che hanno mappato le zone a rischio; nè a Firenze dove si manifesta sotto la pioggia; né a Brescia, a fianco delle ragazze lesbiche perseguitate da minacce e intimidazioni. Neppure l’idea del fiocco bianco per gli uomini che vogliono impegnarsi contro la violenza (campagna nata in Canada nel 1991) ha incuriosito più di tanto.
Quanti erano quelli che se lo sono messi sul risvolto della giacca? C’erano le giovanissime negli appuntamenti di piazza? Qualche spazio, prevalentemente riflessivo, solo sui quotidiani di sinistra-sinistra (L’Unità, Il Manifesto, Liberazione). Niente su Corriere della sera, Il Giornale, Il Messaggero, La Stampa, Libero, L’Avvenire. E’ vero che i dati, impressionanti, del Rapporto Istat sulla violenza alle donne hanno fatto notizia anche nei Tg. Ma scivolano via. Come se fossero scontati e come se il 25 novembre assomigliasse alla Festa della mamma o a San Valentino. Non qualcosa che ti attraversa. A casa, a scuola, sul lavoro. E se l’indifferenza e il silenzio omertoso di prima nascondevano una rimozione inquietante, oggi, l’iscrizione della violenza sulle donne più che nel discorso pubblico in quello istituzionale, salva la coscienza collettiva e induce una rimozione pacificata. Forse non c’è scampo. D’altronde che cosa possono fare le istituzioni se non illuminare le strade e finanziare i centri antiviolenza? Lasciando perdere l’inasprimento delle pene che non è un deterrente per alcun crimine, tanto meno per delitti che sono scavati dentro, nelle relazioni tra gli uomini e le donne. Perché, “quando l’aggressore non ha il volto dello sconosciuto o dello straniero che si incontra casualmente per strada, ma siede alla stessa tavola, dorme nello stesso letto, anche l’offesa perde i suoi contorni, trova comprensione, produce adattamenti o resistenze sotterranee” (Lea Melandri, La repubblica delle donne).
Poi vai nelle pagine di cronaca e trovi le storie, che sembrano sempre uguali: lei lascia il marito, lui non regge la separazione, la cerca, le dà un appuntamento per parlare e la aggredisce a coltellate (Repubblica e Corriere, 27 novembre). Poi, dopo averla uccisa, tenta il suicidio. Questo a Roma. A Bolzano è il papà, musulmano, che prende a sprangate la figlia diciassettenne perché frequenta un italiano miscredente. A Foggia sono ragazzini di dodici anni che “giocano” allo stupro ( La Stampa, 26 novembre) e molestano una coetanea.

Franca Fossati






> da consultare

Il testo dell'appello "La violenza contro le donne ci riguarda: prendiamo la parola come uomini"

Edoardo Sanguineti: perchè aderisco

25 novembre: manifestazioni invisibili
di Franca Fossati

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