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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
26 gennaio 2005
Gerusalemme.
Una madre terra, due figli prediletti

Le donne arabe che vivono in Israele e che hanno sposato mariti poligami non vedono riconosciuto il loro status di mogli – essendo la poligamia vietata

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16 gennaio 2005
Un sabato a Milano
La mia giornata milanese, sabato 14 gennaio, è cominciata con un breve incontro di lavoro nella sede di una piccola società di marketing che si chiama “LaboDif”.
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8 dicembre 2005
Di padre in figlio
Nel corso della settimana appena trascorsa abbiamo assistito a prove tecniche di nuovo governo.
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25 novembre 2005
Ti picchio così ti cancello
La violenza sulle donne è oggi l’unico dato che accomuna gli uomini del pianeta...

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7 novembre 2005
Al Parlamento e ai partiti: legge elettorale
e programmi non rimuovano la forza femminile

Siamo stanche, e stanchi, del sentimento di desolazione che proviamo di fronte alla parata dei politici, tutti e sempre maschi, che si autorappresenta dovunque.
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30 ottobre 2005
Primarie, quote, liste di sole donne
Si annuncia la “riscossa rosa” in Parlamento?

Il Parlamento che uscirà in aprile dalle elezioni del 2006 avrà un numero di donne come l’attuale, cioè minimo? Si interrogano le donne riunite dall’associazione Emily

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24 ottobre 2005
Per le donne né 50, né 30, né 25 per cento
L'equazione misogina dei franchi onorevoli
Perché l'emendamento del governo, sulle “quote rosa“ non è stato votato dall'opposizione? Qualche giorno fa titolava Liberazione, il giornale di Rifondazione comunista: “La maggioranza cancella le donne dal Parlamento“.

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7 ottobre 2005
Perchè, io donna, dovrei appassionarmi
a queste maldestre primarie?
In questa fase, che per comodità e a rischio di banalizzare, chiamerei di transizione, sono entrate nel frullatore della politica “le questioni eticamente sensibili“
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29 settembre 2005
Via Quaranta e i dubbi dell’istruzione
Il 21 settembre il presidente della Repubblica ha invitato gli studenti italiani a declinare la logica dell’accoglienza nel corso dell’anno scolastico appena iniziato.

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29 luglio 2005
La ripresa del Burundi
Quando arriva nel seggio una gran folla le si fa incontro, felice di poterle stringerle la mano. Un vecchio mi sussurra all’orecchio di non avvicinarla, perché si è decolorata i capelli e fuma in pubblico.
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29 luglio 2005
Romana, Piera, Francesca, Alfonsina, Faustai
Le primarie dell’Unione sono già aperte. Le primarie dell’Unione sono già chiuse.... Con interventi di Bia Sarasini, Alberto Leiss e Letizia Paolozzi, Marina Terragni.

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26 luglio 2005
Dopo le bombe. Apologia dolce del fatalismo
I nemici tra noi. Un "paki" nel Deserto della solitudine
Tre interventi di Letizia Paolozzi e Bia Sarasini su noi e il mondo dopo gli attentati di Londra
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25 giugno 2005
Imparare da una donna
La nostra condizione attuale fa sì che le donne possano vivere anche senza uomini, il che rovina tutto.
Immanuel Kant
….
Una donna africana siede in alto e fa lezione. Più in basso, di fronte a lei, la ascolta rispettosamente un re, circondato da dottori della religione islamica.
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20 giungo 2005
Un funerale con saluti a braccia tese
Un commosso saluto di molti amici venuti da tutta Italia: Così il tg1 delle 13 di venerdì 17 giugno ha definito l’adunanza dei molti che hanno approfittato della morte del giovane barista di Varese, ucciso pochi giorni prima in una rissa che ha visti coinvolti due albanesi.
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4 giugno 2005
Tutta l'Africa è paese
La settimana ricca di appuntamenti della rassegna ItaliaAfrica voluta a Roma da Walter Veltroni si è chiusa con il grande concerto di Piazza del Popolo sabato 28 giugno

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28 maggio 2005
L'azzardo della lista rosa
E' appena uscito dall'editore Guida di Napoli il libro di Letizia Paolozzi "La passione di Emily e l'azzardo della lista rosa".

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7 maggio 2005

Resistenze violente e non
«Non c’è una via per la pace. La pace è la via». Sono parole di Thic Nath Hanh, il monaco vietnamita buddista zen che durante la guerra del VietNam diede vita al movimento di resistenza non-violenta dei”Piccoli corpi di pace”.

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2 aprile 2005
Ci piace la politica di Alessandra?
Per giudicare non basta l'antifascismo

E adesso che abbiamo visto su Rai3 l’unico confronto televisivo con il governatore del Lazio, il suo antagonista e Alessandra Mussolini
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2 marzo 2005
Da Pechino a New York
Quando un essere umano rischia di precipitare gli si tende una rete per evitare che finisca male.

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13 febbraio 2005
Le primarie? Non buttiamole

Vorrei che il discorso sulle primarie andasse avanti. E non fosse inghiottito dalla opacità che di solito avvolge le proposte politiche che non piacciono.
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4 novembre 2004
Buttiglione e il fantasma anticattolico

Un nuovo fantasma si aggira per l’Europa: il pregiudizio anticristiano, anticattolico. Questione quanto mai confusa, di difficile dipanamento. Qualche proposta di riflessione
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14 ottobre 2004
Afghanistan, il voto velato
Non condivido la gioia di chi ha esultato per le recenti elezioni in Afghanistan, soprattutto per ciò che ha riguardato le elettrici.
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30 settembre 2004
Donne che amano quello che fanno
Si sono tolte il velo, hanno sorriso, appena liberate. Quando sono scese dall’aereo, sorridenti, si sono prese per mano, in mezzo alla piccola folla che le circondava.
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22 settembre 2004
Che cosa vuole veramente un uomo?
Si sa che Freud a un certo punto si domandò: che cosa vuole veramente una donna? E che non seppe trovare risposta. Credo che oggi la domanda decisiva sia: che cosa vuole veramente un uomo?

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19 agosto 2004
Usa, adotta una famiglia
Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo c’e John Kerry, il candidato democratico
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30 luglio 2004
L’occhio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando l’una il volto dell’altra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 9 febbraio 2006


Donne in carriera politica?
Vivamente sconsigliato alle "mogli di..."


Potrei arrampicarmi, come un agile indigeno, sul banano più alto (ma dove lo trovo questo banano?) e poi lanciarmi nel vuoto. Oppure, fidando nel potere dell’informazione, potrei chiamare a testimone il segretario della federazione della Stampa, Serventi-Longhi e pretendere un giurì d’onore. Ancora, potrei raccogliere le firme di una petizione da consegnare al capo dello Stato; chiamare a raccolta gli/le intellettuali ecc.
Ma non servirebbe a nulla. Questa storia della “moglie di…“ continua a perseguitare il mio sesso. Perseguita anche me dal momento che conosco alcune delle signore che vorrebbero dedicarsi alla politica. Diventare senatrici, deputate, assessore, consigliere. Ma non gli viene riconosciuta la libertà di farlo. Anzi, una simile scelta è considerata impopolare, disonorevole, sconsigliabile.
Nonostante i dubbi sulla “discriminazione positiva“, la fatica della parità, qui l’ostacolo è più profondo. Riguarda, io credo, un modello del femminile difficile da cancellare.
Nella vulgata giornalistica, nonostante il personale mediatico si sia abbeverato alla fonte del “politicamente corretto“, la moglie del politico è meglio che non faccia politica. Pena l’accusa, appena velata, di essere una intrigante; una che pretende di sfruttare il marito per le sue ambizioni.
Se ne deve dedurre che questa donna, questa signora “moglie di…“ non possiede una vita propria. Non è in sé buona o cattiva. Brava o incompetente. Capace o incapace.
Come si spiega che Anna Serafini non sia candidata? Con il fatto che è la moglie del segretario Piero Fassino e non con le quattro legislature che ha alle spalle (la regola nei Ds, se pure con molte deroghe, vuole che chi ha già due legislature non venga ricandidato)
Cosa si mormora della candidatura di Anna Maria Carloni (una lunga carriera politica nel Pci di Enrico Berlinguer e nella commissione femminile di Adriana Seroni prima, di Livia Turco poi; una decennale attività come presidente dell’associazione Emily di Napoli che si batte per una maggiore presenza delle donne nelle istituzioni)? Che dipende dalla volontà del marito, il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino.
Destino simile tocca a Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, da anni first lady tra Benevento e Telese, ora presidente del Consiglio regionale della Campania.
Traspare, dai commenti, una curiosa predilezione per le donne che scelsero (o scelgono) di restare appartate tra casa, famiglia e professione. Nulla devono avere da spartire con la politica. E dunque con il marito che fa politica. Tra gli esempi positivi, Carla Voltolina, che pare non abbia voluto seguire il marito, Sandro Pertini, al Quirinale. Oppure Veronica Lario che evita di frequentare le terre promesse di Silvio Berlusconi.
Mentre continua è l’insistenza affinché le donne partecipino allo spazio pubblico-politico in prima persona (basta accennare alla travagliata vicenda delle “quote rosa“, ora approdata a una paradossale legge votata in extremis solo da uno dei rami del Parlamento), le signore-mogli di politici, per non dare luogo a commenti malevoli e salaci, farebbero meglio a evitare ogni commistione, ogni incrocio. Per favore, astenetevi!
La politica e chi la abita sembra immutabile. D’altronde, questo fenomeno non appartiene solo alla “cattolica e mediterranea“ Italia. Hillary Clinton funzionava quando difendeva il marito nonostante le di lui espansioni nella Sala Ovale, ma dopo ha “brigato“ e intrallazzato e trafficato per la sua carriera. E Ségolène Royal, che si regge in un complicato equilibrio con il compagno, segretario del Ps, Francois Hollande, segretario del Ps, in vista delle prossime elezioni alla presidenza della repubblica francese, viene sovente descritta come un personaggio ambizioso da balzachiana “Commedia umana“.
Naturalmente, è anche possibile che sia ambiziosa. E la Clinton una impicciona. Ma a voi pare che gli uomini politici siano tutti degli angeli?

Letizia Paolozzi






Il giallo delle quote rosa fantasma

La vicenda delle "quote rosa" si è conclusa, a quanto pare, in forma paradossale. La legge così fortemente voluta dalla ministra Stefania Prestigiacomo è stata votata alla fine in Senato anche dai partiti dell'Unione, a eccezione di Rifondazione comunista, che si è astenuta (ma in Senato ciò equivale a un voto contrario). Le cronache giornalistiche riferiscono le battutacce maschiliste che dai banchi di Forza Italia hanno investito la Prestigiacomo quando ha accettato la proposta di sospensione venuta dai banchi della minoranza, atto che preludeva alla decisione di votare la legge (secondo il capogruppo Ds Angius diversamente non sarebbe stata approvata). La legge prevede quote di un terzo nelle liste di questa tornata elettorale, e del 50% dalle elezioni successive, ma ha un difetto fondamentale: non diventerà operativa perchè non c'è più tempo per la seconda votazione alla Camera. I resoconti della stampa non spiegano bene perchè si è arrivati a questo paradosso, cioè per quale meccanismo tecnico e per la volontà politica di chi. Certamente la maggioranza ha dimostrato ampiamente di non volere la legge (in Senato è mancato più volte il numero legale), ma anche il comportamento dell'opposizione su tutta la vicenda non è stato lineare.
Una legge che c'è ma non c'è sembra peraltro rispondere ai dubbi, le esitazioni con cui l'idea si è fatta strada negli ultimi mesi. Il ragionamento tipico è stato questo: "certo sarei contrario/a alle quote, perchè le donne non vanno ghettizzate, ma lo scandalo della sottorapresentazione del sesso femminile nelle istituzioni politiche italiane è tale che forse una norma è ormai opportuna". E' il concetto ribadito in tv da Romano Prodi, che riferiva anche dell'opinione della moglie Flavia: eravamo contrari, ma poi abbiamo cambiato idea.
Il candidato premier dell'Unione ha anche detto che, fino a dove può decidere lui (sottinteso: devo fare i conti con i partiti della mia maggioranza), si impegna a promuovere personalità femminili. Certo, ora che esiste una mezza legge, una legge-non legge, una specie di norma virtuale, ci si aspetterebbe dalle forze politiche un comportamento più decente e coerente nella formazione delle liste. E impegni più generosi in vista dei futuri governi. Interrogato sul punto da Ritanna Armeni, anche lui in tv, il segretario Ds Piero Fassino ha detto a mezza voce che a un governo fifty-fifty sul modello Zapatero o Bachelet "ci si può pensare...". Ma intanto nel suo partito monta lo scontento delle parlamentari che vedono la regola dello stop dopo due legislature applicata molto più rigorosamente al gentil sesso.
Un comportamento poco cavalleresco.
Non resta che augurarsi qualche effetto paradossalmente benefico da questo provvedimento fantasma: che le donne riflettano meglio sul proprio desiderio di fare politica nelle istituzioni (e come farla), e che i maschi si vergognino un po' di più di un proprio ingombro che rende impresentabile la democrazia e così poco credibile la sua massima istituzione: il parlamento.

Bartleby

















> da consultare

Il giallo delle quote rosa fantasma
di Bartleby


Il dibattito sulle quote rosa