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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
30 aprile 2006
Emily: le donne nella nuova fase politica
I conti in Parlamento e la sfida delle città

Pubblichiamo la relazione - a cura di Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi - tenuta all’incontro nazionale dell’associazione Emily il 27 di aprile al Buon Pastore, la Casa Internazionale delle donnedi Roma

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27 aprile 2006
Camere senza vista
‘L’Italia è in una situazione politica preoccupante’. L’aggettivo ‘preoccupante’, condannato alla progressione dall’originaria natura participiale, si pone di fronte agli italiani ‘inermi’ come una domanda continua.

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13 aprile 2006
Preferisco questo risultato
E' una prova della verità per tutti
Il Riformista ha titolato mercoledì 12 aprile: il Cavaliere prova a fare la Cancelliera. Alludendo a Angela Merkel e alla proposta di Berlusconi di imitare la Germania varando una “grossa coalizione” per governare un paese uscito spaccato a metà dal voto.
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31 marzo 2006
Vogliamo più candidate
Ma che cosa vogliamo dalla democrazia?
La Fondazione Marisa Bellisario ha condotto un’indagine sulla presenza delle donne in tv all’interno delle tribune elettorali e nei dibattiti politici denunciando un "oscuramento televisivo di candidate e giornaliste"

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1 marzo 2006
Le vignette contro Maometto?
Un' Europa forte chiederebbe scusa

Sarà perché sono particolarmente sensibile all’uso che nelle riviste, nelle vignette oppure nei fumetti porno viene fatto del corpo femminile, ma non mi convince la rivendicazione della libertà di espressione rispetto alle vignette satiriche danesi. Con due interventi di Alberto Leiss e Aldo Tortorella
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9 febbraio 2006
Donne in carriera politica?
Vivamente sconsigliato alle "mogli di..."

Potrei arrampicarmi, come un agile indigeno, sul banano più alto (ma dove lo trovo questo banano?) e poi lanciarmi nel vuoto.
Il giallo delle quote rosa fantasma
La vicenda delle "quote rosa" si è conclusa, a quanto pare, in forma paradossale.
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26 gennaio 2005
Gerusalemme.
Una madre terra, due figli prediletti

Le donne arabe che vivono in Israele e che hanno sposato mariti poligami non vedono riconosciuto il loro status di mogli – essendo la poligamia vietata

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16 gennaio 2005
Un sabato a Milano
La mia giornata milanese, sabato 14 gennaio, è cominciata con un breve incontro di lavoro nella sede di una piccola società di marketing che si chiama “LaboDif”.
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8 dicembre 2005
Di padre in figlio
Nel corso della settimana appena trascorsa abbiamo assistito a prove tecniche di nuovo governo.
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25 novembre 2005
Ti picchio così ti cancello
La violenza sulle donne è oggi l’unico dato che accomuna gli uomini del pianeta...

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7 novembre 2005
Al Parlamento e ai partiti: legge elettorale
e programmi non rimuovano la forza femminile

Siamo stanche, e stanchi, del sentimento di desolazione che proviamo di fronte alla parata dei politici, tutti e sempre maschi, che si autorappresenta dovunque.
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30 ottobre 2005
Primarie, quote, liste di sole donne
Si annuncia la “riscossa rosa” in Parlamento?

Il Parlamento che uscirà in aprile dalle elezioni del 2006 avrà un numero di donne come l’attuale, cioè minimo? Si interrogano le donne riunite dall’associazione Emily

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24 ottobre 2005
Per le donne né 50, né 30, né 25 per cento
L'equazione misogina dei franchi onorevoli
Perché l'emendamento del governo, sulle “quote rosa“ non è stato votato dall'opposizione? Qualche giorno fa titolava Liberazione, il giornale di Rifondazione comunista: “La maggioranza cancella le donne dal Parlamento“.

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7 ottobre 2005
Perchè, io donna, dovrei appassionarmi
a queste maldestre primarie?
In questa fase, che per comodità e a rischio di banalizzare, chiamerei di transizione, sono entrate nel frullatore della politica “le questioni eticamente sensibili“
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29 settembre 2005
Via Quaranta e i dubbi dell’istruzione
Il 21 settembre il presidente della Repubblica ha invitato gli studenti italiani a declinare la logica dell’accoglienza nel corso dell’anno scolastico appena iniziato.

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29 luglio 2005
La ripresa del Burundi
Quando arriva nel seggio una gran folla le si fa incontro, felice di poterle stringerle la mano. Un vecchio mi sussurra all’orecchio di non avvicinarla, perché si è decolorata i capelli e fuma in pubblico.
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29 luglio 2005
Romana, Piera, Francesca, Alfonsina, Faustai
Le primarie dell’Unione sono già aperte. Le primarie dell’Unione sono già chiuse.... Con interventi di Bia Sarasini, Alberto Leiss e Letizia Paolozzi, Marina Terragni.

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26 luglio 2005
Dopo le bombe. Apologia dolce del fatalismo
I nemici tra noi. Un "paki" nel Deserto della solitudine
Tre interventi di Letizia Paolozzi e Bia Sarasini su noi e il mondo dopo gli attentati di Londra
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25 giugno 2005
Imparare da una donna
La nostra condizione attuale fa sì che le donne possano vivere anche senza uomini, il che rovina tutto.
Immanuel Kant
….
Una donna africana siede in alto e fa lezione. Più in basso, di fronte a lei, la ascolta rispettosamente un re, circondato da dottori della religione islamica.
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20 giungo 2005
Un funerale con saluti a braccia tese
Un commosso saluto di molti amici venuti da tutta Italia: Così il tg1 delle 13 di venerdì 17 giugno ha definito l’adunanza dei molti che hanno approfittato della morte del giovane barista di Varese, ucciso pochi giorni prima in una rissa che ha visti coinvolti due albanesi.
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4 giugno 2005
Tutta l'Africa è paese
La settimana ricca di appuntamenti della rassegna ItaliaAfrica voluta a Roma da Walter Veltroni si è chiusa con il grande concerto di Piazza del Popolo sabato 28 giugno

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28 maggio 2005
L'azzardo della lista rosa
E' appena uscito dall'editore Guida di Napoli il libro di Letizia Paolozzi "La passione di Emily e l'azzardo della lista rosa".

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7 maggio 2005

Resistenze violente e non
«Non c’è una via per la pace. La pace è la via». Sono parole di Thic Nath Hanh, il monaco vietnamita buddista zen che durante la guerra del VietNam diede vita al movimento di resistenza non-violenta dei”Piccoli corpi di pace”.

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2 aprile 2005
Ci piace la politica di Alessandra?
Per giudicare non basta l'antifascismo

E adesso che abbiamo visto su Rai3 l’unico confronto televisivo con il governatore del Lazio, il suo antagonista e Alessandra Mussolini
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2 marzo 2005
Da Pechino a New York
Quando un essere umano rischia di precipitare gli si tende una rete per evitare che finisca male.

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13 febbraio 2005
Le primarie? Non buttiamole

Vorrei che il discorso sulle primarie andasse avanti. E non fosse inghiottito dalla opacità che di solito avvolge le proposte politiche che non piacciono.
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4 novembre 2004
Buttiglione e il fantasma anticattolico

Un nuovo fantasma si aggira per l’Europa: il pregiudizio anticristiano, anticattolico. Questione quanto mai confusa, di difficile dipanamento. Qualche proposta di riflessione
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14 ottobre 2004
Afghanistan, il voto velato
Non condivido la gioia di chi ha esultato per le recenti elezioni in Afghanistan, soprattutto per ciò che ha riguardato le elettrici.
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30 settembre 2004
Donne che amano quello che fanno
Si sono tolte il velo, hanno sorriso, appena liberate. Quando sono scese dall’aereo, sorridenti, si sono prese per mano, in mezzo alla piccola folla che le circondava.
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22 settembre 2004
Che cosa vuole veramente un uomo?
Si sa che Freud a un certo punto si domandò: che cosa vuole veramente una donna? E che non seppe trovare risposta. Credo che oggi la domanda decisiva sia: che cosa vuole veramente un uomo?

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19 agosto 2004
Usa, adotta una famiglia
Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo c’e John Kerry, il candidato democratico
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30 luglio 2004
L’occhio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando l’una il volto dell’altra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 13 maggio 2006


Auguri al presidente Napolitano
Dopo il fattore k sparirà il fattore kd?

Massimo D'Alema avrebbe detto (lo fece un po' avventatamente al tempo della Bicamerale, lo avrà fatto più saggiamente adesso?) "ex malo bonum". Da una cosa cattiva ne può nascere una buona. Come l'elezione di Giorgio Napolitano al vertice dello Stato quale conseguenza della stravagante bagarre che si è scatenata attorno alle "poltrone" istituzionali dopo la vittoria risicatissima del centrosinistra alle elezioni. E il "malum" in questo caso è sembrato proprio il comportamento dell'ottimo D'Alema. Secondo le pettegole cronache politiche uno che della cosa se ne intende, Silvio Berlusconi, avrebbe parlato in una riunione con i suoi dell'"io ipertrofico" di Massimo D'Alema. Una tendenza al comportamento eccessivo che ha gonfiato a dismisura - mi pare - la questione di un definitivo superamento del famoso "fattore K" contro i rei di essere stati e essersi detti comunisti nel nostro belpaese. Ma il Pci non è scomparso già da 16 anni? Chi si è scandalizzato più di tanto per l'elezione del "comunista" Bertinotti alla Camera? E proprio D'Alema non è già stato presidente del Consiglio, sia pure con breve fortuna?
Però anche un sofisticato commentatore politico come Stefano Folli, sul "Sole 24 ore" di giovedì 11 maggio, afferma che è definitivamente avvenuta questa svolta storica. E se lo dice lui ci sarà qualcosa di vero. Ci si aspetta da Napolitano che prosegua sulla via aperta da Ciampi: spingere per l'unità del paese, soprattutto ora che l'Italia è uscita così orribilmente spaccata e divisa dalle elezioni. (Un momento, ma non è sempre lo stesso paese che applaude al 90 per cento Ciampi e poi si divide allegramente tra Prodi e Berlusconi?).
In ogni caso, sono sicuro (accetto scommesse) che il buon Napolitano diventerà presto simpatico a tutte le mamme d'Italia (compresa quella del Cavaliere).
Chi sa se da lui ci si potrebbe aspettare anche un aiuto al definitivo superamento di quello che - ce lo inventiamo lì per lì - potrebbe essere definito il "fattore kd". Il fattore kontro le donne. Infatti finora abbiamo assistito a una serie di "duelli" incrociati tutti indiscutibilmente tra cavalieri e scudieri maschi. Tanto che - almeno ora che si passa al più prosaico livello del governo - l'associazione Emily ha raccolto una folta schiera di firme femminili, perchè un certo numero di donne di sinistra sia preso in considerazione per servire degnamente il paese. L'appello lo riproduciamo qui accanto. Speriamo che lo legga Romano Prodi, che lo valutino D'Alema, Fassino, Rutelli e gli altri. E che il nuovo Presidente della Repubblica, sicuramente un garbato gentiluomo, ci metta una buona parola.

Bartleby



L’ASSOCIAZIONE EMILY RACCOGLIE IL SOSTEGNO DI OLTRE 70 AUTOREVOLI DONNE DELLA POLITICA, DELLA CULTURA E DELLA SOCIETA’ ITALIANA E SCRIVE A ROMANO PRODI E AI SEGRETARI DEI PARTITI DEL CENTROSINISTRA

Ecco il testo della lettera inviata da Franca Chiaromonte Presidente Emily in Italia:
“L’Associazione Emily si è sempre battuta per valorizzare e promuovere la forza e la competenza delle donne nella politica italiana. Ci aspettiamo che il nuovo governo di Romano Prodi non manchi un importante appuntamento con la storia del nostro Paese e sappia rispettare l’impegno del 30% assunto in varie sedi.
Ci vogliono tante donne nel governo con responsabilità di ministre e sottosegretarie, per esempio, deputate come LAURA PENNACCHI, CHIARA ACCIARINI, GIOVANNA GRIGNAFFINI, ARGIA ALBANESE e ELENA MONTECCHI.
Chiediamo, inoltre, che, tra le tante candidature che si stanno vagliando in queste ore, GIOVANNA MELANDRI possa dare il suo contributo di esperienza e competenza alla squadra di governo, come altre donne che già in passato hanno ricoperto ruoli importanti nell’esecutivo nazionale.”
Franca Chiaromonte

seguono le adesioni di:

Fulvia Bandoli, Sandra Bonsanti, Rita Borsellino, Mercedes Bresso, Anna Maria Carloni, Anna Castellano, Anna Donati, Tana De Zulueta, Anna Finocchiaro, Grazia Francescato, Maria Pia Garavaglia, Mariella Gramaglia, Rita Levi Montalcini, Milly Moratti, Pasqualina Napoletano, Maria Rita Lorenzetti, Giulia Rodano, Rosa Russo Iervolino, Mara Rumiz
Alessandra Abbado, Lucia Annunziata, Francesca Antonini, Ritanna Armeni, Emanuela Audisio, Natalia Augias, Gae Aulenti, Matilde Bernabei, Chiara Beria di Argentine, Maria Berlinguer, Chiara Boni, Jolanda Bufalini, Rosaria Carpinelli, Raffaela Carretta, Michela Cescon, Evelina Christillin, Cristina Comencini, Paola Concia, Dodi Conti, Fernanda Contri, Serena Dandini, Giovanna Caterina De Feo, Concita De Gregorio, Piera Degli Esposti, Claudia Fellus, Inge Feltrinelli, Iaia Forte, Franca Fossati, Carla Fracci, Paola Gaiotti de Biase, Dori Ghezzi, Patrizia Grieco, Afef Jnifen, Josefa Idem, Lucrezia Lante della Rovere, Luciana Litizzetto, Miriam Mafai, Anna Maria Malato Ranucci, Fiorella Mannoia, Alessandra Mammì, Dacia Maraini, Simona Marchini, Mariangela Melato, Myrta Merlino, Carolina Morace, Giulia Maria Mozzoni Crespi, Marcelle Padovani, Letizia Paolozzi, Stella Pende, Lidia Ravera, Francesca Reggiani, Amanda Sandrelli, Stefania Sandrelli, Angelica Savinio, Gaia Tortora, Pia Vidarelli, Daniela Viglione
11 maggio 2006





Sono delusa e arrabbiata
(con “quelli di sinistra”)


Ho aspettato la nomina di Anna Finocchiaro a capogruppo dell’Unione al Senato per capire di essere definitivamente insoddisfatta di queste elezioni italiane. Il male minore, per ciò che riguarda il risultato, quello peggiore per le presenze femminili. Nei giorni scorsi si era parlato della senatrice Ds, già ministra per la Pari opportunità, come possibile ministra della Giustizia: carica meritata e all’altezza delle sue competenza e esperienza. Qualche giornale l’aveva anche nominata come possibile candidata alla presidenza della Repubblica, ma lei non si era fatta incastrare forse dallo stupido tentativo di bruciare un nome prezioso del partito e aveva risposto divertita: dovrebbero morirne centinaia (di uomini, ndr.) prima che una mia candidatura in tal senso possa essere presa in considerazione.
Una capogruppo in più, una ministra in meno in una rosa già scarsa. Durante tutta la campagna elettorale ho sofferto più del solito l’overdose di giacche e cravatte, di facce stanche e risse salivanti. Aggrappata al robusto corpo di Giuliano Ferrara e a quello esile di Ritanna Armeni, per molte sere ho visto esclusivamente “Otto e mezzo” su La7, sicura che solo lì avrei incontrato candidate ed esperte. In tutti gli altri programmi televisivi è stato il silenzio, la morte (forse Livia Turco, qualche volta è spuntata a Ballarò). Che senso ha fare “quelli di sinistra”, infilare un po’ di brave signore nelle liste e poi non pretendere con i conduttori delle trasmissioni di ospitare donne e uomini in egual misura? Che senso ha parlare di famiglie (ah, le famiglie! A furia di parlarne e male, elettori di destra e sinistra finiranno per buttare genitori e figli fuori di casa) e tasse e poi non vedere ai comandi quelle che famiglie e tasse in maggioranza gestiscono? Senza dimenticare pacs, single, gay e lesbiche, inseminazioni artificiali e eutanasia, neppure annusati negli studi di registrazione.
Sono d’accordo con Letizia Paolozzi quando dice di non essere sicura che un governo al femminile sarebbe maggiori garanzie di uno maschile: al di là dei numeri occorre guardare alle personalità politiche. Però oggi di personalità in tal senso ce ne sono molte e fortunatamente qualcuna nuova l’ha spuntata in Senato, dove però i margini di manovra saranno strettissimi. E ho scelto una politica a cui indicare simbolicamente tutto il mio risentimento: Luciana Sbarbati.
Lei, signora, seppure rappresentante di un piccolo partito (ma sappiamo i miracoli che può fare un pugno di voti), è stata mostrata raramente sulle scene con Prodi, Fassino, Rutelli e colleghi. Avrebbe potuto approfittarne, dire almeno qualcosa, e invece niente, è stato il silenzio: l’ho cercata una sua dichiarazione, una intervista, uno scatto di reni, per dirla alla machista. E’ stato silenzio. Perfino in lei avevo sperato, quando due anni fa l’avevo ascoltata in un incontro pubblico organizzato a Roma da Emily, lei aveva raccontato dello sgomento che l’aveva presa quando dopo anni di lavoro di partito aveva scoperto che solo lei e un collega erano rimasti immuni dagli avvisi di garanzia di tangentopoli. Eppure aveva deciso di ricominciare e si era lanciata sul secondo pullman prodiano.
Al momento non mi conforta un nuovo capitolo politico, il lavoro incessante di discussione e produzione di idee che le mie amiche – politiche e non – tessono incessantemente. E guardo con invidia alle concittadine di Angela Merkel, Ségolène Royal, Michelle Bachelet e anche a quelle di Ellen Johnson-Sirleaf, che più delle altre hanno bisogno di sperare. E invece ho solo infilato la testa sotto il cuscino quando stamane alla radio ho sentito un commento solo alla carriera di Emma Bonino, già in passato candidata alla presidenza della Repubblica: chi, lei? Impossibile, troppo danneggiata da Pannella.

Monica Luongo











> da consultare

Lettera di Emily a Prodi: non dimenticare queste donne...



Sono delusa e arrabbiata (con quelli di sinistra)
di Monica Luongo