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1 marzo 2006
Le vignette contro Maometto?
Un' Europa forte chiederebbe scusa
Sarà perché sono particolarmente sensibile alluso che nelle riviste, nelle vignette oppure nei fumetti porno viene fatto del corpo femminile, ma non mi convince la rivendicazione della libertà di espressione rispetto alle vignette satiriche danesi. Con due interventi di Alberto Leiss e Aldo Tortorella
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9 febbraio 2006
Donne in carriera politica?
Vivamente sconsigliato alle "mogli di..."
Potrei arrampicarmi, come un agile indigeno, sul banano più alto (ma dove lo trovo questo banano?) e poi lanciarmi nel vuoto.
Il giallo delle quote rosa fantasma
La vicenda delle "quote rosa" si è conclusa, a quanto pare, in forma paradossale.
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26 gennaio 2005
Gerusalemme.
Una madre terra, due figli prediletti
Le donne arabe che vivono in Israele e che hanno sposato mariti poligami non vedono riconosciuto il loro status di mogli essendo la poligamia vietata
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16 gennaio 2005
Un sabato a Milano
La mia giornata milanese, sabato 14 gennaio, è cominciata con un breve incontro di lavoro nella sede di una piccola società di marketing che si chiama LaboDif.
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8 dicembre 2005
Di padre in figlio
Nel corso della settimana appena trascorsa abbiamo assistito a prove tecniche di nuovo governo.
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25 novembre 2005
Ti picchio così ti cancello
La violenza sulle donne è oggi lunico dato che accomuna gli uomini del pianeta...
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7 novembre 2005
Al Parlamento e ai partiti: legge elettorale
e programmi non rimuovano la forza femminile
Siamo stanche, e stanchi, del sentimento di desolazione che proviamo di fronte alla parata dei politici, tutti e sempre maschi, che si autorappresenta dovunque.
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30 ottobre 2005
Primarie, quote, liste di sole donne
Si annuncia la riscossa rosa in Parlamento?
Il Parlamento che uscirà in aprile dalle elezioni del 2006 avrà un numero di donne come lattuale, cioè minimo? Si interrogano le donne riunite dallassociazione Emily
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24 ottobre 2005
Per le donne né 50, né 30, né 25 per cento
L'equazione misogina dei franchi onorevoli
Perché l'emendamento del governo, sulle quote rosa non è stato votato dall'opposizione? Qualche giorno fa titolava Liberazione, il giornale di Rifondazione comunista: La maggioranza cancella le donne dal Parlamento.
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7 ottobre 2005
Perchè, io donna, dovrei appassionarmi
a queste maldestre primarie?
In questa fase, che per comodità e a rischio di banalizzare, chiamerei di transizione, sono entrate nel frullatore della politica le questioni eticamente sensibili
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29 settembre 2005
Via Quaranta e i dubbi dellistruzione
Il 21 settembre il presidente della Repubblica ha invitato gli studenti italiani a declinare la logica dellaccoglienza nel corso dellanno scolastico appena iniziato.
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29 luglio 2005
La ripresa del Burundi
Quando arriva nel seggio una gran folla le si fa incontro, felice di poterle stringerle la mano. Un vecchio mi sussurra allorecchio di non avvicinarla, perché si è decolorata i capelli e fuma in pubblico.
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29 luglio 2005
Romana, Piera, Francesca, Alfonsina, Faustai
Le primarie dellUnione sono già aperte. Le primarie dellUnione sono già chiuse.... Con interventi di Bia Sarasini, Alberto Leiss e Letizia Paolozzi, Marina Terragni.
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26 luglio 2005
Dopo le bombe. Apologia dolce del fatalismo
I nemici tra noi. Un "paki" nel Deserto della solitudine
Tre interventi di Letizia Paolozzi e Bia Sarasini su noi e il mondo dopo gli attentati di Londra
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25 giugno 2005
Imparare da una donna
La nostra condizione attuale fa sì che le donne possano vivere anche senza uomini, il che rovina tutto.
Immanuel Kant
.
Una donna africana siede in alto e fa lezione. Più in basso, di fronte a lei, la ascolta rispettosamente un re, circondato da dottori della religione islamica..
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20 giungo 2005
Un funerale con saluti a braccia tese
Un commosso saluto di molti amici venuti da tutta Italia: Così il tg1 delle 13 di venerdì 17 giugno ha definito ladunanza dei molti che hanno approfittato della morte del giovane barista di Varese, ucciso pochi giorni prima in una rissa che ha visti coinvolti due albanesi.
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4 giugno 2005
Tutta l'Africa è paese
La settimana ricca di appuntamenti della rassegna ItaliaAfrica voluta a Roma da Walter Veltroni si è chiusa con il grande concerto di Piazza del Popolo sabato 28 giugno
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28 maggio 2005
L'azzardo della lista rosa
E' appena uscito dall'editore Guida di Napoli il libro di Letizia Paolozzi "La passione di Emily e l'azzardo della lista rosa".
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7 maggio 2005
Resistenze violente e non
«Non cè una via per la pace. La pace è la via». Sono parole di Thic Nath Hanh, il monaco vietnamita buddista zen che durante la guerra del VietNam diede vita al movimento di resistenza non-violenta deiPiccoli corpi di pace.
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2 aprile 2005
Ci piace la politica di Alessandra?
Per giudicare non basta l'antifascismo
E adesso che abbiamo visto su Rai3 lunico confronto televisivo con il governatore del Lazio, il suo antagonista e Alessandra Mussolini.
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2 marzo 2005
Da Pechino a New York
Quando un essere umano rischia di precipitare gli si tende una rete per evitare che finisca male.
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13 febbraio 2005
Le primarie? Non buttiamole
Vorrei che il discorso sulle primarie andasse avanti. E non fosse inghiottito dalla opacità che di solito avvolge le proposte politiche che non piacciono.
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4 novembre 2004
Buttiglione e il fantasma anticattolico
Un nuovo fantasma si aggira per lEuropa: il pregiudizio anticristiano, anticattolico. Questione quanto mai confusa, di difficile dipanamento. Qualche proposta di riflessione
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14 ottobre 2004
Afghanistan, il voto velato
Non condivido la gioia di chi ha esultato per le recenti elezioni in Afghanistan, soprattutto per ciò che ha riguardato le elettrici.
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30 settembre 2004
Donne che amano quello che fanno
Si sono tolte il velo, hanno sorriso, appena liberate. Quando sono scese dallaereo, sorridenti, si sono prese per mano, in mezzo alla piccola folla che le circondava.
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22 settembre 2004
Che cosa vuole veramente un uomo?
Si sa che Freud a un certo punto si domandò: che cosa vuole veramente una donna? E che non seppe trovare risposta. Credo che oggi la domanda decisiva sia: che cosa vuole veramente un uomo?
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19 agosto 2004
Usa, adotta una famiglia
Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo ce John Kerry, il candidato democratico
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30 luglio 2004
Locchio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando luna il volto dellaltra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non cè nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nellaver firmato il referendum dei radicali.
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum
Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trentanni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.
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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dellex dittatore Suharto
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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, lomofobia, lantisemitismo e lislam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del listone rosa
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e alternativa sul valore fondante della non violenza. Forse lo ha fatto con un metodo un po violento
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sanaa, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da Non cè pace senza giustizia e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione
Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"
Nelle viscere dellErgife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
Scandalo in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini
6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all Unità e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità
Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate
Le forme intorno a noi e la relazione di differenza sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il no alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sullIraq
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : Più donne che uomini. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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Vogliamo più candidate
Ma che cosa vogliamo dalla democrazia?
La Fondazione Marisa Bellisario ha condotto unindagine sulla presenza delle donne in tv allinterno delle tribune elettorali e nei dibattiti politici denunciando un "oscuramento televisivo di candidate e giornaliste": durante la campagna elettorale "hanno occupato la misera quota del 6,8%" di presenze tv, contro il 93,2% dei colleghi uomini. Ma questa storia dellassenza femminile dalle istituzioni o dal video ha un sapore stucchevole. Si fa la conta, ci si scandalizza. Però non si riesce a tirare fuori uno straccio di ragionamento sulla rappresentanza. Dunque, sullo stato della democrazia.
E tuttavia, è possibile pensare a una rivitalizzazione della democrazia basandola su una parità meccanicistica: 50 % donne e 50 % uomini? Comunque, per chi volesse dedicarsi alle (poche) candidature femminili, cè Il Sole 24Ore che ha minuziosamente ricostruito la presenza delle donne in questa tornata di elezioni politiche, con risultati ancora una volta sconfortanti. Sullo sfondo, una legge elettorale disgraziata che alle donne non giova. E nemmeno agli uomini, daltronde. Non esiste più un legame con gli elettori del proprio collegio uninominale (abolito); le liste presenti sono quelle bloccate.
La scelta dei/delle candidate dipende dalle segreterie dei partiti (i quali partiti non so se tutti chiedono ai candidati per sostenere le spese della campagna elettorale dai cinquanta ai sessantamila euro; i primi non eletti ci investono dai venticinquemila ai trentamila euro). Tutto ciò riduce un attributo fondamentale della democrazia: il rapporto continuo di ascolto e di proposta tra chi ha la responsabilità della gestione e la cosiddetta opinione pubblica (Amos Luzzatto sul Riformista del 29 marzo 2006).
Quello che mi lascia perplessa è la categoria di opinione pubblica. Ormai troppo generica. Poco convincente se non per i sondaggisti. Oggi ci sono gli uomini e ci sono le donne. Gli uni e le altre possono avere unidea diversa della politica. E dalla politica tradizionale, in special modo le donne, prendono le distanze. Anche da questo rifiuto o estraneità dipende lassenza femminile dalle istituzioni rappresentative. Non solo dalla cattiveria dei politici maschi.
Nel frattempo, lantipolitica di Silvio Berlusconi e quella sua capacità di dare anima e corpo a una certa idea del cambiamento dellItalia, sembra aver perso di mordente. Comunque, se l ancoraggio mediatico del contratto con gli italiani perde appeal, e luditorio politico e sociale che nel 2001 si era raccolto intorno al Cavaliere (commercianti, artigiani, piccola e media impresa, casalinghe nel centro-sud) si è indebolito, intorno al ruolo delle donne non sono state fatte grandi pensate. Al governo della cosa pubblica restano per lo più maschi. Vi sembra che funzioni questo Paese? Ma chi mi dice che sostituire il sesso femminile a quello maschile rovescerebbe la situazione?
Tuttavia il ragionamento non si ferma qui. Anzi, si complica. Giacché, in qualche modo, grazie a un senso comune sempre più solido, le donne non possono più essere dimenticate. Sono un atout, un di più, un approccio più fresco alla politica (enfatizza Linda Lanzillotta, della Margherita).
Mi capita di assistere a qualche incontro elettorale organizzato dal centrosinistra. Con le donne e per le donne. Qui i maschi scompaiono mentre alla presidenza siede una sfilza di candidate dellUnione, dal Pdci a Rifondazione, dalla Margherita ai Ds, allUlivo, ai Verdi.
Sarà questo ormai la democrazia rappresentativa: uomini con uomini e donne con donne? Solo che le candidate faticano a declinare al femminile il programma elettorale. Non producono relazioni di scambio. Si riparano dietro alla famiglia; e via con il bonus per i figli, gli assegni famigliari, gli asili nido.
Va bene, i sessi sono due. Ma non è semplice coniugare luniversalità dei diritti con la differenza sessuale (e la molteplicità delle differenze). Anche nello scontro Berlusconi-Prodi, arriva la domanda sulla presenza-assenza delle donne nel parlamento italiano. Il premier inciampa sulla categoria delle donne. In seguito sarà costretto a emendarsi citando (a sproposito) Aristotele e promettendo un 30 % di presenze femminili nel suo, eventuale, futuro governo. Prodi, che ha dimenticato il sesso femminile nelle 280 pagine del suo programma, dice di essersi ricreduto. Sì, le quote rosa le farà. Significa che la politica corrente ha registrato il cambiamento (Lia Cigarini, sulla rivista Via Dogana) introdotto dal protagonismo femminile? Può darsi, ma questa registrazione oscilla ancora tra discorsi da bar dello Sport e volontarismo della parità (imposta con legge dello Stato). In molti paesi fioriscono i tentativi di trovare la quadra: nella Spagna di Zapatero, nella Gran Bretagna di Blair, nel Cile della Bachelet, tra i socialisti francesi che vogliono riservare alle donne la metà dei posti nelle legislative del 2007, nella Norvegia del 40 % di donne nei consigli damministrazione delle imprese.
E in Italia? Negli ultimi 30 anni le donne italiane sono cambiate. Forse anche gli uomini, più di quanto si pensi. Nella Chiesa si discute della possibilità di restaurare il ruolo delle diaconesse, perché è importante su ogni questione avere il parere maschile e quello femminile (così ha detto il viceparroco a San Girolamo al Corviale, don Marco Valentini. che ha chiesto di recente al Pontefice unapertura sulle donne)
Nelle istituzioni invece le cose sono rimaste praticamente immutate. Sono convinta che, se ci sono donne che hanno desiderio di stare in quei luoghi, bisogna ascoltarne il desiderio. Purché ci raccontino cosa pensano della rappresentanza. E dello stato della democrazia. Come partecipazione e critica e cooperazione dei due sessi.
Io ho difeso le mogli candidate dei Ds, da Anna Maria Carloni, compagna di Bassolino a Anna Serafini, compagna di Fassino. Ma mi è venuto il dubbio che lo sconcerto di tanti forse non aveva un carattere puramente moralistico. Forse la domanda era unaltra: se un partito si muove con spirito di clan, come faranno le donne a trovare la forza di criticare quel ceto politico che pure stringe tra le mani la decisione delle candidature? Forse cè lattesa di una mutamento più radicale, una bandiera che dovrebbe essere alzata dalle candidate?
Luisa Muraro ha scritto in Via Dogana n.76 che, per le donne politica è andare dove cè battaglia, dove i giochi sono ancora aperti, e combattere. Ora, il combattimento non è quello cui ci hanno abituate. Con morti e feriti. Le donne combattono a modo loro. A volte mettendo in campo lestraneità femminile. O lironia della servetta di Tracia. Altre risponderanno con il genere aggressivo (Lucia Annunziata docet).
Eppure, un gioco ancora aperto è quello della democrazia. Averne cura ma anche modificarla interessa solo a me?
Letizia Paolozzi
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