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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
2 settembre 2006
Il "silenzio delle femministe"
e la schizofrenia di uomini e media

Se la bordata di articoli che criticano “il silenzio delle femministe“ continua, tra poco lo stupro, la violenza, il disprezzo del corpo e della mente femminile dipenderanno dalle donne che non sono scese in piazza.
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20 agosto 2006
La tragedia di Hina, la libertà femminile
e la possibilità di convivere tra diversi

L’orrendo omicidio di Hina, la ragazza pakistana uccisa dal padre con la probabile complicità di altri parenti maschi , è il tipico caso di una tragedia personale e familiare che diventa detonatore di interrogativi e ansie che attraversano il senso comune

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19 luglio 2006
Uganda, quando le donne
si liberano dalla servitù del marciapiede
Kampala
«Rivolgersi a Dio? Ci mette troppo tempo a cambiare le cose. La prostituzione mi permetteva invece di guadagnare facilmente e senza grosse competenze».
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14 agosto 2006
Al mare senza il velo
A Rimini porzioni di arenile riservate alle signore velate che cosi’ possono fare il bagno senza violare i limiti imposti dal corano.
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30 luglio 2006
Donne in politica: paura del conflitto
(e di essere se stesse)

Chi ricorda i clamori che hanno circondato l’insediamento del Governo Prodi? Non ha mantenuto le promesse, si era detto in molti, donne e uomini: dove sono tutte le donne che aveva garantito di portare al governo?

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19 luglio 2006
Sono desiderabili nuovi partiti a sinistra?
Sono passati alcuni mesi dal voto e forse è già il tempo di farsi qualche domanda sul futuro della maggioranza che vede per la prima volta unite al governo intorno a un programma comune (per quanta ironia si sia fatta sulla sua prolissità) tutte le sinistre politiche esistenti in Italia.
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20 giugno 2006
Documenti sul referendum
costituzionale confermativo
Pubblichiamo qui di seguito alcuni documenti che ci sono stati inviati sulla scelta aperta con il referendum confermativo sulla riforma della seconda parte della Costituzione approvata a maggioranza dal centrodestra.
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24 maggio 2006
Emily va in città
(10 punti - e più - per viverci meglio)
Questo è il lavoro portato avanti da alcune donne dentro e intorno all’associazione Emily: un insieme di proposte aperte – dieci elementi - da sottoporre a discussione e da integrare.
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19 maggio 2006
Deluse dal governo Prodi
Ma siamo pronte al conflitto con gli uomini?
Sono sei, le ministre del governo Prodi. Donne di valore, Livia Turco, Giovanna Melandri, Barbara Pollastrini, Linda Lanzillotta, Rosi Bindi, Emma Bonino, che non hanno avuto, non tutte, un incarico di peso.

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13 maggio 2006
Auguri al presidente Napolitano
Dopo il fattore k sparirà il fattore kd?
Massimo D'Alema avrebbe detto (lo fece un po' avventatamente al tempo della Bicamerale, lo avrà fatto più saggiamente adesso?) "ex malo bonum".

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30 aprile 2006
Emily: le donne nella nuova fase politica
I conti in Parlamento e la sfida delle città

Pubblichiamo la relazione - a cura di Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi - tenuta all’incontro nazionale dell’associazione Emily il 27 di aprile al Buon Pastore, la Casa Internazionale delle donnedi Roma

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27 aprile 2006
Camere senza vista
‘L’Italia è in una situazione politica preoccupante’. L’aggettivo ‘preoccupante’, condannato alla progressione dall’originaria natura participiale, si pone di fronte agli italiani ‘inermi’ come una domanda continua.

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13 aprile 2006
Preferisco questo risultato
E' una prova della verità per tutti
Il Riformista ha titolato mercoledì 12 aprile: il Cavaliere prova a fare la Cancelliera. Alludendo a Angela Merkel e alla proposta di Berlusconi di imitare la Germania varando una “grossa coalizione” per governare un paese uscito spaccato a metà dal voto.
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31 marzo 2006
Vogliamo più candidate
Ma che cosa vogliamo dalla democrazia?
La Fondazione Marisa Bellisario ha condotto un’indagine sulla presenza delle donne in tv all’interno delle tribune elettorali e nei dibattiti politici denunciando un "oscuramento televisivo di candidate e giornaliste"

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1 marzo 2006
Le vignette contro Maometto?
Un' Europa forte chiederebbe scusa

Sarà perché sono particolarmente sensibile all’uso che nelle riviste, nelle vignette oppure nei fumetti porno viene fatto del corpo femminile, ma non mi convince la rivendicazione della libertà di espressione rispetto alle vignette satiriche danesi. Con due interventi di Alberto Leiss e Aldo Tortorella
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9 febbraio 2006
Donne in carriera politica?
Vivamente sconsigliato alle "mogli di..."

Potrei arrampicarmi, come un agile indigeno, sul banano più alto (ma dove lo trovo questo banano?) e poi lanciarmi nel vuoto.
Il giallo delle quote rosa fantasma
La vicenda delle "quote rosa" si è conclusa, a quanto pare, in forma paradossale.
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26 gennaio 2005
Gerusalemme.
Una madre terra, due figli prediletti

Le donne arabe che vivono in Israele e che hanno sposato mariti poligami non vedono riconosciuto il loro status di mogli – essendo la poligamia vietata

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16 gennaio 2005
Un sabato a Milano
La mia giornata milanese, sabato 14 gennaio, è cominciata con un breve incontro di lavoro nella sede di una piccola società di marketing che si chiama “LaboDif”.
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8 dicembre 2005
Di padre in figlio
Nel corso della settimana appena trascorsa abbiamo assistito a prove tecniche di nuovo governo.
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25 novembre 2005
Ti picchio così ti cancello
La violenza sulle donne è oggi l’unico dato che accomuna gli uomini del pianeta...

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7 novembre 2005
Al Parlamento e ai partiti: legge elettorale
e programmi non rimuovano la forza femminile

Siamo stanche, e stanchi, del sentimento di desolazione che proviamo di fronte alla parata dei politici, tutti e sempre maschi, che si autorappresenta dovunque.
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30 ottobre 2005
Primarie, quote, liste di sole donne
Si annuncia la “riscossa rosa” in Parlamento?

Il Parlamento che uscirà in aprile dalle elezioni del 2006 avrà un numero di donne come l’attuale, cioè minimo? Si interrogano le donne riunite dall’associazione Emily

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24 ottobre 2005
Per le donne né 50, né 30, né 25 per cento
L'equazione misogina dei franchi onorevoli
Perché l'emendamento del governo, sulle “quote rosa“ non è stato votato dall'opposizione? Qualche giorno fa titolava Liberazione, il giornale di Rifondazione comunista: “La maggioranza cancella le donne dal Parlamento“.

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7 ottobre 2005
Perchè, io donna, dovrei appassionarmi
a queste maldestre primarie?
In questa fase, che per comodità e a rischio di banalizzare, chiamerei di transizione, sono entrate nel frullatore della politica “le questioni eticamente sensibili“
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29 settembre 2005
Via Quaranta e i dubbi dell’istruzione
Il 21 settembre il presidente della Repubblica ha invitato gli studenti italiani a declinare la logica dell’accoglienza nel corso dell’anno scolastico appena iniziato.

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29 luglio 2005
La ripresa del Burundi
Quando arriva nel seggio una gran folla le si fa incontro, felice di poterle stringerle la mano. Un vecchio mi sussurra all’orecchio di non avvicinarla, perché si è decolorata i capelli e fuma in pubblico.
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29 luglio 2005
Romana, Piera, Francesca, Alfonsina, Faustai
Le primarie dell’Unione sono già aperte. Le primarie dell’Unione sono già chiuse.... Con interventi di Bia Sarasini, Alberto Leiss e Letizia Paolozzi, Marina Terragni.

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26 luglio 2005
Dopo le bombe. Apologia dolce del fatalismo
I nemici tra noi. Un "paki" nel Deserto della solitudine
Tre interventi di Letizia Paolozzi e Bia Sarasini su noi e il mondo dopo gli attentati di Londra
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25 giugno 2005
Imparare da una donna
La nostra condizione attuale fa sì che le donne possano vivere anche senza uomini, il che rovina tutto.
Immanuel Kant
….
Una donna africana siede in alto e fa lezione. Più in basso, di fronte a lei, la ascolta rispettosamente un re, circondato da dottori della religione islamica.
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20 giungo 2005
Un funerale con saluti a braccia tese
Un commosso saluto di molti amici venuti da tutta Italia: Così il tg1 delle 13 di venerdì 17 giugno ha definito l’adunanza dei molti che hanno approfittato della morte del giovane barista di Varese, ucciso pochi giorni prima in una rissa che ha visti coinvolti due albanesi.
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4 giugno 2005
Tutta l'Africa è paese
La settimana ricca di appuntamenti della rassegna ItaliaAfrica voluta a Roma da Walter Veltroni si è chiusa con il grande concerto di Piazza del Popolo sabato 28 giugno

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28 maggio 2005
L'azzardo della lista rosa
E' appena uscito dall'editore Guida di Napoli il libro di Letizia Paolozzi "La passione di Emily e l'azzardo della lista rosa".

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7 maggio 2005

Resistenze violente e non
«Non c’è una via per la pace. La pace è la via». Sono parole di Thic Nath Hanh, il monaco vietnamita buddista zen che durante la guerra del VietNam diede vita al movimento di resistenza non-violenta dei”Piccoli corpi di pace”.

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2 aprile 2005
Ci piace la politica di Alessandra?
Per giudicare non basta l'antifascismo

E adesso che abbiamo visto su Rai3 l’unico confronto televisivo con il governatore del Lazio, il suo antagonista e Alessandra Mussolini
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2 marzo 2005
Da Pechino a New York
Quando un essere umano rischia di precipitare gli si tende una rete per evitare che finisca male.

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13 febbraio 2005
Le primarie? Non buttiamole

Vorrei che il discorso sulle primarie andasse avanti. E non fosse inghiottito dalla opacità che di solito avvolge le proposte politiche che non piacciono.
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4 novembre 2004
Buttiglione e il fantasma anticattolico

Un nuovo fantasma si aggira per l’Europa: il pregiudizio anticristiano, anticattolico. Questione quanto mai confusa, di difficile dipanamento. Qualche proposta di riflessione
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14 ottobre 2004
Afghanistan, il voto velato
Non condivido la gioia di chi ha esultato per le recenti elezioni in Afghanistan, soprattutto per ciò che ha riguardato le elettrici.
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30 settembre 2004
Donne che amano quello che fanno
Si sono tolte il velo, hanno sorriso, appena liberate. Quando sono scese dall’aereo, sorridenti, si sono prese per mano, in mezzo alla piccola folla che le circondava.
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22 settembre 2004
Che cosa vuole veramente un uomo?
Si sa che Freud a un certo punto si domandò: che cosa vuole veramente una donna? E che non seppe trovare risposta. Credo che oggi la domanda decisiva sia: che cosa vuole veramente un uomo?

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19 agosto 2004
Usa, adotta una famiglia
Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo c’e John Kerry, il candidato democratico
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30 luglio 2004
L’occhio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando l’una il volto dell’altra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 7 settembre 2006


Peccato di informazione

A volte, più dei terribili fatti di cronaca nera, colpisce la strumentalizzazione di commenti e cronache legati ai fatti stessi. In pochi giorni una giovane pachistana è stata uccisa nel bresciano, dalla famiglia che la considerava troppo “occidentalizzata”; una donna indiana si è uccisa a Modena per non cedere a un matrimonio combinato, una famiglia egiziana ha ottenuto la cittadinanza italiana e la padrona di casa si è fatta fotografare con il niqab, il velo che nasconde completamente il volto, lasciando scoperti solo gli occhi.
Abbiamo volutamente aggiunto la terza notizia alle due di nera, perché è così che è stata presentata il 2 settembre dal Corriere della Sera, nella stessa pagina di cronaca che riportava l’annullamento del vertice italo-libico in materia di immigrazione. Donne, corpi, mutilazioni, cittadinanza, lavoro nero, bambini, matrimoni misti, diritti islamico e italiano: tutto si mescola neanche troppo confusamente nelle pagine di uno dei maggiori quotidiani del paese, che neanche troppo sommessamente ha deciso di combattere una battaglia a colpi di mouse contro gli stranieri italiani. E’ quasi sempre il condirettore Magdi Allam, egiziano di nascita, a curare commenti e editoriali: sicuramente ha il pregio di chiarire le regole coraniche nel mare confuso dell’interpretazione degli italiani e ha tutta la libertà di esprimere le proprie opinioni.
Ma è molto pericoloso affermare che la foto della signora ormai italiana velata “è emblematica di ciò che diventerà la società italiana accordando la cittadinanza senza verificare i valori fondamentali della nostra società” e deplorando il fatto che alcune sentenze consentono alle donne di fede islamica di girare con il velo, ma di essere (e questo non è scritto) pronte a ogni richiesta di riconoscimento da parte di pubblico ufficiale. “E’ del tutto evidente che questa signora non si integrerà mai”, e via così, incluso il pericolo che la “nave (italia, ndr) affondi”.
Da italiana che spesso lavora nei paesi in via di sviluppo mi vergogno spesso o quantomeno mi sento in imbarazzo quando mi trovo a dover discutere, con donne afflitte dalle violenze domestiche o dalle discriminazioni più eclatanti, di progetti che dovrebbero venire da noi – le occidentali emancipate . Mi fermo all’Italia, terra di omicidi efferati, di donne fatte a pezzi da mariti, amanti e fidanzati e gettate nella spazzatura, perché è di spazzatura che si tratta nella mente dei responsabili; di stupri nelle metropolitane delle metropoli in ora di punta (e ora di stupri denunciate da donne lesbiche, punite per i loro orientamenti sessuali), di un numero indescrivibile e rimosso di violenze domestiche, quelle che commette l’insospettabile ingegnere vicino di casa, proprio come recitano gli ancora pochi verbali di polizia di coloro che riescono a trovare la forza di denunciare il partner. Con quale coscienza in questo paese si può parlare di degrado dei costumi, di navi che affondano, mentre le nostre cantine della morale pullulano di scheletri, ovviamente femminili?
Una questione non esclude l’altra: avviare una serie discussione sui temi della violenza contro le donne senza limitarsi all’inasprimento delle pene, comprendere e lavorare sulla presenza di straniere e stranieri in Italia, approfondendone le motivazioni e i progetti migratori; interagire con le reti migranti che continuiamo in gran parte a ignorare; favorire infine le reti sopranazionali di donne che da sempre lavorano e ragionano su questo, spesso insieme agli uomini.
Resta il problema dell’informazione: ci si rende responsabili se si mischiano cronache e violenze, minacce di invasori alle porte, degrado dei costumi e campagne buoniste ( come quella del precedente governo contro le modificazioni genitali femminili, che aveva per slogan l’orribile “Aiutala a dventare donna”). Ancora una volta uomini complici nell’usare indirettamente il corpo femminile per campagne che con le donne non hanno nulla da dividere. Basta già questo per far affondare la nave.

Monica Luongo






Voi maschi potreste anche parlare
E noi schierarci con Kaur e Hina


Questa rubrica è uscita su "Europa" del 6 settembre 2006

Allo stupro omofobico e/o fascista (vedi Viareggio); al più comune e nascosto stupro familiare; allo stupro discotecaro e a quello turistico se ne è aggiunto un altro, definito etnico perché compiuto da immigrati. Solo quest’ultimo sta facendo discutere ed è diventato “questione politica e istituzionale” (Lea Melandri, Liberazione, 5 settembre). Tutti i salmi finiscono nello scontro di civiltà. Per non parlare delle uccisioni, delle botte, delle segregazioni. Ieri l’assassinio di Hina che voleva vivere come un’occidentale; oggi il suicidio di Kaur che non voleva tornare in India dall’anziano marito imposto dalla famiglia e soprattutto non voleva che ci tornassero i suoi figli. Solo pochi mesi fa avevamo scritto su questo giornale dell’orribile strage, tutta italiana e occidentale, di mogli e fidanzate e figli da parte di mariti e fidanzati abbandonati. Poco dibattito allora, il boia domestico non fa notizia. Tranne le solite femministe d’antan. Ancora una volta ci siamo esibite nelle solite riflessioni politicamente corrette. Anche oggi con gli stupri sono state richiamate le “riserviste”: come commentate le affermazioni del prefetto di Milano ( e di Roma) che dice che le ragazze sono imprudenti (Mariolina Iossa, Corriere della sera, 4 settembre)? Come mai non siete scese in piazza? Come “rispondete al fatto che gli uomini continuano a tradurre il sesso in una malattia rabbiosa e crudele” (Letizia Paolozzi, www.donnealtri.it)?
C’è da essere scoraggiate: succede più o meno come trent’anni fa e se ne parla più o meno come trent’anni fa. C’è chi si consola dicendo: ma oggi si denuncia di più; ma , almeno qui da noi, c’è più riprovazione sociale; lo stupro è violenza contro la persona, lo dice la legge. E poi i taxi rosa (ma chi ha qualche lustro in più si ricorda “riprendiamoci la notte”?) e i negozi aperti, gli incroci illuminati. Ben vengano, finalmente. C’è sempre chi dice che le pene devono essere più severe. E chi ribatte che non è con le leggi che si risolve il problema, che il mito della sicurezza “è una trappola” (Angela Azzaro, Liberazione, 1 settembre). E chi contro-replica: la sicurezza è libertà, come negarlo (Dorina Bianchi, Europa, 2 settembre)?
Negli anni settanta almeno eravamo riuscite a riportare lo stupro “al grado zero: un uomo stupra una donna” (Maria Serena Palieri, L’Unità 3 settembre), oggi ci sono aggravanti politicamente sensibili.
Ed è indubbia la contraddizione e il conflitto tra culture e tradizioni, non solo religiose, che legittimano la violenza contro le donne e negano al sesso femminile la libertà di scelta e società come le nostre che le donne hanno già in parte trasformato iscrivendo, a fatica, (quanta fatica!), la libertà femminile nelle leggi e nel costume. Ma possiamo parlarne come se fossimo in un mondo di innocenti invasi dai barbari? Chi è innocente, chi?
Perché, una volta tanto, non siete scesi in piazza voi uomini? Perché non avete gridato ai vostri fratelli di sesso, musulmani, cristiani, atei, coatti qualunque, che è ora di smetterla, che c’è un altro modo di essere maschi? Come mai i vescovi e il Papa non tuonano dai pulpiti, non minacciano scomuniche e inferni? Rispondete, su rispondete. Ce l’avete un altro modello in testa e sotto la cintura? Ne avete parlato ai vostri figli? Avete mostrato in casa e in famiglia come vanno rispettate le mogli, le madri, le figlie? Lo avete spiegato ai vostri compagni di lavoro stranieri che il corpo dell’altra è inviolabile, senza il suo consenso? Vi siete mai mostrati orgogliosi con gli altri, con “i barbari”, della libertà che le vostre donne si sono conquistate anche contro di voi?
In realtà è più facile parlare di leggi e di codici; fare la predica alle femministe o, peggio, rimpiangere quei “valori” patriarcali che gli altri, gli stranieri, incarnano con tanto crudele rigore. Come in “uno specchio deformante e inquietante” (Alberto Leiss su donnealtri.it).
So bene che un’invettiva anti maschi serve solo come training contro la depressione. E so anche che noi donne del “mondo libero” non ci possiamo del tutto chiamare fuori. Innanzitutto come madri di figli maschi. E come mogli complici, sorelle accondiscendenti, acide rivali delle altre. E soprattutto, nel discorso pubblico, dobbiamo decidere se stiamo dalla parte di Hina o della sua comunità che in qualche modo ha giustificato il padre assassino. Se onoriamo Kaur o la sua famiglia indiana che l’ha portata al suicidio. Se ci sentiamo abbastanza forti da offrire, senza complessi e falsa coscienza, una sponda pratica e simbolica alle donne che vogliono liberarsi dalla segregazione e dalla violenza. Ce lo aveva già chiesto chiaramente Ayan Hirsi Ali nel suo libro “Non sottomessa”. Vale la pena di rileggerlo.

Franca Fossati









> da leggere

Voi maschi potreste anche parlare. E noi schierarci con Kaur e Hina
di Franca Fossati

(S)velate - Leggendaria n. 57, estate 2006
Vai al sito di Leggendaria

La discussione sulla violenza al convegno di
Asolo 2006

I 10 punti sulle città di Emily

Decimo, Sciortino (a cura di), Reti migranti, Il Mulino 2006