merci / desideri
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produrre e consumare tra pubblico e privato
10 ottobre 2002
La scoperta dei “mille euro“ a notte
Un giorno sì e l’altro pure apprendiamo da giornali e telegiornali di qualche maxi-retata nei bordelli o sale massaggi di lusso: bei nomi maschili coinvolti, dai calciatori ai professori della Luiss, non si capisce se come clienti o favoreggiatori o peggio
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6 ottobre 2002
Relazioni impreviste
tra badanti e badati
In Italia, vengono
stimati in duecentomila gli extracomunitari, collaboratori domestici e « badanti ». Per loro si è parlato di mini-sanatoria, badante essendo indicato dalla legge quel « personale di origine extracomunitaria, adibito ad attività di assistenza a componenti della famiglia affetti da patologie o handicap ».
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29 giugno 2002
Lacrime di un corpo al lavoro
Sono una che ha difeso l’art. 18 e difende i diritti dei lavoratori. Il libro di Paola Rinaldi mi ha fatto riflettere. Credo che come me farebbero bene a leggerlo politici e sindacalisti
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8 maggio 2002
Se il panino è flessibile
“Mi sono fatta un mazzo così, ma ho imparato a stare al mondo”.
Recita così l’head line di una delle nuove pagine della campagna pubblicitaria McDonald’s che punta al reclutamento di nuovi impiegati/e part-time.
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> 5 novembre 2002

L'adescamento, secondo Sarkozy
ministro maniaco repressivo


Il progetto di legge sulla sicurezza proposto dal ministro degli interni francese Nicolas Sarkozy vuole rivolgersi alla “France des oubliés“ ma sembra, piuttosto, che i dieci punti in cui si articola, siano volti a combattere “les pauvres“. E non “la pauvreté“.
Il progetto ministeriale consiste nel “miglioramento dell’efficacia delle forze di sicurezza interna, nell’identificazione e nella ricerca degli autori di crimini e reati”
“Una certa intellighenzia ha negato a coloro che avevano paura la realtà stessa dei loro sentimenti”, dice il ministro, e questa vuole essere la sua risposta: un ricco ventaglio di exempla caratterizzati da un moralismo manicheo. La creazione di nuovi delitti è volta a rispondere alla “esasperazione della gente” nei confronti “della prostituzione, degli sfruttatori, degli accampamenti illegali di nomadi, delle bande di giovani di periferia, degli occupanti abusivi di alloggi, dei raggruppamenti di mendicanti aggressivi”.
Per quanto riguarda la prostituzione, l’articolo 18 del progetto di legge modifica le condizioni giuridiche dell’accusa di adescamento, la quale, attualmente, prevede una contravvenzione di quinta classe, non facendo più distinzione tra adescamento passivo e attivo, e trasforma la contravvenzione in reato penale con il rischio di prigione e un’ammenda di 1500 euro.
Alla proposta di legge del ministro sulla ultra sicurezza, le associazioni in difesa dei diritti umani hanno risposto denunciandone “la regressione in materia di libertà”. Vengono messe sullo stesso piano delinquenza e criminalità, si assimilano pregiudizi morali e voci giuridiche, si sfumano i contorni di alcune definizioni che rischiano di dar luogo ad interpretazioni estensive.
L’introduzione della nozione di adescamento passivo, così come quella di mendicità aggressiva, crea nell’immaginario collettivo, attraverso una pericolosa involuzione lessicale, prima ancora che nella legislazione, il crimine di “ povertà e emarginazione“.
Il progetto di legge sulla sicurezza interna è stato esaminato in Senato il 5 novembre e vi ha fatto eco una manifestazione di 300 prostitute: con il volto mascherato, parlano del rischio di clandestinità che la legge implicherebbe. Il reato di adescamento era stato eliminato nel 1995 e da allora le prostitute avevano lentamente avuto l’impressione di fare qualche passo avanti come cittadine, pagando le tasse o aprendo un mutuo per l’acquisto di un appartamento. “Ora Sarkozy ci fa uscire dal sistema”, dicono, “eppure all’ufficio delle imposte ci sono i nostri fascicoli sui quali si legge professione: prostituta”
“Assimilate a delle delinquenti, saranno esposte permanentemente alla violenza, inoltre la nozione di adescamento lascerà tutta la liberta al giudizio dei poliziotti”, dichiara Act - Up che ha sostenuto e coordinato la manifestazione.
In quella stessa occasione, è stato ventilata la possibilità di ricorrere a una sorta di “outing“. Denunciando, cioé, politici, deputati, senatori, poliziotti ministri e magistrati se verranno votati i “provvedimenti scellerati“.
Vero è che l
e ultime posizioni del ministro hanno rilanciato un dibattito ancestrale alimentato da abolizionisti e sostenitori di una regolarizzazione. Sono già numerosi i Comuni che hanno adottato un sistema di repressione nei confronti delle prostitute, spostandole dai centri abitati verso le periferie per assecondare un eletttorato impaurito.
Anche se lo sfruttamento trae profitto da una situazione di isolamento delle prostitute mentre l’emarginazione le rende ancor più vulnerabili di quanto già non siano. Se si spinge il fenomeno della prostituzione in un’area di illegalità, i soggetti perderanno ogni strumento di difesa e addirittura verranno relegati in una zona civile e giuridica, priva di diritti.
Alain Vidalies, deputato del PS del dipartimento delle Lande e autore di un rapporto parlamentare sulla schiavitù moderna, prende le distanze rispetto alle due posizioni opposte di Sarkozy - che prevede di penalizzare le prostitute - e di Caresche (PS, Parigi) -che invece vuole colpire i clienti. Vidalies sposta la questione su un altro piano. Dare alle prostitute un riconoscimento sociale, proponendo uno statuto di “lavoratore-lavoratrice del sesso”: ogni anno lo Stato incassa le imposte delle prostitute; in alcune zone urbane la loro presenza è vietata, quindi implicitamente ed ipocritamente autorizzata in altre. Inoltre, perché limitare la questione alla prostituzione, quando l'argomento si pone negli stessi termini per il cinema porno, le riviste, Internet, insomma, tutte le attività commerciali legate al sesso che, ad eccezione della prostituzione, si esercitano in un quadro perfettamente legale?
I movimenti delle donne sono divisi al loro interno quanto alla risposta da dare al problema e fanno una distinzione tra prostituzione libera e forzata. Gisèle Halimi, avvocato e presidente di “Choisir la cause des femmes“, considera la prostituzione come una forma di schiavitù moderna, risolvibile secondo le leggi del mercato: penalizzare i clienti (la domanda), per eliminare l’offerta.
Le associazioni come “ProChoix“ sostengono che il rifiuto di uno statuto non elimina la realtà del fenomeno né migliora le condizioni delle prostitute.
“Cabiria“, che si propone di aiutare prostitute-prostituti nel campo della salute e per combattere la violenza, dal mese di maggio 2002 registra, in una sorta di diario degli abusi e delle violenze, i racconti delle vittime: denunce di furti non prese in considerazione, minacce verbali da parte della polizia, intimidazioni, controlli abusivi, molestie e una particolare durezza nella repressione delle donne straniere. Violenze su un corpo che non appartiene a nessuno, un corpo senza giorni, un luogo senza futuro e senza codici.


Veronic Algeri









> La legge francese

> “Cabiria“ associazione di Lione

> E in Italia da leggere
Il saggio di Roberta Tatafiore (La legge in un bordello) è tratto dalla rivista "Dike", bimestrale dell' Eurispes sulla Giustizia e la Società, numero 3, pp.216, euro 16,33

> Sito Eurispes

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