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produrre e consumare tra pubblico e privato
3 febbraio 2006
Banca d'Italia: Draghi elimini il monosex
(e i sindacati ascolteranno il messaggio?)
Il titolo IV della legge di tutela del risparmio – n.262 del 28 dicembre 2005 – ha eliminato il mandato a vita del governatore della Banca d’Italia e introdotto la collegialità delle decisioni per il direttorio, il board che lo affianca e che guiderà da subito la riformata banca centrale italiana.
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11 gennaio 2006
Relazioni pericolose tra politica e affari
Che cosa pensa una donna?
Nella discussione incandescente che va avanti da mesi sulla scalata alla banca Antonveneta e al “Corriere della Sera“, sull’Opa lanciata dall’Unipol per la Bnl e sul rapporto tra politica e soldi, il riferimento all’etica è praticamente quotidiano.
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10 settembre 2005
il governatore perseguitato
e l'arroganza che acceca gli uomini
C’è una sorta di persecuzione contro Antonio Fazio?
Certo, gli argomenti pretestuosi come quello di uno scontro tra finanza laica e finanza cattolica si sprecano.
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2 luglio 2005
Travestirsi per raccontare
l'Italia che non si vede mai
Sono tre le chiavi di lettura offerte a chi legge “Una notte da entraineuse. Lavori, consumi, affetti narrati da una reporter infiltrata”.
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25 aprile 2005
Ma le donne come
sopravvivono al lavoro?
Come vive il lavoro una donna? Domanda retorica se rivolta a quanti (e quante) suppongono che i due sessi, il loro corpo e la loro mente, abbiano gli stessi desideri, ripulse, piaceri, frustrazioni, speranze.

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28 marzo 2005
Fannulloni di tutto il mondo, unitevi
Come lavorare senza fare nulla. E l’obiettivo del best-seller francese “Buongiorno pigrizia”, delizioso libretto provocatorio di Corinne Maier, economista part-time presso l’Edf (Electricité de France), ma anche psicanalista, oltre che madre di due figli.
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1 dicembre 2003
Scanzano ha vinto, ma io non mi rallegro
C’è da rallegrarsi per la vittoria del “popolo di Scanzano” contro la decisione del governo di piazzare lì il sito per stipare le scorie nucleari?
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11 maggio 2003
Diritti, referendum, flessibilità: una lingua
che non parla delle realtà di chi lavora
Probabilmente, non andrò a votare per il referendum sull’estensione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori alle aziende con meno di quindici dipendenti
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15 aprile 2003
Straniere e prostitute, ma non solo vittime
Carla Corso e Ada Trifirò si occupano dell’assistenza alle prostitute e lottano per il riconoscimento dei loro diritti
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27 marzo 2003
Essere emigrate in Italia
A dodici anni di distanza dalla pubblicazione de “Gli immigrati in Italia” Laterza torna in libreria con “L’esperienza migratoria.Immigrati e rifugiati in Italia”
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14 marzo 2003
Andiamo a fare shopping con Virginia Woolf
La pratica dei consumi è attività che il mondo globalizzato conosce bene
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14 gennaio 2003
Proviamo a cambiare il bilancio (ma non come vorrebbe Berlusconi)
Per il terzo anno consecutivo, gli autori di "La Finanziaria per noi. Come usare i soldi pubblici per diritti, pace, ambiente", compiono lo sforzo
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16 dicembre 2002
Il sesso dopo i sessant'anni
So bene di trattare un argomento delicato ma non posso evitare di dare uno sguardo
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10 dicembre 2002
Effetto Sarkozy: femministe contro prostitute
La legge di Sarkozy continua ad infiammare il dibattito sulla prostituzione
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10 ottobre 2002
La scoperta dei “mille euro“ a notte
Un giorno sì e l’altro pure apprendiamo da giornali e telegiornali di qualche maxi-retata nei bordelli o sale massaggi di lusso
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> 30 marzo 2006


I tabù infranti della Banca d'Italia
Draghi ha eliminato il monosex

Giro di poltrone ai vertici della Banca d'Italia. Il Governatore Mario Draghi, in un comunicato, rende nota la nomina di quattro nuovi funzionari generali e l'assegnazione di funzioni agli attuali esponenti ai vertici dell'Istituto. Ignazio Visco guidera' l'area ricerca economica, Giovanni Carosio la Vigilanza. Giancarlo Morcaldo assume l'incarico di alta consulenza al Governatore in materia economica, Angelo De Mattia assume compiti di analisi in tema di innovazione istituzionale e Francesco Frasca seguira' lo studio delle istituzioni dell'economia e sovrintendera' all'ufficio Diritto dell'economia. Paolo Piccialli, Anna Maria Tarantola, Franco Passacantando e Matilde Carla Panzeri sono i nuovi funzionari generali dal prossimo 3 aprile.
(Radiocor - Roma, 29 marzo)
I

Il 29 marzo 2006, poco prima delle elezioni politiche e entro i primi 100 giorni dalla sua nomina, il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ha avviato la ‘rivisitazione dell’assetto organizzativo’ della banca centrale italiana con un giro di poltrone e la nomina di 4 funzionari generali, il livello gerarchico più alto dopo il direttorio, tra cui due donne di esperta e consolidata professionalità. Pur in attesa del completamento della riforma, il neo governatore volta pagina rispetto alla gestione precedente scegliendo la nuova dirigenza in base a criteri conoscibili, noti, trasparenti: nelle parole scarne del Comunicato Ufficiale si tratta di rispondere alle ‘esigenze derivanti dall’evoluzione del quadro normativo, delle funzioni istituzionali della banca e dell’innovazione tecnologica’. Ma la novità che tutti notano, dai sindacati ai principali giornali italiani, è in quel 50 per cento di donne nelle nuove nomine. Un segnale che la Banca d’Italia ha avviato una politica delle quote, di un ‘riequilibrio della rappresentanza dei sessi’ nel proprio board?
A leggere i giornali del giorno dopo sembrerebbe di sì. Il Sole 24Ore - il più importante quotidiano economico italiano, di solito un vero santuario della razionalità ‘neutra universale’ - mette in rilievo la presenza femminile ai vertici della banca e usa il linguaggio delle quote nell’articolo che racconta l’avvio della riforma. Lo stesso fanno La Repubblica e il Corriere della Sera, che pubblica anche la foto delle due neo-nominate. Tuttavia, l’interpretazione dei giornali non coglie appieno il senso del cambiamento, limitandosi a mostrare che la questione delle donne – e del radicato sessismo presente in Italia, come rileva l’International Herald Tribune (25 marzo 2006) - è matura e domanda risposte concrete.
La novità della scelta del neo-governatore è, invece, proprio quella di porsi fuori dal dibattito sulle ‘quote-rosa’. Con piglio pragmatico, nel bene e nel male, Draghi prende atto dei fatti e della qualità della presenza delle donne – a tutti i livelli – nel funzionamento dell’economia italiana: mostra, in pratica, la possibilità di rimuovere le barriere ex-ante al loro accesso ai ruoli di comando. Per questo, pur senza entrare nel merito dei contenuti o del sapere delle donne rispetto al lavoro, alla sua organizzazione o alla vita delle istituzioni, la scelta del governatore Draghi libera alcune possibilità. Le neo-nominate sono libere dal dover ‘rappresentare’ le donne in Banca d’Italia ma sono chiamate a mostrare nei fatti se c’è un’innovazione nello svolgere il loro mandato che deriva dalla propria esperienza di donne.
E’ un bel segnale di discontinuità e di cambiamento che mostra le giuste ragioni per scegliere una presenza femminile alla guida delle principali istituzioni del paese, incluso il futuro direttorio della Banca d’Italia. L'auspicio di Bartleby si è avverato. La classe politica che uscirà dalle prossime elezioni dovrebbe riflettere su quello che è cominciato a succedere alla banca d'Italia.

Bartleby









> da consultare

Il dibattito sulle quote rosa