merci / desideri
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produrre e consumare tra pubblico e privato
30 ottobre 2006
Tutte le donne di Zara
(Questo articolo di Sara Ventroni è pubblicato nel mensile "Il maleppeggio")
Zara non educa, promuove la volgarità
Gianfranco Ferré
“È meglio se dormi vestita” – aveva detto alla fine del discorso.

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1 ottobre 2006
Donne e pensioni: andarci
più tardi sarebbe un dramma?
Questa rubrica è uscita su "Europa" il 27 settembre 2006
Crisi di identità, depressione, aggressività in famiglia: questi i sintomi universalmente riconosciuti del maschio pensionato.

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29 giugno 2006
Per cambiare il lavoro
ripartiamo dai due sessi

Vale sul serio la pena di parlare di lavoro, quando, secondo l’Istat le donne sono sempre più fuori dal mondo del lavoro? In Italia, record negativo dagli anni 90; tendenza inversa negli altri paesi Ue.
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13 giugno 2006
Muri e merci
Le merci viaggiano sempre più liberamente, gli uomini e le donne no. In un mondo che plaude al liberismo non si può negare che invece gli spostamenti degli umani si fanno complicati e i muri, quelli veri, fanno la fortuna di chi li costruisce.
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I tabù infranti della Banca d'Italia
Draghi ha eliminato il monosex
Giro di poltrone ai vertici della Banca d'Italia. Il Governatore Mario Draghi, in un comunicato, rende nota la nomina di quattro nuovi funzionari generali e l'assegnazione di funzioni agli attuali esponenti ai vertici dell'Istituto.
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3 febbraio 2006
Banca d'Italia: Draghi elimini il monosex
(e i sindacati ascolteranno il messaggio?)
Il titolo IV della legge di tutela del risparmio – n.262 del 28 dicembre 2005 – ha eliminato il mandato a vita del governatore della Banca d’Italia e introdotto la collegialità delle decisioni per il direttorio, il board che lo affianca e che guiderà da subito la riformata banca centrale italiana.
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11 gennaio 2006
Relazioni pericolose tra politica e affari
Che cosa pensa una donna?
Nella discussione incandescente che va avanti da mesi sulla scalata alla banca Antonveneta e al “Corriere della Sera“, sull’Opa lanciata dall’Unipol per la Bnl e sul rapporto tra politica e soldi, il riferimento all’etica è praticamente quotidiano.
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10 settembre 2005
il governatore perseguitato
e l'arroganza che acceca gli uomini
C’è una sorta di persecuzione contro Antonio Fazio?
Certo, gli argomenti pretestuosi come quello di uno scontro tra finanza laica e finanza cattolica si sprecano.
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2 luglio 2005
Travestirsi per raccontare
l'Italia che non si vede mai
Sono tre le chiavi di lettura offerte a chi legge “Una notte da entraineuse. Lavori, consumi, affetti narrati da una reporter infiltrata”.
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25 aprile 2005
Ma le donne come
sopravvivono al lavoro?
Come vive il lavoro una donna? Domanda retorica se rivolta a quanti (e quante) suppongono che i due sessi, il loro corpo e la loro mente, abbiano gli stessi desideri, ripulse, piaceri, frustrazioni, speranze.

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28 marzo 2005
Fannulloni di tutto il mondo, unitevi
Come lavorare senza fare nulla. E l’obiettivo del best-seller francese “Buongiorno pigrizia”, delizioso libretto provocatorio di Corinne Maier, economista part-time presso l’Edf (Electricité de France), ma anche psicanalista, oltre che madre di due figli.
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1 dicembre 2003
Scanzano ha vinto, ma io non mi rallegro
C’è da rallegrarsi per la vittoria del “popolo di Scanzano” contro la decisione del governo di piazzare lì il sito per stipare le scorie nucleari?
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11 maggio 2003
Diritti, referendum, flessibilità: una lingua
che non parla delle realtà di chi lavora
Probabilmente, non andrò a votare per il referendum sull’estensione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori alle aziende con meno di quindici dipendenti
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15 aprile 2003
Straniere e prostitute, ma non solo vittime
Carla Corso e Ada Trifirò si occupano dell’assistenza alle prostitute e lottano per il riconoscimento dei loro diritti
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27 marzo 2003
Essere emigrate in Italia
A dodici anni di distanza dalla pubblicazione de “Gli immigrati in Italia” Laterza torna in libreria con “L’esperienza migratoria.Immigrati e rifugiati in Italia”
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14 marzo 2003
Andiamo a fare shopping con Virginia Woolf
La pratica dei consumi è attività che il mondo globalizzato conosce bene
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14 gennaio 2003
Proviamo a cambiare il bilancio (ma non come vorrebbe Berlusconi)
Per il terzo anno consecutivo, gli autori di "La Finanziaria per noi. Come usare i soldi pubblici per diritti, pace, ambiente", compiono lo sforzo
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16 dicembre 2002
Il sesso dopo i sessant'anni
So bene di trattare un argomento delicato ma non posso evitare di dare uno sguardo
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10 dicembre 2002
Effetto Sarkozy: femministe contro prostitute
La legge di Sarkozy continua ad infiammare il dibattito sulla prostituzione
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10 ottobre 2002
La scoperta dei “mille euro“ a notte
Un giorno sì e l’altro pure apprendiamo da giornali e telegiornali di qualche maxi-retata nei bordelli o sale massaggi di lusso
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> 1 febbraio 2007


A sessant'anni tutte a casa?

Questa rubruica è uscita su Europa il 30 gennaio 2007

Anche questa volta Emma Bonino l’ha fatta grossa e ha suscitato reazioni indignate. Ma che cosa ha detto di tanto grave? Ha osato toccare il tabù delle pensioni scrivendo su Il Sole 24 ore (23/1) che bisognerebbe avviare un percorso verso l’equiparazione dell’età pensionabile tra donne e uomini. Perché così vuole l’Europa e, soprattutto, perché “a sessant’anni una donna ha davanti a sé una vita media di circa 25 anni, rispetto agli uomini che ne hanno meno di 21”. Il più duro nella replica è stato Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl che ha detto, più o meno, così: “Conservatori noi dei sindacati? Ma mi faccia il piacere! Se il ministro Bonino vuol far qualcosa per le donne si impegni per le politiche a favore delle madri lavoratrici” (Conquiste del lavoro, 26/1). Il più sincero è stato Luigi Angeletti, segretario generale Uil: “Le donne svolgono una funzione economica perché con il loro lavoro sopperiscono all’assenza dei molti servizi: l’educazione dei figli, l’assistenza dei familiari, degli anziani…Se le donne non potessero svolgere queste funzioni di supplenza lo dovrebbe fare inevitabilmente lo Stato. E costerebbe di più” (Il Sole 24 ore, 29/1). D’accordo con loro anche Renata Polverini segretaria generale dell’Ugl, (APCom, 26/1) e Stefania Prestigiacomo: sarebbe “una parità a perdere” (Il Sole 24 ore, 25/1). “Trovo bizzarro- dice anche Rosi Bindi- che la parità tra uomo e donna inizi dall’età pensionabile”. E a lei si associa Anna Finocchiaro (Corriere della sera, 25/1). La replica più articolata a Emma Bonino l’ha scritta Ritanna Armeni su Liberazione (25/1): “Le donne vivono di più, ma la loro vita lavorativa è più breve, percepiscono retribuzioni inferiori, accumulano meno anni di contribuzione, il loro lavoro è spesso precario”. Insomma “si può chiedere l’eguaglianza per l’età della pensione quando nel lavoro la disuguaglianza è ancora tanta?”.
I dati, in verità, sembrano tagliare la testa al toro ( e alla Bonino). Sono delle donne il 70 per cento delle pensioni di vecchiaia con meno di 500 euro al mese. E sono delle donne l’80 per cento delle pensioni sociali con meno di 400 euro al mese. E il tasso di occupazione femminile tra i 15 e i 64 anni è stato pari, nel 2006, al 46 per cento contro il 70, 7 per gli uomini (Il Sole 24 ore, 21/1). Eppure c’è qualcosa che non convince nel modo e negli argomenti con cui si boccia la proposta di Bonino (la quale, per altro, parla di un percorso graduale e di libertà di scelta). E’ il tono paternalista (o maternalista), è questo concedere “risarcimenti” alle donne maltrattate dal mercato del lavoro e dagli oneri familiari che sembra davvero nascondere la conservazione dello status quo. Pare più apprezzabile quello che dicono economiste come Fiorella Kostoris ed Elsa Fornero: “Le donne non vanno compensate quando hanno 60 anni, ma a 25-30 anni” (Corriere della sera, 24/1). Anche perché quelle, come me, che parlano e scrivono di pensioni non hanno mai pensato di interrompere le loro attività lavorative a sessant’anni. Una piccola categoria di privilegiate con lavori gratificanti? Certo. Ma intanto perché non ragionare a partire da sè? Forse anche altre, meno fortunate di noi, ma altrettanto consapevoli, pensano che a sessant’anni non è ancora tempo di tornare a casa. Se mai è ora di uscire di più.

Franca Fossati