Lotta di testate per lettrici molto ideali
E un periodo di cambiamenti vorticosi, nei mensili femminili. E appena uscito il numero di gennaio di Marie Claire. La testata è classica, il resto è tutto nuovo. Leditore non è più Mondadori, ma Hachette. E soprattutto il direttore è una grande direttora: Vera Montanari.
Anni fa aveva inventato il primo Marie Claire italiano, ora si è è presa il gusto di rifarlo da cima a fondo. Una settimana prima era andata in edicola la nuova versione di Donna. A dirigerlo Daria Bignardi, che approda alla carta stampata dopo anni di televisione, culminati nel picco di audience e di polemiche del Grande Fratello.
Bignardi è della stessa generazione di Maria Laura Rodotà, la prima delle nuove direttore a varare la sua interpretazione del mensile femminile. Il nuovo Amica, per la prima volta mensile, è già al suo terzo numero. E la storia non è finita. Il 20 gennaio uscirà Flair, la testata nuova di zecca di Mondadori, nata con grandi ambizioni nel vuoto lasciato dalla fuoriuscita di Marie Claire. Il direttore, Valeria Corbetta, si presenta agguerrita: dopo la rivoluzione di Glamour, di cui modificò formato e linguaggio, lobiettivo è realizzare un mensile per la contemporaneità.
Una bella lotta. Nel giro di pochi mesi quattro testate si contendono lettrici del famoso target alto. Cioè donne che hanno a disposizione una notevole quantità di denaro, da spendere non per la famiglia, ma per se stesse. Sarà una battaglia sanguinosa, con morti e feriti?
Interessante per il momento è constatare che gli editori ora sono disposti a investire su un tipo di lettrice che in passato era considerato quasi una chimera, la donna forte (nel senso del mercato) con una spiccata propensione allacquisto ma anche al consumo di cultura. Non a caso libri, cinema, musica, mostre sono tra gli ingredienti di tutti questi nuovi mensili.
Interessante è capire che idea hanno delle loro lettrici le direttore. Che sono, va sottolineato, un fenomeno nuovo. Non che in passato non esistessero e non contassero. Nuovo è il protagonismo, nuovo è lidentificazione del giornale con la direttora, secondo la consuetudine dei quotidiani e in generale del giornalismo maschile. Nuove le provenienze esterne dai femminili, come Daria Bignardi, che viene dalla tv nonostante gli inizi nella carta stampata. E Maria Laura Rodotà, proveniente dal settore forse più distante dai femminili, la politica e il costume di un quotidiano.
Allora, Vera Montanari. Il suo nuovo Marie Claire è di abbagliante bellezza. Come se la direttora avesse voluto mostrare come si fa. A imparare la lezione dei lifestyle magazine americani, senza copiarli. A fare un classico senza essere noiosa. Lei nel primo numero si spende in un editoriale che definisce la lettrice ideale: Donne che lavorano (anche troppo), a cui piacciono gli uomini , che temono la guerra e che non resistono, e perché farlo? al fascino di un vestito. Dei giornali già in edicola è lunica a azzardare tanto. Lapidaria Rodotà aveva evocato le mitiche stronze, e poi non si è saputo più nulla. Bignardi niente, neanche una parola.
Donna rompe la tradizione dei femminili, almeno degli ultimi ventanni. Fa parlare gli uomini invece delle donne. Il che ne fa un giornale interessante, proprio per leffetto di straniamento che produce, in quelle pagine di moda racchiuse tra i racconti di Tommaso Pincio e le analisi di Carlo Lucarelli. Di sicuro le donne a cui pensa Daria Bignardi stanno molto bene con gli uomini. Li leggono, li ascoltano, seguono i loro consigli. Non hanno bisogno di modelli, di donne da imitare. Tranne forse la direttora, pur sempre star della televisione. Lei si mette in gioco in una bella intervista in carcere a Patrizia Reggiani e dichiara il suo debito con la grande direttora, la definizione è sua, Vera Montanari.
Degli uomini le lettrici immaginate da Maria Laura Rodotà sembrano proprio intossicate. Stronze sì, ma addicted, quasi senza scampo. In una specie di frullato tra Sex in the city e Il diario di Bridget Jones, con qualche tocco di I love shopping di Sophie Minghella, le donne di Amica sono allinseguimento di un uomo sempre sfuggente. O da cui cercano di farsi inseguire. Divertente a piccole dosi. Eccessivo se spalmato su 500 pagine
Fine, per ora. Il seguito dopo luscita di Flair.
Bia Sarasini
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