reale / virtuale
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informazioni, deformazioni, spettacoli, culture
29 luglio 2004
Ulisse e i tre amori di Sylvia B.
E’ probabile che l’egocentrico, arrogante, superbo, ingrato, elemosinante supergeniale autore dell’Ulisse, colui che ha cambiato la sorte del romanzo novecentesco, proverebbe un qualche sconcerto nel vedere che, nel centenario del Bloomsday, c’è un libro che non ruota soltanto intorno a lui.
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22 luglio 2004
Torture, per non rimuovere lo scandalo
Pubblichiamo l'editoriale di "Leggendaria" e un intervento della direttrice Anna Maria Crispino, aggiungendo il sommario di articoli e autrici/autori che troverete sulla rivista, e l'articolo che al tema ha dedicato Ida Dominijanni sul "manifesto" del 20 luglio.
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29 maggio 2004
Sandokan, il boss come linguaggio
e la tentazione della politica
Il nome è una garanzia: Nanni Balestrini. Garanzia di scrittura. Scrittura come linguaggio. Interpretazione. Lavoro. Traduzione di realtà.

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6 maggio 2004
Il futuro alle spalle
Le profezie della prevenzione differita

Preveggenti, la redazione e le autrici dell’ultimo numero di DWF dedicato all’Algebra della prevenzione.

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4 maggio 2004
Se il generale è una cattiva ragazza
Sorridente e carina la ragazza fa capolino sulla sinistra della foto, guarda l’obiettivo e alza i pollici, in segno di vittoria. Come una qualunque coetanea in giro per il mondo.

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3 maggio 2004
Il "partire da sé" di Gad
(ovvero lavoro di cura e filosofia bantu)
Attento lettore di Via Dogana, il periodico della Libreria delle donne di Milano, Gad Lerner non si è lasciato sfuggire la ghiotta possibilità di trarne spunto, per operare uno scarto rispetto agli scomodi argomenti dell' attuale mainstream massmediatico
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16 aprile 2004
Le parole di Olympe
e il sogno della Rivoluzione
"Parole parole parole", cantava un'indimenticabile Mina alla volta di un prolisso Alberto Lupo. Lui parlava mentre lei avrebbe voluto che passasse ai fatti.

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30 marzo 2004
Liberiamo Gabor dal Grande Fratello
e costruiamo un Grande Impero Latino

Letture, visioni, profezie.
Sul sito di Repubblica trovo la storia di Gabor, il cucciolo Terranova che sta nella casa del Grande Fratello. La sua ex padrona lo rivendica.
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7marzo 2004
“Femminismo dei principi“
A Roma le donne difendono la legge francese

Di rimbalzo dalla Francia, il dibattito sul velo o, meglio, sul suo divieto “per legge“ nelle scuole pubbliche, è arrivato anche da noi.
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21 febbraio 2004
Sul velo una laicità troppo ostentata
Ho un mucchio di esitazioni quanto al progetto francese di “legge sulla laicità“. Il mero divieto, penso io, è segno di impotenza. D’altronde, laicità e scelta individuale; integrazione e discriminazione; oppressione e emancipazione sono temi da trattare con cura
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25 gennaio 2004
Il femminile secondo Touraine
Vi ricordate del XX secolo? La rivoluzione proletaria, i totalitarismi, le promesse democratiche, poi l’idea dello sviluppo sociale legato al progresso scientifico?
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7 gennaio 2004
I 50 anni nel Pci di Macaluso
Generazioni (maschili) a confronto

Una “lettura intellettualmente più onesta dell’esperienza di più generazioni di comunisti italiani”.
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30 dicembre 2003
La riduzione della politica a guerra
nel nuovo libro di Ingrao
A che punto è pervenuta la scienza dell’uccidere, la dottrina della guerra?

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21 dicembre 2003
Il paradosso della Francia laica
Non vieta l'oppressione ma il suo simbolo
La Francia è divisa, dall’inizio dell’anno, intorno alla questione di una legge che vieti d’indossare i simboli religiosi nelle scuole.
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11 dicembre 2003
Perché Amorfu' non vada al macero
Permettetemi un ricordo personale. Correva l’anno 1963, stavo preparando un film-inchiesta col regista Raffaele Andreassi, “Mondo cane all’italiana”

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26 novembre 2003
Le brave ragazze vanno in paradiso
le cattive dappertutto (in tre film)

Uma Thurman ha gli occhi blu sgranati dalla ferocia (Kill Bill – Vol.1); Jun Ichikawa non muove un muscolo del viso pallido (Cantando dietro i paraventi); Nicole Kidman è tutta un sorriso di ringraziamento verso i suoi protettori (Dogville)
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12 novembre 2003
Così arrivò la fame in diretta
Addio a Pappalardo. Walter Nudo ce l’ha fatta, a eliminare il rivale ingombrante, il maschio alfa che gli ha fatto la guerra da quando è arrivato all’”Isola dei famosi”.
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23 ottobre 2003
Con o senza velo ma non per legge
Il velo è un’offesa alla dignità personale perché stabilisce l’equazione tra donna e oppressione. Lo statuto delle donne che vige in gran parte dei paesi islamici (sistema giudiziario, tradizioni, religione e polizia religiosa, signori della guerra, signori ex tagliagole che dovrebbero assicurare la pace, fondamentalismi, applicazione della sharìa) inchioda l’essere sessuato femminile a un’immagine di donna schiavizzata
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8 ottobre 2003
Storie di PotOp: non solo derive “militari“ ma anche buone ragioni sociali
E’ evidente che il libro di Aldo Grandi “La generazione degli anni perduti. Storie di Potere Operaio", costruito attraverso testimonianze (mi pare più di sessanta) e documenti , non poteva che scontentare molti dei protagonisti di quel movimento
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26 settembre 2003
Tramonto violento del tifoso
Ecco, finalmente è accaduto. La guerra tra tifoserie, lo scontro con le forze dell'ordine ha conquistato il posto cui ambisce da sempre: il campo di "gioco"
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15 settembre 2003
Distruzioni. Decostruzioni. Creazioni
Mentre c’era la guerra in Iraq mia madre non è stata bene, e per qualche momento ho temuto per la sua vita.
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7 agosto 2003
"Vita" di Mazzucco: un secolo di storia italiana
negli archivi di Long Island

"Vita", il romanzo con cui Melania Mazzucco ha vinto quest’anno il premio Strega, è il quarto romanzo di questa autrice giovanissima
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20 luglio 2003
Felicità, percorsi del paradosso
Dal 10 al 13 luglio scorso a Trevignano si è parlato di felicità. Lo ha fatto il gruppo di donne che ha partecipato al IV seminario residenziale organizzato dalla SIL (Società italiana delle letterate)
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9 luglio 2003
Perché la figlia deve separarsi dalla madre
Con il femminismo avevamo fatto spazio, dentro di noi, a una figura materna attrattiva, ambigua, molto più complessa e misteriosa della figura che ci aveva consegnato fino a quel momento la storia. Così, per anni, abbiamo discusso di maternità reale e di maternità simbolica e, per costruirci una genealogia, siamo andate “alla ricerca dei giardini delle nostre madri” (come scrive Alice Walker)

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4 luglio 2003
Manuela Dviri una israeliana contro la guerra
Verrebbe da dire Manuela Dviri è una donna straordinaria. Non sarebbe giusto. Non sarebbe rispettoso delle scelte, della scelta che questa cittadina israeliana ha compiuto dopo l'uccisione di suo figlio, Joni, a opera di un razzo sparato dagli hezbollah in territorio libanese.
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22 giugno 2003
Il femminismo nascosto dalla “meglio gioventù
“Bellissimo, commovente, ma manca il movimento femminista”, mi dice un’amica con cui ho condiviso, appunto, il femminismo. E’ appena finita la prima parte di La meglio gioventù, il film per la Tv con cui Marco Tullio Giordana si è guadagnato accoglienze trionfali nella sezione del Festival di Cannes Un certaine regard
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2 giugno 2003
Islam, italian style
In “Islam italiano”, nuovo saggio di Stefano Allievi dedicato alla presenza islamica in Italia, non si legge
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24 maggio 2003
Nawal al Sa'dawi, icona del femminismo arabo
L’icona del femminismo arabo ha un bel viso scuro e una capigliatura candida. Nawal al Sa’dawi
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15 maggio 2003
Monica Incisa. Grande artista del sottotono
Achille Campanile diceva, “non è detto che un umorista contemporaneo faccia ridere i posteri e viceversa”.
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1 maggio 2003
Sars, i falsi allarmi dell'informazione
Tra la fine dei bombardamenti in Iraq e la condanna di Cesare Previti, i nostri media si sono occupati della Sars, la polmonite atipica
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> 11 settembre 2004


"Bellissime": un'altra storia italiana

Con Giovanna Gagliardo, ai tempi d’oro del femminismo, si tenne a battesimo (tra litigi e rappacificazioni, odi eterni e veloci amori) un collettivo (di donne) intorno alla libreria della Maddalena. Ognuna di noi lavorò a suo modo sulla scoperta della soggettività femminile.
Con “Bellissime”, documentario filmato, proiettato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione digitale, Giovanna torna in modo esplicito su quella scoperta. Attraverso una storia d’Italia che ha le donne per protagoniste. Non perché si tratti di “una storia al femminile“ (per caso l’altra Storia, quella con la maiuscola, la vogliamo definire “al maschile“?) ma perché la regista segue il passaggio dalla soggezione alla ribellione, alla autonomia, alla libertà femminile.
Di qui, mi sembra, il titolo “Bellissime“: una mappa dei tentativi compiuti dalle donne per conciliare i desideri e la realtà della loro vita. Anche i film di Giovanna Gagliardo “Maternale“ e “Caldo soffocante“ andavano in questa direzione. Giacché l’ostacolo è di ordine simbolico. Un ordine simbolico che ha trasformato la differenza dei sessi in subordinazione di un sesso all’altro. In violenza, dominio, inferiorizzazione, disuguaglianza, negazione del corpo femminile.
La regista ha deciso di seguire (così il sottotitolo) “Il Novecento dalla parte di Lei“nelle quattro parti: Le madri del Novecento, Donne tra passato e futuro, Penelope va alla guerra e Nessuno le può giudicare. Lo fa rovesciando l’ottica consueta.
E qual è quest’ottica?
Quella che finisce, magari in buona fede, per raccontare la realtà dalla parte di un sesso (“il sesso forte“) quasi fosse nell’ordine naturale delle cose. Tuttavia, nel documentario gli uomini ci sono. In posizione seconda. Semplicemente, Giovanna mette in questione, sempre attraverso le immagini (con i documenti dell’Archivio Storico dell’istituto Luce che ha prodotto la pellicola, con spezzoni di film, canzoni e interviste), la vecchia solfa del dominio maschile.
I privilegi degli uomini? Possono essere erosi - e lo sono – con tanti strumenti. Alcuni hanno funzionato. Altri meno. C’è l’astuzia (la metis) femminile. La voglia di vincere. L’eccesso, la dedizione, il sogno d’amore, i comportamenti modernisti, quelli tradizionalisti. Soprattutto, c’è lo strumento dell’emancipazione.
Sia chiaro, non è, questo, un documentario femminista militante. Nessuna delle donne (e delle storie) si propone come un modello. Viene esclusa quella logica binaria tra maschile/femminile; guerra/pace; mente/corpo; natura/cultura. Fino all’ammicco alla logica di schieramento (tra destra e sinistra). Compaiono invece madri, mogli, amanti, regine, lavoratrici, sognatrici, partigiane e fasciste. Non esiste un elenco di priorità perché “Nessuno mi può giudicare“ canta Caterina Caselli.
Sicuramente, la regista ci guida in un contesto che è più sociale che politico. Un contesto che presenta l’amante (Claretta Petacci), la figlia (Edda Ciano), l’ispiratrice (Margherita Sarfatti) di Mussolini. E la diva dei telefoni bianchi, la telefonista, la domestica, l’aviatrice, l’atleta. O la femme fatale. Fino al doppio ritratto di Raffaella Duelli, ex X-Mas che dice di sé “Sono una vinta“ e della ex staffetta partigiana Bianca Guidetti Serra con il suo umanissimo sguardo sui vinti di allora.
Essendo Giovanna una donna che ha saggiato le possibilità (e il peso) dell’emancipazione, mostra con particolare tenerezza la tenacia, la fermezza e la decisione con la quale le lavoratrici si incamminarono su quella strada.
Ma vogliamo, abbiamo sempre voluto “il pane e le rose“.
Tra “le rose“ della nostra educazione sentimentale c’è il cinema. Con le sue narrazioni, le trame, i personaggi interpretati da Monica Vitti, Anna Magnani, Silvana Mangano. Nei confronti delle donne (vere) e di quelle che sono entrate nel nostro immaginario, Giovanna riconosce il suo debito (simbolico) . In un periodo di incertezze come l’attuale, mi pare un gesto di coraggio. E di generosità.

Letizia Paolozzi







> da vedere

"Bellissime", documentario filmato di Giovanna Gagliardo, presentato alla Mostra di Venezia