reale / virtuale
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informazioni, deformazioni, spettacoli, culture
23 agosto 2005
Fare tv nel mondo arabo
Tra i reportage di Peter Arnett per Cnn della prima guerra del Golfo ai Media Free Zones (le aree franche dove fare tv satellitare in paesi pieni di diveti) c’è la rivoluzione mediatica imposta dall’avvento di Al Jazeera.

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26 luglio 2005
Ripensando a una vecchia legge
Non è prassi abituale che un ministro racconti in prima persona le idee, le riflessioni e tutti i ripensamenti che costituiscono l’elemento essenziale per la nascita di una nuova legge. Livia Turco ha deciso di farlo.
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10 giugno 2005
Lo specchio della tentazione antisemita
L’odio per gli ebrei è una catastrofe. Auschwitz sta lì a testimoniare questa che, per tutti/tutte noi rappresenta una “storia di famiglia“ (Jean-Francois Lyotard).
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25 aprile 2005
Felici o disperate?
Nessuna di loro ha problemi economici, diciamo pure che si parla di donne ricche; ognuna di loro possiede una particolare bellezza, una casa di lusso in una cittadina della buona borghesia statunitense, una famiglia, o un marito, dei figli, un amante.
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31 gennaio 2005
Se Charlotte Corday è un inutile temperino
Sacrificio d’artista: Frauen di Anselm Kiefer
Il 26 gennaio, presso l’Accademia di Francia a Roma si è inaugurata una grande esposizione dedicata ad Anselm Kiefer.
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20 novembre 2004
Le democristiane
Istantanee di un percorso politico

Nell’incontro dello scorso 8 novembre presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, erano presenti - eccome! – in un pigiapigia inconsueto.
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4 novembre 2004
Alice Ceresa: rarità di una "prosa micidiale"
La pubblicazione in una sorta di cofanetto de “La figlia prodiga e altre storie“ è stata l’occasione, assieme all’addetta culturale e all’ambasciatore svizzero da poco insediato a Roma, per riparlare del lavoro di Alice Ceresa, scrittrice d’origine ticinese scomparsa due anni fa.
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11 settembre 2004
"Bellissime": un'altra storia italiana
Con Giovanna Gagliardo, ai tempi d’oro del femminismo, si tenne a battesimo (tra litigi e rappacificazioni, odi eterni e veloci amori) un collettivo (di donne) intorno alla libreria della Maddalena. Ognuna di noi lavorò a suo modo sulla scoperta della soggettività femminile.
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29 luglio 2004
Ulisse e i tre amori di Sylvia B.
E’ probabile che l’egocentrico, arrogante, superbo, ingrato, elemosinante supergeniale autore dell’Ulisse, colui che ha cambiato la sorte del romanzo novecentesco, proverebbe un qualche sconcerto nel vedere che, nel centenario del Bloomsday, c’è un libro che non ruota soltanto intorno a lui.
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22 luglio 2004
Torture, per non rimuovere lo scandalo
Pubblichiamo l'editoriale di "Leggendaria" e un intervento della direttrice Anna Maria Crispino, aggiungendo il sommario di articoli e autrici/autori che troverete sulla rivista, e l'articolo che al tema ha dedicato Ida Dominijanni sul "manifesto" del 20 luglio.
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29 maggio 2004
Sandokan, il boss come linguaggio
e la tentazione della politica
Il nome è una garanzia: Nanni Balestrini. Garanzia di scrittura. Scrittura come linguaggio. Interpretazione. Lavoro. Traduzione di realtà.

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6 maggio 2004
Il futuro alle spalle
Le profezie della prevenzione differita

Preveggenti, la redazione e le autrici dell’ultimo numero di DWF dedicato all’Algebra della prevenzione.

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4 maggio 2004
Se il generale è una cattiva ragazza
Sorridente e carina la ragazza fa capolino sulla sinistra della foto, guarda l’obiettivo e alza i pollici, in segno di vittoria. Come una qualunque coetanea in giro per il mondo.

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3 maggio 2004
Il "partire da sé" di Gad
(ovvero lavoro di cura e filosofia bantu)
Attento lettore di Via Dogana, il periodico della Libreria delle donne di Milano, Gad Lerner non si è lasciato sfuggire la ghiotta possibilità di trarne spunto, per operare uno scarto rispetto agli scomodi argomenti dell' attuale mainstream massmediatico
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16 aprile 2004
Le parole di Olympe
e il sogno della Rivoluzione
"Parole parole parole", cantava un'indimenticabile Mina alla volta di un prolisso Alberto Lupo. Lui parlava mentre lei avrebbe voluto che passasse ai fatti.

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30 marzo 2004
Liberiamo Gabor dal Grande Fratello
e costruiamo un Grande Impero Latino

Letture, visioni, profezie.
Sul sito di Repubblica trovo la storia di Gabor, il cucciolo Terranova che sta nella casa del Grande Fratello. La sua ex padrona lo rivendica.
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7marzo 2004
“Femminismo dei principi“
A Roma le donne difendono la legge francese

Di rimbalzo dalla Francia, il dibattito sul velo o, meglio, sul suo divieto “per legge“ nelle scuole pubbliche, è arrivato anche da noi.
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21 febbraio 2004
Sul velo una laicità troppo ostentata
Ho un mucchio di esitazioni quanto al progetto francese di “legge sulla laicità“. Il mero divieto, penso io, è segno di impotenza. D’altronde, laicità e scelta individuale; integrazione e discriminazione; oppressione e emancipazione sono temi da trattare con cura
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25 gennaio 2004
Il femminile secondo Touraine
Vi ricordate del XX secolo? La rivoluzione proletaria, i totalitarismi, le promesse democratiche, poi l’idea dello sviluppo sociale legato al progresso scientifico?
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7 gennaio 2004
I 50 anni nel Pci di Macaluso
Generazioni (maschili) a confronto

Una “lettura intellettualmente più onesta dell’esperienza di più generazioni di comunisti italiani”.
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30 dicembre 2003
La riduzione della politica a guerra
nel nuovo libro di Ingrao
A che punto è pervenuta la scienza dell’uccidere, la dottrina della guerra?

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21 dicembre 2003
Il paradosso della Francia laica
Non vieta l'oppressione ma il suo simbolo
La Francia è divisa, dall’inizio dell’anno, intorno alla questione di una legge che vieti d’indossare i simboli religiosi nelle scuole.
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11 dicembre 2003
Perché Amorfu' non vada al macero
Permettetemi un ricordo personale. Correva l’anno 1963, stavo preparando un film-inchiesta col regista Raffaele Andreassi, “Mondo cane all’italiana”

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26 novembre 2003
Le brave ragazze vanno in paradiso
le cattive dappertutto (in tre film)

Uma Thurman ha gli occhi blu sgranati dalla ferocia (Kill Bill – Vol.1); Jun Ichikawa non muove un muscolo del viso pallido (Cantando dietro i paraventi); Nicole Kidman è tutta un sorriso di ringraziamento verso i suoi protettori (Dogville)
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12 novembre 2003
Così arrivò la fame in diretta
Addio a Pappalardo. Walter Nudo ce l’ha fatta, a eliminare il rivale ingombrante, il maschio alfa che gli ha fatto la guerra da quando è arrivato all’”Isola dei famosi”.
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23 ottobre 2003
Con o senza velo ma non per legge
Il velo è un’offesa alla dignità personale perché stabilisce l’equazione tra donna e oppressione. Lo statuto delle donne che vige in gran parte dei paesi islamici (sistema giudiziario, tradizioni, religione e polizia religiosa, signori della guerra, signori ex tagliagole che dovrebbero assicurare la pace, fondamentalismi, applicazione della sharìa) inchioda l’essere sessuato femminile a un’immagine di donna schiavizzata
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8 ottobre 2003
Storie di PotOp: non solo derive “militari“ ma anche buone ragioni sociali
E’ evidente che il libro di Aldo Grandi “La generazione degli anni perduti. Storie di Potere Operaio", costruito attraverso testimonianze (mi pare più di sessanta) e documenti , non poteva che scontentare molti dei protagonisti di quel movimento
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26 settembre 2003
Tramonto violento del tifoso
Ecco, finalmente è accaduto. La guerra tra tifoserie, lo scontro con le forze dell'ordine ha conquistato il posto cui ambisce da sempre: il campo di "gioco"
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15 settembre 2003
Distruzioni. Decostruzioni. Creazioni
Mentre c’era la guerra in Iraq mia madre non è stata bene, e per qualche momento ho temuto per la sua vita.
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7 agosto 2003
"Vita" di Mazzucco: un secolo di storia italiana
negli archivi di Long Island

"Vita", il romanzo con cui Melania Mazzucco ha vinto quest’anno il premio Strega, è il quarto romanzo di questa autrice giovanissima
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20 luglio 2003
Felicità, percorsi del paradosso
Dal 10 al 13 luglio scorso a Trevignano si è parlato di felicità. Lo ha fatto il gruppo di donne che ha partecipato al IV seminario residenziale organizzato dalla SIL (Società italiana delle letterate)
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9 luglio 2003
Perché la figlia deve separarsi dalla madre
Con il femminismo avevamo fatto spazio, dentro di noi, a una figura materna attrattiva, ambigua, molto più complessa e misteriosa della figura che ci aveva consegnato fino a quel momento la storia. Così, per anni, abbiamo discusso di maternità reale e di maternità simbolica e, per costruirci una genealogia, siamo andate “alla ricerca dei giardini delle nostre madri” (come scrive Alice Walker)

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4 luglio 2003
Manuela Dviri una israeliana contro la guerra
Verrebbe da dire Manuela Dviri è una donna straordinaria. Non sarebbe giusto. Non sarebbe rispettoso delle scelte, della scelta che questa cittadina israeliana ha compiuto dopo l'uccisione di suo figlio, Joni, a opera di un razzo sparato dagli hezbollah in territorio libanese.
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22 giugno 2003
Il femminismo nascosto dalla “meglio gioventù
“Bellissimo, commovente, ma manca il movimento femminista”, mi dice un’amica con cui ho condiviso, appunto, il femminismo. E’ appena finita la prima parte di La meglio gioventù, il film per la Tv con cui Marco Tullio Giordana si è guadagnato accoglienze trionfali nella sezione del Festival di Cannes Un certaine regard
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2 giugno 2003
Islam, italian style
In “Islam italiano”, nuovo saggio di Stefano Allievi dedicato alla presenza islamica in Italia, non si legge
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24 maggio 2003
Nawal al Sa'dawi, icona del femminismo arabo
L’icona del femminismo arabo ha un bel viso scuro e una capigliatura candida. Nawal al Sa’dawi
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15 maggio 2003
Monica Incisa. Grande artista del sottotono
Achille Campanile diceva, “non è detto che un umorista contemporaneo faccia ridere i posteri e viceversa”.
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1 maggio 2003
Sars, i falsi allarmi dell'informazione
Tra la fine dei bombardamenti in Iraq e la condanna di Cesare Previti, i nostri media si sono occupati della Sars, la polmonite atipica
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> 25 agosto 2005


Leggere Virginia Woolf
con gli occhi di una donna di oggi

Questa recensione è stata pubblicata anche da Liberazione

Canto del mondo reale. Virginia Woolf. La vita nella scrittura
è un saggio di Liliana Rampello su Virginia Woolf, la più grande scrittrice inglese del '900. Ma è anche qualcosa di più. Di diverso. Giacché l'autrice si sposta continuamente dalle apparecchiature e dai metodi "scientifici" dei critici professionali anche se tiene conto - eccome - della mole impressionante di studi che hanno accompagnato l'opera della scrittrice. Subito dopo, aggiungo che dei tanti studi l'autrice si serve per controllare la giustezza di un percorso. Senza abbandonare per questo il tracciato che ha deciso di seguire.
E qual è questo tracciato? Quello del "lettore comune" (The Common Reader è il titolo finto umile che la Woolf usò per la prima e la seconda serie di raccolte di saggi). Un "lettore comune" come siamo molte e molti di noi quando entriamo dentro un testo. E vi aderiamo e cerchiamo un nostro filo di interpretazione. Di riconoscimento.
Rampello, appunto, si riconosce nella Woolf. Ne dipana la felicità del lavoro creativo (con La signora Dalloway, Al Faro oppure i testi più politici: Una stanza tutta per sé, Tre ghinee e le migliaia di lettere, i diari). Ne mette in rilievo l'educazione sentimentale raggiunta attraverso la mondanità letteraria e quel gruppo (Virginia, la sorella Vanessa, Lytton Strachey, E. M. Forster, J. M. Keynes, i critici d'arte Clive Bell, Roger Fry) di ironici, snob, diabolici inventori di battute velenose che, dal quartiere dove molti tra loro abitavano, fu battezzato Bloomsbury.
"La politica dell'amicizia" praticata in quel gruppo diede alla Woolf il gusto della libertà. Una libertà che la convinse a portare nella scrittura "una scienza della vita quotidiana" capace di saldare le relazioni che la legavano agli altri e al mondo. Anche rispetto alla difesa di comportamenti omosessuali, oggetto di scandalo per i moralisti dell'epoca.
Naturalmente, fu aiutata dall'intelligenza. Dalla grazia con la quale descrisse le avventure di Flush, giovane spaniel color rame, costretto per devozione canina alla poetessa Elizabeth Barrett a dimenticare la sua libertà. Dal tocco lieve della "biografia" Orlando, dove il protagonista vive dal '500 al '900 e da maschio si trasforma in femmina. Senza che, per questo, trionfasse l'androginia o la complementarietà dei sessi.
L'eccezionale bellezza le diede una mano: indimenticabile il profilo con la crocchia di capelli scivolata sul collo, il naso dritto, le labbra morbide. L'ambiente in cui era cresciuta, dove il padre Leslie Stephen, intellettuale tardovittoriano, lasciava che i figli e le figlie leggessero tutti i libri che volevano, e il matrimonio con Leonard Woolf le permisero di muoversi con agio, di ascoltare le voci dell'esperienza. Quel sapere che le permetteva di descrivere il passaggio del tempo, il vibrare dei colori, il sospiro dell'aria salina, il trascolorare della luce, lo spettacolo, il "gran gelo" o l'avventura di Londra.
E l'agire delle donne. Intanto, nelle forme politiche pubbliche. Pensò che fosse meglio, per il suo sesso, guardare di sbieco ai cosiddetti "Grandi Eventi". Nel diario del 1940 scriverà: «Tutto fumo questa guerra. Una vecchia signora che si aggiusta il cappello possiede maggiore concretezza».
Queste cose mette in rilievo Liliana Rampello, con un'operazione nella quale evita lo specialismo di molta critica inglese e americana della Woolf. La psicoanalisi la maneggia con parsimonia; in effetti, le frequenti crisi depressive, l'avanzare della follia, il suicidio nelle acque del fiume Ouse hanno finito per schiacciare l'opera della scrittrice sui buchi neri della sua vita.
Per il ritmo del racconto, si potrebbe accostare Canto del mondo reale al film di Alina Marazzi Un'ora sola ti vorrei, con quel montaggio capace di dare consistenza alla figura della madre morta suicida. Solo che qui, nelle manovre di avvicinamento ai testi della scrittrice, l'autrice sceglie di seguire l'"amore per la vita" di Virginia Woolf. Mettendo in discussione il richiamo luttuoso che, negli anni Settanta, ci fece guardare alla scrittrice come interprete eccelsa del dolore che le donne spesso provano di fronte alla fatica dell'esistenza.
Rampello è una femminista. Si rende conto che in tante abbiano trovato le radici del nostro femminismo in quei romanzi o saggi o lettere. Tuttavia, cerca un altro percorso. Quello della scrittrice che non intendeva rinunciare alla "differenza" dell'essere donna. Anche se diffidava della guerra tra i sessi. E non era confortata certo dalla presenza di giganti suoi contemporanei: da Lawrence a Joyce con il suo "grande, orribile libro" (la definizione si riferisce all'Ulisse).
Convinta che l'essere umano è identità e differenza, ne deduceva che noi siamo qui, su questa terra da uomini e da donne. In altalena tra debolezza e forza, ammirazione e distacco, vanità e ironia, ragione e sentimento. Osservava "la magnifica ossessione" degli uomini, la gelosia e il possesso. Decisi a "sposarne una perché non possa sposare un altro". Annotava l'inspiegabile protezione che le donne dedicano al sesso maschile. Perché la Woolf non ignorava la complicità femminile nei confronti della cultura patriarcale. E però, ammettere che «gli uomini sanno come e cosa si deve dire, e a loro ci si affida per deferenza nei confronti del misterioso accordo che loro e non le donne intrattenevano con le leggi dell'universo», secondo voi è segno di complicità?
Non avrebbe mai buttato a mare il matrimonio. Per la signora Ramsey una donna non sposata perde la parte migliore della vita giacché "l'intimità stessa è conoscenza".
Secondo un antico addestramento, il sesso femminile svolge un lavoro di civiltà che consiste nella "comprensione degli esseri umani". Le relazioni sostengono questo lavoro di civiltà. E quando cambiano, cambia la letteratura, la politica, la religione, il comportamento. Di questo primato delle relazioni Rampello è grata alla Woolf. Di qui una critica condotta con gli occhiali dell'oggi, si direbbe in linguaggio giornalistico. Con gli occhi di una donna di oggi, suggerisco io.

Letizia Paolozzi







> da leggere

Liliana Rampello: Canto del mondo reale. Virginia Woolf. La vita nella scrittura (Il Saggiatore, pp 221, euro 16,50)