reale / virtuale
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informazioni, deformazioni, spettacoli, culture
25 aprile 2005
Felici o disperate?
Nessuna di loro ha problemi economici, diciamo pure che si parla di donne ricche; ognuna di loro possiede una particolare bellezza, una casa di lusso in una cittadina della buona borghesia statunitense, una famiglia, o un marito, dei figli, un amante.
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31 gennaio 2005
Se Charlotte Corday è un inutile temperino
Sacrificio d’artista: Frauen di Anselm Kiefer
Il 26 gennaio, presso l’Accademia di Francia a Roma si è inaugurata una grande esposizione dedicata ad Anselm Kiefer.
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20 novembre 2004
Le democristiane
Istantanee di un percorso politico

Nell’incontro dello scorso 8 novembre presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, erano presenti - eccome! – in un pigiapigia inconsueto.
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4 novembre 2004
Alice Ceresa: rarità di una "prosa micidiale"
La pubblicazione in una sorta di cofanetto de “La figlia prodiga e altre storie“ è stata l’occasione, assieme all’addetta culturale e all’ambasciatore svizzero da poco insediato a Roma, per riparlare del lavoro di Alice Ceresa, scrittrice d’origine ticinese scomparsa due anni fa.
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11 settembre 2004
"Bellissime": un'altra storia italiana
Con Giovanna Gagliardo, ai tempi d’oro del femminismo, si tenne a battesimo (tra litigi e rappacificazioni, odi eterni e veloci amori) un collettivo (di donne) intorno alla libreria della Maddalena. Ognuna di noi lavorò a suo modo sulla scoperta della soggettività femminile.
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29 luglio 2004
Ulisse e i tre amori di Sylvia B.
E’ probabile che l’egocentrico, arrogante, superbo, ingrato, elemosinante supergeniale autore dell’Ulisse, colui che ha cambiato la sorte del romanzo novecentesco, proverebbe un qualche sconcerto nel vedere che, nel centenario del Bloomsday, c’è un libro che non ruota soltanto intorno a lui.
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22 luglio 2004
Torture, per non rimuovere lo scandalo
Pubblichiamo l'editoriale di "Leggendaria" e un intervento della direttrice Anna Maria Crispino, aggiungendo il sommario di articoli e autrici/autori che troverete sulla rivista, e l'articolo che al tema ha dedicato Ida Dominijanni sul "manifesto" del 20 luglio.
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29 maggio 2004
Sandokan, il boss come linguaggio
e la tentazione della politica
Il nome è una garanzia: Nanni Balestrini. Garanzia di scrittura. Scrittura come linguaggio. Interpretazione. Lavoro. Traduzione di realtà.

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6 maggio 2004
Il futuro alle spalle
Le profezie della prevenzione differita

Preveggenti, la redazione e le autrici dell’ultimo numero di DWF dedicato all’Algebra della prevenzione.

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4 maggio 2004
Se il generale è una cattiva ragazza
Sorridente e carina la ragazza fa capolino sulla sinistra della foto, guarda l’obiettivo e alza i pollici, in segno di vittoria. Come una qualunque coetanea in giro per il mondo.

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3 maggio 2004
Il "partire da sé" di Gad
(ovvero lavoro di cura e filosofia bantu)
Attento lettore di Via Dogana, il periodico della Libreria delle donne di Milano, Gad Lerner non si è lasciato sfuggire la ghiotta possibilità di trarne spunto, per operare uno scarto rispetto agli scomodi argomenti dell' attuale mainstream massmediatico
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16 aprile 2004
Le parole di Olympe
e il sogno della Rivoluzione
"Parole parole parole", cantava un'indimenticabile Mina alla volta di un prolisso Alberto Lupo. Lui parlava mentre lei avrebbe voluto che passasse ai fatti.

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30 marzo 2004
Liberiamo Gabor dal Grande Fratello
e costruiamo un Grande Impero Latino

Letture, visioni, profezie.
Sul sito di Repubblica trovo la storia di Gabor, il cucciolo Terranova che sta nella casa del Grande Fratello. La sua ex padrona lo rivendica.
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7marzo 2004
“Femminismo dei principi“
A Roma le donne difendono la legge francese

Di rimbalzo dalla Francia, il dibattito sul velo o, meglio, sul suo divieto “per legge“ nelle scuole pubbliche, è arrivato anche da noi.
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21 febbraio 2004
Sul velo una laicità troppo ostentata
Ho un mucchio di esitazioni quanto al progetto francese di “legge sulla laicità“. Il mero divieto, penso io, è segno di impotenza. D’altronde, laicità e scelta individuale; integrazione e discriminazione; oppressione e emancipazione sono temi da trattare con cura
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25 gennaio 2004
Il femminile secondo Touraine
Vi ricordate del XX secolo? La rivoluzione proletaria, i totalitarismi, le promesse democratiche, poi l’idea dello sviluppo sociale legato al progresso scientifico?
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7 gennaio 2004
I 50 anni nel Pci di Macaluso
Generazioni (maschili) a confronto

Una “lettura intellettualmente più onesta dell’esperienza di più generazioni di comunisti italiani”.
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30 dicembre 2003
La riduzione della politica a guerra
nel nuovo libro di Ingrao
A che punto è pervenuta la scienza dell’uccidere, la dottrina della guerra?

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21 dicembre 2003
Il paradosso della Francia laica
Non vieta l'oppressione ma il suo simbolo
La Francia è divisa, dall’inizio dell’anno, intorno alla questione di una legge che vieti d’indossare i simboli religiosi nelle scuole.
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11 dicembre 2003
Perché Amorfu' non vada al macero
Permettetemi un ricordo personale. Correva l’anno 1963, stavo preparando un film-inchiesta col regista Raffaele Andreassi, “Mondo cane all’italiana”

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26 novembre 2003
Le brave ragazze vanno in paradiso
le cattive dappertutto (in tre film)

Uma Thurman ha gli occhi blu sgranati dalla ferocia (Kill Bill – Vol.1); Jun Ichikawa non muove un muscolo del viso pallido (Cantando dietro i paraventi); Nicole Kidman è tutta un sorriso di ringraziamento verso i suoi protettori (Dogville)
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12 novembre 2003
Così arrivò la fame in diretta
Addio a Pappalardo. Walter Nudo ce l’ha fatta, a eliminare il rivale ingombrante, il maschio alfa che gli ha fatto la guerra da quando è arrivato all’”Isola dei famosi”.
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23 ottobre 2003
Con o senza velo ma non per legge
Il velo è un’offesa alla dignità personale perché stabilisce l’equazione tra donna e oppressione. Lo statuto delle donne che vige in gran parte dei paesi islamici (sistema giudiziario, tradizioni, religione e polizia religiosa, signori della guerra, signori ex tagliagole che dovrebbero assicurare la pace, fondamentalismi, applicazione della sharìa) inchioda l’essere sessuato femminile a un’immagine di donna schiavizzata
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8 ottobre 2003
Storie di PotOp: non solo derive “militari“ ma anche buone ragioni sociali
E’ evidente che il libro di Aldo Grandi “La generazione degli anni perduti. Storie di Potere Operaio", costruito attraverso testimonianze (mi pare più di sessanta) e documenti , non poteva che scontentare molti dei protagonisti di quel movimento
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26 settembre 2003
Tramonto violento del tifoso
Ecco, finalmente è accaduto. La guerra tra tifoserie, lo scontro con le forze dell'ordine ha conquistato il posto cui ambisce da sempre: il campo di "gioco"
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15 settembre 2003
Distruzioni. Decostruzioni. Creazioni
Mentre c’era la guerra in Iraq mia madre non è stata bene, e per qualche momento ho temuto per la sua vita.
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7 agosto 2003
"Vita" di Mazzucco: un secolo di storia italiana
negli archivi di Long Island

"Vita", il romanzo con cui Melania Mazzucco ha vinto quest’anno il premio Strega, è il quarto romanzo di questa autrice giovanissima
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20 luglio 2003
Felicità, percorsi del paradosso
Dal 10 al 13 luglio scorso a Trevignano si è parlato di felicità. Lo ha fatto il gruppo di donne che ha partecipato al IV seminario residenziale organizzato dalla SIL (Società italiana delle letterate)
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9 luglio 2003
Perché la figlia deve separarsi dalla madre
Con il femminismo avevamo fatto spazio, dentro di noi, a una figura materna attrattiva, ambigua, molto più complessa e misteriosa della figura che ci aveva consegnato fino a quel momento la storia. Così, per anni, abbiamo discusso di maternità reale e di maternità simbolica e, per costruirci una genealogia, siamo andate “alla ricerca dei giardini delle nostre madri” (come scrive Alice Walker)

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4 luglio 2003
Manuela Dviri una israeliana contro la guerra
Verrebbe da dire Manuela Dviri è una donna straordinaria. Non sarebbe giusto. Non sarebbe rispettoso delle scelte, della scelta che questa cittadina israeliana ha compiuto dopo l'uccisione di suo figlio, Joni, a opera di un razzo sparato dagli hezbollah in territorio libanese.
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22 giugno 2003
Il femminismo nascosto dalla “meglio gioventù
“Bellissimo, commovente, ma manca il movimento femminista”, mi dice un’amica con cui ho condiviso, appunto, il femminismo. E’ appena finita la prima parte di La meglio gioventù, il film per la Tv con cui Marco Tullio Giordana si è guadagnato accoglienze trionfali nella sezione del Festival di Cannes Un certaine regard
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2 giugno 2003
Islam, italian style
In “Islam italiano”, nuovo saggio di Stefano Allievi dedicato alla presenza islamica in Italia, non si legge
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24 maggio 2003
Nawal al Sa'dawi, icona del femminismo arabo
L’icona del femminismo arabo ha un bel viso scuro e una capigliatura candida. Nawal al Sa’dawi
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15 maggio 2003
Monica Incisa. Grande artista del sottotono
Achille Campanile diceva, “non è detto che un umorista contemporaneo faccia ridere i posteri e viceversa”.
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1 maggio 2003
Sars, i falsi allarmi dell'informazione
Tra la fine dei bombardamenti in Iraq e la condanna di Cesare Previti, i nostri media si sono occupati della Sars, la polmonite atipica
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> 10 giugno 2005


Lo specchio della tentazione antisemita

L’odio per gli ebrei è una catastrofe. Auschwitz sta lì a testimoniare questa che, per tutti/tutte noi rappresenta una “storia di famiglia“ (Jean-Francois Lyotard). Della nostra grande famiglia europea, che conosce bene, per avervi partecipato in prima persona, il ciclo inesausto di persecuzioni, espulsioni; il rancore razzista fino alla voragine della Shoah.
Abbiamo citato un paradosso. Mostruoso, ma testimoniato dai luoghi, dalle date. Più difficile rintracciare il pregiudizio antiebraico che si mimetizza per riapparire come odio contro gli ebrei. Perché sono odiati? E ancora: esiste un’unica radice all’odio per gli ebrei definito “antisemitismo“? Possiamo porci una domanda simile – si chiede Abraham B. Yehoshua – in relazione a un fenomeno così prolungato nel tempo, così vario nelle sue manifestazioni e dai motivi così disparati?
Devono seguire, necessariamente, altri interrogativi. Niente affatto retorici. Cos’è un ebreo? Chi è ebreo? In che misura gli israeliani sono ebrei?
Nei “Soliti ebrei. Viaggio nel pregiudizio antiebraico nell’Italia di oggi“, Daniele Scalise decide che sì, nominare l’antisemitismo può servire da chiave di comprensione non solo per lo studio dell’identità ebraica ma soprattutto per noi. Noi italiani messi davanti allo specchio.
Dunque, questo libro offre uno spaccato della nostra identità. Noi che viviamo in questo Paese, e facciamo riferimento all’Unione europea, e discutiamo accalorati sulle nostre radici cristiane; noi che sfioriamo i Coen, i Limentani, i Della Seta.
C’è “una rogna che sembra essersi installata sotto la pelle dei non ebrei“. Per questo bisogna operare “uno spericolato processo alle intenzioni“ che smentisca il mito degli “italiani brava gente“ scoprendo la trappola della “minimizzazione del fenomeno“.
Scalise è fatto così. Non consideratelo un dogmatico o un fanatico. Piuttosto, un uomo di temperamento. Deciso a inseguire le tracce di quel pensiero criminale che si nasconde dietro il senso comune, le ripetizioni, l’irresponsabilità dell’ “Io non c’ero. Non ricordo. Non ho colpa“.
Quello che Scalise insegue è un mondo che non conosce e non vuole conoscere se stesso. E che dunque sguazza in un mare di stereotipi rivendicati come discorso sociale. “Potrò almeno criticare Sharon senza essere considerato un antisemita?“
L’abbiamo sentito ripetere molte, troppe volte. Comprensione per gli ebrei che soffrono; non per quelli che attaccano. Che si difendono. Non si rinuncia facilmente all’ostilità per “il diverso“. Anche se questo “diverso“ non viene quasi mai esplicitamente nominato.
Il viaggio comincia dalla Chiesa. Anzi, dall’antigiudaismo cristiano. Dall’ostilità per la religione ebraica. Il tema della “limpieza de sangre“ (purezza del sangue) resta sullo sfondo.
Ma l’odio più persistente della storia è ancora qui. Nella cristianità. Nella tifoseria. Nell’anticapitalismo di sinistra. Nel razzismo di destra. Nei rumori del conflitto arabo-israeliano. Israele? E’ semplice: incarna l’imperialismo, il colonialismo, la volontà di dominare il mondo.
Ascoltiamo tranquilli lo slittamento semantico tra “ebrei d’Israele” e “ebrei“ in generale. Gli ebrei non sono più aggrediti per la loro identità bensì demonizzati come oppressori dell’umanità. Il sionismo è diventato una entità mitica, colpevole materiale e morale sulla scena internazionale. Tiriamo un respiro di sollievo: se le vittime diventano carnefici, non saranno mai più delle vittime.
Basta leggere “l’odio in cifre“ riportate da Scalise (sondaggio Eos-Gallup Europa). Basta seguire gli episodi di violenza dove ricompaiono stereotipi degradanti, negazione o addirittura esaltazione del genocidio commesso dai nazisti, miti della cospirazione e del potere ebraico, paragoni della attuale politica israeliana con quella nazista.
Quelle che vengono difese come “semplici critiche“ si affacciano a destra oppure nei rapporti “tormentati“ della sinistra con l’ebraismo italiano. Vengono ripetute negli slogan dei cortei pacifisti. Ascoltati nei Centri sociali (un primo incontro – per dire no all’antisemitismo - tra il portavoce della comunità ebraica di Milano, Yasha Reibman e il Leonka dovrebbe svolgersi tra qualche tempo nella città lombarda).
Il pregiudizio è rintracciabile nelle scuole, nelle università. A Torino gli studenti hanno contestato un diplomatico israeliana. In Gran Bretagna hanno invitato a boicottare le università israeliane.
Allora, nuovo o vecchio antisemitismo? La domanda non ha molta importanza. Sappiamo che dopo sessanta anni, il ricordo si appanna. Si perde il sapore delle lacrime e la sensazione di pericolo. Eppure, la Shoah non ebbe inizio con le camere a gas ma con le parole. Scalise scandaglia le parole per avvertirci che la tentazione antisemita è sempre in agguato.

Letizia Paolozzi







> da leggere

“Soliti ebrei. Viaggio nel pregiudizio antiebraico nell’Italia di oggi“, di Daniele Scalise Mondadori, pagine 161, euro 16,50