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informazioni, deformazioni, spettacoli, culture
1 dicembre 2005
Se la radio parla un’altra lingua
Gli uomini alla radio parlano di donne. E il pubblico dei “radiotelefonisti” cambia volto. E’ successo nei giorni scorsi nel corso di due popolari e seguitissime trasmissioni radiofoniche
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25 novembre 2005
La trilogia del seno
Tre racconti brevi di densità straordinaria di Mahasweta Devi, nata a Dacca nel 1926, tra le più grandi scrittrici indiane, tradotta in tutto il mondo; un apparato critico di Gayatri Spivak
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30 ottobre 2005
Amore e guerra: fine di una parentela?
Che tra amore e odio, amore e morte, ci sia un legame che li fa apparire inseparabili, è una di quelle evidenze che sono rimaste per lungo tempo “invisibili”.

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13 ottobre 2005
Egoismo e persistenza: i saperi umani
chiamati in causa dalla vita quotidiana
“Essere egoisti a sufficienza/ è la parte ardua dell’amore/ avere la cieca persistenza/ di sconvolgere tutta un’esistenza/ solo per scopi personali./ Che faccia di bronzo senza eguali!”
La bella “ingenuità” di questa strofa (da Love )di Philip Larkin ha molto a che vedere con il convegno che a Cagliari ha affrontato - tra il 5 e l’8 dello scorso ottobre - le ardue questioni connesse a “I saperi umani e la consulenza filosofica”.

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13 settembre 2005
Il pasticcio del calcio italiano
e la provocazione del sindaco di Genova
Lo so, dovrei starne alla larga. Dal calcio, naturalmente. Perché è un pasticcio ormai inestricabile, perché il campionato è iniziato e i discorsi stanno a zero.

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25 agosto 2005
Leggere Virginia Woolf
con gli occhi di una donna di oggi
Canto del mondo reale. Virginia Woolf. La vita nella scrittura è un saggio di Liliana Rampello su Virginia Woolf, la più grande scrittrice inglese del '900. Ma è anche qualcosa di più.

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23 agosto 2005
Fare tv nel mondo arabo
Tra i reportage di Peter Arnett per Cnn della prima guerra del Golfo ai Media Free Zones (le aree franche dove fare tv satellitare in paesi pieni di diveti) c’è la rivoluzione mediatica imposta dall’avvento di Al Jazeera.

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26 luglio 2005
Ripensando a una vecchia legge
Non è prassi abituale che un ministro racconti in prima persona le idee, le riflessioni e tutti i ripensamenti che costituiscono l’elemento essenziale per la nascita di una nuova legge. Livia Turco ha deciso di farlo.
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10 giugno 2005
Lo specchio della tentazione antisemita
L’odio per gli ebrei è una catastrofe. Auschwitz sta lì a testimoniare questa che, per tutti/tutte noi rappresenta una “storia di famiglia“ (Jean-Francois Lyotard).
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25 aprile 2005
Felici o disperate?
Nessuna di loro ha problemi economici, diciamo pure che si parla di donne ricche; ognuna di loro possiede una particolare bellezza, una casa di lusso in una cittadina della buona borghesia statunitense, una famiglia, o un marito, dei figli, un amante.
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31 gennaio 2005
Se Charlotte Corday è un inutile temperino
Sacrificio d’artista: Frauen di Anselm Kiefer
Il 26 gennaio, presso l’Accademia di Francia a Roma si è inaugurata una grande esposizione dedicata ad Anselm Kiefer.
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20 novembre 2004
Le democristiane
Istantanee di un percorso politico

Nell’incontro dello scorso 8 novembre presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, erano presenti - eccome! – in un pigiapigia inconsueto.
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4 novembre 2004
Alice Ceresa: rarità di una "prosa micidiale"
La pubblicazione in una sorta di cofanetto de “La figlia prodiga e altre storie“ è stata l’occasione, assieme all’addetta culturale e all’ambasciatore svizzero da poco insediato a Roma, per riparlare del lavoro di Alice Ceresa, scrittrice d’origine ticinese scomparsa due anni fa.
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11 settembre 2004
"Bellissime": un'altra storia italiana
Con Giovanna Gagliardo, ai tempi d’oro del femminismo, si tenne a battesimo (tra litigi e rappacificazioni, odi eterni e veloci amori) un collettivo (di donne) intorno alla libreria della Maddalena. Ognuna di noi lavorò a suo modo sulla scoperta della soggettività femminile.
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29 luglio 2004
Ulisse e i tre amori di Sylvia B.
E’ probabile che l’egocentrico, arrogante, superbo, ingrato, elemosinante supergeniale autore dell’Ulisse, colui che ha cambiato la sorte del romanzo novecentesco, proverebbe un qualche sconcerto nel vedere che, nel centenario del Bloomsday, c’è un libro che non ruota soltanto intorno a lui.
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22 luglio 2004
Torture, per non rimuovere lo scandalo
Pubblichiamo l'editoriale di "Leggendaria" e un intervento della direttrice Anna Maria Crispino, aggiungendo il sommario di articoli e autrici/autori che troverete sulla rivista, e l'articolo che al tema ha dedicato Ida Dominijanni sul "manifesto" del 20 luglio.
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29 maggio 2004
Sandokan, il boss come linguaggio
e la tentazione della politica
Il nome è una garanzia: Nanni Balestrini. Garanzia di scrittura. Scrittura come linguaggio. Interpretazione. Lavoro. Traduzione di realtà.

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6 maggio 2004
Il futuro alle spalle
Le profezie della prevenzione differita

Preveggenti, la redazione e le autrici dell’ultimo numero di DWF dedicato all’Algebra della prevenzione.

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4 maggio 2004
Se il generale è una cattiva ragazza
Sorridente e carina la ragazza fa capolino sulla sinistra della foto, guarda l’obiettivo e alza i pollici, in segno di vittoria. Come una qualunque coetanea in giro per il mondo.

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3 maggio 2004
Il "partire da sé" di Gad
(ovvero lavoro di cura e filosofia bantu)
Attento lettore di Via Dogana, il periodico della Libreria delle donne di Milano, Gad Lerner non si è lasciato sfuggire la ghiotta possibilità di trarne spunto, per operare uno scarto rispetto agli scomodi argomenti dell' attuale mainstream massmediatico
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16 aprile 2004
Le parole di Olympe
e il sogno della Rivoluzione
"Parole parole parole", cantava un'indimenticabile Mina alla volta di un prolisso Alberto Lupo. Lui parlava mentre lei avrebbe voluto che passasse ai fatti.

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30 marzo 2004
Liberiamo Gabor dal Grande Fratello
e costruiamo un Grande Impero Latino

Letture, visioni, profezie.
Sul sito di Repubblica trovo la storia di Gabor, il cucciolo Terranova che sta nella casa del Grande Fratello. La sua ex padrona lo rivendica.
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7marzo 2004
“Femminismo dei principi“
A Roma le donne difendono la legge francese

Di rimbalzo dalla Francia, il dibattito sul velo o, meglio, sul suo divieto “per legge“ nelle scuole pubbliche, è arrivato anche da noi.
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21 febbraio 2004
Sul velo una laicità troppo ostentata
Ho un mucchio di esitazioni quanto al progetto francese di “legge sulla laicità“. Il mero divieto, penso io, è segno di impotenza. D’altronde, laicità e scelta individuale; integrazione e discriminazione; oppressione e emancipazione sono temi da trattare con cura
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25 gennaio 2004
Il femminile secondo Touraine
Vi ricordate del XX secolo? La rivoluzione proletaria, i totalitarismi, le promesse democratiche, poi l’idea dello sviluppo sociale legato al progresso scientifico?
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7 gennaio 2004
I 50 anni nel Pci di Macaluso
Generazioni (maschili) a confronto

Una “lettura intellettualmente più onesta dell’esperienza di più generazioni di comunisti italiani”.
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30 dicembre 2003
La riduzione della politica a guerra
nel nuovo libro di Ingrao
A che punto è pervenuta la scienza dell’uccidere, la dottrina della guerra?

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21 dicembre 2003
Il paradosso della Francia laica
Non vieta l'oppressione ma il suo simbolo
La Francia è divisa, dall’inizio dell’anno, intorno alla questione di una legge che vieti d’indossare i simboli religiosi nelle scuole.
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11 dicembre 2003
Perché Amorfu' non vada al macero
Permettetemi un ricordo personale. Correva l’anno 1963, stavo preparando un film-inchiesta col regista Raffaele Andreassi, “Mondo cane all’italiana”

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26 novembre 2003
Le brave ragazze vanno in paradiso
le cattive dappertutto (in tre film)

Uma Thurman ha gli occhi blu sgranati dalla ferocia (Kill Bill – Vol.1); Jun Ichikawa non muove un muscolo del viso pallido (Cantando dietro i paraventi); Nicole Kidman è tutta un sorriso di ringraziamento verso i suoi protettori (Dogville)
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12 novembre 2003
Così arrivò la fame in diretta
Addio a Pappalardo. Walter Nudo ce l’ha fatta, a eliminare il rivale ingombrante, il maschio alfa che gli ha fatto la guerra da quando è arrivato all’”Isola dei famosi”.
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23 ottobre 2003
Con o senza velo ma non per legge
Il velo è un’offesa alla dignità personale perché stabilisce l’equazione tra donna e oppressione. Lo statuto delle donne che vige in gran parte dei paesi islamici (sistema giudiziario, tradizioni, religione e polizia religiosa, signori della guerra, signori ex tagliagole che dovrebbero assicurare la pace, fondamentalismi, applicazione della sharìa) inchioda l’essere sessuato femminile a un’immagine di donna schiavizzata
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8 ottobre 2003
Storie di PotOp: non solo derive “militari“ ma anche buone ragioni sociali
E’ evidente che il libro di Aldo Grandi “La generazione degli anni perduti. Storie di Potere Operaio", costruito attraverso testimonianze (mi pare più di sessanta) e documenti , non poteva che scontentare molti dei protagonisti di quel movimento
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26 settembre 2003
Tramonto violento del tifoso
Ecco, finalmente è accaduto. La guerra tra tifoserie, lo scontro con le forze dell'ordine ha conquistato il posto cui ambisce da sempre: il campo di "gioco"
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15 settembre 2003
Distruzioni. Decostruzioni. Creazioni
Mentre c’era la guerra in Iraq mia madre non è stata bene, e per qualche momento ho temuto per la sua vita.
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7 agosto 2003
"Vita" di Mazzucco: un secolo di storia italiana
negli archivi di Long Island

"Vita", il romanzo con cui Melania Mazzucco ha vinto quest’anno il premio Strega, è il quarto romanzo di questa autrice giovanissima
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20 luglio 2003
Felicità, percorsi del paradosso
Dal 10 al 13 luglio scorso a Trevignano si è parlato di felicità. Lo ha fatto il gruppo di donne che ha partecipato al IV seminario residenziale organizzato dalla SIL (Società italiana delle letterate)
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9 luglio 2003
Perché la figlia deve separarsi dalla madre
Con il femminismo avevamo fatto spazio, dentro di noi, a una figura materna attrattiva, ambigua, molto più complessa e misteriosa della figura che ci aveva consegnato fino a quel momento la storia. Così, per anni, abbiamo discusso di maternità reale e di maternità simbolica e, per costruirci una genealogia, siamo andate “alla ricerca dei giardini delle nostre madri” (come scrive Alice Walker)

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4 luglio 2003
Manuela Dviri una israeliana contro la guerra
Verrebbe da dire Manuela Dviri è una donna straordinaria. Non sarebbe giusto. Non sarebbe rispettoso delle scelte, della scelta che questa cittadina israeliana ha compiuto dopo l'uccisione di suo figlio, Joni, a opera di un razzo sparato dagli hezbollah in territorio libanese.
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22 giugno 2003
Il femminismo nascosto dalla “meglio gioventù
“Bellissimo, commovente, ma manca il movimento femminista”, mi dice un’amica con cui ho condiviso, appunto, il femminismo. E’ appena finita la prima parte di La meglio gioventù, il film per la Tv con cui Marco Tullio Giordana si è guadagnato accoglienze trionfali nella sezione del Festival di Cannes Un certaine regard
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2 giugno 2003
Islam, italian style
In “Islam italiano”, nuovo saggio di Stefano Allievi dedicato alla presenza islamica in Italia, non si legge
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24 maggio 2003
Nawal al Sa'dawi, icona del femminismo arabo
L’icona del femminismo arabo ha un bel viso scuro e una capigliatura candida. Nawal al Sa’dawi
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15 maggio 2003
Monica Incisa. Grande artista del sottotono
Achille Campanile diceva, “non è detto che un umorista contemporaneo faccia ridere i posteri e viceversa”.
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1 maggio 2003
Sars, i falsi allarmi dell'informazione
Tra la fine dei bombardamenti in Iraq e la condanna di Cesare Previti, i nostri media si sono occupati della Sars, la polmonite atipica
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> 18 febbraio 2006


Rossanda, o dell'ironia femminile
nel secolo delle passioni forti


A me sembra che nella “Ragazza del secolo scorso“ , Rossana Rossanda abbia vinto la scommessa di guardare alla storia senza aggiustarsela – diciamo - come due uova nel piatto. Senza quei congedi dalle utopie, vuoti di memoria, addii al passato, retorica delle commemorazioni (“Le giornate della memoria“) che servono tutto al più a rendere gli anni alle nostre spalle un cibo insipido. Inutilizzabile per l’oggi.
Ma Rossanda, nel parlare di sé, è anche capace di non ridurre il tutto ai suoi affari privati: mamma, papà, famiglia, animali domestici, innamoramenti e compagnia cantando.
Se “le date si divincolano dal tempo interno“, gli avvenimenti possono trasformarsi in attrezzi utili a fermare il tempo, dargli sostanza. E scandirlo. Per questo il racconto (almeno nella prima parte del libro, giacché la seconda mi è parsa più rappresa, meno accurata), con una ironia a volte tenera e altre sarcastica, riesce a dare conto di un’epoca nella quale passioni e ideali erano forti.
Anche Rossanda ha un carattere forte. Pensate che sia il suo, un carattere (e una testa) maschile?
Io no, non lo credo.
“Testa audace e pratica frenata“ dice di sé. Tra il ’39 e il ’40 le ragazze soffrivano per un senso di incompiutezza, di incoscienza. Poi, nel 1945, la strada fu obbligata. Ritorno al modello familiare oppure l’abitudine a vivere divise in due “fra groviglio interno e mondo fuori“.
Si emanciparono quante scelsero la politica. Qualcuna al punto di diventare carceriera delle altre, delle donne che per amore o dedizione o sacrificio, alla politica non prestarono la minima attenzione.
Rossanda no, carceriera non sarà mai. Neppure conoscerà l’abitudine di farsi tenere la mano (da un uomo). “Essere donna non era l’essenziale, o se lo era, non restava che fare come se non lo fosse, ridurre il danno“. Di qui l’assenza di enfasi; l’incapacità a pontificare. Nei comizi non sapeva “agitare le viscere“.
Tratto femminile, secondo me. Che coincide con ciò che l’autrice della “Ragazza del secolo scorso“ è venuta ripetendo in recenti interviste: questo libro è scritto da una donna. Un uomo non l’avrebbe scritto così. Anche se, osserva subito dopo, della differenza, anzi, dell’esistenza degli uomini e delle donne, cioè del fatto che i sessi sono due, si accorgerà tardi.
“Le donne erano diverse, non avrei saputo dire come“. E ancora: “Ci vuole una vita per capire che significa essere donna… alcune trovano nel femminismo lembi di risposta, di comunità. Le più fingono di sapere quel che vogliono, ma poche se la cavano“.
Quelle che se la cavano spesso non vogliono ammettere incertezza, insicurezza. Quella fatica che sentono sulle spalle ogni qualvolta siano costrette ad assumersi una responsabilità per gli altri. Gli uomini no, ci provano gusto e zac, eccoli pronti a tagliare il nodo gordiano. “Decidere per gli altri sta nel Dna maschile. Non in quello femminile“.
Uno degli elementi di straordinarietà del libro sta proprio in questo andare e tornare alle donne, alle femministe. Al sesso forte e a quello cosiddetto debole. Così il libro evita le cadute ideologiche di un’epoca nella quale si credeva alle ideologie.
La fa troppo semplice, Rossanda, rispetto ai torti del comunismo?
E il suo è il libro di un’arrogante? E lei: “La modestia non è la mia virtù principale“. Di una gelida donna? E lei: “Una misurata non comunicazione è il cemento degli affetti“.
Comunque, quella che era stata una ragazza grigia, nell’Italia dove i grigi erano tantissimi, nel 1943 diventa comunista. A più di sessanta anni di distanza spiega così la sua scelta: “Per noi il partito fu una marcia in più“. I più sicuri di quello che facevano erano i comunisti. “Uscivamo dalla guerra con un rifiuto indelebile della disuguaglianza tra gli uomini“. Lì a Milano bisognava liberarsi dai fascisti e poi dai tedeschi. Inutile stare a discutere: “Fu e apparve una guerra civile“.
La ragazza dalla solida cultura, niente affatto politicizzata, approda al Partito comunista per via del rifiuto del fascismo. “Imparai molte cose ma non ero né sorpresa né sedotta, non sempre ero persuasa, ma mi pareva normale non esserlo“.
Il Pci è una forza democratica “vera“. Però il comunismo si porta dietro e la grandezza del movimento operaio e quella contraddizione tra mezzi e fini che, attraverso l’esaltazione del “noi“ collettivo a scapito dell’“io“ singolare, si è tramutato in autoritarismo, burocrazia, violenza.
Rossanda, comunque, rimanda il momento di fare i conti con tutto questo.
Prima visita a Mosca nel ’49. “Dei crimini non capii niente. Domande non ne feci, scema, deficiente“. Era stata volutamente cieca di fronte al fascismo. Nel Pci il “socialismo reale“ non lo guarda in faccia né lei né gli altri. Capirà solo “dopo“.
Nel libro le ammissioni si susseguono. “Sbagliavamo tutti. Il piano Marshall non ci colonizzò, ci industrializzò…quanto all’Urss non era in grado di invadere nessuno“. E sempre nel libro non si incontra mai l’acrimonia da ex comunista. Quando difende l’onore perduto dei comunisti italiani. E di Togliatti “che aveva traversato tutte le tragedie e se ne era sporcato le mani“. Nella contestazione del Fattore K. “A mezzo secolo di distanza stento a capire come in Europa si temessero tanto i comunisti quando eravamo così malridotti“.
Anni Sessanta. Il Pci avrebbe potuto cambiare; fare qualcosa di diverso? Certo, i comunisti rimangono indietro. Non capiscono le modificazioni della fabbrica; il movimento del 68. Qui si chiude il libro, con la radiazione dal Pci di Rossanda e del gruppo del Manifesto. Un’altra storia comincia.

Letizia Paolozzi









> da leggere

"La ragazza del secolo scorso", di Rossana Rossanda, Einaudi, pagine 385, euro 18,00