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informazioni, deformazioni, spettacoli, culture
21 giugno 2006
Sudafrica in Fiera
Diciamolo subito e senza modestia: siamo le uniche italiane/i (l’africanista Itala Vivan e la sottoscritta) presenti alla prima Fiera internazionale di Cape Town.

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16 giugno 2006
Tre e rubriche di Franca Fossati: Demi Moore vendicaci tu su quel divano della Farnesina.
C'è la restaurazione?
Il disordine dopo il silenzio
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5 giugno 2006
Nadine Gordimer: la verità nel romanzo
la speranza dalla vita quotidiana

Bisogna saperlo che ha 82 anni, Nadine Gordimer, a vederla camminare dritta come un fuso, elegante e sobria nella giacca nera di foggia orientale

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3 maggio - 31 maggio 2006
Rubriche di Franca Fossati uscite su Europa dal 3 al 31 maggio 2006
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13 aprile 2006
Kristeva: tre donne di genio nel '900
contro il "femminismo di massa"

È stato un incontro appassionante quello che si è avuto a Roma con Julia Kristeva, festeggiata per la traduzione della sua trilogia dedicata al genio femminile.
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16 marzo 2006
Il Cavaliere scivola su donne e politica
ma lo sfidante Prodi non ne approfitta

Quando il gioco si fa duro... Ed eccoli lì, tutti con lo stesso nodo della cravatta (lo sottolinea il "Corriere della sera" in una dettagliata descrizione dell'abbigliamento di Berlusconi e Prodi), convenuti nel luogo stabilito per il duello
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18 febbraio 2006
Rossanda, o dell'ironia femminile
nel secolo delle passioni forti

A me sembra che nella “Ragazza del secolo scorso“ , Rossana Rossanda abbia vinto la scommessa di guardare alla storia senza aggiustarsela – diciamo - come due uova nel piatto.
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1 dicembre 2005
Se la radio parla un’altra lingua
Gli uomini alla radio parlano di donne. E il pubblico dei “radiotelefonisti” cambia volto. E’ successo nei giorni scorsi nel corso di due popolari e seguitissime trasmissioni radiofoniche
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25 novembre 2005
La trilogia del seno
Tre racconti brevi di densità straordinaria di Mahasweta Devi, nata a Dacca nel 1926, tra le più grandi scrittrici indiane, tradotta in tutto il mondo; un apparato critico di Gayatri Spivak
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30 ottobre 2005
Amore e guerra: fine di una parentela?
Che tra amore e odio, amore e morte, ci sia un legame che li fa apparire inseparabili, è una di quelle evidenze che sono rimaste per lungo tempo “invisibili”.

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13 ottobre 2005
Egoismo e persistenza: i saperi umani
chiamati in causa dalla vita quotidiana
“Essere egoisti a sufficienza/ è la parte ardua dell’amore/ avere la cieca persistenza/ di sconvolgere tutta un’esistenza/ solo per scopi personali./ Che faccia di bronzo senza eguali!”
La bella “ingenuità” di questa strofa (da Love )di Philip Larkin ha molto a che vedere con il convegno che a Cagliari ha affrontato - tra il 5 e l’8 dello scorso ottobre - le ardue questioni connesse a “I saperi umani e la consulenza filosofica”.

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13 settembre 2005
Il pasticcio del calcio italiano
e la provocazione del sindaco di Genova
Lo so, dovrei starne alla larga. Dal calcio, naturalmente. Perché è un pasticcio ormai inestricabile, perché il campionato è iniziato e i discorsi stanno a zero.

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25 agosto 2005
Leggere Virginia Woolf
con gli occhi di una donna di oggi
Canto del mondo reale. Virginia Woolf. La vita nella scrittura è un saggio di Liliana Rampello su Virginia Woolf, la più grande scrittrice inglese del '900. Ma è anche qualcosa di più.

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23 agosto 2005
Fare tv nel mondo arabo
Tra i reportage di Peter Arnett per Cnn della prima guerra del Golfo ai Media Free Zones (le aree franche dove fare tv satellitare in paesi pieni di diveti) c’è la rivoluzione mediatica imposta dall’avvento di Al Jazeera.

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26 luglio 2005
Ripensando a una vecchia legge
Non è prassi abituale che un ministro racconti in prima persona le idee, le riflessioni e tutti i ripensamenti che costituiscono l’elemento essenziale per la nascita di una nuova legge. Livia Turco ha deciso di farlo.
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10 giugno 2005
Lo specchio della tentazione antisemita
L’odio per gli ebrei è una catastrofe. Auschwitz sta lì a testimoniare questa che, per tutti/tutte noi rappresenta una “storia di famiglia“ (Jean-Francois Lyotard).
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25 aprile 2005
Felici o disperate?
Nessuna di loro ha problemi economici, diciamo pure che si parla di donne ricche; ognuna di loro possiede una particolare bellezza, una casa di lusso in una cittadina della buona borghesia statunitense, una famiglia, o un marito, dei figli, un amante.
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31 gennaio 2005
Se Charlotte Corday è un inutile temperino
Sacrificio d’artista: Frauen di Anselm Kiefer
Il 26 gennaio, presso l’Accademia di Francia a Roma si è inaugurata una grande esposizione dedicata ad Anselm Kiefer.
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20 novembre 2004
Le democristiane
Istantanee di un percorso politico

Nell’incontro dello scorso 8 novembre presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, erano presenti - eccome! – in un pigiapigia inconsueto.
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4 novembre 2004
Alice Ceresa: rarità di una "prosa micidiale"
La pubblicazione in una sorta di cofanetto de “La figlia prodiga e altre storie“ è stata l’occasione, assieme all’addetta culturale e all’ambasciatore svizzero da poco insediato a Roma, per riparlare del lavoro di Alice Ceresa, scrittrice d’origine ticinese scomparsa due anni fa.
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11 settembre 2004
"Bellissime": un'altra storia italiana
Con Giovanna Gagliardo, ai tempi d’oro del femminismo, si tenne a battesimo (tra litigi e rappacificazioni, odi eterni e veloci amori) un collettivo (di donne) intorno alla libreria della Maddalena. Ognuna di noi lavorò a suo modo sulla scoperta della soggettività femminile.
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29 luglio 2004
Ulisse e i tre amori di Sylvia B.
E’ probabile che l’egocentrico, arrogante, superbo, ingrato, elemosinante supergeniale autore dell’Ulisse, colui che ha cambiato la sorte del romanzo novecentesco, proverebbe un qualche sconcerto nel vedere che, nel centenario del Bloomsday, c’è un libro che non ruota soltanto intorno a lui.
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22 luglio 2004
Torture, per non rimuovere lo scandalo
Pubblichiamo l'editoriale di "Leggendaria" e un intervento della direttrice Anna Maria Crispino, aggiungendo il sommario di articoli e autrici/autori che troverete sulla rivista, e l'articolo che al tema ha dedicato Ida Dominijanni sul "manifesto" del 20 luglio.
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29 maggio 2004
Sandokan, il boss come linguaggio
e la tentazione della politica
Il nome è una garanzia: Nanni Balestrini. Garanzia di scrittura. Scrittura come linguaggio. Interpretazione. Lavoro. Traduzione di realtà.

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6 maggio 2004
Il futuro alle spalle
Le profezie della prevenzione differita

Preveggenti, la redazione e le autrici dell’ultimo numero di DWF dedicato all’Algebra della prevenzione.

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4 maggio 2004
Se il generale è una cattiva ragazza
Sorridente e carina la ragazza fa capolino sulla sinistra della foto, guarda l’obiettivo e alza i pollici, in segno di vittoria. Come una qualunque coetanea in giro per il mondo.

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3 maggio 2004
Il "partire da sé" di Gad
(ovvero lavoro di cura e filosofia bantu)
Attento lettore di Via Dogana, il periodico della Libreria delle donne di Milano, Gad Lerner non si è lasciato sfuggire la ghiotta possibilità di trarne spunto, per operare uno scarto rispetto agli scomodi argomenti dell' attuale mainstream massmediatico
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16 aprile 2004
Le parole di Olympe
e il sogno della Rivoluzione
"Parole parole parole", cantava un'indimenticabile Mina alla volta di un prolisso Alberto Lupo. Lui parlava mentre lei avrebbe voluto che passasse ai fatti.

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30 marzo 2004
Liberiamo Gabor dal Grande Fratello
e costruiamo un Grande Impero Latino

Letture, visioni, profezie.
Sul sito di Repubblica trovo la storia di Gabor, il cucciolo Terranova che sta nella casa del Grande Fratello. La sua ex padrona lo rivendica.
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7marzo 2004
“Femminismo dei principi“
A Roma le donne difendono la legge francese

Di rimbalzo dalla Francia, il dibattito sul velo o, meglio, sul suo divieto “per legge“ nelle scuole pubbliche, è arrivato anche da noi.
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21 febbraio 2004
Sul velo una laicità troppo ostentata
Ho un mucchio di esitazioni quanto al progetto francese di “legge sulla laicità“. Il mero divieto, penso io, è segno di impotenza. D’altronde, laicità e scelta individuale; integrazione e discriminazione; oppressione e emancipazione sono temi da trattare con cura
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25 gennaio 2004
Il femminile secondo Touraine
Vi ricordate del XX secolo? La rivoluzione proletaria, i totalitarismi, le promesse democratiche, poi l’idea dello sviluppo sociale legato al progresso scientifico?
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7 gennaio 2004
I 50 anni nel Pci di Macaluso
Generazioni (maschili) a confronto

Una “lettura intellettualmente più onesta dell’esperienza di più generazioni di comunisti italiani”.
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30 dicembre 2003
La riduzione della politica a guerra
nel nuovo libro di Ingrao
A che punto è pervenuta la scienza dell’uccidere, la dottrina della guerra?

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21 dicembre 2003
Il paradosso della Francia laica
Non vieta l'oppressione ma il suo simbolo
La Francia è divisa, dall’inizio dell’anno, intorno alla questione di una legge che vieti d’indossare i simboli religiosi nelle scuole.
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11 dicembre 2003
Perché Amorfu' non vada al macero
Permettetemi un ricordo personale. Correva l’anno 1963, stavo preparando un film-inchiesta col regista Raffaele Andreassi, “Mondo cane all’italiana”

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26 novembre 2003
Le brave ragazze vanno in paradiso
le cattive dappertutto (in tre film)

Uma Thurman ha gli occhi blu sgranati dalla ferocia (Kill Bill – Vol.1); Jun Ichikawa non muove un muscolo del viso pallido (Cantando dietro i paraventi); Nicole Kidman è tutta un sorriso di ringraziamento verso i suoi protettori (Dogville)
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12 novembre 2003
Così arrivò la fame in diretta
Addio a Pappalardo. Walter Nudo ce l’ha fatta, a eliminare il rivale ingombrante, il maschio alfa che gli ha fatto la guerra da quando è arrivato all’”Isola dei famosi”.
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23 ottobre 2003
Con o senza velo ma non per legge
Il velo è un’offesa alla dignità personale perché stabilisce l’equazione tra donna e oppressione. Lo statuto delle donne che vige in gran parte dei paesi islamici (sistema giudiziario, tradizioni, religione e polizia religiosa, signori della guerra, signori ex tagliagole che dovrebbero assicurare la pace, fondamentalismi, applicazione della sharìa) inchioda l’essere sessuato femminile a un’immagine di donna schiavizzata
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8 ottobre 2003
Storie di PotOp: non solo derive “militari“ ma anche buone ragioni sociali
E’ evidente che il libro di Aldo Grandi “La generazione degli anni perduti. Storie di Potere Operaio", costruito attraverso testimonianze (mi pare più di sessanta) e documenti , non poteva che scontentare molti dei protagonisti di quel movimento
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26 settembre 2003
Tramonto violento del tifoso
Ecco, finalmente è accaduto. La guerra tra tifoserie, lo scontro con le forze dell'ordine ha conquistato il posto cui ambisce da sempre: il campo di "gioco"
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15 settembre 2003
Distruzioni. Decostruzioni. Creazioni
Mentre c’era la guerra in Iraq mia madre non è stata bene, e per qualche momento ho temuto per la sua vita.
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7 agosto 2003
"Vita" di Mazzucco: un secolo di storia italiana
negli archivi di Long Island

"Vita", il romanzo con cui Melania Mazzucco ha vinto quest’anno il premio Strega, è il quarto romanzo di questa autrice giovanissima
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20 luglio 2003
Felicità, percorsi del paradosso
Dal 10 al 13 luglio scorso a Trevignano si è parlato di felicità. Lo ha fatto il gruppo di donne che ha partecipato al IV seminario residenziale organizzato dalla SIL (Società italiana delle letterate)
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9 luglio 2003
Perché la figlia deve separarsi dalla madre
Con il femminismo avevamo fatto spazio, dentro di noi, a una figura materna attrattiva, ambigua, molto più complessa e misteriosa della figura che ci aveva consegnato fino a quel momento la storia. Così, per anni, abbiamo discusso di maternità reale e di maternità simbolica e, per costruirci una genealogia, siamo andate “alla ricerca dei giardini delle nostre madri” (come scrive Alice Walker)

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4 luglio 2003
Manuela Dviri una israeliana contro la guerra
Verrebbe da dire Manuela Dviri è una donna straordinaria. Non sarebbe giusto. Non sarebbe rispettoso delle scelte, della scelta che questa cittadina israeliana ha compiuto dopo l'uccisione di suo figlio, Joni, a opera di un razzo sparato dagli hezbollah in territorio libanese.
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22 giugno 2003
Il femminismo nascosto dalla “meglio gioventù
“Bellissimo, commovente, ma manca il movimento femminista”, mi dice un’amica con cui ho condiviso, appunto, il femminismo. E’ appena finita la prima parte di La meglio gioventù, il film per la Tv con cui Marco Tullio Giordana si è guadagnato accoglienze trionfali nella sezione del Festival di Cannes Un certaine regard
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2 giugno 2003
Islam, italian style
In “Islam italiano”, nuovo saggio di Stefano Allievi dedicato alla presenza islamica in Italia, non si legge
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24 maggio 2003
Nawal al Sa'dawi, icona del femminismo arabo
L’icona del femminismo arabo ha un bel viso scuro e una capigliatura candida. Nawal al Sa’dawi
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15 maggio 2003
Monica Incisa. Grande artista del sottotono
Achille Campanile diceva, “non è detto che un umorista contemporaneo faccia ridere i posteri e viceversa”.
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1 maggio 2003
Sars, i falsi allarmi dell'informazione
Tra la fine dei bombardamenti in Iraq e la condanna di Cesare Previti, i nostri media si sono occupati della Sars, la polmonite atipica
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> 15 luglio 2006


Ivana e il "Rosario mundial"

Questa rubrica è apparsa su Europa del 12 luglio 2006

Ivana Maugeri ha 29 anni, è incinta e vive con un marito disoccupato. La scorsa settimana è stata licenziata dal call center Incoming di Catania dopo tre anni di lavoro. La motivazione? Aver dichiarato in un’intervista di aver nascosto la sua maternità per paura di essere licenziata. In una lettera rivolta alle parlamentari, e pubblicata da Il Manifesto (5 luglio), scrive, tra l’altro, “alla luce di quello che è accaduto sono ancora più convinta di aver fatto bene a nascondere la mia condizione altrimenti mi avrebbero licenziato anche prima e avrei perso tre mesi di stipendio”. Ivana chiede aiuto alle deputate e domanda loro se sia ammissibile che “una donna, se pure con un contratto a progetto, possa essere liquidata così brutalmente”. Chiunque non viva sulla luna, o nel chiuso di qualche club dove si stilano manifesti in difesa dell’occidente, sa che il caso di Ivana non è isolato. Negli stessi giorni veniva reso pubblico il Bilancio demografico dell’Istat per il 2005. Ebbene, il calo demografico continua (anche se compensato dagli immigrati): ci sono stati più decessi che nascite, mancano 13.282 bambini perché il saldo sia pari. So bene che difficoltà economiche e lavorative come quelle di Ivana non bastano a spiegare questa poca voglia di figli, che tanto preoccupa economisti e demografi, (vedi Eric Cohen su Il Foglio di venerdì 7 luglio), ma certo qualcosa hanno a che vedere. O no? Eppure sembra demagogico parlarne nei giorni in cui il Papa celebra grandiosamente la famiglia nella terra dell’ “Anticristo” Zapatero (come titola Il manifesto). E’ a ben altro livello che vuole collocarsi il messaggio del Papa. Riaffermare il valore della famiglia, “fondata sul matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna” (Osservatore Romano, 10 luglio), “l’unica famiglia possibile” secondo Mimmo Muolo di Avvenire (11 luglio). Questo è il messaggio di Valencia, che non pare rivolto a Ivana. Contro l’individualismo, il relativismo, il nichilismo, l’edonismo, (e chi più ne ha più ne metta), sollecitare le famiglie cattoliche a trasmettere la fede: questo il compito della Chiesa oggi. Ma c’è, come ha scritto Marco Politi su la Repubblica (8 luglio), “nella valanga di interventi solenni e autoritari che le voci ecclesiastiche riversano da mesi sull’opinione pubblica, una profonda distanza dalla vita reale”. Tanto dei cattolici quanto dei non credenti. Forse è a causa di questa distanza che “il rosario mundial delle famiglie” è stato mangiato dai mundial di calcio.
E’ pur vero che L’Avvenire (9 luglio) ci ricorda che per quattro volte il pontefice ha collegato la vita familiare al sentimento della gioia, ma anche questa evocazione, finalmente non punitiva, appare astratta. In Spagna come in Italia ci si interroga piuttosto sul perché cresca la violenza tra le mura domestiche. Sull’ incapacità degli uomini di misurarsi con donne che pensano e scelgono in proprio, ma anche sull’illusione dell’autosufficienza femminile (www.libreriadelledonne.it , interventi al seminario di Asolo). Si torna sempre al dunque: per difendere e riaffermare l’importanza di quelle relazioni di amore, di solidarietà, di responsabilità che possono vivere in tutte le famiglie, (anche in quelle che non sono fondate sul matrimonio indissolubile), bisognerebbe saper riconoscere ciò che è cambiato tra gli uomini e le donne. E partire da lì. Altrimenti si rischia di parlare al vento e di non aiutare nemmeno i propri fedeli.

Franca Fossati




La prima volta delle kuwaitiane

Questa rubrica è apparsa su Europa del 5 luglio 2006

Capisco che il Kuwait non è proprio dietro casa ed è un piccolo paese, (comunque il quarto al mondo per riserve di petrolio), ma se non altro per il fatto che in suo nome abbiamo fatto una guerra, pensavo di trovare sui giornali ampie notizie sulle elezioni legislative che vi si sono svolte il 29 giugno.
Elezioni particolarmente importanti perché, per la prima volta, le donne hanno partecipato al voto politico. Invece non ho trovato che brevi corrispondenze su siti pacifisti e cattolici e qualche flash di agenzia. Ecco che cosa ho capito.
La legge per il suffragio universale, presentata a maggio del 2004 dallo sceicco Jabir al-Ahmad al-Jabir al-Sabah “padrone assoluto del Kuwait” (www.peacereporter.net), a causa dell’ostruzionismo dell’assemblea era passata esattamente un anno dopo. Timido esordio alle amministrative di aprile (due candidate, nessuna eletta) e finalmente il voto per il parlamento. Ne avevano diritto 195mila donne (il 57 per cento degli elettori) e 145 mila uomini.
Le candidate in tutto 28, contro 221 uomini; i seggi in palio 50. Il ministero dell’interno aveva stabilito che non sarebbe stata considerata offesa da parte del presidente di seggio chiedere di alzare il velo per farsi riconoscere.
Per l’occasione, inoltre, il ministero degli affari religiosi ha annullato la fatwa che concedeva al marito il diritto di indicare alla moglie come votare (www.asianews.it). Operazioni di voto rigorosamente separate per sesso. E, «se prima il confronto elettorale si giocava nei diwaniya, club per soli uomini, questa volta è avvenuto nelle strade» (Il Giornale, 1 luglio). «Sento che sto per piangere dalla gioia perché è un momento storico per il Kuwait », ha detto Diana Al-Saad, 55anni, una delle prime che si è recata a votare.
Ma il giornale kuwaitiano Middle East Times aveva anticipatamente spento ogni ottimismo sostenendo che nulla faceva supporre che le elettrici avrebbero votato per le candidate. E così è stato: nessuna donna è stata eletta.
«Vincono gli islamisti e perdono le donne», ha commentato La Padania, che però ci ha informato che Rula Dashti, presidente della Kuwait Economic Society, è stata la più votata, con 1539 preferenze (ce ne sarebbero volute cinquemila per essere eletta). La Dashti prima delle elezioni aveva scritto: «Per una società chiusa come quella kuwaitiana, il terrorismo sociale e psicologico è paragonabile a quello armato, se non peggio.
Le donne erano spaventate e accusate nel nome dell’Islam di andare contro la religione, di essere blasfeme, antipatriottiche, spie dell’Occidente, distruttrici della società, contro la famiglia e promotrici dell’omosessualità e dell’adulterio » (www.arabiliberali.it). Un’altra candidata, Aisha al-Rashid, giornalista di Al- Watan, a marzo era stata minacciata di morte (www.peacereporter.it).
«Non ho dormito tutta la notte – ha raccontato Nadia, 23 anni ad Arab News – perché stavo aspettando l’inizio del voto ». Ma neppure Nadia ha votato per una candidata. Le donne non hanno ancora sufficiente esperienza, dice, sono troppo ingenue. Secondo swissinfo il fatto che le donne abbiano rappresentato il 35 per cento dei votanti lascia ben sperare per la prossima volta. Tra quattro anni. Mentre si contavano i voti in Kuwait, a Bagdad veniva rapita Taiseer Najah al-Mashadani, deputata sunnita del parlamento iracheno. (Ansa, 1 luglio).
In questi giorni ho cercato invano altre notizie su di lei.

Franca Fossati


Le furbette e le madri inacidite

Questa rubrica è apparsa su Europa del 28 giugno 2006

Ma quali molestie? Quale concussione sessuale? Anna Bernardini De Pace non fa sconti alle ragazze delle quali si decantano meriti e demeriti (estetici) nelle intercettazioni. «Femmine giovani e prepotenti» che «impugnando l’arma del sesso hanno subito capito come intrappolare il nemico». E il nemico sono sempre loro, maschi narcisi e traditori sempre uguali, «capaci solo di sprecare i sentimenti del tempo». (Corriere della Sera, 27 giugno). Uniche vittime, secondo la famosa avvocata divorzista, le mogli degli pseudoseduttori. Donne che «per anni hanno investito tempo, pensieri, amore su uomini la cui miseria umana viene messa a nudo da spregiudicate furbette».
Viene da chiedersi come mai tanta acrimonia, tanto livore verso le “furbette” under 30? Certo, c’è un gap generazionale, tra Bernardini De Pace (e coetanee) e le giovani donne che usano la seduzione per fare una qualche carriera. Quelle nate ahimè prima (parecchio prima) degli anni settanta, sono «vecchie ragazze che vivono ancora nella faticosa convinzione che bisogna meritare l’identità sociale sgobbando seriamente per competere con i maschi che gestiscono il potere». E nell’autocelebrazione dell’emancipata c’è sicuramente anche un po’ di invidia, il risentimento di chi, (cioè tutte noi da mezzo secolo in su), fa fatica a vedersi sfiorire.
Si aggiunge poi la delusione nei confronti delle figlie che «hanno appreso più educazione sessuale che sentimentale ». Ma si rivela anche, credo, una speciale difficoltà di comunicazione tra generazioni di donne. Sul raffinato sito femminista della Libreria delle donne di Milano (www.libreriadelledonne.it) sono le giovani a manifestare il conflitto. E non bastano a risolverlo studi, cultura e la comune appartenenza femminista. Lorena Melchiorre apre il dibattito con una lettera intitolata esplicitamente “Impulsi matricidi”. «Io so solo una cosa – scrive – noi trenta-quarantenni siamo tristi, deluse, amareggiate, frustrate, affaticate e alcune di noi anche alcolizzate. Siamo la generazione di Co-co-co ora co-co-pro. Siamo le interinali. Siamo quelle che ogni giorno spediscono curricula, ma non ricevono risposta... Siamo le laureate che fanno fotocopie… Siamo quelle che non possono avere figli perché altrimenti perdono il lavoro… Siamo quelle per cui il futuro suona come una minaccia..». E voi, dice Lorena, «voi signore cinquanta- sessantenni, professionalmente affermate, alcune volte sfruttatrici, più spesso indifferenti e senza problemi economici… senza calcolate intenzioni avete contribuito a rubarci sogni e desideri ». In un altro scritto quelle di Genderazione concedono qualcosa (non vogliamo certo sminuire quelle che ci hanno precedute) per aggiungere: «Siamo quelle di cui parla Lorena… ma siamo anche quelle che non vogliono ancora arrendersi, che fanno fatica a vivere, ma vorrebbero tenere tutto insieme, un lavoro dignitoso, la libertà di scegliere il tempo, la possibilità di costruire una relazione paritaria, la maternità».
Ecco. È questa la sfida che sembra impossibile alle più giovani. Lavoro, amori, maternità. Suonano gli stessi tasti le testimonianze proposte da Paola Vitali su Il Giornale (21 giugno) in una pagina dedicata alla “guerra delle madri”. Quelle frustrate perché hanno rinunciato al lavoro per la famiglia; quelle annientate dalla doppia responsabilità e doppia fatica.
E hanno un bel vantarsi le madri e le nonne: «Noi invece ce l’abbiamo fatta ».

Franca Fossati










> da leggere


Non ci sarà reato, ma è una vera schifezza
di Letizia Paolozzi

Il marcio e la vergogna
di Marina Terragni, su "Io donna" del primo luglio 2006