reale / virtuale
>>>
informazioni, deformazioni, spettacoli, culture
18 febbraio 2006
Rossanda, o dell'ironia femminile
nel secolo delle passioni forti

A me sembra che nella “Ragazza del secolo scorso“ , Rossana Rossanda abbia vinto la scommessa di guardare alla storia senza aggiustarsela – diciamo - come due uova nel piatto.
> continua

1 dicembre 2005
Se la radio parla un’altra lingua
Gli uomini alla radio parlano di donne. E il pubblico dei “radiotelefonisti” cambia volto. E’ successo nei giorni scorsi nel corso di due popolari e seguitissime trasmissioni radiofoniche
> continua

25 novembre 2005
La trilogia del seno
Tre racconti brevi di densità straordinaria di Mahasweta Devi, nata a Dacca nel 1926, tra le più grandi scrittrici indiane, tradotta in tutto il mondo; un apparato critico di Gayatri Spivak
> continua

30 ottobre 2005
Amore e guerra: fine di una parentela?
Che tra amore e odio, amore e morte, ci sia un legame che li fa apparire inseparabili, è una di quelle evidenze che sono rimaste per lungo tempo “invisibili”.

> continua

13 ottobre 2005
Egoismo e persistenza: i saperi umani
chiamati in causa dalla vita quotidiana
“Essere egoisti a sufficienza/ è la parte ardua dell’amore/ avere la cieca persistenza/ di sconvolgere tutta un’esistenza/ solo per scopi personali./ Che faccia di bronzo senza eguali!”
La bella “ingenuità” di questa strofa (da Love )di Philip Larkin ha molto a che vedere con il convegno che a Cagliari ha affrontato - tra il 5 e l’8 dello scorso ottobre - le ardue questioni connesse a “I saperi umani e la consulenza filosofica”.

> continua
13 settembre 2005
Il pasticcio del calcio italiano
e la provocazione del sindaco di Genova
Lo so, dovrei starne alla larga. Dal calcio, naturalmente. Perché è un pasticcio ormai inestricabile, perché il campionato è iniziato e i discorsi stanno a zero.

> continua

25 agosto 2005
Leggere Virginia Woolf
con gli occhi di una donna di oggi
Canto del mondo reale. Virginia Woolf. La vita nella scrittura è un saggio di Liliana Rampello su Virginia Woolf, la più grande scrittrice inglese del '900. Ma è anche qualcosa di più.

> continua

23 agosto 2005
Fare tv nel mondo arabo
Tra i reportage di Peter Arnett per Cnn della prima guerra del Golfo ai Media Free Zones (le aree franche dove fare tv satellitare in paesi pieni di diveti) c’è la rivoluzione mediatica imposta dall’avvento di Al Jazeera.

> continua

26 luglio 2005
Ripensando a una vecchia legge
Non è prassi abituale che un ministro racconti in prima persona le idee, le riflessioni e tutti i ripensamenti che costituiscono l’elemento essenziale per la nascita di una nuova legge. Livia Turco ha deciso di farlo.
> continua

10 giugno 2005
Lo specchio della tentazione antisemita
L’odio per gli ebrei è una catastrofe. Auschwitz sta lì a testimoniare questa che, per tutti/tutte noi rappresenta una “storia di famiglia“ (Jean-Francois Lyotard).
> continua

25 aprile 2005
Felici o disperate?
Nessuna di loro ha problemi economici, diciamo pure che si parla di donne ricche; ognuna di loro possiede una particolare bellezza, una casa di lusso in una cittadina della buona borghesia statunitense, una famiglia, o un marito, dei figli, un amante.
> continua

31 gennaio 2005
Se Charlotte Corday è un inutile temperino
Sacrificio d’artista: Frauen di Anselm Kiefer
Il 26 gennaio, presso l’Accademia di Francia a Roma si è inaugurata una grande esposizione dedicata ad Anselm Kiefer.
> continua

20 novembre 2004
Le democristiane
Istantanee di un percorso politico

Nell’incontro dello scorso 8 novembre presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, erano presenti - eccome! – in un pigiapigia inconsueto.
> continua

4 novembre 2004
Alice Ceresa: rarità di una "prosa micidiale"
La pubblicazione in una sorta di cofanetto de “La figlia prodiga e altre storie“ è stata l’occasione, assieme all’addetta culturale e all’ambasciatore svizzero da poco insediato a Roma, per riparlare del lavoro di Alice Ceresa, scrittrice d’origine ticinese scomparsa due anni fa.
> continua

11 settembre 2004
"Bellissime": un'altra storia italiana
Con Giovanna Gagliardo, ai tempi d’oro del femminismo, si tenne a battesimo (tra litigi e rappacificazioni, odi eterni e veloci amori) un collettivo (di donne) intorno alla libreria della Maddalena. Ognuna di noi lavorò a suo modo sulla scoperta della soggettività femminile.
> continua

29 luglio 2004
Ulisse e i tre amori di Sylvia B.
E’ probabile che l’egocentrico, arrogante, superbo, ingrato, elemosinante supergeniale autore dell’Ulisse, colui che ha cambiato la sorte del romanzo novecentesco, proverebbe un qualche sconcerto nel vedere che, nel centenario del Bloomsday, c’è un libro che non ruota soltanto intorno a lui.
> continua

22 luglio 2004
Torture, per non rimuovere lo scandalo
Pubblichiamo l'editoriale di "Leggendaria" e un intervento della direttrice Anna Maria Crispino, aggiungendo il sommario di articoli e autrici/autori che troverete sulla rivista, e l'articolo che al tema ha dedicato Ida Dominijanni sul "manifesto" del 20 luglio.
> continua

29 maggio 2004
Sandokan, il boss come linguaggio
e la tentazione della politica
Il nome è una garanzia: Nanni Balestrini. Garanzia di scrittura. Scrittura come linguaggio. Interpretazione. Lavoro. Traduzione di realtà.

> continua


6 maggio 2004
Il futuro alle spalle
Le profezie della prevenzione differita

Preveggenti, la redazione e le autrici dell’ultimo numero di DWF dedicato all’Algebra della prevenzione.

> continua

4 maggio 2004
Se il generale è una cattiva ragazza
Sorridente e carina la ragazza fa capolino sulla sinistra della foto, guarda l’obiettivo e alza i pollici, in segno di vittoria. Come una qualunque coetanea in giro per il mondo.

> continua

3 maggio 2004
Il "partire da sé" di Gad
(ovvero lavoro di cura e filosofia bantu)
Attento lettore di Via Dogana, il periodico della Libreria delle donne di Milano, Gad Lerner non si è lasciato sfuggire la ghiotta possibilità di trarne spunto, per operare uno scarto rispetto agli scomodi argomenti dell' attuale mainstream massmediatico
> continua

16 aprile 2004
Le parole di Olympe
e il sogno della Rivoluzione
"Parole parole parole", cantava un'indimenticabile Mina alla volta di un prolisso Alberto Lupo. Lui parlava mentre lei avrebbe voluto che passasse ai fatti.

> continua

30 marzo 2004
Liberiamo Gabor dal Grande Fratello
e costruiamo un Grande Impero Latino

Letture, visioni, profezie.
Sul sito di Repubblica trovo la storia di Gabor, il cucciolo Terranova che sta nella casa del Grande Fratello. La sua ex padrona lo rivendica.
> continua

7marzo 2004
“Femminismo dei principi“
A Roma le donne difendono la legge francese

Di rimbalzo dalla Francia, il dibattito sul velo o, meglio, sul suo divieto “per legge“ nelle scuole pubbliche, è arrivato anche da noi.
> continua

21 febbraio 2004
Sul velo una laicità troppo ostentata
Ho un mucchio di esitazioni quanto al progetto francese di “legge sulla laicità“. Il mero divieto, penso io, è segno di impotenza. D’altronde, laicità e scelta individuale; integrazione e discriminazione; oppressione e emancipazione sono temi da trattare con cura
> continua

25 gennaio 2004
Il femminile secondo Touraine
Vi ricordate del XX secolo? La rivoluzione proletaria, i totalitarismi, le promesse democratiche, poi l’idea dello sviluppo sociale legato al progresso scientifico?
> continua

7 gennaio 2004
I 50 anni nel Pci di Macaluso
Generazioni (maschili) a confronto

Una “lettura intellettualmente più onesta dell’esperienza di più generazioni di comunisti italiani”.
> continua

30 dicembre 2003
La riduzione della politica a guerra
nel nuovo libro di Ingrao
A che punto è pervenuta la scienza dell’uccidere, la dottrina della guerra?

>
continua

21 dicembre 2003
Il paradosso della Francia laica
Non vieta l'oppressione ma il suo simbolo
La Francia è divisa, dall’inizio dell’anno, intorno alla questione di una legge che vieti d’indossare i simboli religiosi nelle scuole.
> continua

11 dicembre 2003
Perché Amorfu' non vada al macero
Permettetemi un ricordo personale. Correva l’anno 1963, stavo preparando un film-inchiesta col regista Raffaele Andreassi, “Mondo cane all’italiana”

> continua

26 novembre 2003
Le brave ragazze vanno in paradiso
le cattive dappertutto (in tre film)

Uma Thurman ha gli occhi blu sgranati dalla ferocia (Kill Bill – Vol.1); Jun Ichikawa non muove un muscolo del viso pallido (Cantando dietro i paraventi); Nicole Kidman è tutta un sorriso di ringraziamento verso i suoi protettori (Dogville)
> continua

12 novembre 2003
Così arrivò la fame in diretta
Addio a Pappalardo. Walter Nudo ce l’ha fatta, a eliminare il rivale ingombrante, il maschio alfa che gli ha fatto la guerra da quando è arrivato all’”Isola dei famosi”.
> continua

23 ottobre 2003
Con o senza velo ma non per legge
Il velo è un’offesa alla dignità personale perché stabilisce l’equazione tra donna e oppressione. Lo statuto delle donne che vige in gran parte dei paesi islamici (sistema giudiziario, tradizioni, religione e polizia religiosa, signori della guerra, signori ex tagliagole che dovrebbero assicurare la pace, fondamentalismi, applicazione della sharìa) inchioda l’essere sessuato femminile a un’immagine di donna schiavizzata
> continua

8 ottobre 2003
Storie di PotOp: non solo derive “militari“ ma anche buone ragioni sociali
E’ evidente che il libro di Aldo Grandi “La generazione degli anni perduti. Storie di Potere Operaio", costruito attraverso testimonianze (mi pare più di sessanta) e documenti , non poteva che scontentare molti dei protagonisti di quel movimento
> continua

26 settembre 2003
Tramonto violento del tifoso
Ecco, finalmente è accaduto. La guerra tra tifoserie, lo scontro con le forze dell'ordine ha conquistato il posto cui ambisce da sempre: il campo di "gioco"
> continua

15 settembre 2003
Distruzioni. Decostruzioni. Creazioni
Mentre c’era la guerra in Iraq mia madre non è stata bene, e per qualche momento ho temuto per la sua vita.
> continua

7 agosto 2003
"Vita" di Mazzucco: un secolo di storia italiana
negli archivi di Long Island

"Vita", il romanzo con cui Melania Mazzucco ha vinto quest’anno il premio Strega, è il quarto romanzo di questa autrice giovanissima
> continua

20 luglio 2003
Felicità, percorsi del paradosso
Dal 10 al 13 luglio scorso a Trevignano si è parlato di felicità. Lo ha fatto il gruppo di donne che ha partecipato al IV seminario residenziale organizzato dalla SIL (Società italiana delle letterate)
>
continua

9 luglio 2003
Perché la figlia deve separarsi dalla madre
Con il femminismo avevamo fatto spazio, dentro di noi, a una figura materna attrattiva, ambigua, molto più complessa e misteriosa della figura che ci aveva consegnato fino a quel momento la storia. Così, per anni, abbiamo discusso di maternità reale e di maternità simbolica e, per costruirci una genealogia, siamo andate “alla ricerca dei giardini delle nostre madri” (come scrive Alice Walker)

> continua

4 luglio 2003
Manuela Dviri una israeliana contro la guerra
Verrebbe da dire Manuela Dviri è una donna straordinaria. Non sarebbe giusto. Non sarebbe rispettoso delle scelte, della scelta che questa cittadina israeliana ha compiuto dopo l'uccisione di suo figlio, Joni, a opera di un razzo sparato dagli hezbollah in territorio libanese.
> continua

22 giugno 2003
Il femminismo nascosto dalla “meglio gioventù
“Bellissimo, commovente, ma manca il movimento femminista”, mi dice un’amica con cui ho condiviso, appunto, il femminismo. E’ appena finita la prima parte di La meglio gioventù, il film per la Tv con cui Marco Tullio Giordana si è guadagnato accoglienze trionfali nella sezione del Festival di Cannes Un certaine regard
> continua

2 giugno 2003
Islam, italian style
In “Islam italiano”, nuovo saggio di Stefano Allievi dedicato alla presenza islamica in Italia, non si legge
> continua

24 maggio 2003
Nawal al Sa'dawi, icona del femminismo arabo
L’icona del femminismo arabo ha un bel viso scuro e una capigliatura candida. Nawal al Sa’dawi
> continua

15 maggio 2003
Monica Incisa. Grande artista del sottotono
Achille Campanile diceva, “non è detto che un umorista contemporaneo faccia ridere i posteri e viceversa”.
> continua

1 maggio 2003
Sars, i falsi allarmi dell'informazione
Tra la fine dei bombardamenti in Iraq e la condanna di Cesare Previti, i nostri media si sono occupati della Sars, la polmonite atipica
> continua

> 16 marzo 2006


Il Cavaliere scivola su donne e politica
ma lo sfidante Prodi non ne approfitta


Quando il gioco si fa duro... Ed eccoli lì, tutti con lo stesso nodo della cravatta (lo sottolinea il "Corriere della sera" in una dettagliata descrizione dell'abbigliamento di Berlusconi e Prodi), convenuti nel luogo stabilito per il duello, con regole molto precise, il"direttore del combattimento" e i padrini, incaricati di porgere educatamente le domande-pallottole. Tutti maschi e vestiti di scuro. Si parla di cose estremamente serie e anche un po' noiose: è in gioco il destino del paese. Ma ecco che Marcello Sorgi - forse perchè è un gentiluomo siciliano? - si ricorda che al mondo esiste anche il sesso femminile. Che cosa faranno i nostri eroi quando dovranno nominare il loro governo? Seguiranno l'esempio del diabolico Zapatero, replicato ora dalla neopresidente cilena Bachelet, che ha formato anche lei un esecutivo metà uomini e metà donne?
Tocca al Cavaliere rispondere per primo. E sbaglia clamorosamente la mira. Noi abbiamo cercato di candidare molte donne - argomenta più o meno - ma le signore esitano a abbandonare mariti e famiglie per stare in Parlamento 5 giorni alla settimana per 5 anni. Anzi, si rifiutano proprio. Poi, preso da quella sua smania di enumerare le "cose fatte", peggiora ancora la situazione: noi per favorire questa "categoria" abbiamo deciso questo e quello... Ma come, Presidente, l'altra metà del cielo ridotta a una "categoria", come gli elettrauto o gli autoferrotranvieri, con rispetto parlando?
Berlusconi - osserva ancora il "Corriere" - aveva il nodo Windsor uguale a quello di Prodi, ma "allentato". Questo piccolo segnale di maggiore umanità e rilassatezza non corrispondeva, evidentemente, a una condizione interiore, dominata invece da una non incrinabile rigidità. Al Cavaliere - nella cui prima osservazione c'era pure un certo elemento di verità che avrebbe potuto essere più dignitosamente sviluppato - non è venuto nemmeno in mente - ha osservato sconsolato Pietrangelo Buttafuoco - di "essere più marpione, far uscire il latin lover che è in lui e che è in tutti gli italiani".
A questo punto Romano Prodi aveva una strada spianata davanti a sè, e un bersaglilo sicuro, ma qualcosa lo ha trattenuto. Ha ripetuto - lo aveva già detto in una prima apparizione televisiva con Bruno Vespa - di essersi convinto che c'è ormai bisogno delle "quote rosa" per rimediare alla scarsità imbarazzante di donne nei luoghi istituzionali della politica. Ha ricordato che le forze del centrosinistra portano più signore in Parlamento. Ma si è ben guardato di rispondere alla domanda sulla futura composizione del governo. Eppure, su altre spinose questioni, non ha esitato a affermare che, alla fine, decide lui.
Avrei preferito una promessa magari avventata, mossa - ma sì - da un pizzico di latina galanteria. Come si può aspirare alla felicità se ci si condanna all'assenza femminile?

Bartleby

P.S. Rileggendomi mi accorgo che avrebbe meritato qualche argomentazione in più l'osservazione che c'è qualcosa di vero nell'affermazione di Berlusconi sul fatto che le donne resistono all'idea di "mettersi in politica". Me la posso cavare citando l'articolo scritto da Nicoletta Tiliacos ("Eresie in rosa") sul Foglio di giovedì 16 marzo. A sua volta Tiliacos cita Lia Cigarini e le tesi della Libreria delle donne di Milano: le donne effettivamente non amano la "politica seconda" - quella dei partiti e della rappresentanza, viziata da logiche di potere strumentali e dominata dall'invadenza maschile. Forse bisognerebbe insistere di più sul fatto che merita una piena definizione di "politica" la "politica prima", basata sulle relazioni che si intessono nel quotidiano (a casa, al lavoro ecc.) e che producono le reali modificazioni della nostra vita e dell'idea che ci facciamo del mondo. Senza tralasciare, però, l'aspetto ipocrita dell'affermazione del Cavaliere: è infatti del tutto evidente che i dirigenti politici della destra non hanno fatto nulla di serio per coinvolgere un maggiore numero di donne, mentre hanno dato pessima prova di sè nel difendere strenuamente i propri seggi, non senza insulti triviali alla loro collega Prestigiacomo, che rivendicava le famose "quote rosa" (che saranno un male, ma forse, a questo punto, un male minore). Aggiungo che nemmeno a sinistra si fa molto per comprendere la questione e per rendere la "politica seconda" più appetibile da parte delle donne (e delle persone umane in genere). Per esempio, avrei preferito che due parlamentari e dirigenti della sinistra come Livia Turco e Barbara Pollastrini - vedi il Riformista di mercoledì 15 - non si fossero espresse in termini tanto propagandistici e poco gentili nei confronti delle affermazioni di Veronica Lario, pubblicate dalla Repubblica martedì 14, giorno del fatidico "duello". In un'intervista ricca di considerazioni intelligenti e garbate la signora Berlusconi aveva osato affermare che la sinistra "sembra aver smarrito la sua missione storica: stare dalla parte dei più deboli". Purtroppo credo che anche in questa affermazione ci sia qualcosa di vero. Rispondere che la "signora bene" non deve "pontificare", ma piuttosto "andare al mercato" per capire che le pensioni sono troppo basse e per imparare che cos'è la "sinistra innovatrice" mi è sembrato quantomeno un sintomo di nervosismo eccessivo. C'è un senso comune che reagisce ormai abbastanza diffusamente e prontamente alle corbellerie che gli uomini fanno e dicono a proposito delle donne. Ma che si aspetta un di più da parte femminile (vedi le reazioni al caso Annunziata) in termini di autorevolezza e urbanità. Non sarebbe preferibile ascoltarlo?








Come mi vanno strette queste elezioni!

Nell’Africa dei mutamenti rapidi e dei grandi drammi le quote rosa sono oramai un diritto acquisito. Quasi tutti gli Stati del continente hanno una percentuale del 30-40 di donne in Parlamento e molte premier, ministre della difesa e del bilancio e così via. Non che questo comporti – lo sappiamo bene – un automatico miglioramento delle condizioni di vita femminili, ma molto sta cambiando e cambierà. Nella moschea di Maputo l’imam tuona contro i peccati delle donne che provocano i terremoti ma loro, le donne, quando escono dalla moschea liberano le treccine dal velo e rimettono in vista l’ombelico col piercing. E i fulmini dell’imam non raggiungono le pagine dei magazine Savana e del sudafricano Mail e Guardian, dove rispettivamente lo scrittore Mia Couto e la columnist difendono con spirito critico sia le manifestazioni contro le vignette danesi, sia la scarsa ironia islamica in tempi bui.
Almeno nelle foto e in tv le vedo sedute sugli scranni del governo, mentre in Italia devo accontentarmi di sentirle (sentirci) protestare su tutto e sbadiglio davanti alla trasmissione tv più vista dell’anno dove due uomini intervistano i due pretendenti al governo, arbitro il quinto. Del cuneo fiscale capisco poco, un po’ di più di famiglie e fecondazione assistita, se ne avessi sentito parlare. Stamani, intervistati su Radio24 da Giancarlo Santalmassi, Alessandra Mussolini e Antonio Di Pietro dibattevano sull’inquietante interrogativo: meglio fascista che frocio o viceversa? Va da sé, l’argomento non mi affascina, ma mi ritrovo ormai molto in basso a pensare che almeno in studio ci sono un uomo e una donna.
Mi stanno assai strette le prossime elezioni, perché le anime dell’Unione mi fanno pensare a Gogol piuttosto che a un nuovo schieramento, perché – sinceramente – faccio fatica a sperare nei volti femminili (quanti?) che potranno dire la loro nelle commissioni e in Parlamento. Le escluse non sono rimaste a casa a vegliare sui mariti e contemplare silenti il forno a microonde, sono state fatte fuori dai colleghi maschi. Accanto a loro, alle candidate, le donne del femminismo (dalle molte anime) che sta ritornando, come scrivono in molti, oppure ha scelto il tailleur migliore per farsi sentire ad alta voce, perché credo non se ne sia mai andato ma abbia parzialmente abbandonato il separatismo per rimboccarsi di nuovo le maniche. Scegliendo forzatamente e di nuovo la piazza quando orami pensava di essere pronto per il bagno turco.

Monica Luongo








> da leggere

Cronache e commenti sul "duello" telvisivo tra Berlusconi e Prodi, sul "Corriere della sera" del 15 marzo 2006, sul Foglio e sul Riformista del 16 marzo.


Come mi vanno strette queste elezioni!
di Monica Luongo