reale / virtuale
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informazioni, deformazioni, spettacoli, culture
2 settembre 2006
Perchè la poesia preferisce il web
Rispondendo a un’intervista di Florinda Fusco su Liberazione del 3 agosto constatavo che la poesia, marginalizzata dall’editoria libraria, trova oggi in internet un terreno particolarmente favorevole
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3 agosto 2006
Donne e politica
Il trionfo della sproporzione
Questo articolo è apparso su Europa il 2 agosto 2006
Sembra un secolo da quando ci sono state le elezioni e da un secolo navighiamo a fatica nelle loro conseguenze.
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15 luglio 2006
Tre rubriche di Franca Fossati: Le furbette e le madri inacidite. La prima volta delle kuwaitiane. Ivana e il "rosario mundial"
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21 giugno 2006
Sudafrica in Fiera
Diciamolo subito e senza modestia: siamo le uniche italiane/i (l’africanista Itala Vivan e la sottoscritta) presenti alla prima Fiera internazionale di Cape Town.

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16 giugno 2006
Tre e rubriche di Franca Fossati: Demi Moore vendicaci tu su quel divano della Farnesina.
C'è la restaurazione?
Il disordine dopo il silenzio
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5 giugno 2006
Nadine Gordimer: la verità nel romanzo
la speranza dalla vita quotidiana

Bisogna saperlo che ha 82 anni, Nadine Gordimer, a vederla camminare dritta come un fuso, elegante e sobria nella giacca nera di foggia orientale

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3 maggio - 31 maggio 2006
Rubriche di Franca Fossati uscite su Europa dal 3 al 31 maggio 2006
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13 aprile 2006
Kristeva: tre donne di genio nel '900
contro il "femminismo di massa"

È stato un incontro appassionante quello che si è avuto a Roma con Julia Kristeva, festeggiata per la traduzione della sua trilogia dedicata al genio femminile.
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16 marzo 2006
Il Cavaliere scivola su donne e politica
ma lo sfidante Prodi non ne approfitta

Quando il gioco si fa duro... Ed eccoli lì, tutti con lo stesso nodo della cravatta (lo sottolinea il "Corriere della sera" in una dettagliata descrizione dell'abbigliamento di Berlusconi e Prodi), convenuti nel luogo stabilito per il duello
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18 febbraio 2006
Rossanda, o dell'ironia femminile
nel secolo delle passioni forti

A me sembra che nella “Ragazza del secolo scorso“ , Rossana Rossanda abbia vinto la scommessa di guardare alla storia senza aggiustarsela – diciamo - come due uova nel piatto.
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1 dicembre 2005
Se la radio parla un’altra lingua
Gli uomini alla radio parlano di donne. E il pubblico dei “radiotelefonisti” cambia volto. E’ successo nei giorni scorsi nel corso di due popolari e seguitissime trasmissioni radiofoniche
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25 novembre 2005
La trilogia del seno
Tre racconti brevi di densità straordinaria di Mahasweta Devi, nata a Dacca nel 1926, tra le più grandi scrittrici indiane, tradotta in tutto il mondo; un apparato critico di Gayatri Spivak
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30 ottobre 2005
Amore e guerra: fine di una parentela?
Che tra amore e odio, amore e morte, ci sia un legame che li fa apparire inseparabili, è una di quelle evidenze che sono rimaste per lungo tempo “invisibili”.

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13 ottobre 2005
Egoismo e persistenza: i saperi umani
chiamati in causa dalla vita quotidiana
“Essere egoisti a sufficienza/ è la parte ardua dell’amore/ avere la cieca persistenza/ di sconvolgere tutta un’esistenza/ solo per scopi personali./ Che faccia di bronzo senza eguali!”
La bella “ingenuità” di questa strofa (da Love )di Philip Larkin ha molto a che vedere con il convegno che a Cagliari ha affrontato - tra il 5 e l’8 dello scorso ottobre - le ardue questioni connesse a “I saperi umani e la consulenza filosofica”.

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13 settembre 2005
Il pasticcio del calcio italiano
e la provocazione del sindaco di Genova
Lo so, dovrei starne alla larga. Dal calcio, naturalmente. Perché è un pasticcio ormai inestricabile, perché il campionato è iniziato e i discorsi stanno a zero.

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25 agosto 2005
Leggere Virginia Woolf
con gli occhi di una donna di oggi
Canto del mondo reale. Virginia Woolf. La vita nella scrittura è un saggio di Liliana Rampello su Virginia Woolf, la più grande scrittrice inglese del '900. Ma è anche qualcosa di più.

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23 agosto 2005
Fare tv nel mondo arabo
Tra i reportage di Peter Arnett per Cnn della prima guerra del Golfo ai Media Free Zones (le aree franche dove fare tv satellitare in paesi pieni di diveti) c’è la rivoluzione mediatica imposta dall’avvento di Al Jazeera.

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26 luglio 2005
Ripensando a una vecchia legge
Non è prassi abituale che un ministro racconti in prima persona le idee, le riflessioni e tutti i ripensamenti che costituiscono l’elemento essenziale per la nascita di una nuova legge. Livia Turco ha deciso di farlo.
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10 giugno 2005
Lo specchio della tentazione antisemita
L’odio per gli ebrei è una catastrofe. Auschwitz sta lì a testimoniare questa che, per tutti/tutte noi rappresenta una “storia di famiglia“ (Jean-Francois Lyotard).
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25 aprile 2005
Felici o disperate?
Nessuna di loro ha problemi economici, diciamo pure che si parla di donne ricche; ognuna di loro possiede una particolare bellezza, una casa di lusso in una cittadina della buona borghesia statunitense, una famiglia, o un marito, dei figli, un amante.
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31 gennaio 2005
Se Charlotte Corday è un inutile temperino
Sacrificio d’artista: Frauen di Anselm Kiefer
Il 26 gennaio, presso l’Accademia di Francia a Roma si è inaugurata una grande esposizione dedicata ad Anselm Kiefer.
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20 novembre 2004
Le democristiane
Istantanee di un percorso politico

Nell’incontro dello scorso 8 novembre presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, erano presenti - eccome! – in un pigiapigia inconsueto.
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4 novembre 2004
Alice Ceresa: rarità di una "prosa micidiale"
La pubblicazione in una sorta di cofanetto de “La figlia prodiga e altre storie“ è stata l’occasione, assieme all’addetta culturale e all’ambasciatore svizzero da poco insediato a Roma, per riparlare del lavoro di Alice Ceresa, scrittrice d’origine ticinese scomparsa due anni fa.
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11 settembre 2004
"Bellissime": un'altra storia italiana
Con Giovanna Gagliardo, ai tempi d’oro del femminismo, si tenne a battesimo (tra litigi e rappacificazioni, odi eterni e veloci amori) un collettivo (di donne) intorno alla libreria della Maddalena. Ognuna di noi lavorò a suo modo sulla scoperta della soggettività femminile.
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29 luglio 2004
Ulisse e i tre amori di Sylvia B.
E’ probabile che l’egocentrico, arrogante, superbo, ingrato, elemosinante supergeniale autore dell’Ulisse, colui che ha cambiato la sorte del romanzo novecentesco, proverebbe un qualche sconcerto nel vedere che, nel centenario del Bloomsday, c’è un libro che non ruota soltanto intorno a lui.
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22 luglio 2004
Torture, per non rimuovere lo scandalo
Pubblichiamo l'editoriale di "Leggendaria" e un intervento della direttrice Anna Maria Crispino, aggiungendo il sommario di articoli e autrici/autori che troverete sulla rivista, e l'articolo che al tema ha dedicato Ida Dominijanni sul "manifesto" del 20 luglio.
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29 maggio 2004
Sandokan, il boss come linguaggio
e la tentazione della politica
Il nome è una garanzia: Nanni Balestrini. Garanzia di scrittura. Scrittura come linguaggio. Interpretazione. Lavoro. Traduzione di realtà.

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6 maggio 2004
Il futuro alle spalle
Le profezie della prevenzione differita

Preveggenti, la redazione e le autrici dell’ultimo numero di DWF dedicato all’Algebra della prevenzione.

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4 maggio 2004
Se il generale è una cattiva ragazza
Sorridente e carina la ragazza fa capolino sulla sinistra della foto, guarda l’obiettivo e alza i pollici, in segno di vittoria. Come una qualunque coetanea in giro per il mondo.

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3 maggio 2004
Il "partire da sé" di Gad
(ovvero lavoro di cura e filosofia bantu)
Attento lettore di Via Dogana, il periodico della Libreria delle donne di Milano, Gad Lerner non si è lasciato sfuggire la ghiotta possibilità di trarne spunto, per operare uno scarto rispetto agli scomodi argomenti dell' attuale mainstream massmediatico
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16 aprile 2004
Le parole di Olympe
e il sogno della Rivoluzione
"Parole parole parole", cantava un'indimenticabile Mina alla volta di un prolisso Alberto Lupo. Lui parlava mentre lei avrebbe voluto che passasse ai fatti.

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30 marzo 2004
Liberiamo Gabor dal Grande Fratello
e costruiamo un Grande Impero Latino

Letture, visioni, profezie.
Sul sito di Repubblica trovo la storia di Gabor, il cucciolo Terranova che sta nella casa del Grande Fratello. La sua ex padrona lo rivendica.
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7marzo 2004
“Femminismo dei principi“
A Roma le donne difendono la legge francese

Di rimbalzo dalla Francia, il dibattito sul velo o, meglio, sul suo divieto “per legge“ nelle scuole pubbliche, è arrivato anche da noi.
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21 febbraio 2004
Sul velo una laicità troppo ostentata
Ho un mucchio di esitazioni quanto al progetto francese di “legge sulla laicità“. Il mero divieto, penso io, è segno di impotenza. D’altronde, laicità e scelta individuale; integrazione e discriminazione; oppressione e emancipazione sono temi da trattare con cura
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25 gennaio 2004
Il femminile secondo Touraine
Vi ricordate del XX secolo? La rivoluzione proletaria, i totalitarismi, le promesse democratiche, poi l’idea dello sviluppo sociale legato al progresso scientifico?
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7 gennaio 2004
I 50 anni nel Pci di Macaluso
Generazioni (maschili) a confronto

Una “lettura intellettualmente più onesta dell’esperienza di più generazioni di comunisti italiani”.
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30 dicembre 2003
La riduzione della politica a guerra
nel nuovo libro di Ingrao
A che punto è pervenuta la scienza dell’uccidere, la dottrina della guerra?

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21 dicembre 2003
Il paradosso della Francia laica
Non vieta l'oppressione ma il suo simbolo
La Francia è divisa, dall’inizio dell’anno, intorno alla questione di una legge che vieti d’indossare i simboli religiosi nelle scuole.
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11 dicembre 2003
Perché Amorfu' non vada al macero
Permettetemi un ricordo personale. Correva l’anno 1963, stavo preparando un film-inchiesta col regista Raffaele Andreassi, “Mondo cane all’italiana”

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26 novembre 2003
Le brave ragazze vanno in paradiso
le cattive dappertutto (in tre film)

Uma Thurman ha gli occhi blu sgranati dalla ferocia (Kill Bill – Vol.1); Jun Ichikawa non muove un muscolo del viso pallido (Cantando dietro i paraventi); Nicole Kidman è tutta un sorriso di ringraziamento verso i suoi protettori (Dogville)
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12 novembre 2003
Così arrivò la fame in diretta
Addio a Pappalardo. Walter Nudo ce l’ha fatta, a eliminare il rivale ingombrante, il maschio alfa che gli ha fatto la guerra da quando è arrivato all’”Isola dei famosi”.
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23 ottobre 2003
Con o senza velo ma non per legge
Il velo è un’offesa alla dignità personale perché stabilisce l’equazione tra donna e oppressione. Lo statuto delle donne che vige in gran parte dei paesi islamici (sistema giudiziario, tradizioni, religione e polizia religiosa, signori della guerra, signori ex tagliagole che dovrebbero assicurare la pace, fondamentalismi, applicazione della sharìa) inchioda l’essere sessuato femminile a un’immagine di donna schiavizzata
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8 ottobre 2003
Storie di PotOp: non solo derive “militari“ ma anche buone ragioni sociali
E’ evidente che il libro di Aldo Grandi “La generazione degli anni perduti. Storie di Potere Operaio", costruito attraverso testimonianze (mi pare più di sessanta) e documenti , non poteva che scontentare molti dei protagonisti di quel movimento
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26 settembre 2003
Tramonto violento del tifoso
Ecco, finalmente è accaduto. La guerra tra tifoserie, lo scontro con le forze dell'ordine ha conquistato il posto cui ambisce da sempre: il campo di "gioco"
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15 settembre 2003
Distruzioni. Decostruzioni. Creazioni
Mentre c’era la guerra in Iraq mia madre non è stata bene, e per qualche momento ho temuto per la sua vita.
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7 agosto 2003
"Vita" di Mazzucco: un secolo di storia italiana
negli archivi di Long Island

"Vita", il romanzo con cui Melania Mazzucco ha vinto quest’anno il premio Strega, è il quarto romanzo di questa autrice giovanissima
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20 luglio 2003
Felicità, percorsi del paradosso
Dal 10 al 13 luglio scorso a Trevignano si è parlato di felicità. Lo ha fatto il gruppo di donne che ha partecipato al IV seminario residenziale organizzato dalla SIL (Società italiana delle letterate)
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9 luglio 2003
Perché la figlia deve separarsi dalla madre
Con il femminismo avevamo fatto spazio, dentro di noi, a una figura materna attrattiva, ambigua, molto più complessa e misteriosa della figura che ci aveva consegnato fino a quel momento la storia. Così, per anni, abbiamo discusso di maternità reale e di maternità simbolica e, per costruirci una genealogia, siamo andate “alla ricerca dei giardini delle nostre madri” (come scrive Alice Walker)

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4 luglio 2003
Manuela Dviri una israeliana contro la guerra
Verrebbe da dire Manuela Dviri è una donna straordinaria. Non sarebbe giusto. Non sarebbe rispettoso delle scelte, della scelta che questa cittadina israeliana ha compiuto dopo l'uccisione di suo figlio, Joni, a opera di un razzo sparato dagli hezbollah in territorio libanese.
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22 giugno 2003
Il femminismo nascosto dalla “meglio gioventù
“Bellissimo, commovente, ma manca il movimento femminista”, mi dice un’amica con cui ho condiviso, appunto, il femminismo. E’ appena finita la prima parte di La meglio gioventù, il film per la Tv con cui Marco Tullio Giordana si è guadagnato accoglienze trionfali nella sezione del Festival di Cannes Un certaine regard
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2 giugno 2003
Islam, italian style
In “Islam italiano”, nuovo saggio di Stefano Allievi dedicato alla presenza islamica in Italia, non si legge
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24 maggio 2003
Nawal al Sa'dawi, icona del femminismo arabo
L’icona del femminismo arabo ha un bel viso scuro e una capigliatura candida. Nawal al Sa’dawi
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15 maggio 2003
Monica Incisa. Grande artista del sottotono
Achille Campanile diceva, “non è detto che un umorista contemporaneo faccia ridere i posteri e viceversa”.
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1 maggio 2003
Sars, i falsi allarmi dell'informazione
Tra la fine dei bombardamenti in Iraq e la condanna di Cesare Previti, i nostri media si sono occupati della Sars, la polmonite atipica
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> 1 ottobre 2006


Erica Jong: la destra cristiana
si ribella alla rivoluzione sessuale


Ero curiosa di conoscere Erica Jong. E l’autrice di “Paura di volare“, in Italia per presentare la sua nuova autobiografia “Sedurre il demonio” (Bompiani, 254 pagine, 16 euro) si è rivelata all’altezza della sua fama. Ironica, capace di battute fulminanti, alle prese con il peso di una celebrità “per i motivi sbagliati” a cui non si sottrae, è consapevole della sua speciale posizione nell’avventura della presa di parola delle donne. Di essere stata la prima a trovare la voce coraggiosa, arrabbiata, irriverente per raccontare sé stesse, di avere aperto la strada alle tante, anche giovanissime, che oggi scrivono in prima persona.
Per questo, o forse anche per il piacere di mettersi in scena –ma non mi sembra molto diverso- mi ha raccontato di nuovo con gusto la storia del suo incontro con l’anziano editore. “Insomma, lui mi ha invitato a vedere la sua collezione di farfalle, come dite voi italiani, noi diciamo di solito “la collezione di incisioni”, e io ci ho creduto come una scema» e ride di cuore nel ricordare l’episodio più esilarante riportato nel libro. «Io volevo scrivere un manuale per aspiranti scrittori» spiega, «poi mi sono chiesta, ma io cosa avrei voluto sapere dai miei scrittori preferiti, da Emily Dickinson o Pablo Neruda, per esempio? Avrei voluto che mi dicessero la verità. E così mi è tornata in mente quella storia, e ho deciso di raccontarla. Ho una regola, non eliminare mai ciò che diverte. È importante far ridere le persone». Ecco allora la storia. Una giovane Erica, che aveva già pubblicato un paio di volumi di poesie molto apprezzati, accetta l’invito a pranzo di un editore molto in là con gli anni che le propone un contratto con cospicuo anticipo per un romanzo. E poi la invita a vedere la sua collezione, non di farfalle ma di libri rari. Emozionata Erica si ritrova a sfogliare la prima edizione di Endimione di Keats, poi di Foglie d’erba di Walt Whitman. Quando quasi senza accorgersene si ritrova in ginocchio davanti all’editore a rianimarne il sesso fatiscente, è a Keats che pensa. Ma il giorno dopo, confezionato con cura in carta marrone, non le arrivò a casa un originale, ma il facsimile della prima edizione del capolavoro di Whitman. «Mi sentìì tradita. Il pompino che gli avevo fatto non era un facsimile». Bionda, grandi occhi azzurri, Erica Jong a 64 anni contempla con allegria la ragazza ingenua e pasticciona che è stata. A più di trent’anni da “Paura di volare”, il libro di cui ha venduto 18 milioni di copie in tutto il mondo, torna a raccontarsi, questa volta senza lo schermo di Isadora Wing, il personaggio che inseguiva l’ideale della «scopata senza cerniera”, cioè dell’amore libero, senza costrizioni, istintivo, felice, un amore, va ricordato, che in realtà non riesce a trovare.
Racconta del suo incontro col demone, parola che preferisce, precisa, alla traduzione italiana “demonio”. «I demoni sono tanti» risponde «alcool, sesso, droga, ognuno ti può catturare. Ma il demone di cui parlo è una metafora dello scrittore. L’ho preso da un racconto di Isaac Bashevis Singer, che narra di una donna che ha perso marito e figli, e si lascia sedurre da un uomo povero e non particolarmente bello che le fa credere di essere il diavolo. Lei non ci crede fino in fondo, ma le fa piacere averlo nel suo letto. Come gli scrittori, appunto. Tu seduci i demoni, e nello stesso tempo sei sedotta da loro. In un certo senso il demone è la verità». Per questo Erica Jong è convinta che a scrivere si affrontano dei rischi: «In passato gli scrittori li mandavano in esilio, o li mettevano in prigione. E succede anche oggi, se per esempio dai fastidio ai fondamentalisti islamici, come è successo a Salman Rushdie, o di recente al turco Orhan Pamuk. Eppure sono solo dei libri, dico sempre, perché scaldarsi tanto? In fondo la maggior parte della gente non li legge neanche».
Anche lei, Erica, si sente sotto pressione: «Non hanno mai smesso di attaccarmi. Ci sono blog della destra americana che di me ne dicono di tutti i colori. Quando esce un mio libro in America e in Inghilterra mi prendono di mira. Cominciano a circolare pettegolezzi, come sul Daily Maily. Mi trattano come una specie di prostituta». Non le hanno mai perdonato di avere trovato le parole per raccontare la fragilità, l’incoscienza, la forza dirompente, la libertà di una generazione di giovani donne che scoprivano la libertà sessuale. Di essersi raccontata, e avere raccontato le altre, quelle femministe a cui piacciono gli uomini anche quando si sottraggono alla loro prepotenza. Trent’anni dopo Erica ritiene che «le donne oggi siano più libere di andare alla ricerca del loro piacere, perlomeno le più istruite. Però proprio per questo motivo la destra ha trovato nuova forza. La gente ha paura del sesso. La destra cristiana oggi agita una sorta di ribellione verso la rivoluzione sessuale». Quanto a lei, le piacerebbe sottrarsi al mito di “Paura di volare”: «È come un marchio industriale, è terribile. Ma, come si dice, tutte le persone famose lo sono per il motivo sbagliato. E poi è meglio essere noti che non esserlo. Anche se a volte mi dà la nausea». Però lo spirito non è cambiato, anche dopo una ventina di libri è la sua vita che continua a mettere in scena. Sia se parla della figlia Molly, anche lei scrittrice, o di quando due anni fa è stata arrestata in California per guida in stato di ubriachezza: «Molly voleva metterlo in un suo libro, non potevo permetterlo».
E tra un nome e l’altro, tra un incontro con Ingmar Bergman e Anne Sexton, con Ted Hughes o Robert Redford, Erica Jong si diverte a raccontare anche le sue fantasie sessuali, per esempio su Bill Clinton, ma mai le verrebbe in mente nulla a proposito dell’attuale presidente Gorge W. Bush: «Non posso pensare di fare sesso con Bush, riesco a immaginarlo solo con persone intelligenti. E lui è un tale idiota. Astuto, ma idiota». E rafforza: «Bush e Cheney sono veri criminali di guerra, ci porteranno alla rovina, anche economica. Progettano di invadere l’Iran e non ci sono soldi. Se i cinesi smettono di comprare i nostri buoni del tesoro finiremo a fondo. Anche i conservatori temono una nuova Depressione, come quella degli anni Trenta». Sulla guerra Erica Jong ha idee chiarissime: «Si vede che non hanno mai letto Omero e Erodoto, o Tucidide. Altrimenti saprebbero che le guerre vanno sempre nello stesso modo. Giovani, donne e bambini vengono massacrati. E i vecchi si arricchiscono».

Bia Sarasini




Hillman: noi occidentali
incapaci di immaginare l'altro


Questo articolo è già apparso sul Secolo XIX

Non ha dubbi, James Hillman, il grande psicoanalista americano autore tra l’altro de “Il Mito dell’analisi” e “Il codice dell’anima”, entrambi pubblicati da Adelphi: «Nel nostro mondo c’è una mancanza di immaginazione». Lo ha detto a Torino, nella lezione intitolata “Sogno e realtà” che ha inaugurato nell’affollatissimo cortile di Palazzo Carignano la seconda edizione di “Torino spiritualità”, un festival dedicato all’approfondimento e all’incontro tra diverse religioni e tradizioni spirituali in corso fino a domenica (www.torinospiritualità.org). Una mancanza che colpisce soprattutto i giovani americani, sostiene Hillman: “È l’educazione, il modo in cui si concepisce l’istruzione che ha tolto ai giovani ogni possibilità di sognare, immaginare. Viene insegnato, anche nei più diffusi manuali di psicologia, che l’immaginazione non è affidabile, ci depista».
Insomma, in altri termini, per Hillman i giovani americani non imparano a guardare la realtà così come è. Che non è, ai suoi occhi, quella dei fatti e delle informazioni, delle statistiche mediche o finanziarie. Questi, dice, sono artifici che «ci rapiscono, ci incantano. Considerare questa “realtà” ci trattiene nel cimitero cartesiano», cioè nel mondo dove regnano i concetti. E qui, secondo le mosse tipiche del pensiero di James Hillman, che ci ha insegnato a guardare gli dei e miti «che stanno alle nostre spalle» entra in scena Apollo, il dio che vuole rendere tutto chiaro: «Visioni, grandi scenari del futuro, illuminismi apollinei e guerra per gli uomini soggiogati dal giovane dio». Perché nel ragionare di sogno e realtà, Hillman entra con forza nelle vicende del mondo contemporaneo. «Noi occidentali, noi americani, non sappiamo immaginare l’altro. Non sappiamo nulla di loro, non sapevamo nulla dell’Islam. Anche per fare la guerra ci vuole immaginazione. Il generale Montgomery teneva nella sua tenda nel deserto la foto di Rommel. Per immedesimarsi con i suoi pensieri».
Non per questo pensa che i gruppi, «veramente un numero limitato di persone», precisa, che attaccano l’occidente siano in grado di immaginarlo: «Loro hanno un dogma, un indottrinamento, non una vera immagine». E nello stesso tempo chiarisce che la passione per la guerra, a cui ha dedicato il suo ultimo libro “Un terribile amore per la guerra” (Adelphi), non è frutto di mancanza di immaginazione: «L’amore per la guerra è una passione eterna, che nella mitologia è rappresentata da Marte, o altri dei della guerra. Il punto è che non sappiamo immergerci nella potenza di Marte. Perché la ragione non può controllarlo, non può contenere questa forza». Questo è l’invito di Hillman, vivi fino in fondo il mito, sogna, e non confonderlo con le allegorie: «Temo che molti dei contemporanei discorsi religiosi non siano in realtà miti, ma allegorie. Cioè strumenti della ragione, che vuole persuadere, convincere. Del mito non si può fare un uso cosciente. Il mito si riconosce dopo».
Nella stessa chiave esorta a non confondere la “civiltà delle immagini” con l’immaginazione: «Quelli che vediamo sono concetti visuali, tentativi di trasmettere un concetto, o un’idea, un prodotto, come avviene in pubblicità. L’immaginazione si fonda invece nella poesis, che non coincide con la parola scritta, ma è fertile, ricca. Queste sono solo immagini ottiche». Soprattutto nel mondo dovrebbe perdere forza l’economia: «La società basata sull’economia non funziona, è evidente. Produce una serie di disastri. E rende infelici. Noi americani non siamo ai primi posti nelle classifiche della felicità, lo trovo significativo». È un mondo dove la terra è viva, animata, dove oracoli e dei sono dovunque, quello che auspica James Hillmann: «Trovo assurdo, per esempio, che Gerusalemme venga contesa da tre religioni. Confido nella capacità autodistruttiva del monoteismo, nel suicidio dei monoteismi».

Bia Sarasini







> da leggere

Erica Jong, "Sedurre il demonio", Bompiani, 254 pagine, 16 euro


Hillman: noi occidentali, incapaci di immaginare l'altro
di Bia Sarasini