rosa / nero
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uomini e donne nella cronaca di tutti i giorni
28 novembre 2002
Figli e schiaffi
Martedì 26 novembre Blob alle 20 circa su Raitre manda in onda uno spezzone di programma che mi rovina la cena e inchioda gli altri commensali (mio figlio e il mio compagno) alla sedia. Il brano inquisito è ripreso dalla trasmissione di Alda D’Eusanio, andata in onda quello stesso giorno
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24 novembre 2002
Le occasioni di Termini Imerese
“Quando ci si mettono le donne, tutto è possibile”. Così Rosy Bindi, a Termini Imerese. L’ex ministra della Sanità a Termini Imerese c’è andata insieme a quattro sue colleghe parlamentari: Maura Cossutta, Gabriella Pistone, Sesa Amici, Elettra Deiana. L’invito era partito dal Coordinamento delle donne di Termini: dalle donne la forza delle donne?
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1 novembre 2002
Maestre nel sottosuolo
La natura può essere terribile. E terribilmente crudele. Di fronte alle immagini del lutto di San Giuliano di Puglia, i grandi hanno pianto. Solidarizzato. Le lacrime se le sono prese tutte le ventisei piccole bare bianche. Non si poteva pretendere altro.
Tre, le donne morte nel crollo. Una di loro si chiamava Carmela Ciniglio, la maestra rimasta sotto le macerie della scuola Jovine
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30 ottobre 2002
La sindrome di Bambi
Vedo sempre più spesso per la strada, cani travestiti da proprietari pazzi che soffrono della “sindrome di Bambi”.
Consiste nella tendenza ad antropomorfizzare il proprio animale, dunque, ad attribuirgli qualità come il senso dell’umorismo
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> 8 dicembre 2002

Stato etico, giù le mani dal porno

Nella vicenda della pornotax, presentata e poi ritirata all’inizio della discussione sulla Finanziaria, una volta tanto hanno funzionato “le contraddizioni in seno al popolo” della Casa della Libertà. Ovvero: sono stati i deputati di governo ad averla affossata.
Il suo inventore, il deputato Falsitta di Forza Italia è un esponente dell’ “Area Etica” di Fi, un raggruppamento che si impegna a combattere - con le leggi - contro tutto ciò che fa male alla salute fisica e mentale dei cittadini: l’inquinamento ambientale, i cibi malsani, una serie di altre cose che non ricordo, e la pornografia. Ma si è trovato contro il mercato. Si è detto, e credo che sia vero, che le major satellitari Tele+ e Stream Tv, in via di passare a Murdoch, hanno fatto pressione sul governo. Ma siete matti? Vi mettete a tassare il porno e noi che ne vogliamo fare una killer application (modo di dire mutuato dal binomio informatica-mercato) per accaparrarci quanti più abbonati i quali, poi, il film “per adulti” se lo comprano extra la notte? Così ci troveremo a pagare un video due, tre volte tanto… e addio affare.
Su questo sicuramente avranno protestato. E sono stati ascoltati.
Il mercato, quando viene messo al primo posto (ma veramente) fa bene a tutti. Anche il consumatore/la consumatrice porno avrebbe patito per una tassa aggiuntiva sul porno che – non vi sto a tediare spiegando il perché – avrebbe certamente fatto lievitare i prezzi al consumo. Il mercato, in questo caso è riuscito in quel miracolo politico così raro da noi, di tagliare la testa alle pretese discussioni etiche che sono così stupide quando vanno ad impalmare la coscienza di chi ci governa (di tutti i colori essi siano) che in quanto a etica si dovrebbe solo fare un esame di coscienza perché ci impongono le tasse con la violenza e con altrettanta violenza si spingono a dirci quali sono le merci che ci fanno bene e quali quelle che ci fanno male.
La pornografia è una merce a tutti gli effetti insediata nell’industria dell’intrattenimento. C’è a chi piace e a chi non piace ma i secondi non sono obbligati a comprarla. Il porno è come tante altre merci che ci vengono offerte: dalle soap operas ai Villaggi Turistici che per tanti sono un sogno e a tanti altri fanno orrore. Ma non c’è l’obbligo di andarci.
Piuttosto: se di una legge per la pornografia c’è bisogno, è di una legge di legalizzazione. Per migliorare le condizioni di quelli che ci lavorano, per evitare che coloro che non vogliono entrare in contatto con la pornografia debbano subirne l’esposizione, e per dare uno statuto di professionisti agli operatori economici del porno. Tasse comprese, in questo caso, perché è corretto che essendo tutti obbligati a pagarle, tutti si debbano privare di parte dei propri guadagni per mantenere in piedi la macchina burocratico-statuale.
Ma chi mai la farà questa legge in un paese come nostro dove i patiti dell’etica (se di Stato, meglio) stanno inguattati da tutte le parti?

Roberta Tatafiore