rosa / nero
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uomini e donne nella cronaca di tutti i giorni
24 novembre 2002
Le occasioni di Termini Imerese
“Quando ci si mettono le donne, tutto è possibile”. Così Rosy Bindi, a Termini Imerese. L’ex ministra della Sanità a Termini Imerese c’è andata insieme a quattro sue colleghe parlamentari: Maura Cossutta, Gabriella Pistone, Sesa Amici, Elettra Deiana. L’invito era partito dal Coordinamento delle donne di Termini: dalle donne la forza delle donne?
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1 novembre 2002
Maestre nel sottosuolo
La natura può essere terribile. E terribilmente crudele. Di fronte alle immagini del lutto di San Giuliano di Puglia, i grandi hanno pianto. Solidarizzato. Le lacrime se le sono prese tutte le ventisei piccole bare bianche. Non si poteva pretendere altro.
Tre, le donne morte nel crollo. Una di loro si chiamava Carmela Ciniglio, la maestra rimasta sotto le macerie della scuola Jovine
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30 ottobre 2002
La sindrome di Bambi
Vedo sempre più spesso per la strada, cani travestiti da proprietari pazzi che soffrono della “sindrome di Bambi”.
Consiste nella tendenza ad antropomorfizzare il proprio animale, dunque, ad attribuirgli qualità come il senso dell’umorismo
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> 28 novembre 2002

Figli e schiaffi

Martedì 26 novembre Blob alle 20 circa su Raitre manda in onda uno spezzone di programma che mi rovina la cena e inchioda gli altri commensali (mio figlio e il mio compagno) alla sedia. Il brano inquisito è ripreso dalla trasmissione di Alda D’Eusanio, andata in onda quello stesso giorno. Lo scenario è quello solito dei palinsesti post-prandiali: coppie di uomini e donne variamente uniti nella vita (oppure no? Visto che spesso in tali trasmissioni gli ospiti ricevono compenso) che litigano tra loro di santa ragione, mentre il pubblico in sala è autorizzato a intervenire e dire la sua con medesimo esprit de finesse.
Blob ha tirato fuori (rimandando la surrealtà dell’evento al suo tradizionale montaggio schizofrenico) il violento attacco di un figlio undicenne romano alla madre separata, giudicandola aggressivamente e volgarmente sui suoi amici e/o accompagnatori. Le frasi erano del genere: “ao’, ma che voi uscì co’ quello? Aah, ma allora annamo bene…, no quello nun me piace, lo vedi che te lasciano tutti?” e via dicendo. Di fronte a lui una madre muta e avvilita provava a difendere prima i suoi amici maschi e poi molto debolmente se stessa, con unanime sostegno al bambino da parte del pubblico.
Immediate le reazioni dei giornali: il direttore di Raidue Antonio Marano è indignato e dichiara che si aprirà una indagine. Alda D’Eusanio si difende, giù le mani dai bambini, eccetera.
Per me, invece, il vero choc non è stato il contenitore né i suoi protagonisti, convinta come sono nel forte potere di scelta che ci viene dall’uso del telecomando. Vero o falso che fosse, quel rapporto madre-figlio era una vera aberrazione: una invasione di privato in modi e toni inimmaginabili per due adulti, ancor di più se è un figlio a farlo. E’ vero sì, che spesso i maschi adolescenti gelosi e rimasti soli nella vita con la genitrice, cercano a tutti i costi il colpevole della rottura che ha “mandato via” il padre, ma la gestione di relazioni così delicate non dovrebbe mai oltrepassare la soglia della sottrazione di dignità e autorevolezza.
Quando un figlio arriva a questi toni, la prima risposta può essere un sonoro schiaffone seguito da punizione, il secondo una altrettanto poderosa pausa di coscienza.

Monica Luongo






> da vedere
Al posto tuo“ su Raidue, 14,30

> da leggere
“Repubblica“ e “Il Corriere della Sera“ del 27 novembre 2002

> vai al sito di Alda D'Eusanio

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vai al sito di Blob