rosa / nero
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uomini e donne nella cronaca di tutti i giorni
1 novembre 2002
Maestre nel sottosuolo
La natura può essere terribile. E terribilmente crudele. Di fronte alle immagini del lutto di San Giuliano di Puglia, i grandi hanno pianto. Solidarizzato. Le lacrime se le sono prese tutte le ventisei piccole bare bianche. Non si poteva pretendere altro.
Tre, le donne morte nel crollo. Una di loro si chiamava Carmela Ciniglio, la maestra rimasta sotto le macerie della scuola Jovine
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30 ottobre 2002
La sindrome di Bambi
Vedo sempre più spesso per la strada, cani travestiti da proprietari pazzi che soffrono della “sindrome di Bambi”.
Consiste nella tendenza ad antropomorfizzare il proprio animale, dunque, ad attribuirgli qualità come il senso dell’umorismo
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10 ottobre 2002
Giochi di coppia sulla scena politica
Sylviane Agacinski-Jospin, anni fa, firmava i suoi articoli e prese di posizione da filosofa, da femminista, aggiungendo a malincuore il cognome del marito. Sono « moglie solo nella vita privata », diceva. Dopodiché, la pubblicazione del « Journal interrompu » diario sulla campagna presidenziale
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> 24 novembre 2002

Le occasioni di Termini Imerese

“Quando ci si mettono le donne, tutto è possibile”. Così Rosy Bindi, a Termini Imerese. L’ex ministra della Sanità a Termini Imerese c’è andata insieme a quattro sue colleghe parlamentari: Maura Cossutta, Gabriella Pistone, Sesa Amici, Elettra Deiana. L’invito era partito dal Coordinamento delle donne di Termini: dalle donne la forza delle donne?
In assemblea sono tante: almeno mille, racconta Aldo Varano. Mogli figlie, forse madri. Forse lavoratrici. Forse cittadine preoccupate di quello che succede nel Mezzogiorno, in Sicilia, quando a lavoro si sostituisce non lavoro, disoccupazione. “Non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci – dice Silvana Bova “leader” del Coordinamento – né di lasciar fare da soli questa lotta ai nostri uomini”. Chissà, forse queste donne sono consapevoli di quanto sia necessario che gli uomini lavorino: per ragioni materiali, certo. Anche, però, per motivi che attengono all’identità, al senso che si dà – che gli uomini danno – alla propria vita. Forse qualcuna pensa, sente che quel senso è necessario anche per lei.
Ci si potrebbe chiedere: che senso ha che delle parlamentari vadano a incontrare “le donne”? E certo leggere di donne descritte come mogli e figlie ha un sapore antico. Poi, però, vengono in mente le mogli dei minatori e degli operai inglesi sottoposti alla “cura” Thatcher: donne che, a partire dalla lotta a fianco dei loro uomini, hanno via via conquistato potere e autorità nelle Trade Unions, tanto da diventare determinanti nella costruzione dell’alleanza tra New Labour e sesso femminile, contrattando, in rete con le dirigenti laburiste, collegi, politiche, sostegno a candidature. Poi, però, viene in mente la storia delle donne. E quella capacità femminile di sfruttare – sì:sfruttare – a proprio vantaggio (il 20 novembre, invitato dal Coordinamento, è arrivato il movimento dei girotondi, con il regista Nanni Moretti) le più diverse situazioni . Che, perciò, diventano occasioni.
Mi piacerebbe che il viaggio delle mie colleghe parlamentari a Termini Imerese producesse patti, negoziazioni, scambio di forza. Che si riuscisse a nominare e a mettere in comune interessi femminili rispetto ai quali possiamo essere utili le une alle altre. E’ vero, quando ci si mettono le donne tutto è possibile. Anche l’uscita dal registro – sacrosanto, ma, in questo come in altri casi, “misto” per eccellenza – della solidarietà e l’ingresso in quello della libertà.

Franca Chiaromonte








> da leggere
Aldo Varano su “L'Unità“ del 14 novembre 2002