rosa / nero
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uomini e donne nella cronaca di tutti i giorni
5 agosto
Veline e velone, una storia italiana
Non so chi sarà la Velona vincente, scrivo prima della conclusione. Ma non ha importanza.
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24 maggio 2003
Alceo e le strane leggi del tribunale per minori
Non è detto che una mamma ingegnere ed un papà farmacista
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18 gennaio 2003
Se la psicoanalisi entra in famiglia
Trovo affascinante questo viaggio nel tempo attraverso il quale la storica Elisabeth Roudinesco.
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19 dicembre 2002
Le donne di Termini Imerese dicono alla sinistra: hai dimenticato gli operai
Carissime e caro Alberto
Leggo il pezzo di Chiaromonte sulle donne di Termini Imerese

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8 dicembre 2002
Stato etico, giù le mani dal porno
Nella vicenda della pornotax, presentata e poi ritirata all’inizio della discussione sulla Finanziaria
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28 novembre 2002
Figli e schiaffi
Martedì 26 novembre Blob alle 20 circa su Raitre manda in onda uno spezzone di programma
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1 novembre 2002
Maestre nel sottosuolo
La natura può essere terribile. E terribilmente crudele. Di fronte alle immagini del lutto di San Giuliano
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> 24 agosto 2003


Un giudice di pace che mette la guerra

Alle volte i giornali riportano decisioni apparentemente coraggiose dei cosiddetti giudici di pace. Chi sono? Sono persone, spesso in buona fede, che non hanno superato il difficile concorso per l’accesso in magistratura ma che, con una semplice domandina,ed in assenza di carichi penali,sono autorizzati ad amministrare giustizia in questioni apparentemente minimali.
Le leggi italiane sono moltissime e complicatissime,ed alle volte sono anche ingiuste, tanto che vengono cambiate o dichiarate anticostituzionali.
Una cosa è certa:il giudice italiano (sia esso vincitore di concorso o, viceversa, sia solo giudice di pace) deve applicare le leggi vigenti. Ed è un grosso guaio quando non le conosce!
E’ accaduto che un padre, prima dell’udienza di separazione,e seguendo il preciso consiglio del proprio avvocato, nonostante fosse stato letteralmente sbattuto fuori casa dalla moglie, avesse versato un assegno per il proprio figlioletto. Una volta ottenuta l’ordinanza presidenziale, che determinava la somma mensile a carico del marito, la moglie ha precettato tutti gli arretrati,come se non avesse mai ricevuto una lira dal marito nel periodo intercorrente tra il deposito del ricorso per separazione e la data dell’ordinanza presidenziale (circa otto mesi!)
Il marito presentò opposizione al giudice di pace , perché così stabilisce la legge quando si tratta di cifre non elevatissime.
Ma, inaspettatamente, il giudice di pace ha respinto l’opposizione del marito e lo ha anche condannato alle spese, affermando che i soldi da lui versati prima dell’ordinanza presidenziale erano… come se lui non li avesse mai versati!
Per l’avvocato che difende il marito è sorto un duplice problema: si chiede se avrà fatto bene a consigliare al cliente di versare immediatamente (mese per mese, in attesa dell’ordinanza presidenziale) un assegno per il mantenimento del figlioletto; e si chiede anche se in futuro, per evitare un esborso che il giudice di pace si rifiuterà di conteggiare, sarà costretto a sconsigliare il pagamento di qualunque assegno prima dell’ordinanza presidenziale che, nei Tribunali affollati, viene emessa molti mesi dopo il deposito del ricorso per separazione.
Ma lasciare per molti mesi senza mantenimento i figlioletti minorenni costituisce reato ai sensi dell’articolo 570 del codice penale che stabilisce :” Chiunque… si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori…è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire duecentomila a due milioni”
Contro la decisione del giudice di pace che non applica la compensazione delle somme versate ed istiga alla commissione di un reato ai danni dei figlioletti incolpevoli ( di chi ha deciso di separarsi), è stato presentato ricorso per Cassazione.
Vedremo!

Anna Ruggieri