rosa / nero
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uomini e donne nella cronaca di tutti i giorni
19 dicembre 2002
Le donne di Termini Imerese dicono alla sinistra: hai dimenticato gli operai
Carissime e caro Alberto
Leggo il pezzo di Chiaromonte sulle donne di Termini Imerese e mi metto a pensare. Certo ha prodotto seri danni il fatto che per un decennio si sia discusso anche a sinistra ( come ha scritto alcuni giorni fa Luciano Gallino ) della scomparsa degli operai e delle operaie perché non c'è verso di ritrovare quel termine …. . "forse mogli, figlie, forse madri, forse lavoratrici, forse cittadine” così scrive Franca Chiaromonte, e ci va vicino

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8 dicembre 2002
Stato etico, giù le mani dal porno
Nella vicenda della pornotax, presentata e poi ritirata all’inizio della discussione sulla Finanziaria, una volta tanto hanno funzionato “le contraddizioni in seno al popolo” della Casa della Libertà. Ovvero: sono stati i deputati di governo ad averla affossata.
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28 novembre 2002
Figli e schiaffi
Martedì 26 novembre Blob alle 20 circa su Raitre manda in onda uno spezzone di programma che mi rovina la cena e inchioda gli altri commensali (mio figlio e il mio compagno) alla sedia. Il brano inquisito è ripreso dalla trasmissione di Alda D’Eusanio, andata in onda quello stesso giorno
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1 novembre 2002
Maestre nel sottosuolo
La natura può essere terribile. E terribilmente crudele. Di fronte alle immagini del lutto di San Giuliano di Puglia, i grandi hanno pianto. Solidarizzato. Le lacrime se le sono prese tutte le ventisei piccole bare bianche. Non si poteva pretendere altro.
Tre, le donne morte nel crollo. Una di loro si chiamava Carmela Ciniglio, la maestra rimasta sotto le macerie della scuola Jovine
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> 18 gennaio 2003

Se la psicoanalisi entra in famiglia

Trovo affascinante questo viaggio nel tempo attraverso il quale la storica Elisabeth Roudinesco (autrice tra l'altro di una monumentale biografia di Jacques Lacan) rintraccia la vicenda della famiglia, nella prima parte del suo libro. Una galleria di ori e smalti dalle tinte sfocate che possiamo attraversare con una certa agilità, visto l’accumulo di novità che da essi ci separa, ma che spesso ci fa vibrare, come davanti al nostro inconscio in formalina. Una serie di immagini ancestrali raccontate dalla scienza e colorate di letteratura.
Sono le immagini della famiglia quale si intuisce negli sguardi immobili e suggestionati di fronte ai primi dagherrotipi nei cassetti delle nostre madri, sono le immagini del romanzo borghese francese, dei miti greci e della letteratura russa. Naviga come un’arca, nel passato di ciascuno di noi, questo patrimonio simbolico dell’occidente e, intorno, l’acqua disordinata del cambiamento. L’acqua della fertilità e del rinnovamento.
La famiglia intesa come struttura patriarcale e autoritaria non esiste più, la famiglia intesa giuridicamente come nucleo convivente di un uomo, una donna e il figlio, non esiste più. La famiglia però tutti la vogliono, perché é l’unica forma di garanzia per l’equilibrio individuale tra la sfera sociale ed il bisogno della figura perduta del Dio-padre, perché é la forma necessaria per la strutturazione del soggetto.
Una famiglia fraterna con una struttura orizzontale, affrancata dalla procreazione. Il potere culturale della paternità, che si esercitava con la trasmissione del nome, è finito. La paternità è oggi esclusivamente un fatto naturale, di sangue. La perdita di autorità del padre sta per essere sostituita da altre forme dell’ordine simbolico. Le donne controllano la procreazione e gli omosessuali rivendicano il diritto alla filiazione, che le tecniche di inseminazione artificiale e di clonazione renderebbe possibile.
Roudinesco, che milita a favore di una evoluzione delle leggi e, soprattutto del linguaggio della teoria, capaci di prendere atto dei cambiamenti, se la prende con l’atteggiamento di una certa psicoanalisi che difficilmente riesce ad analizzare la nuova configurazione sociale, coinvolgente o sconvolgente l’ordine affettivo e le scelte sessuali.
Quella psicoanalisi che non sfugge al terrore dell’annullamento della differenza, accentuato con il riconoscimento della famiglia omoparentale e l’istituzione del PACS, e che interpreta l’omosessualizzazione della società come una elemento mortifero.
Davanti a una ricomposizione ancora tutta da inventare, che cosa accadrà delle figure in cui s’incarna il potere? Cosa diventerà per esempio il capo di stato? Probabilmente, un calco in gesso con l’anima della sua signora. E come faranno le leggi che sostituiscono l’elaborazione teorica e corrono più veloci delle ideologie e del linguaggio della psicoanalisi?
Da un lato decidendo di penalizzare quegli uomini che, perso il dominio sul corpo delle donne, sono i clienti delle prostitute. Dall’altro lato istituendo il PACS - che permette alle coppie omosessuali ed eterosessuali di legalizzare la loro unione al di fuori del controllo dello Stato - prima ancora che la psicoanalisi abbia superato completamente la sua omofobia.
Leggo che il ramo francese dell’IPA (International Psychanalytical Association), fondata da Freud nel 1910, ha abolito, solo nel 2001, il divieto per gli omosessuali di esercitare la professione di psicanalista.


Veronic Algeri






> da leggere
Elisabeth Roudinesco: “La famille en désordre“, Fayard 2002, pp. 252 euro 18