rosa / nero
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uomini e donne nella cronaca di tutti i giorni

18 gennaio 2003
Se la psicoanalisi entra in famiglia
Trovo affascinante questo viaggio nel tempo attraverso il quale la storica Elisabeth Roudinesco.
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19 dicembre 2002
Le donne di Termini Imerese dicono alla sinistra: hai dimenticato gli operai
Carissime e caro Alberto
Leggo il pezzo di Chiaromonte sulle donne di Termini Imerese

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8 dicembre 2002
Stato etico, giù le mani dal porno
Nella vicenda della pornotax, presentata e poi ritirata all’inizio della discussione sulla Finanziaria
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28 novembre 2002
Figli e schiaffi
Martedì 26 novembre Blob alle 20 circa su Raitre manda in onda uno spezzone di programma
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1 novembre 2002
Maestre nel sottosuolo
La natura può essere terribile. E terribilmente crudele. Di fronte alle immagini del lutto di San Giuliano
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> 24 maggio 2003

Alceo e le strane leggi del tribunale per minori

Non è detto che una mamma ingegnere ed un papà farmacista, pur così invidiabili secondo i canoni delle convenzioni sociali, siano sempre una coppia affiatata di genitori. Anzi può accadere che tra di loro l’affiatamento sia talmente diminuito che, nonostante la nascita di un bel bambino di nome Alceo, essi decidano di non sposarsi. Anzi decidono di non vivere più insieme e di litigare sull’affidamento del bambino.
In Italia i genitori non legati tra loro da matrimonio non hanno diritto di andare al Tribunale ordinario, ma sono “smistati” al tribunale per i minori.
I genitori di Alceo litigavano, il papà farmacista andò via di casa e la mamma ingegnere affrontò con coraggio la condizione di genitore “separato senza essere mai stato sposato”.
Ma il papà di Alceo era un po’ superficiale, un po’ vendicativo e non riportava in orario il figlioletto a casa della madre. La madre stava in ansia e lo pregava di essere puntuale. Lui continuava a farla stressare, forse si divertiva persino quando lei aspettava per ore, e senza notizie, il ritorno del piccolo Alceo. Lei lo querelò.
Un donnone alto e robusto che faceva il sostituto procuratore al tribunale per i minori, senza battere ciglio chiese, per iscritto, la decadenza della potestà genitoriale per entrambi i genitori con la seguente motivazione: il papà farmacista non avrebbe dovuto mai più vedere suo figlio (questo significa “decadenza dalla potestà genitoriale”!) poiché lo aveva accompagnato in ritardo, e per più volte, a casa della madre; mentre la mamma ingegnere non avrebbe dovuto mai più vedere suo figlio perché si era permessa di usare lo strumento giudiziario della querela (che può essere usato da tutti!) per ottenere giustizia. Tale querela, secondo la corpulenta sostituto procuratore del tribunale per i minori, era disdicevole in quella contesa familiare ed il giusto “castigo” per la mamma era la decadenza dalla potestà genitoriale.
Passarono mesi e mesi di udienze coperte dal segreto, di richieste scritte e di stitiche autorizzazioni per avere copie degli atti. La difficoltà di difendere il piccolo Alceo che, in conseguenza della richiesta di decadenza della potestà genitoriale, rischiava di finire in adozione e di non rivedere mai più i suoi genitori, furono enormi. Fu fatto un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura. Il difensore della mamma chiese ripetutamente, ma senza grande successo, che venisse applicata la legge n. 149 del 2001, secondo la quale il diritto di difesa non deve subire menomazioni dinanzi al tribunale per i minori. La causa, come purtroppo accade sempre, era retta dalle misteriose leggi del tribunale per i minori, per cui in un primo provvedimento era testualmente scritto che la legge 149 del 2001 era solo una promessa e non una vera e propria legge. Solo dopo qualche anno il tribunale per i minori diede l’affidamento di Alceo alla mamma, con l’indicazione dei giorni e degli orari in cui il bambino doveva stare col padre, al quale fu giustamente concesso di portare con sé il figlio durante le vacanze estive ed in tutti i giorni di festa.

Anna Ruggieri.