Alceo e le strane leggi del tribunale per minori
Non è detto che una mamma ingegnere ed un papà farmacista, pur così invidiabili secondo i canoni delle convenzioni sociali, siano sempre una coppia affiatata di genitori. Anzi può accadere che tra di loro laffiatamento sia talmente diminuito che, nonostante la nascita di un bel bambino di nome Alceo, essi decidano di non sposarsi. Anzi decidono di non vivere più insieme e di litigare sullaffidamento del bambino.
In Italia i genitori non legati tra loro da matrimonio non hanno diritto di andare al Tribunale ordinario, ma sono smistati al tribunale per i minori.
I genitori di Alceo litigavano, il papà farmacista andò via di casa e la mamma ingegnere affrontò con coraggio la condizione di genitore separato senza essere mai stato sposato.
Ma il papà di Alceo era un po superficiale, un po vendicativo e non riportava in orario il figlioletto a casa della madre. La madre stava in ansia e lo pregava di essere puntuale. Lui continuava a farla stressare, forse si divertiva persino quando lei aspettava per ore, e senza notizie, il ritorno del piccolo Alceo. Lei lo querelò.
Un donnone alto e robusto che faceva il sostituto procuratore al tribunale per i minori, senza battere ciglio chiese, per iscritto, la decadenza della potestà genitoriale per entrambi i genitori con la seguente motivazione: il papà farmacista non avrebbe dovuto mai più vedere suo figlio (questo significa decadenza dalla potestà genitoriale!) poiché lo aveva accompagnato in ritardo, e per più volte, a casa della madre; mentre la mamma ingegnere non avrebbe dovuto mai più vedere suo figlio perché si era permessa di usare lo strumento giudiziario della querela (che può essere usato da tutti!) per ottenere giustizia. Tale querela, secondo la corpulenta sostituto procuratore del tribunale per i minori, era disdicevole in quella contesa familiare ed il giusto castigo per la mamma era la decadenza dalla potestà genitoriale.
Passarono mesi e mesi di udienze coperte dal segreto, di richieste scritte e di stitiche autorizzazioni per avere copie degli atti. La difficoltà di difendere il piccolo Alceo che, in conseguenza della richiesta di decadenza della potestà genitoriale, rischiava di finire in adozione e di non rivedere mai più i suoi genitori, furono enormi. Fu fatto un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura. Il difensore della mamma chiese ripetutamente, ma senza grande successo, che venisse applicata la legge n. 149 del 2001, secondo la quale il diritto di difesa non deve subire menomazioni dinanzi al tribunale per i minori. La causa, come purtroppo accade sempre, era retta dalle misteriose leggi del tribunale per i minori, per cui in un primo provvedimento era testualmente scritto che la legge 149 del 2001 era solo una promessa e non una vera e propria legge. Solo dopo qualche anno il tribunale per i minori diede laffidamento di Alceo alla mamma, con lindicazione dei giorni e degli orari in cui il bambino doveva stare col padre, al quale fu giustamente concesso di portare con sé il figlio durante le vacanze estive ed in tutti i giorni di festa.
Anna Ruggieri.
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