rosa / nero
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uomini e donne nella cronaca di tutti i giorni
26 settembre 2003
Quanto mi deprime il governo Berlusconi
“Fumo, ho tre cani, amo la pastasciutta. Come la metto con il ministro Sirchia ?“ recitava una fulminante lettera a Paolo Mieli sul Corriere della Sera.
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24 agosto 2003
Un giudice di pace che mette la guerra
Alle volte i giornali riportano decisioni apparentemente coraggiose dei cosiddetti giudici di pace. Chi sono?.
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5 agosto
Veline e velone, una storia italiana
Non so chi sarà la Velona vincente, scrivo prima della conclusione. Ma non ha importanza.
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24 maggio 2003
Alceo e le strane leggi del tribunale per minori
Non è detto che una mamma ingegnere ed un papà farmacista
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18 gennaio 2003
Se la psicoanalisi entra in famiglia
Trovo affascinante questo viaggio nel tempo attraverso il quale la storica Elisabeth Roudinesco.
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19 dicembre 2002
Le donne di Termini Imerese dicono alla sinistra: hai dimenticato gli operai
Carissime e caro Alberto
Leggo il pezzo di Chiaromonte sulle donne di Termini Imerese

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8 dicembre 2002
Stato etico, giù le mani dal porno
Nella vicenda della pornotax, presentata e poi ritirata all’inizio della discussione sulla Finanziaria
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28 novembre 2002
Figli e schiaffi
Martedì 26 novembre Blob alle 20 circa su Raitre manda in onda uno spezzone di programma
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1 novembre 2002
Maestre nel sottosuolo
La natura può essere terribile. E terribilmente crudele. Di fronte alle immagini del lutto di San Giuliano
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> 25 ottobre 2003


Aboliamo il Tribunale dei minori?
Sì, discutiamo la proposta Castelli

Il momento della abolizione dei Tribunali per i minorenni sembra vicino. La Commissione giustizia della Camera ha licenziato a fine luglio il testo, che in questi giorni è in discussione. L’opposizione è contraria all’abolizione ma, a mio avviso, andrebbe attivato un confronto senza ignorare che da molti anni si segnala in ogni sede utile l’emergenza costante in cui si trovano soggetti ed operatori di fronte alla trasformazione della famiglia ed ai nuovi problemi da affrontare a fronte della disfunzione sia strutturale che funzionale degli organi di giustizia in materia familiare.
E’ evidente alla maggior parte degli operatori e denunciato in moltissime sedi che la suddivisione delle competenze sulle decisioni in materia di diritto di famiglia e dei minori fra tre organi giudiziari: tribunale ordinario, tribunale per i minorenni e giudice tutelare ha comportato una impropria ed inefficace parcellizzazione delle competenze a danno esclusivo dei soggetti più deboli, aggravato da un sostanziale vuoto normativo per quanto attinente ai processi di competenza del Tribunale dei minori.
L’istituzione quindi presso il Tribunale ordinario di sezioni specializzate per la famiglia e per i minori, può considerarsi una soluzione su cui lavorare, ove a queste sezioni vengano assegnati - in numero realisticamente adeguato alla mole del contenzioso che andrà a riunificarsi,- giudici interessati ad affrontare con l’indispensabile competenza tecnica, ma anche energia vitale e disponibilità umana una materia che affronta casistiche sempre più complesse e gli operatori siano messi realmente in condizioni di operare in strutture adeguate e con un reale collegamento con i Servizi Sociali. (il che comporta un congruo finanziamento della trasformazione delle strutture giudiziarie).
Il disegno di legge Castelli prevede inoltre la composizione completamente togata dei magistrati che compongono il Collegio. Il sistema non trasparente e poco efficace che ha portato ad oggi alle nomine dei componenti privati ed il loro utilizzo indiscriminato nell’istruire le procedure ha sicuramente portato a questo orientamento, che va valutato senza preconcetti perché potrebbe offrire maggiori garanzie di tutela sul piano giudiziario, mentre va sicuramente contrastata, perché vale a minare immediatamente la ‘ratio’ della trasformazione, la approvazione della norma che consente di devolvere ai giudici della sezione anche altri affari civili, così come va fornita una maggiore articolazione legislativa per le realtà decentrate (attualmente la competenza territoriale del Tribunale per i minorenni è sostanzialmente a base regionale) dove non sembra prevista una sezione specializzata. Insomma non ci aspettiamo dall’opposizione una bocciatura a pieno campo ma una articolazione di proposte più adeguate che tenga conto della vitale importanza di incididere per un complessivo riordino ed aggiornamento della normativa vigente.

Grazia Maria De Ianni




Aboliamolo: sono anche scandalosamente
negati i diritti costituzionali della difesa


Chi fa l’avvocato da tanto tempo è abituato a saltellare da un ufficio giudiziario all’altro, anche se svolge un lavoro specializzato in una determinata materia.
Sappiamo bene che in quasi tutte le città d’Italia le aule del Tribunale ordinario si trovano, tutte o in parte, in un edificio, mentre le aule del cosiddetto tribunale per i minori si trovano in un altro edificio distante e raggiungibile con difficoltà nelle ore di punta.
Gli uffici del Giudice tutelare (prima che diventasse Giudice unico tutelare) erano ubicati nella Pretura. Ed ancora oggi sono quasi sempre in edifici distanti da quelli del Tribunale ordinario.
Anche se non si tratta di un problema gravissimo, abbiamo segnalato la difficoltà degli avvocati di raggiungere nelle stesse ore gli uffici giudiziari distanti ed abbiamo, ancor più opportunamente, segnalato la ripartizione tra Giudici appartenenti ad uffici strutturalmente diversi (Tribunale, tribunale per i minori e Giudice unico tutelare) delle medesime questioni ovvero di sottoinsiemi delle stesse questioni.
Ma il disastro del funzionamento dell’attuale tribunale per i minori è che in esso non si applica il codice di procedura civile con le garanzie del diritto di difesa e del contraddittorio.
L’articolo 24 della Costituzione dice: "Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento".
Al tribunale per i minori si prendono ancora oggi decisioni inaudita altera parte, senza cioè che l’interessato a) sia stato avvisato che pende contro di lui (o di lei) un procedimento gravissimo per limitargli o levargli del tutto la potestà genitoriale; b) senza che si sia potuto cercare un avvocato; c) senza che questo avvocato abbia potuto guardare le carte del processo civile presso il tribunale per i minori.
L’articolo 111 della Costituzione che, dopo la modifica ha una ricaduta applicativa immediata nel codice di procedura civile, dice:" La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata".
Ma il tribunale per i minori e la corte d’appello sezione minori, hanno ancora il coraggio di scrivere: “La denunciata violazione dell’art. 111 della Costituzione non sussiste in quanto i principi del contraddittorio, della parità delle parti e della ragionevole durata si riferiscono al processo globalmente considerato, e non a tutti gli atti che possono essere emessi dal giudice nel corso di una procedura” (sic!). Ed hanno aggiunto: “…dinnanzi al tribunale per i minori è consentito un contraddittorio attenuato”.
Il tribunale per i minori è quindi la sede dell’arbitrio reso più inquietante dalla contrapposta attenzione verso il codice di procedura civile che si applica in tutti gli altri Tribunali della Repubblica e che è oggetto, in questi giorni, di ulteriori miglioramenti con il disegno di legge di riforma approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 ottobre 2003. Aboliamo il tribunale per i minori perché occorre la scrupolosa applicazione da parte di tutti i giudici della Repubblica delle regole scritte nel processo civile.
L’articolo di Grazia Maria De Ianni (25/10/03) plaude alla prevista composizione “completamente togata” dei magistrati che dovrebbero comporre il tribunale per i minori. Condivido in pieno, anche perché i componenti privati degli organi giudiziari si possono giustificare alla sezione agraria del Tribunale ordinario, quando si deve decidere dei prezzi delle primizie o della convenienza delle forestazioni. Perfino i giudici popolari della Corte d’Assise hanno dato adito a dubbi costituzionali rintuzzati forse in punto di fatto dal modesto peso in Camera di Consiglio.
Mi rimane, però, il timore delle spesso nefande relazioni dei Servizi Sociali al tribunale per i minori, relazioni redatte senza che nemmeno il più scrupoloso avvocato difensore possa metterci il naso. In queste relazioni abbiamo spesso letto cialtronerie e calunnie di ogni tipo, a volte trasferite acriticamente nei provvedimenti cosiddetti d’urgenza del tribunale per i minori: il diritto di difesa ed il contraddittorio erano stati messi disinvoltamente sotto i piedi!

Anna Ruggieri





> da leggere
Sul Tribunale dei minori si sono espresse in termini critici Lia Cigarini (“Sopra la legge“ Via Dogana 5, 1992) e Luisa Muraro (sull'inserto “Io Donna“ del Corriere della Sera del 6 aprile 2000)

> l'intervento
Sono anche negati i diritti costituzionali della difesa
di Anna Ruggieri