rosa / nero
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uomini e donne nella cronaca di tutti i giorni
16 marzo 2004
Quanto silenzio nella Babele dei femminismi
Pubblichiamo la relazione di Lea Melandri che ha aperto il seminario Femminismi di ieri e di oggi che si è tenuto il 6-7 marzo scorso alla Casa internazionale delle donne di Roma
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12 marzo 2004
Donne, informazione e “linguaggio corrente“
Luisa Muraro intervistata da Bia Sarasini sul numero di “Leggendaria“ dedicato allo “stato dell'arte dei femminismi“ torna sulla proposta di un ascolto della lingua del mondo che sta cambiando. Monica Luongo prende in esame il modo in cui l'informazione registra la differenza dei sessi e recensisce alcuni testi teorici del femminismo
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3 marzo 2004
L'Impero contro i matrimoni gay
Perché Bush parte in vantaggio
Per ragioni elettorali Bush propone il cambiamento della costituzione (cosa lunga e complicata in USA) per introdurre il principio del matrimonio unico valido: uomo e donna per un unione prolifica

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17 febbraio 2004
Questioni ereditarie
Trasmettere a chi è più giovane le scommesse e le battaglie del femminismo è compito che quasi sempre viene svolto all’interno degli ambiti universitari.

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6 febbraio 2004
Chi decide dell'inviolabilità del corpo femminile?
La proposta di una mutilazione genitale “dolce” si è chiusa con il no del Comitato di bioetica della Regione Toscana
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15 gennaio 2004
Bratz, la nuova regina di vinile
Ha l'ombelico costantemente scoperto, le scarpe con la zeppa e fattezze da adolescente. E come tutte
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11 dicembre 2003
Una foto senza volto
Lo scorso sei dicembre tutti i quotidiani italiani hanno dedicato ampio spazio al tradizionale Rapporto Censis,
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25 ottobre 2003
Aboliamo il Tribunale dei minori?
Sì, discutiamo la proposta Castelli

Il momento della abolizione dei Tribunali per i minorenni sembra vicino. La Commissione giustizia della Camera ha licenziato a fine luglio il testo, che in questi giorni è in discussione
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26 settembre 2003
Quanto mi deprime il governo Berlusconi
“Fumo, ho tre cani, amo la pastasciutta. Come la metto con il ministro Sirchia ?“ recitava una fulminante lettera a Paolo Mieli sul Corriere della Sera.
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24 agosto 2003
Un giudice di pace che mette la guerra
Alle volte i giornali riportano decisioni apparentemente coraggiose dei cosiddetti giudici di pace. Chi sono?.
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5 agosto
Veline e velone, una storia italiana
Non so chi sarà la Velona vincente, scrivo prima della conclusione. Ma non ha importanza.
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24 maggio 2003
Alceo e le strane leggi del tribunale per minori
Non è detto che una mamma ingegnere ed un papà farmacista
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18 gennaio 2003
Se la psicoanalisi entra in famiglia
Trovo affascinante questo viaggio nel tempo attraverso il quale la storica Elisabeth Roudinesco.
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19 dicembre 2002
Le donne di Termini Imerese dicono alla sinistra: hai dimenticato gli operai
Carissime e caro Alberto
Leggo il pezzo di Chiaromonte sulle donne di Termini Imerese

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8 dicembre 2002
Stato etico, giù le mani dal porno
Nella vicenda della pornotax, presentata e poi ritirata all’inizio della discussione sulla Finanziaria
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28 novembre 2002
Figli e schiaffi
Martedì 26 novembre Blob alle 20 circa su Raitre manda in onda uno spezzone di programma
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1 novembre 2002
Maestre nel sottosuolo
La natura può essere terribile. E terribilmente crudele. Di fronte alle immagini del lutto di San Giuliano
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> 26 aprile 2004


La difficoltà maschile a essere normale

Non sappiamo quale sia stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma capiamo subito che è successo. Che la misura è colma. E che lei vuole andarsene al più presto da casa sua. Portando con sé - è notte, va svegliato - suo figlio. Esce di corsa, prendendo solo poche cose, perlopiù del ragazzino. I referti medici, no, quelli li lascia. Presto, si accorgerà - e sarà la ragione dello sfogo tra le braccia (e a casa) di sua sorella - di essere uscita in pantofole. Lei è Pilar. Scappa via dal marito Antonio. Non ne può più della sua violenza.
E' la prima scena di " Ti do i miei occhi", nelle sale in questi giorni. Un bel film, girato dalla brava regista spagnola, Iciar Bollain, (autrice, insieme a Alicia Luna, anche della sceneggiatura) recitato egregiamente da Laia Marull (Pilar) e da Luis Tosar (Antonio) insieme a un cast di tutto rispetto. Nel 2003, Ti do i miei occhi era nella selezione ufficiale del 51° Festival internazionale del Cinema di San Sebastian; ora, dopo aver vinto 7 premi Goya, arriva in Italia, distribuito dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti.
Nell'ultimo numero di via dogana, la rivista della Libreria delle donne di Milano, Lia Cigarini descrive, dal suo punto di vista di avvocata, quella che definisce una "voglia di stravincere" delle donne quando decidono di separarsi dal marito. Pilar di voglia di stravincere non ne ha proprio. E, come moltissime donne che resistono fino a che possono (ma Rania al-Baz, annunciatrice della televisione saudita sfigurata dal marito per una “banale lite domestica“, ha creato un vero choc mostrando i segni delle percosse in prima serata, sulla tv di Ryadh dove lavoras) in situazioni drammatiche di violenza, non chiede altro che tornare con suo marito. Perché lo ama e vorrebbe che lui cambiasse. Che non fosse violento. Che non le impedisse di vivere, lavorare, pensare, vedere le amiche, chiamando tutto questo: "amore".
Pilar, detto in altri termini, vorrebbe una vita normale, nella quale l'amore per (e di) Antonio non fosse al posto di tutto il resto: per esempio della sua bravura nell'illustrare ai visitatori di un museo le opere che vi sono esposte. O della sua capacità di raccontare storie al figlio Juan, attività che, per tacita convenzione, deve cessare (come ogni altra) quando lui torna a casa dal lavoro. Non perché Antonio parli con Pilar (come invece fa il marito scozzese di sua sorella), ma, semplicemente, perché è tornato. E deve mangiare. O fare altro. O menare (ma nel film, questo non lo vediamo mai). Pilar vuole che Antonio cambi. Per poter tornare da lui. E lui vuole cambiare: irresistibili, anche nella loro comicità, le scene della terapia di gruppo degli uomini violenti che non vogliono più esserlo.
Forse ora state pensando che Ti do i miei occhi sia un film noioso, pedagogico, scandalistico. No, è l'esatto contrario. Non solo perché il dialogo è straordinariamente "leggero", a tratti persino brillante, spesso ironico, quasi a volerci dire che è la realtà a essere drammatica, senza bisogno di didascalie. Ti do i miei occhi si fa vedere fino alla fine con passione perché il racconto della violenza di lui su di lei è parte e solo parte del racconto della difficoltà di lui - specie se "mediterraneo" - di parlare con lei. Di rispettarla. Di prenderla sul serio. Di capire, come dice una vecchia canzone napoletana, la "pisiche delle donne".

Franca Chiaromonte