rosa / nero
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uomini e donne nella cronaca di tutti i giorni
6 febbraio 2004
Chi decide dell'inviolabilità del corpo femminile?
La proposta di una mutilazione genitale “dolce” si è chiusa con il no del Comitato di bioetica della Regione Toscana
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15 gennaio 2004
Bratz, la nuova regina di vinile
Ha l'ombelico costantemente scoperto, le scarpe con la zeppa e fattezze da adolescente. E come tutte
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11 dicembre 2003
Una foto senza volto
Lo scorso sei dicembre tutti i quotidiani italiani hanno dedicato ampio spazio al tradizionale Rapporto Censis,
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25 ottobre 2003
Aboliamo il Tribunale dei minori?
Sì, discutiamo la proposta Castelli

Il momento della abolizione dei Tribunali per i minorenni sembra vicino. La Commissione giustizia della Camera ha licenziato a fine luglio il testo, che in questi giorni è in discussione
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26 settembre 2003
Quanto mi deprime il governo Berlusconi
“Fumo, ho tre cani, amo la pastasciutta. Come la metto con il ministro Sirchia ?“ recitava una fulminante lettera a Paolo Mieli sul Corriere della Sera.
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24 agosto 2003
Un giudice di pace che mette la guerra
Alle volte i giornali riportano decisioni apparentemente coraggiose dei cosiddetti giudici di pace. Chi sono?.
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5 agosto
Veline e velone, una storia italiana
Non so chi sarà la Velona vincente, scrivo prima della conclusione. Ma non ha importanza.
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24 maggio 2003
Alceo e le strane leggi del tribunale per minori
Non è detto che una mamma ingegnere ed un papà farmacista
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18 gennaio 2003
Se la psicoanalisi entra in famiglia
Trovo affascinante questo viaggio nel tempo attraverso il quale la storica Elisabeth Roudinesco.
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19 dicembre 2002
Le donne di Termini Imerese dicono alla sinistra: hai dimenticato gli operai
Carissime e caro Alberto
Leggo il pezzo di Chiaromonte sulle donne di Termini Imerese

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8 dicembre 2002
Stato etico, giù le mani dal porno
Nella vicenda della pornotax, presentata e poi ritirata all’inizio della discussione sulla Finanziaria
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28 novembre 2002
Figli e schiaffi
Martedì 26 novembre Blob alle 20 circa su Raitre manda in onda uno spezzone di programma
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1 novembre 2002
Maestre nel sottosuolo
La natura può essere terribile. E terribilmente crudele. Di fronte alle immagini del lutto di San Giuliano
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> 17 febbraio 2004


Questioni ereditarie

Trasmettere a chi è più giovane le scommesse e le battaglie del femminismo è compito che quasi sempre viene svolto all’interno degli ambiti universitari. Provare a raccontare l’intreccio complesso tra cammini delle donne e crescita delle istituzioni sopranazionali, globalizzazione e movimenti è impresa rara, che a Roma si è assunta Bianca Pomeranzi. Con la cooperativa Generi e Generazioni ha tenuto cinque incontri alla Casa internazionale delle donne dedicati allo sviluppo dei movimenti delle donne tra nord e sud del mondo.
Utili a comprendere come la “questione femminile” sia comparsa ufficialmente nelle sale delle Nazioni Unite con la conferenza di Città del Messico del 1975 e abbia poi camminato alimentando le sue istanze sia grazie alle donne nordeuropee – presenti in maggioranza nelle istituzioni internazionali – sia grazie alla costruzione costante di reti tra gruppi di donne del nord e sud del pianeta.
Povertà, demografia, sottosviluppo, ma anche infibulazione, prevenzione delle nascite e poi più tardi Aids; empowerment e mainstreaming, i due punti fermi della conferenza di Pechino, fino agli obiettivi del Millennium stilato dall’Onu e che per il 2015 si propone di ridurre della metà la popolazione affamata, aumentare le cure materne, ridurre l’analfabetismo e altri obiettivi ancora lontani. Nessuno di questi punti sarebbe stato visibile senza il lavoro costante di donne che hanno lavorato sulla necessità di pensare il mondo aggregato per generi, evidenziandone potenzialità e limiti.
Mi rendo conto mentre scrivo che tutto quanto appena descritto sembra scontato a molte di noi – quelle che il femminismo l’hanno costruito e quelle che di femminismo e pratiche della relazione sono cresciute – ma è terreno sconosciuto a molte donne delle generazioni più giovani, che magari conoscono women e gender studies, frequentano corsi sulle pari opportunità, ma hanno ancora bisogno di imparare a cucire i nessi che legano la lettura della realtà al patrimonio teorico del femminismo, che sono lontane (insieme a molte di noi “più anziane”, in verità) dal cogliere nelle vicende politiche di tutti i giorni uno dei punti più deboli del fortino femminista, ovvero il suo rapporto con la politica e con le donne che la fanno.
Nel corso dei cinque incontri a cui ho partecipato con l’attenzione di una discente e la curiosità della veterana ho avuto modo di osservare donne più giovani – alcune già al lavoro, molte studentesse – seguire con attenzione quanto si svolgeva lì e porre domande e dubbi legati all’attualità, come il dibattito sul velo e quello sull’infibulazione. Un esperimento che dovrebbe avere più di un seguito, una esperienza che a mio parere dovrebbe ripetersi con più frequenza nei luoghi dell’accademia e in quelli delle donne, dove il problema delle “consegne” generazionali si sta ponendo con sollecitudine e da cui non è esente la pratica di relazione con l’altro sesso.
Agli incontri con Maria Rosa Cutrufelli dedicati al racconto orale, da martedì 17 febbraio seguiranno quelli con Ambra Pirri, che avranno per tema gli studi postcoloniali
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Monica Luongo





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