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uomini e donne nella cronaca di tutti i giorni
5 aprile 2006
"Donne e uomini nello spazio pubblico: conflitto, relazione, linguaggio", seminario tenuto a Roma l'11 marzo 2006 per iniziativa di DeA, Fondazione Basso, Generi e Generazioni.
Contributi di Gabriella Bonacchi, Bianca Pomeranzi, Alberto Leiss
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5 marzo 2006
Le femministe sono tornate. Ma quali?
E i maschi stanno a guardare?

Un articolo di Bia Sarasini e l'invito al confronto "Donne e uomini nello spazio pubblico: conflitto, relazione, linguaggio" tenuto a Roma l'11 marzo 2006 per iniziativa di DeA, Fondazione Basso, Generi e Generazioni.
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23 agosto 2005
La moglie del Governatore. E le altre
C’è poco da stupirsi che nell’estate italiana avanzi sul proscenio Cristina Rosati, la moglie del governatore nella bufera Antonio Fazio
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10 giugno 2005
Come muore Desdemona?
Stage Beauty, bel film di Richard Eyre sul teatro della Restaurazione inglese, ruota intorno al quesito: “come muore Desdemona?”
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7 giugno 2005
Le buone madri e quelle cattive
Questo articolo è stato pubblicato sul "Foglio" nella rubrica "Biapolitica"
“Avevo paura di non farcela, di non riuscire a essere una buona madre.“. Non c’è mamma che non pensi (non abbia pensato) qualcosa del genere
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7 maggio 2005

Vite di provincia
La chiamano “coazione a rispondere”, ovvero la compulsività che spinge le donne a correre là dove si presentano indiscriminati bisogni.
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20 febbraio 2005

Chi eredita il pensiero della differenza
Non credo ci siano dubbi sul fatto che una delle principali questioni che riguarda oggi il pensiero femminista, sia quella della sua eredità

Il dibattito sul femminismo su Liberazione
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27 ottobre 2004

Un genitore che rimane solo
Un papà siciliano aveva chiesto al dirigente scolastico della scuola frequentata dai figli di conoscere l’andamento scolastico .

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14 settembre 2004

Un patto civile di solidarietà anche in Italia
Carla e Gina, Viola e Luigi, Marco e Matteo, Franco e Teresa sono volti, donne e uomini in carne e ossa che prestano le loro facce e le loro storie alla campagna di comunicazione promossa dai DS per sostenere, anche in Italia, il Patto Civile di Solidarietà, che è in discussione alla Camera.
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2 agosto 2004

Il romanzo di Veronica, anti-first lady
Alla Convention democratica di Boston è stata Hillary Clinton a dare, tra gli applausi e il tripudio delle delegate e dei delegati, la parola al marito, “the best president”: Bill.
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26 aprile 2004

La difficoltà maschile a essere normale
Non sappiamo quale sia stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma capiamo subito che è successo.
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16 marzo 2004
Quanto silenzio nella Babele dei femminismi
Pubblichiamo la relazione di Lea Melandri che ha aperto il seminario Femminismi di ieri e di oggi che si è tenuto il 6-7 marzo scorso alla Casa internazionale delle donne di Roma
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12 marzo 2004
Donne, informazione e “linguaggio corrente“
Luisa Muraro intervistata da Bia Sarasini sul numero di “Leggendaria“ dedicato allo “stato dell'arte dei femminismi“ torna sulla proposta di un ascolto della lingua del mondo che sta cambiando. Monica Luongo prende in esame il modo in cui l'informazione registra la differenza dei sessi e recensisce alcuni testi teorici del femminismo
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3 marzo 2004
L'Impero contro i matrimoni gay
Perché Bush parte in vantaggio
Per ragioni elettorali Bush propone il cambiamento della costituzione (cosa lunga e complicata in USA) per introdurre il principio del matrimonio unico valido: uomo e donna per un unione prolifica

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17 febbraio 2004
Questioni ereditarie
Trasmettere a chi è più giovane le scommesse e le battaglie del femminismo è compito che quasi sempre viene svolto all’interno degli ambiti universitari.

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6 febbraio 2004
Chi decide dell'inviolabilità del corpo femminile?
La proposta di una mutilazione genitale “dolce” si è chiusa con il no del Comitato di bioetica della Regione Toscana
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15 gennaio 2004
Bratz, la nuova regina di vinile
Ha l'ombelico costantemente scoperto, le scarpe con la zeppa e fattezze da adolescente. E come tutte
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11 dicembre 2003
Una foto senza volto
Lo scorso sei dicembre tutti i quotidiani italiani hanno dedicato ampio spazio al tradizionale Rapporto Censis,
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25 ottobre 2003
Aboliamo il Tribunale dei minori?
Sì, discutiamo la proposta Castelli

Il momento della abolizione dei Tribunali per i minorenni sembra vicino. La Commissione giustizia della Camera ha licenziato a fine luglio il testo, che in questi giorni è in discussione
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26 settembre 2003
Quanto mi deprime il governo Berlusconi
“Fumo, ho tre cani, amo la pastasciutta. Come la metto con il ministro Sirchia ?“ recitava una fulminante lettera a Paolo Mieli sul Corriere della Sera.
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24 agosto 2003
Un giudice di pace che mette la guerra
Alle volte i giornali riportano decisioni apparentemente coraggiose dei cosiddetti giudici di pace. Chi sono?.
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5 agosto
Veline e velone, una storia italiana
Non so chi sarà la Velona vincente, scrivo prima della conclusione. Ma non ha importanza.
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24 maggio 2003
Alceo e le strane leggi del tribunale per minori
Non è detto che una mamma ingegnere ed un papà farmacista
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18 gennaio 2003
Se la psicoanalisi entra in famiglia
Trovo affascinante questo viaggio nel tempo attraverso il quale la storica Elisabeth Roudinesco.
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19 dicembre 2002
Le donne di Termini Imerese dicono alla sinistra: hai dimenticato gli operai
Carissime e caro Alberto
Leggo il pezzo di Chiaromonte sulle donne di Termini Imerese

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8 dicembre 2002
Stato etico, giù le mani dal porno
Nella vicenda della pornotax, presentata e poi ritirata all’inizio della discussione sulla Finanziaria
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28 novembre 2002
Figli e schiaffi
Martedì 26 novembre Blob alle 20 circa su Raitre manda in onda uno spezzone di programma
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1 novembre 2002
Maestre nel sottosuolo
La natura può essere terribile. E terribilmente crudele. Di fronte alle immagini del lutto di San Giuliano
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> 19 maggio 2006


Chi gestisce i campi profughi?

La scorsa settimana l’organizzazione non governativa Save the Children ha pubblicato un rapporto sui campi profughi in Liberia, dove sono denunciati abusi a carico di donne e bambini, sottoposti al ricatto del sesso in cambio di cibo. Ancor più seria sarebbe la responsabilità di tali gesti, imputata ai caschi blu dell’Onu e agli operatori umanitari impegnati sul posto.
Già di per sé grave la notizia e cinicamente potremmo dire “risaputa”, ancor più grave se i colpevoli fossero quelli indicati, preposti alla tutela e invece allenati all’abuso. Penso però che una notizia simile meriti alcune riflessioni più approfondite delle denunce riportate dai giornali. Intanto credo ancora nella legge e nel ricorso al diritto penale: se gli operatori di Save the Children hanno visto e riconosciuto i responsabili delle molestie e degli stupri denunciassero alle autorità internazionali, testimoniassero e agissero in rete con gli operatori umanitari presenti in Liberia, anzitutto per restituire dignità al lavoro della cooperazione internazionale, che negli ultimi anni (non senza enormi responsabilità di chi la fa) è rinomatamente screditata. Non è urlando allo scandalo che si risolvono problemi legati alla sopravvivenza di individui provati da ogni sorta di privazione. La Liberia è inoltre un paese che ha conosciuto un nuovo governo, ha messo nelle mani della giustizia internazionale il precedente tiranno e si avvia a un futuro migliore: senza la collaborazione territoriale e interforze di peace keeping i campi profughi continueranno a essere un boccone prelibato per fuorilegge di ogni sorta. Forse la grandi ong avrebbero meno successo di pubblico ma più soddisfazioni sul campo.
E questo è il secondo punto. Tranne alcune eccezioni sul pianeta (per esempio il Darfur in questi mesi), i campi profughi non sono quelle aree piene di tendoni e polvere come le immaginiamo, ma si trasformano dopo poco tempo dalla loro creazione in cittadelle fortificate sempre nelle mani della malavita locale. Nei territori occupati palestinesi ho fatto fatica a riconoscere i campi profughi dai villaggi, visto il numero delle costruzioni in cemento e delle antenne paraboliche sui tetti; in Kosovo gli occupanti protestano quando si tratta di smantellarli, perché non pagano le utenze e ricevono aiuti per una abitazione che doveva essere di emergenza, invece che ottenere incentivi e progetti per il loro reinserimento in società. In queste condizioni a risentirne per primi sono donne e bambini e le leve di controllo del cibo e delle necessità primarie sono troppo forti perché non soccombano. Tutto ha un prezzo alla borsa nera, persino il passaggio ai bagni. A Pec/Peja, come in Angola, gli alloggi di donne e bambini sono sempre lontani dai luoghi dell’acqua e scarsamente illuminati, così le necessità fisiologiche diventano causa di aggressione e stupro. In kosovo la cooperazione danese applicò un modello a cui già lavorava da tempo: la gestione femminile dei campi profughi, che prevede responsabilità del cibo e conseguente distribuzione, raggruppamenti per famiglie e non per sesso, illuminazione nel campo anche nelle aree più buie, discussioni settimanali congiunte e coordinate da responsabili femminili per dirimere le questioni contingenti. E’ solo così che si strappa il potere a chi può approfittarne, e con ciò non voglio assolvere né i caschi blu né gli operatori umanitari che, ripeto, dovrebbero ricevere la giusta pena.
Il destino di ogni campo è in realtà un business che trasforma la malavita in imprenditrice locale. Con la connivenza di tutti i donatori.

Monica Luongo







> da consultare

savethechildren

Giulio Marcon, L’ambiguità degli aiuti umanitari, Feltrinelli 2002

Thierry Pech, Marc-Olivier Padis, Le multinazionali del cuore, Feltrinelli 2004