storie / corsivi
>>>
racconti di persone, polemiche ad personam
6 ottobre 2002
La gaffe e la privacy
Poche righe in difesa della signora Veronica Lario Berlusconi. Sulla maggioranza dei quotidiani italiani di sabato 5 ottobre è stata data ampia enfasi alla notizia dell'ennesima gaffe del premier .Questa volta la vittima è stato il premier danese
> continua

6 agosto 2002
Autorità di padre in figlia

Stefania Craxi, intervistata da “Sette”, difende appassionatamente e polemicamente la figura del padre. Amato e Martelli sono “traditori”, “Non si può – dice Stefania – fare politica senza sentimenti”. E se Margherita Boniver sceglie il sentimento della fedeltà?
> continua

5 agosto 2002
Femminismo Spirito Santo dei no-global
Alla domanda di Piero Sansonetti sul perché "questo movimento (il movimento no-global, ndr.) ha al suo vertice poche donne" risponde Vittorio Agnoletto: "Sì, il problema c’è. E’ vero. Però questo è un movimento che ha preso moltissimo dal femminismo"
>
continua


> 25 ottobre 2002

Avventure al supermercato

(
Parte prima)

Il Supermercato è un analogo moderno delle paurose spedizioni di caccia preistoriche. E’ un posto dove si perdono almeno quaranta minuti cercando il caffè solubile istantaneo.
Sono in fila alla cassa rapida piena di fiducia perché ho, senza premeditazione, esattamente dodici articoli, il limite legale per la coda veloce. Da un punto di vita della politica aziendale considero che dodici articoli siano troppi. D’altra parte, come ogni studioso di supermercati sa benissimo, la quantità di prodotti incide relativamente poco sulla rapidità di scorrimento: due clienti con dieci articoli prenderanno più tempo che uno con trenta. La sbarra di plastica che appoggiamo tra le nostre cose e quelle di chi sta dietro, ricorda le abitudini dei preistorici che urinavano per delimitare la zona. Ma il momento veramente critico della spedizione è quando bisogna alzare o appoggiare i sacchetti di plastica.
1. Nel sollevarli funzionano come le trappole per belve feroci. L’animale cammina sulla rete e la corda stringendosi lo issa, di scatto. Invece di una tigre, vengono sollevati in aria pomodori, grissini, sacchetti di biscotti. Tutto urta e sbatte, sbriciolandosi.
2. Appoggiare per terra un sacchetto informe o l’ameboidale borsa di plastica, equivale a tagliare la trappola. La tigre scappa. Difatti, quelle entità concrete non hanno alcun incentivo a rimanere dove sono. Chi non ha trovato dopo quattro settimane un mandarino fuggiasco sotto il sedile dell’automobile?
Decido di scambiare una parola con qualcuno e, splendente di paleolitica bonomia, mi giro verso la signora dietro. Ho voglia di condividere i miei sentimenti. Noto che ha fatto un solo acquisto: una mappa stradale. La monumentale assurdità della cosa mi colpisce e le dico: “Qualche anno fa, le sarebbe mai venuto in mente che un giorno avrebbe comprato una cartina al supermercato?” Lei perde il treno. Mi dà un’occhiata del tipo esci dalla mia aurea o ti sgozzo. Di quelle che si danno oggigiorno. Insomma, non tutti sono pronti a condividere nello stesso istante, una festa Cro-Magnon al supermercato.


Gaia de Beaumont




(
Parte seconda)

Sono in fila al supermercato e sto leggendo un giornale. L’articolo è intitolato: non siate mai più nervosi in vita vostra!
M’interesso in fretta. Sono già abbastanza nervosa per una premonizione che riguarda la “Sindrome del Legume”, una malattia che colpisce nove su tredici delle persone in fila alle casse dei supermercati. Ecco cosa succederebbe.
Il commesso alla cassa prende in mano, diciamo, un mazzo di Kohlrabi e aggrotta le ciglia. Poi mi guarda male. “Cos’è?” chiede. “Kohlrabi, perché?” Un’altra occhiata storta. Mi sto innervosendo molto. Sono diventata di colpo una signora cui piace la verdura esotica. Lui non sa cosa sia e tanto meno il prezzo e nell’aria aleggia un pesante sospetto come se avessi intrufolato un mutante, un’ignota verdura ungherese con l’idea di discuterne con un attraente minorenne. Guardo il mazzo di Kohlrabi e sì, mi sembra diventato stranamente osceno. Lo lascio perdere e intanto scorro velocemente il giornale per trovare qualche luminoso indizio di speranza. “Mettiamo il caso che dobbiate andare in televisione…”dice. “Venite a sapere che gli altri ospiti sono tutti politici…” Ah sì? Devo andare in televisione? Perché dovrei essere nervosa e come mai non vengo mai invitata con i politici? Deve essere perché non so cosa dire. O forse sarà a causa del mio feticismo per le verdure? L’autore dell’articolo suggerisce di imparare a contrarre i muscoli proprio sotto alle costole. Questa zona, lui la chiama “Il triangolo Vitale”. Non passa giorno che non si parli di una nuova parte del corpo umano E’ un lavoro a tempo pieno. Comincio a pensarmi come una mappa colorate in macelleria che raffigura una mucca di profilo, sezionata in modo da mostrare ai clienti i vari tagli di carne. Non esiste più un solo punto del mio organismo che non sia stato già identificato da qualche dottore, guru, agopunturista, imbroglione, scienziato, chirurgo estetico, pranoterapista. Che male c’è in qualche spasmo, qua e là? Oggi, perché una vita possa essere considerata “ben vissuta” deve per forza essere una gigantesca massa di muscoli e di benessere? Nessuno osa pensarsi come un grazioso mucchio di natura umana inerte, vuota fuori e vuota dentro. Localizzo una nebula anatomica che immagino sia l’oggetto della mia ricerca ma non riesco a contrarla. Credo che nella crepa di una costola si sia incastrato qualcosa. Forse l’intero mazzo di Kohlrabi.

G. de B.