storie / corsivi
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racconti di persone, polemiche ad personam

13 aprile 2003
Caro Tronti, contro la forza imperiale Usa
vorrei una "potenza" senza "potere"
L’America in Iraq impiega brutalmente tutta la forza perché ha paura di una sua nuova debolezza.
Dibattito: interventi di Moretti, Caminiti, Paolozzi, Leiss, e riferimenti a articoli di Luisa Muraro, Luigi Pintor
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30 marzo 2003
Se solo fossimo umani
Siamo un’amabile, odiosa, affettuosa, rozza, tenera, vile, intelligente, caotica, virtuosa
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20 marzo 2003
Dialogo immaginario sulla nuova presidente Rai
A - “Vedo qui tra voi pochissime donne. Il 7% mi dicono. Chiedo come mai, e la risposta è che la vostra cultura è maschile, aggressiva, competitiva. Bene, ma se siete così energici, perché non investite la competitività nel dare più profitti all’azienda invece che discriminando le colleghe“ ? (così Giovanni Agnelli, all’ultima assemblea dei quadri Fiat, nel racconto di Gianni Riotta)“. Ecco. In un Paese che ha della politica istituzionale e delle cariche pubbliche una concezione molto virile, se non patriarcale, Lucia Annunziata presidente del Cda secondo me è una buona cosa
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> 11 maggio 2003


Pari opportunità, ma non per le "bugiarde"

Il testo approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, contiene una Legge costituzionale per la modifica dell’articolo 51 della Costituzione, che è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 25 febbraio 2003 n° 46.
Entro tre mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale un quinto dei membri di una Camera, o cinquecentomila elettori, o cinque consigli regionali possono domandare che si proceda al referendum popolare.
Questa legge è composta da un solo articolo che dice: “All’articolo 51, primo comma, della Costituzione, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini”.
Il preesistente primo comma dell’articolo 51 diceva (e continua a dire): “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge”.
Le mie amiche femministe avranno esultato dicendo: “Ci siamo! Finalmente ci siamo!”.
“Ma con le stronze come la mettiamo?” osservo poco trionfalmente io. Quante donne bugiarde ha incontrato ciascuna delle mie amiche femministe? Io ne incontro un certo numero ogni giorno. E non mi riferisco a piccole bugie (“Il mio vestito è più costoso del tuo, il mio uomo mi ama moltissimo, i miei figli sono i più bravi della classe, nella mia famiglia andiamo tutti d’accordo” eccetera). Mi riferisco a menzogne terrificanti, usate strumentalmente e senza scrupoli.. Se una donna ti racconta che suo marito abusa sessualmente dei figli, tu le credi sempre? Se sei (io lo sono stata) una femminista sfegatata dirai di si. Soprattutto lo dirai se hai tante e tante recriminazioni nei confronti degli uomini, o anche di qualche singolo uomo.
Se non sei più tanto sfegatata come femminista o se, per mestiere, fai l’avvocato o il giudice, mi risponderai che non puoi più credere sempre ad ogni donna che ti racconta di abusi sessuali su se stessa o sui figli. Probabilmente in ogni studio legale si è presentata qualche donna che ha detto: “Se mio marito non molla l’assegno mensile, io dirò che ha allungato le mani sulle bambine”.
Ne ho parlato con i colleghi del Consiglio dell’Ordine perché ogni volta avrei voluto andare dal Pubblico Ministero di turno per denunziare la donna che utilizzava la disinvoltura regalatele dal femminismo per accusare qualcuno di reati gravissimi, ma non commessi. I colleghi dell’Ordine mi hanno risposto: “Stai attenta! Tu hai il segreto professionale!” Così io devo stare zitta, pur chiedendomi: “Chissà se sono sempre così riprovevoli le lettere anonime al Pubblico Ministero di turno?”.
Il femminismo ha regalato tante cose alle donne che oggi hanno meno di quarant’anni. Tra l’altro la possibilità di parlare di sesso senza vergognarsi necessariamente, addirittura senza provare imbarazzo. Ma questa possibilità viene utilizzata da molte stronze per ricattare, anche giudiziariamente uomini che in quella occasione sono incolpevoli.
Per queste donne non è davvero indispensabile che la Repubblica promuova “con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini”.

Anna Ruggieri