storie / corsivi
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racconti di persone, polemiche ad personam
25 settembre 2003
Le critiche di Gisele Halimi contro Badinter
e l'associazione "nè puttane nè sottomesse"
13 settembre alla Courneuve.
Il nome - Courneuve - é ricorrente nella cronaca nera dei quotidiani francesi
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3 agosto 2003
La tentazione del silenzio
sulla morte di Marie Trintignant
Marie Trintignant è morta. Un edema cerebrale provocato dalla lite con il suo compagno
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20 luglio 2003
Muscoli e cuore della senatrice
Rodham Clinton
I giornali di tutto il mondo hanno dato grande rilievo alla pubblicazione dell’autobiografia di Hillary Rodham Clinton
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9 giugno 2003
Don De Lillo e lo spettro del capitalismo
Un giorno d’aprile del 2000 Erick Packer, New York, 28 anni, esce di casa per andare dal barbiere. Non vi farà mai ritorno. Il suo è un viaggio lungo un giorno, ma anche lungo tutta una vita e un’epoca, l’ epoca del ‘tempo e del denaro’ come mi dice Don DeLillo, l’autore di "Cosmpolis",.
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11amaggio 2003
Pari opportunità, ma non per le "bugiarde"
Il testo approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta,
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13 aprile 2003
Caro Tronti, contro la forza imperiale Usa
vorrei una "potenza" senza "potere"
L’America in Iraq impiega brutalmente tutta la forza perché ha paura di una sua nuova debolezza.
Dibattito: interventi di Moretti, Caminiti, Paolozzi, Leiss, e riferimenti a articoli di Luisa Muraro, Luigi Pintor
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30 marzo 2003
Se solo fossimo umani
Siamo un’amabile, odiosa, affettuosa, rozza, tenera, vile, intelligente, caotica, virtuosa
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20 marzo 2003
Dialogo immaginario sulla nuova presidente Rai
A - “Vedo qui tra voi pochissime donne. Il 7% mi dicono. Chiedo come mai, e la risposta è che la vostra cultura è maschile, aggressiva, competitiva. Bene, ma se siete così energici, perché non investite la competitività nel dare più profitti all’azienda invece che discriminando le colleghe“ ? (così Giovanni Agnelli, all’ultima assemblea dei quadri Fiat, nel racconto di Gianni Riotta)“. Ecco. In un Paese che ha della politica istituzionale e delle cariche pubbliche una concezione molto virile, se non patriarcale, Lucia Annunziata presidente del Cda secondo me è una buona cosa
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> 17 novembre 2003


Caro Guerri, ma che c'entrano feti
e "marroncini" con il voto agli immigrati?

Su “Il Giornale” di sabato 8 novembre Giordano Bruno Guerri scrive un commento sulla proposta Fini del voto agli immigrati. Il quotidiano se ne sta occupando tutti i giorni, con precisione e puntualità, inchieste e editoriali, giornalisticamente apprezzabili anche da lettrici e lettori che hanno posizioni diverse in materia.
L’autore fa riferimento alle realtà di altri paesi europei – Svizzera, Portogallo, Danimarca, Svezia, e anche Islanda – dove ogni governo ha adottato un criterio selettivo per il voto, che di fatto finisce per discriminare aprioristicamente gli esclusi. Venendo alla realtà italiana il nostro sostiene che occorre tempo per riflettere, che il problema degli extracomunitari va affrontato sia regolamentando gli ingressi che dosando la concessione dei diritti da dare “a questo Feto ormai grandino e non ignorabile nel nostro paese. E’ un Feto talmente sviluppato che abbiamo deciso tacitamente di tenerlo, che dobbiamo procreare. Si tratta solo di decidere come e quando”.
Espressione infelice per chi fa un uso pubblico del linguaggio, arma di dissuasione e persuasione.
E, a rischio di essere un po’ ossessive, di valore simbolico ambiguo e di dubbio gusto. Paragonare la complessa vicenda degli immigrati (ma anche qualsiasi altra questione) a un feto rimanda a immaginari misogini, a cattolicesimi punitivi, a qualcosa che va “partorito” anche se non felicemente formato, a qualcosa di indubbiamente femminile di cui appropriarsi per decidere poi il da farsi. Gli immigrati, piuttosto (che Guerri definisce anche “marroncini”), sono donne e uomini già compiutamente formati, capaci di pensare e decidere con le loro teste, quando governi attenti lo consentono.
Meglio lasciar stare i feti nei loro luoghi di origine.

Monica Luongo



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Il Giornale