storie / corsivi
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racconti di persone, polemiche ad personam
22 giugno 2004
Ancora su "Italiane": signore del privato
o inadatte all'interesse pubblico?
Convocare le avevamo convocate tutte, Letizia Paolozzi ed io, per "discutere" la discussione intorno a "Italiane", più volte ospitata in questo sito: curatrici, autrici, critiche e sostenitrici dell'iniziativa.
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5 giugno 2004
Le "Italiane" fanno discutere
Un incontro a Roma il 10 giugno
Fa discutere l'iniziativa editoriale del ministero delle pari opportunità, che ha pubblicato e distribuito in edicola tre volumi di biografie di italiane. Su DeA intervengono Chiaromonte, Bonacchi, Paolozzi, Ruggieri, Leiss. E insieme alla Fondazione Basso si organizza un incontro pubblico per il 10 giugno
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9 maggio 2004
In famiglia
Mi sono trascinata, ecco sì questo è il verbo giusto, al funerale del vecchio signore. Cioé del nonno. Ci potevo scommettere, una bruciante certezza, che dietro al feretro non ci sarebbero stati la figlia e i nipoti.

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28 aprile 2004
Manifestiamo per gli ostaggi
Sono figli di mamma
Cortocircuiti linguistici, della politica e delle fazioni, intorno alla vicenda degli ostaggi italiani nelle mani delle “brigate verdi” irachene. Quasi nessuno resiste (il direttore di Repubblica compreso) alla tentazione del parallelo con il rapimento di Aldo Moro.
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28 marzo 2004
Ma che ci fa un servizio d'ordine
(del segretario) al corteo per la pace?
Se un uomo o una donna va al corteo della pace, immagino io che ci vada in pace. La pace essendo una trama sostenuta dalle relazioni tra uomini e donne. E bambini. E animali (cani, generalmente).

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10 marzo 2004
Ecco le Italiane
Una storia fatta di storie (non senza qualche polemica)

Un secolo di Italiane con qualche assenza
Un buon lavoro. Soldi (pubblici) ben spesi. A cominciare dal titolo: Italiane.
Di storia delle donne se n'è scritta molto. Non solo all'estero: in Francia, negli Stati Uniti. Anche in Italia. Ma non mancano le polemiche: ne scrivono Chiaromonte, Paolozzi, Bonacchi.

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9 marzo 2004
Otto marzo 2004: le donne straperdono o stravincono?
A me sembra che nelle tante celebrazioni, canoniche e non, di questo Otto marzo – intanto: auguri a tutte da DeA – ci siano molte contraddizioni. O meglio, delle doppie verità. Che però non si combinano. E anzi, non si incontrano nemmeno. Il Presidente della Repubblica si preoccupa
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24 febbraio 2004
Lettera al mio amico dagli occhi gialli
Carissimo Puck,
la mia mamma adottiva mi ha detto che, qualche giorno fa, hai preferito andare nei Campi Elisi, dove l’amore è perenne e dove il dolore e la sofferenza non hanno diritto di entrare.
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17 febbraio 2004
Una lacrima per il corpo di Pantani
Al "mare d'inverno" è dedicata la più bella canzone di Enrico Ruggeri, resa immortale dalla voce naturalmente disperata di Loredana Bertè
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15 gennaio 2004
Laragazza
del quaderno

La sede dei Cobas era gelida. Come al solito. Confesso però che il clima di smantellamento ha sempre attratto i militanti. Senza distinzione di sesso. Penso che la metafora sia appropriata alla condizione di chi fa politica non istituzionale. Una condizione da rivoluzionari veri. Magari iniziata per sfuggire alle perfidie dell’Ochrànka
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5 dicembre 2003
Tra nostalgia e modernità
L'insostenibilità di chiamarsi Mussolini
Ha deciso per la “Libertà di azione”, Alessandra Mussolini. Questo il nome dell’associazione che ha deciso di fondare

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23 novembre 2003
Il nome di Laura e la sua libertà
Ringrazio innanzi tutto la famiglia Ingrao per avermi chiesto di essere qui oggi.
Io, che sono di un’altra generazione rispetto a Laura e a tanti di voi , ho scelto di provare a fare un raffronto
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20 novembre 2003
Gita alle Cinqueterre
Dal racconto del Padre, di una precisione impressionante, anche se vi risuonano tremiti di commozione, ho compreso che escludeva qualsiasi traccia di inquietudine
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17 novembre 2003
Caro Guerri, ma che c'entrano feti
e "marroncini" con il voto agli immigrati?
Su “Il Giornale” di sabato 8 novembre Giordano Bruno Guerri scrive un commento sulla proposta Fini del voto agli immigrati
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25 settembre 2003
Le critiche di Gisele Halimi contro Badinter
e l'associazione "nè puttane nè sottomesse"
13 settembre alla Courneuve.
Il nome - Courneuve - é ricorrente nella cronaca nera dei quotidiani francesi
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3 agosto 2003
La tentazione del silenzio
sulla morte di Marie Trintignant
Marie Trintignant è morta. Un edema cerebrale provocato dalla lite con il suo compagno
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20 luglio 2003
Muscoli e cuore della senatrice
Rodham Clinton
I giornali di tutto il mondo hanno dato grande rilievo alla pubblicazione dell’autobiografia di Hillary Rodham Clinton
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9 giugno 2003
Don DeLillo e lo spettro del capitalismo
Un giorno d’aprile del 2000 Erick Packer, New York, 28 anni, esce di casa per andare dal barbiere. Non vi farà mai ritorno. Il suo è un viaggio lungo un giorno, ma anche lungo tutta una vita e un’epoca, l’ epoca del ‘tempo e del denaro’ come mi dice Don DeLillo, l’autore di "Cosmpolis",.
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11amaggio 2003
Pari opportunità, ma non per le "bugiarde"
Il testo approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta,
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13 aprile 2003
Caro Tronti, contro la forza imperiale Usa
vorrei una "potenza" senza "potere"
L’America in Iraq impiega brutalmente tutta la forza perché ha paura di una sua nuova debolezza.
Dibattito: interventi di Moretti, Caminiti, Paolozzi, Leiss, e riferimenti a articoli di Luisa Muraro, Luigi Pintor
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30 marzo 2003
Se solo fossimo umani
Siamo un’amabile, odiosa, affettuosa, rozza, tenera, vile, intelligente, caotica, virtuosa
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20 marzo 2003
Dialogo immaginario sulla nuova presidente Rai
A - “Vedo qui tra voi pochissime donne. Il 7% mi dicono. Chiedo come mai, e la risposta è che la vostra cultura è maschile, aggressiva, competitiva. Bene, ma se siete così energici, perché non investite la competitività nel dare più profitti all’azienda invece che discriminando le colleghe“ ? (così Giovanni Agnelli, all’ultima assemblea dei quadri Fiat, nel racconto di Gianni Riotta)“. Ecco. In un Paese che ha della politica istituzionale e delle cariche pubbliche una concezione molto virile, se non patriarcale, Lucia Annunziata presidente del Cda secondo me è una buona cosa
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> 21 luglio 2004


Antisemitismo, fanatismo e bugie

L’antisemitismo (soprattutto in Francia ma non soltanto) è una realtà. Il problema è come contrastarlo. Dietro la denuncia dell’antisemitismo c’è a volte una religiosità violenta, alla Mel Gibson in “The Passion“. Sono alcune comunità ebraiche a muoversi in questa direzione. Mentre alcuni intellettuali proclamano gli ebrei unici detentori del ruolo di vittime (ne parla Judith Butler in un suo interessante saggio).
Questo tappa la bocca a chiunque voglia esporre le sue critiche alle azioni di Ariel Sharon senza essere tacciato di antisemitismo. Al giorno d’oggi succede addirittura che per essere autorizzati a parlare, bisogna prima difendersi mostrando la propria origine : "Io sono ebrea e tuttavia…“.
Ma vittime si dichiarano anche i palestinesi. Che certo lo sono di quell' esilio impostogli dalle potenze coloniali. E però non riconoscono la sofferenza del popolo della Shoah e anzi, la negano. Accanto ai reali segni di antisemitismo, diminuiscono le difese immunitarie: sta crescendo quella che Amos Oz chiama la malattia del fanatismo.

Per questo bisognerebbe procedere con molta cura. Senza confondere la guerra arabo-israeliana, il terrorismo con l’antisemitismo.
Fiamma Nirenstein nel suo ultimo libro “Gli antisemiti progressisti“ fa l’operazione opposta quando punta il dito sui movimenti pacifisti, le ONG, l’Unione europea. Ecco i luoghi dove viene alimentato l’odio per gli ebrei.
Nella cronologia i luoghi e I messaggi che diffondono questo odio vengono equiparati:
"I Paesi firmatari della Quarta Convenzione di Ginevra che nel dicembre 2001 condannano l’occupazione israeliana dei territori senza fare un accenno al terrorismo antisraeliano“ accanto al "giornale governativo saudita Al Watan che pubblica un saggio in due puntate a firma Abdallah Aal Malhi in cui si sostiene che "gli ebrei stanno attuando la loro infernale strategia per dominare il mondo“.
Serve questa denuncia? Dovremo ora interrogarci sull'"antisemitismo" di tutti quei paesi dell'Onu che hanno considerato illegale il "muro" di Sharon?
Riconoscere torti e ragioni è complicato. Ma bisogna sforzarsi di farlo. Come è avvenuto a Caen, in Normandia, il 7 giugno di quest'anno, quando il cancelliere tedesco ha detto che quella degli alleati nella Seconda Guerra Mondiale “non fu una vittoria sulla Germania, ma una vittoria per la Germania“.
Fuori dalle cerimonie, abbiamo uno spettro minaccioso che viene invitato ai dibattiti, ai talk-shows. Provoca polemiche brutali, certo. Ma finisce anche per produrre invenzioni come quella di Marie L. (aveva denunciato di aver subito un'aggressione da parte di arabi e neri nella RER). Certo, Marie L. è una mitomane perfetta. Il Paese, la Francia le crede. La sua storia è verosimile. Sembra vera.
Media e politici si sono cosparsi il capo di ceneri. A partire dal presidente Chirac. Che stigmatizza l'antisemitismo musulmano e dimentica, nel suo senso di colpa, che esiste - anche - lo spettro del vecchio razzismo francese.
D'altronde,
Chirac, il primo a credere a Marie L. è stato poi durissimo nei confronti di Ariel Sharon che invitava “gli ebrei di Francia“ (in verità si tratta di cittadini francesi ) a lasciare immediatamente il paese “percorso da un antisemitismo scatenato“.
Contraddizione stridente. Perché Chirac sa che i gesti di antisemitismo si sono moltiplicati. E’ una realtà che aggredisce nei cimiteri, nei luoghi di culto. Non però nella metropolitana. Di questo, per non riempire la casa di spettri, bisognerebbe sforzarsi di tenere conto.

Letizia Paolozzi




> da leggere

-
"Contro il fanatismo", di Amos Oz Feltrinelli, pag 78 euro 4,50.

- "Gli antisemiti progressisti", di Fiamma Nirenstein, Rizzoli, pag 390, euro 18,50

- “Vite precarie“ di Judith Butler, Meltemi, pag.190 euro 15,00