storie / corsivi
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racconti di persone, polemiche ad personam
20 febbraio 2007
E io difendo Daniela (Santanchè)
Non condivido quasi nulla delle posizioni di Daniela Santanché – peraltro appena insignita del premio del Riformista - in materia di donne, quote, discriminazioni e pari opportunità. Ma voglio difenderla dal “fuoco amico”
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29 giugno 2006
Alle amiche dell'Assemblea delle donne
di Roma: una questione di pratica politica
Sono rimasta assai perplessa del modo in cui l’altro giorno, alla richiesta di non essere “compresa“ in una firma colletttiva per “un appello al No al referendum“ mi è stato risposto che tanto valeva che mi cancellassi dall’ “assemblea delle donne di Roma“. Di Letizia Paolozzi, con le risposte di Bianca Pomeranzi e Marisa Rodano
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2 gennaio 2006
Aborto: l'attacco è alla parola femminile
Per rispondere basterà un corteo?

Dibattito con articoli di Paolozzi, Leiss, Sarasini, Stella, Bignami,Plebani

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8 dicembre 2005
Sull'aborto non difese da alzare
ma una verità da mostrare
Ha un nemico l’ossessiva campagna contro l’aborto che invade la politica e minaccia di diventare uno dei temi di scontro della campagna elettorale?
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28 novembre 2005
Sull'aborto c'è un "silenzio femminile"?
Eppure Guia e Stefania non tacciono
Lea Melandri, su Liberazione del 27 novembre, affronta la discussione sull’aborto spostando giustamente l’attenzione a ciò che avviene prima che per una donna si ponga la scelta se procreare o no. Cioè alla logica del rapporto d’amore tra donna e uomo.
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29 settembre 2005
Ruini attacca i pacs, Ferrara l'aborto
Non fischio ma preferirei di no
Avrei preferito che quei simpatici ragazzi delle “farfalle rosse” non avessero tolto la parola a Ruini. Ma avrei preferito ancora di più che Ruini non avesse sentito il bisogno di pronunciarsi così platealmente contro un’ipotesi di legge, fatta propria dal leader del centrosinistra. Con articoli di Letizia Paolozzi e Bia Sarasini
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28 marzo 2005
Aborto: sì, ripartiamo dal corpo
e dalla sessualità di donne e uomini
Cara Letizia,
sono contenta di potere spiegare il mio pensiero forse un po’ meglio di quanto non abbia potuto fare sul "Corriere"

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7 marzo 2005
Maschilismi all'italiana
Ben vengano i riflettori puntati sui tassi di maschilismo del giornalismo (e politica) italiano. Anche se. Ma prima i fatti.
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3 marzo 2005
Aborto: riparliamo di depenalizzazione
In un testo sul quale, nel 1989, avevo lavorato insieme a altre donne, insistevamo (ne avevamo già parlato negli anni Settanta) sulla possibile depenalizzazione dell’aborto. Una parte del femminismo è rimasta affezionata a questa idea

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8 febbraio 2005
Le donne, l'aborto, il dolore e la violenza
A proposito di qualche eccesso
nell'attuale dibattito sulla bioetica e altro
(pubblichiamo una lettera di Letizia Paolozzi al Foglio, le risposte di Anna Bravo e Claudio Risè e il saggio di Anna Bravo che è uno degli elementi della discussione)
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22 gennaio 2005
La sinistra (la politica) e le donne
Silenti, potenti, imbufalite, sdilinquite...
Sabato 15 gennaio uomini e donne all’assemblea della sinistra “alternativa”, alla Fiera di Roma. Qualcosa non va sin dalla “relazione” di Asor Rosa.
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21 luglio 2004
Antisemitismo, fanatismo e bugie
L’antisemitismo (soprattutto in Francia ma non soltanto) è una realtà. Il problema è come contrastarlo.
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22 giugno 2004
Ancora su "Italiane": signore del privato
o inadatte all'interesse pubblico?
Convocare le avevamo convocate tutte, Letizia Paolozzi ed io, per "discutere" la discussione intorno a "Italiane", più volte ospitata in questo sito: curatrici, autrici, critiche e sostenitrici dell'iniziativa.
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5 giugno 2004
Le "Italiane" fanno discutere
Un incontro a Roma il 10 giugno
Fa discutere l'iniziativa editoriale del ministero delle pari opportunità, che ha pubblicato e distribuito in edicola tre volumi di biografie di italiane. Su DeA intervengono Chiaromonte, Bonacchi, Paolozzi, Ruggieri, Leiss. E insieme alla Fondazione Basso si organizza un incontro pubblico per il 10 giugno
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9 maggio 2004
In famiglia
Mi sono trascinata, ecco sì questo è il verbo giusto, al funerale del vecchio signore. Cioé del nonno. Ci potevo scommettere, una bruciante certezza, che dietro al feretro non ci sarebbero stati la figlia e i nipoti.

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28 aprile 2004
Manifestiamo per gli ostaggi
Sono figli di mamma
Cortocircuiti linguistici, della politica e delle fazioni, intorno alla vicenda degli ostaggi italiani nelle mani delle “brigate verdi” irachene. Quasi nessuno resiste (il direttore di Repubblica compreso) alla tentazione del parallelo con il rapimento di Aldo Moro.
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28 marzo 2004
Ma che ci fa un servizio d'ordine
(del segretario) al corteo per la pace?
Se un uomo o una donna va al corteo della pace, immagino io che ci vada in pace. La pace essendo una trama sostenuta dalle relazioni tra uomini e donne. E bambini. E animali (cani, generalmente).

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10 marzo 2004
Ecco le Italiane
Una storia fatta di storie (non senza qualche polemica)

Un secolo di Italiane con qualche assenza
Un buon lavoro. Soldi (pubblici) ben spesi. A cominciare dal titolo: Italiane.
Di storia delle donne se n'è scritta molto. Non solo all'estero: in Francia, negli Stati Uniti. Anche in Italia. Ma non mancano le polemiche: ne scrivono Chiaromonte, Paolozzi, Bonacchi.

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9 marzo 2004
Otto marzo 2004: le donne straperdono o stravincono?
A me sembra che nelle tante celebrazioni, canoniche e non, di questo Otto marzo – intanto: auguri a tutte da DeA – ci siano molte contraddizioni. O meglio, delle doppie verità. Che però non si combinano. E anzi, non si incontrano nemmeno. Il Presidente della Repubblica si preoccupa
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24 febbraio 2004
Lettera al mio amico dagli occhi gialli
Carissimo Puck,
la mia mamma adottiva mi ha detto che, qualche giorno fa, hai preferito andare nei Campi Elisi, dove l’amore è perenne e dove il dolore e la sofferenza non hanno diritto di entrare.
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17 febbraio 2004
Una lacrima per il corpo di Pantani
Al "mare d'inverno" è dedicata la più bella canzone di Enrico Ruggeri, resa immortale dalla voce naturalmente disperata di Loredana Bertè
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15 gennaio 2004
Laragazza
del quaderno

La sede dei Cobas era gelida. Come al solito. Confesso però che il clima di smantellamento ha sempre attratto i militanti. Senza distinzione di sesso. Penso che la metafora sia appropriata alla condizione di chi fa politica non istituzionale. Una condizione da rivoluzionari veri. Magari iniziata per sfuggire alle perfidie dell’Ochrànka
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5 dicembre 2003
Tra nostalgia e modernità
L'insostenibilità di chiamarsi Mussolini
Ha deciso per la “Libertà di azione”, Alessandra Mussolini. Questo il nome dell’associazione che ha deciso di fondare

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23 novembre 2003
Il nome di Laura e la sua libertà
Ringrazio innanzi tutto la famiglia Ingrao per avermi chiesto di essere qui oggi.
Io, che sono di un’altra generazione rispetto a Laura e a tanti di voi , ho scelto di provare a fare un raffronto
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20 novembre 2003
Gita alle Cinqueterre
Dal racconto del Padre, di una precisione impressionante, anche se vi risuonano tremiti di commozione, ho compreso che escludeva qualsiasi traccia di inquietudine
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17 novembre 2003
Caro Guerri, ma che c'entrano feti
e "marroncini" con il voto agli immigrati?
Su “Il Giornale” di sabato 8 novembre Giordano Bruno Guerri scrive un commento sulla proposta Fini del voto agli immigrati
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25 settembre 2003
Le critiche di Gisele Halimi contro Badinter
e l'associazione "nè puttane nè sottomesse"
13 settembre alla Courneuve.
Il nome - Courneuve - é ricorrente nella cronaca nera dei quotidiani francesi
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3 agosto 2003
La tentazione del silenzio
sulla morte di Marie Trintignant
Marie Trintignant è morta. Un edema cerebrale provocato dalla lite con il suo compagno
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20 luglio 2003
Muscoli e cuore della senatrice
Rodham Clinton
I giornali di tutto il mondo hanno dato grande rilievo alla pubblicazione dell’autobiografia di Hillary Rodham Clinton
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9 giugno 2003
Don DeLillo e lo spettro del capitalismo
Un giorno d’aprile del 2000 Erick Packer, New York, 28 anni, esce di casa per andare dal barbiere. Non vi farà mai ritorno. Il suo è un viaggio lungo un giorno, ma anche lungo tutta una vita e un’epoca, l’ epoca del ‘tempo e del denaro’ come mi dice Don DeLillo, l’autore di "Cosmpolis",.
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11amaggio 2003
Pari opportunità, ma non per le "bugiarde"
Il testo approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta,
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13 aprile 2003
Caro Tronti, contro la forza imperiale Usa
vorrei una "potenza" senza "potere"
L’America in Iraq impiega brutalmente tutta la forza perché ha paura di una sua nuova debolezza.
Dibattito: interventi di Moretti, Caminiti, Paolozzi, Leiss, e riferimenti a articoli di Luisa Muraro, Luigi Pintor
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30 marzo 2003
Se solo fossimo umani
Siamo un’amabile, odiosa, affettuosa, rozza, tenera, vile, intelligente, caotica, virtuosa
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20 marzo 2003
Dialogo immaginario sulla nuova presidente Rai
A - “Vedo qui tra voi pochissime donne. Il 7% mi dicono. Chiedo come mai, e la risposta è che la vostra cultura è maschile, aggressiva, competitiva. Bene, ma se siete così energici, perché non investite la competitività nel dare più profitti all’azienda invece che discriminando le colleghe“ ? (così Giovanni Agnelli, all’ultima assemblea dei quadri Fiat, nel racconto di Gianni Riotta)“. Ecco. In un Paese che ha della politica istituzionale e delle cariche pubbliche una concezione molto virile, se non patriarcale, Lucia Annunziata presidente del Cda secondo me è una buona cosa
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> 20 febbraio 2007



Non censuriamo le contraddizioni
del desiderio maschile


Sì, c’è un preoccupante ritorno di tendenze censorie.
I giornali ne parlano – Michele Ainis e Riccardo Barenghi sulla Stampa, Pierluigi Battista sul Corriere, per citare solo alcuni interventi – e se ne discute in tv. Ultimi fatti che hanno sollevato più di un interrogativo, il “blitz” del garante della Privacy, Francesco Pizzetti, che vieta con pene severe di diffondere materiali a sfondo sessuale e relativi all’inchiesta detta “vallettopoli”, a meno che non siano di interesse pubblico (ma chi lo riconosce?), e analogo”blitz” di un’altra “authority”, quella sulle Comunicazioni, contro le trasmissioni pornografiche notturne in tv.
Un certo allarme mi avevano suscitato altri episodi, di segno anche molto diverso. Il coro di critiche – varie donne, la Cgil – contro la pubblicità di Dolce & Gabbana in cui si vede una donna aggredita, “atterrata”, da un bullo con altri maschi indifferenti intorno. Invocazione al “giurì” perché quei manifesti fossero tolti di mezzo. Decisione di D&G di ritirarlo comunque.
A Genova, negli stessi giorni, un fatto curioso: una assessora alle pari opportunità che critica pubblicamente il manifesto che promuove la mostra di un maestro rinascimentale, Luca Cambiaso, perché ritrae una donna nuda in posa molto sensuale. Una scelta maliziosa dei curatori? Quel pittore ha eseguito opere molto più castigate; perché non scegliere tra queste? Sul Secolo XIX anche lo scrittore Maurizio Maggiani, non senza il gusto del paradosso, respinge quasi fossero oscene, pornografiche, quelle immagini “manieristiche” del pittore cinquecentesco. Sono il frutto di una società profondamente corrotta…
Ma che c’entrano la pornografia e le bellezze profane dell’arte rinascimentale con le foto proibite di Silvio Sircana, forse in cerca di piacere a pagamento?
Un filo rosso c’è, ed è lo specchio di una sessualità maschile che non sembra più capace di stare al mondo. La cosa esplode se si intreccia con l’esercizio del potere. Ricordate il sexgate del povero Clinton? Non tanto “povero”, poi, se non era stato capace di capire che non si addiceva al suo ruolo pubblico quell’esercizio erotico nella Sala Ovale.
Tuttavia il nostro animo è diviso. Da garantisti e persone di mondo diciamo: anche se fosse vero che il portavoce del governo cercava amore a pagamento, sono fatti suoi, non deve dimettersi per questo. Non gettiamogli la croce addosso. E un'informazione civile non doveva pubblicare il suo nome. Ma in un'altra parte del nostro cervello si rincorrono due domande: non doveva stare più attento, visto il suo ruolo? E poi: si deve proprio accettare come normale che un signore sposato e con figli vada a puttane (o perlomeno sembri che lo faccia, che lo desideri)?
Una risposta di cui sono abbastanza sicuro è che non sia una buona scelta, in ogni caso, affidarsi alla censura. Lo ha capito e lo ha argomentato lo stesso Sircana.
Quelle foto in bianco su alcuni giornali sono state più imbarazzanti delle foto vere. La pubblicità di Dolce & Gabbana metteva in mostra un donna molto bella e molto forte (come ha notato Luciana Littizzetto), circondata da uomini violenti, abulici, inutilmente bisunti. Davvero dobbiamo chiedere a una qualche autorità di eliminare tutte le pubblicità che possono essere considerate offensive della dignità femminile?
In queste immagini – note e ignote, nei nudi femminili che deliziavano nobili e cardinali nell’Italia del ‘500, nelle oscenità notturne in tv, e in quelle che emergono dalle carte giudiziarie di “vallettopoli”– si parla del desiderio maschile. Anche negli aspetti che sono inaccettabili – la violenza – e che fanno problema (la prostituzione, il rapporto con il potere e la morale pubblica). Più che censurare e rimuovere è meglio guardare, interrogarsi e interrogare, cercando di tenersi al riparo dagli eccessi di ipocrisia. Tra uomini e donne.

Alberto Leiss